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Esercizi di stile

By Raymond Queneau

(278)

| Paperback | 9788806056209

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Book Description

Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall'epico al drammatico, dal racconto gotico alla Continue

Un episodio di vita quotidiana, di sconcertante banalità, e novantanove variazioni sul tema, in cui la storia viene ridetta mettendo alla prova tutte le figure retoriche, i diversi generi letterari (dall'epico al drammatico, dal racconto gotico alla lirica giapponese), giocando con sostituzioni lessicali, frantumando la sitassi, permutando l'ordine delle lettere alfabetiche... Un effetto comico travolgente, che già si è prestato a realizzazioni teatrali, ma al tempo stesso un esperimento sulle possibilità del linguaggio che può essere usato, come già è avvenuto, per fini didattici.

521 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ho visto lo spettacolo teatrale con Filippo Timi quasi un anno fa e durante la lettura non ho potuto fare a meno di ricordare le sue smorfie e le sue espressioni.
    Tornando al libro, è un gioiello di arguzia e di abilità da parte dell'autore, chapeau! ...(continue)

    Ho visto lo spettacolo teatrale con Filippo Timi quasi un anno fa e durante la lettura non ho potuto fare a meno di ricordare le sue smorfie e le sue espressioni.
    Tornando al libro, è un gioiello di arguzia e di abilità da parte dell'autore, chapeau!

    8/10

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    Marta said on Aug 21, 2014 | 2 feedbacks

  • 21 people find this helpful

    Esercizi utili per gli aspiranti scrittori e per i respiranti lettori

    Gli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau, altro non sono se non la riscrittura della stessa storiella per ben 99 volte, il tutto, naturellement, utilizzando tali e tanti (99) artifizi retorici da renderle tutte l’una ’na nticchia diversa dall’altra ...(continue)

    Gli “Esercizi di stile” di Raymond Queneau, altro non sono se non la riscrittura della stessa storiella per ben 99 volte, il tutto, naturellement, utilizzando tali e tanti (99) artifizi retorici da renderle tutte l’una ’na nticchia diversa dall’altra.

    Su un mezzo pubblico pieno zeppo di gente, c’è un giovane dal collo lungo e con in testa un cappello floscio con una specie di treccina al posto della fascia che, di punto in bianco, se la prende con un altro passeggero perché questi, a quanto pare, continua a pestargli i piedi ogni volta che sale o scende qualcuno.

    La voce narrante, che per 99 volte ci racconta la storiella, (quindi non è sempre la stessa, facciamo che sono 99 voci narranti - ammazza quand’era pieno quel mezzo!), un paio d’ore dopo rivede lo stesso giovine davanti alla stazione di Saint-Lazare che chiacchiera con un amico. La voce narrante, di udito finissimo, sente che l’amico sta suggerendo al nostro protagonista di mettere un altro bottone al suo paltò.

    Questa è la storiella che la pazzaria, ma anche il talento (ci mancaria pure) di Queneau, ci ripropone 99 volte, facendoci spesso sorridere anche se noi, o meglio je, non parland ben le frances l’ho dovut legger en italien et, probablemont, mi son pers bonne part de le divertimont. Ciò dett, merci a la tradusion de Umbert Ecò, ho passat un pai d’or divertont.

    Salut à tout le monde!

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    Dan78 said on Aug 18, 2014 | 19 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Semplicemente geniale.

    È uno di quei libri che mentre li leggi ti fanno invidiare l'autore per la sua bravura. Non concedo cinque stelle solo perché la traduzione di alcuni passi non mi ha convinto: per questo è d'obbligo il testo francese a fronte, perché rende senza dubb ...(continue)

    È uno di quei libri che mentre li leggi ti fanno invidiare l'autore per la sua bravura. Non concedo cinque stelle solo perché la traduzione di alcuni passi non mi ha convinto: per questo è d'obbligo il testo francese a fronte, perché rende senza dubbio meglio, anche per chi non sa parlare il francese, gli esercizi dell'autore.

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    Eu said on Jul 4, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Sono cresciuta a pane e Settimana Enigmistica, per forza apprezzo questo libro.

    Quando ancora non sapevo leggere, coloravo gli spazi coi puntini, annerivo i denti dei personaggi in copertina e cercavo di capirci qualcosa dei rebus.
    Quando ho imparat ...(continue)

    Sono cresciuta a pane e Settimana Enigmistica, per forza apprezzo questo libro.

    Quando ancora non sapevo leggere, coloravo gli spazi coi puntini, annerivo i denti dei personaggi in copertina e cercavo di capirci qualcosa dei rebus.
    Quando ho imparato a contare, univo i puntini coi numeri.
    Con "giochiamo un po' insieme" mia mamma intendeva "facciamo le parole crociate insieme?"
    Fino ad arrivare a litigare con mio padre per fare l'ultima senza schema.
    Poi lui, per fare lo sborone, ha iniziato a farle solo con le verticali, se no si annoiava... e io allora mi sono data all'html.

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    LadyRock said on Jun 16, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un gioco bellissimo. "Pronostici", "Parole composte" e "Volgare" meravigliose. In lingua poi, non ne parliamo.

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    mementomihi said on May 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sulla linea parigina d'autobus S, un tale vede un tizio dal lungo collo e con un cappello floscio che improvvisamente si mette a litigare con un altro passegero, accusandolo di avergli pestato i piedi, e poi, improvvisamente, tronca la discussione, v ...(continue)

    Sulla linea parigina d'autobus S, un tale vede un tizio dal lungo collo e con un cappello floscio che improvvisamente si mette a litigare con un altro passegero, accusandolo di avergli pestato i piedi, e poi, improvvisamente, tronca la discussione, vedendo un posto libero per sedersi. Più tardi, lo stesso individuo, vede il passeggero in un altra zona di Parigi, mentre un suo amico gli consiglia di spostare un bottone del suo cappotto.
    Questa "scena" viene descritta nel libro di Queneau in più di 100 maniere differenti, alcune decisamente umoristiche. Una per tutte, alla maniera degli haiku giapponesi:

    L'S è quel collo
    lungo piedi pestati
    lamento e fuga
    stazione e bottone
    reincontro.

    Il libro è tradotto, magistralmente, da Umberto Eco.

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    Emanuele Mignone (alias Captain Achab) said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

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