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Esercizi di stile

Di

Editore: Einaudi (Gli struzzi, 282)

4.2
(4239)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 237 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese , Spagnolo , Tedesco , Ungherese , Olandese , Ceco , Portoghese

Isbn-10: 8806056204 | Isbn-13: 9788806056209 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Umberto Eco

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Humor , Professional & Technical

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Descrizione del libro
Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall'epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sitassi, permutando l'ordine delle lettere alfabetiche... Un effetto comico travolgente, che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio che può essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici.
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  • 5

    C'è poco da dire, i 99 modi diversi di scrivere una storia di sconcertante banalità sono il tritolo sotto il tavolino di formica della nonna. Una preziosa e liberatoria (anche se diabolica e a pensarci, a quel tizio col cappellino e collo di giraffa, pure un pò monomaniaca) gita nell'arte retoric ...continua

    C'è poco da dire, i 99 modi diversi di scrivere una storia di sconcertante banalità sono il tritolo sotto il tavolino di formica della nonna. Una preziosa e liberatoria (anche se diabolica e a pensarci, a quel tizio col cappellino e collo di giraffa, pure un pò monomaniaca) gita nell'arte retorica e, secondo Eco, semiotica. Ecco, Eco, è con Eco che - Queneau contagia un pò tutti - la traduzione si rivela non solo adatta, specie per l'etichetta di libro intraducibile che si è portato appresso per anni: addirittura l'illustre professore accetta la sfida di Queneau e, senza nascondere un pò di amor proprio, tenta di superarlo in alcuni passi. Tanto di guadagnato, visto che se lo può permettere ed era l'unico modo per goderne appieno: con il testo a fronte, meglio ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho visto lo spettacolo teatrale con Filippo Timi quasi un anno fa e durante la lettura non ho potuto fare a meno di ricordare le sue smorfie e le sue espressioni. Tornando al libro, è un gioiello di arguzia e di abilità da parte dell'autore, chapeau!

    8/10

    ha scritto il 

  • 4

    Esercizi utili per gli aspiranti scrittori e per i respiranti lettori

    Gli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau, altro non sono se non la riscrittura della stessa storiella per ben 99 volte, il tutto, naturellement, utilizzando tali e tanti (99) artifizi retorici da renderle tutte l’una ’na nticchia diversa dall’altra.


    Su un mezzo pubblico pieno zeppo di ge ...continua

    Gli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau, altro non sono se non la riscrittura della stessa storiella per ben 99 volte, il tutto, naturellement, utilizzando tali e tanti (99) artifizi retorici da renderle tutte l’una ’na nticchia diversa dall’altra.

    Su un mezzo pubblico pieno zeppo di gente, c’è un giovane dal collo lungo e con in testa un cappello floscio con una specie di treccina al posto della fascia che, di punto in bianco, se la prende con un altro passeggero perché questi, a quanto pare, continua a pestargli i piedi ogni volta che sale o scende qualcuno.

    La voce narrante, che per 99 volte ci racconta la storiella, (quindi non è sempre la stessa, facciamo che sono 99 voci narranti - ammazza quand’era pieno quel mezzo!), un paio d’ore dopo rivede lo stesso giovine davanti alla stazione di Saint-Lazare che chiacchiera con un amico. La voce narrante, di udito finissimo, sente che l’amico sta suggerendo al nostro protagonista di mettere un altro bottone al suo paltò.

    Questa è la storiella che la pazzaria, ma anche il talento (ci mancaria pure) di Queneau, ci ripropone 99 volte, facendoci spesso sorridere anche se noi, o meglio je, non parland ben le frances l’ho dovut legger en italien et, probablemont, mi son pers bonne part de le divertimont. Ciò dett, merci a la tradusion de Umbert Ecò, ho passat un pai d’or divertont.

    Salut à tout le monde!

    ha scritto il 

  • 4

    Semplicemente geniale.

    È uno di quei libri che mentre li leggi ti fanno invidiare l'autore per la sua bravura. Non concedo cinque stelle solo perché la traduzione di alcuni passi non mi ha convinto: per questo è d'obbligo il testo francese a fronte, perché rende senza dubbio meglio, anche per chi non sa parlare il fran ...continua

    È uno di quei libri che mentre li leggi ti fanno invidiare l'autore per la sua bravura. Non concedo cinque stelle solo perché la traduzione di alcuni passi non mi ha convinto: per questo è d'obbligo il testo francese a fronte, perché rende senza dubbio meglio, anche per chi non sa parlare il francese, gli esercizi dell'autore.

    ha scritto il 

  • 0

    Sono cresciuta a pane e Settimana Enigmistica, per forza apprezzo questo libro.


    Quando ancora non sapevo leggere, coloravo gli spazi coi puntini, annerivo i denti dei personaggi in copertina e cercavo di capirci qualcosa dei rebus.
    Quando ho imparato a contare, univo i puntini coi numeri. ...continua

    Sono cresciuta a pane e Settimana Enigmistica, per forza apprezzo questo libro.

    Quando ancora non sapevo leggere, coloravo gli spazi coi puntini, annerivo i denti dei personaggi in copertina e cercavo di capirci qualcosa dei rebus. Quando ho imparato a contare, univo i puntini coi numeri. Con "giochiamo un po' insieme" mia mamma intendeva "facciamo le parole crociate insieme?" Fino ad arrivare a litigare con mio padre per fare l'ultima senza schema. Poi lui, per fare lo sborone, ha iniziato a farle solo con le verticali, se no si annoiava... e io allora mi sono data all'html.

    ha scritto il 

  • 4

    Sulla linea parigina d'autobus S, un tale vede un tizio dal lungo collo e con un cappello floscio che improvvisamente si mette a litigare con un altro passegero, accusandolo di avergli pestato i piedi, e poi, improvvisamente, tronca la discussione, vedendo un posto libero per sedersi. Più tardi, ...continua

    Sulla linea parigina d'autobus S, un tale vede un tizio dal lungo collo e con un cappello floscio che improvvisamente si mette a litigare con un altro passegero, accusandolo di avergli pestato i piedi, e poi, improvvisamente, tronca la discussione, vedendo un posto libero per sedersi. Più tardi, lo stesso individuo, vede il passeggero in un altra zona di Parigi, mentre un suo amico gli consiglia di spostare un bottone del suo cappotto. Questa "scena" viene descritta nel libro di Queneau in più di 100 maniere differenti, alcune decisamente umoristiche. Una per tutte, alla maniera degli haiku giapponesi:

    L'S è quel collo lungo piedi pestati lamento e fuga stazione e bottone reincontro.

    Il libro è tradotto, magistralmente, da Umberto Eco.

    ha scritto il 

  • 1

    Esercizi di stile - Umberto Eco (non Queneau)

    Traduzione pessima, avrebbero dovuto chiamarlo "Esercizi di stile di Umberto Eco, liberamente ispirato da Queneau".
    Perfino io che non conosco il francese mi sono accorto, con il testo a fronte, che la traduzione non c'entra assolutamente niente con l'originale, neanche nei passi più facilmente t ...continua

    Traduzione pessima, avrebbero dovuto chiamarlo "Esercizi di stile di Umberto Eco, liberamente ispirato da Queneau". Perfino io che non conosco il francese mi sono accorto, con il testo a fronte, che la traduzione non c'entra assolutamente niente con l'originale, neanche nei passi più facilmente traducibili. Dovrebbero dire a Eco che se un brano non si è in grado di tradurlo (per incapacità propria o, come in questo caso, per la difficoltà intrinseca del testo), ci si astiene dal farlo, non è che si inventa.

    ha scritto il 

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