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Esercizi di stile

By Raymond Queneau

(315)

| Others | 9788806178642

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Book Description

"Esercizi di stile" è un esilarante testo di retorica applicata,un'architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. Tutto vero,però è anche un manifesto letterario (antisurrealista), è un tracciato dif Continue

"Esercizi di stile" è un esilarante testo di retorica applicata,un'architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. Tutto vero,però è anche un manifesto letterario (antisurrealista), è un tracciato diframmenti autobiografici, è la trascrizione di una serie di sogni realmenteeffettuati da Queneau. E perfino un testo politico, nonché un'autoparodia.Questo è quanto emerge dalle riflessioni che Stefano Bartezzaghi ha dedicato aquesto libro-capolavoro. In appendice, presentati per la prima volta initaliano, alcuni esercizi lasciati cadere nell'edizione definitiva, un indicepreparatorio e l'introduzione, anch'essa inedita in Italia, scritta da Queneauper un'edizione del 1963.

520 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Semplicemente geniale.

    È uno di quei libri che mentre li leggi ti fanno invidiare l'autore per la sua bravura. Non concedo cinque stelle solo perché la traduzione di alcuni passi non mi ha convinto: per questo è d'obbligo il testo francese a fronte, perché rende senza dubb ...(continue)

    È uno di quei libri che mentre li leggi ti fanno invidiare l'autore per la sua bravura. Non concedo cinque stelle solo perché la traduzione di alcuni passi non mi ha convinto: per questo è d'obbligo il testo francese a fronte, perché rende senza dubbio meglio, anche per chi non sa parlare il francese, gli esercizi dell'autore.

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    Eu said on Jul 4, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Sono cresciuta a pane e Settimana Enigmistica, per forza apprezzo questo libro.

    Quando ancora non sapevo leggere, coloravo gli spazi coi puntini, annerivo i denti dei personaggi in copertina e cercavo di capirci qualcosa dei rebus.
    Quando ho imparat ...(continue)

    Sono cresciuta a pane e Settimana Enigmistica, per forza apprezzo questo libro.

    Quando ancora non sapevo leggere, coloravo gli spazi coi puntini, annerivo i denti dei personaggi in copertina e cercavo di capirci qualcosa dei rebus.
    Quando ho imparato a contare, univo i puntini coi numeri.
    Con "giochiamo un po' insieme" mia mamma intendeva "facciamo le parole crociate insieme?"
    Fino ad arrivare a litigare con mio padre per fare l'ultima senza schema.
    Poi lui, per fare lo sborone, ha iniziato a farle solo con le verticali, se no si annoiava... e io allora mi sono data all'html.

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    LadyRock said on Jun 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un gioco bellissimo. "Pronostici", "Parole composte" e "Volgare" meravigliose. In lingua poi, non ne parliamo.

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    mementomihi said on May 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Sulla linea parigina d'autobus S, un tale vede un tizio dal lungo collo e con un cappello floscio che improvvisamente si mette a litigare con un altro passegero, accusandolo di avergli pestato i piedi, e poi, improvvisamente, tronca la discussione, v ...(continue)

    Sulla linea parigina d'autobus S, un tale vede un tizio dal lungo collo e con un cappello floscio che improvvisamente si mette a litigare con un altro passegero, accusandolo di avergli pestato i piedi, e poi, improvvisamente, tronca la discussione, vedendo un posto libero per sedersi. Più tardi, lo stesso individuo, vede il passeggero in un altra zona di Parigi, mentre un suo amico gli consiglia di spostare un bottone del suo cappotto.
    Questa "scena" viene descritta nel libro di Queneau in più di 100 maniere differenti, alcune decisamente umoristiche. Una per tutte, alla maniera degli haiku giapponesi:

    L'S è quel collo
    lungo piedi pestati
    lamento e fuga
    stazione e bottone
    reincontro.

    Il libro è tradotto, magistralmente, da Umberto Eco.

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    Emanuele Mignone (alias Captain Achab) said on Apr 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Esercizi di stile - Umberto Eco (non Queneau)

    Traduzione pessima, avrebbero dovuto chiamarlo "Esercizi di stile di Umberto Eco, liberamente ispirato da Queneau".
    Perfino io che non conosco il francese mi sono accorto, con il testo a fronte, che la traduzione non c'entra assolutamente niente con ...(continue)

    Traduzione pessima, avrebbero dovuto chiamarlo "Esercizi di stile di Umberto Eco, liberamente ispirato da Queneau".
    Perfino io che non conosco il francese mi sono accorto, con il testo a fronte, che la traduzione non c'entra assolutamente niente con l'originale, neanche nei passi più facilmente traducibili. Dovrebbero dire a Eco che se un brano non si è in grado di tradurlo (per incapacità propria o, come in questo caso, per la difficoltà intrinseca del testo), ci si astiene dal farlo, non è che si inventa.

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    Eugen said on Apr 7, 2014 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    Giocare con le parole

    Non un romanzo. Non un saggio. Non un manuale. E nemmeno una raccolta di racconti o poesie.
    Esercizi di stile è prima di tutto un gioco. Fatto con le parole, di parole, per le parole.
    Delizia dei sensi per chi ama il pariodare messo nero su b ...(continue)

    Non un romanzo. Non un saggio. Non un manuale. E nemmeno una raccolta di racconti o poesie.
    Esercizi di stile è prima di tutto un gioco. Fatto con le parole, di parole, per le parole.
    Delizia dei sensi per chi ama il pariodare messo nero su bianco. Quello che osa. Quello che provoca. Quello che si fa bello di sé e ne va fiero.
    Quenueau è un genio. Non solo per 'idea, ma anche e soprattutto per la realizzazione.

    Prendete questo testo:

    Sulla S, in un'ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È come un amico che gli dice: "Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito". Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.

    Ecco, prendete questo testo, come fossero "notazioni" e immaginate di trasformarlo in "partita doppia"

    Nel mezzo della giornata e mezzodì, mi trovavo e salii sulla piattaforma e balconata posteriore di un autobus e di un tram...

    oppure in "litoti"

    Non s'era in pochi a spostarci. Un tale, al di qua della maturità, e che non sembrava un mostro d'intelligenza...

    o in "sorprese"

    Com'eravamo schiacciati su quella piattaforma! E come non era ridicolo e vansio quel ragazzo!

    e poi sogno, pronostici, sinchisi, esitazioni, precisazioni, metafore ecc.
    C'è da stupirsi di come ogni storia appaia diversa da se stessa nonostante sia sempre lei, quell'insieme di poche righe di per sé prive di particolare interesse. Lo spiega bene Umberto Eco, nella prefazione, quando illustra come la "manomissione" di una frase, apparentemente solo nella forma, porti con sé una trasformazione del contenuto.

    Come non correre con la mente a Luhmann allora, quando afferma che "il mezzo è il messaggio". Esercizi di stile di Quenueau ne è senza dubbio una valida (e divertente) dimostrazione.

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    Pensierofelice said on Mar 18, 2014 | 2 feedbacks

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