Recensioni
* La Stampa
Il Risorgimento una storia esoterica
Pubblichiamo la premessa di Pierluigi Baima Bollone al suo libro Esoterismo e personaggi dell’Unità d’Italia. Da Napoleone a Vittorio Emanuele III (Priuli e Verlucca editore).
I processi storici e gli avvenimenti che li costellano lasciano negli ambienti in cui si svolgono una quantità di tracce importanti, di minor rilievo o anche minimali. Il campo è assai ampio: documenti, quadri, fotografie, monete e una quantità di altri oggetti, dalle armi ,alle decorazioni, dalle divise ai bottoni. Due esempi tra i tantissimi di questo genere di reperti: il primo è l’artistica pipa in schiuma dimenticata da qualche funzionario in un ristorante della cintura torinese il IO ottobre 1849, in occasione di una tappa del trasporto del feretro di Carlo Alberto arrivato il Genova via mare dal Portogallo, dove era deceduto in esilio il 28 luglio precedente e poi arrivato via terra a Torino e a Superga. La carrozza si ferma per la notte nell’unico locale provvisto di un cortile che può ospitarla. Partito il corteo, vie’ ne ritrovato il reperto che ancora oggi i visitatori possono chiedere di esaminare. Quanto al secondo, agli inizi del 2011, un articolo proprio sulla Stampa ricordava ai lettori quanto è facile reperire tuttora bandiere, uniformi, spade e altri oggetti risorgimentali. Sono ricordi che hanno un fascino esoterico, non perché costituiscono una apertura su dottrine segrete, ma in quanto facilitano una scorciatoia, un corto circuito intellettuale con un passato prossimo ormai entrato nel virtuale collettivo. Esso comprende l’Unità d’Italia che si snoda attraverso il Risorgimento indipendentemente dall’arco temporale che gli si vuole riconoscere, tra il Proclama di Rimini del 1815 e la presa di Roma del 1870, o più estesamente dal periodo- prerisorgimentale al Novecento, fino alle soglie della Prima guerra mondiale. Ma anche gli uomini dell’Unità d’Italia avevano le loro scorciatoie e i loro corto circuiti mentali verso grandi ideali della loro vita, per cui si sono sacrificati. Il libro cerca di darne ragione. Parte da Napoleone, presenta reperti, li lega ad avvenimenti e tocca i pensieri dei padri della Patria: Cavour, Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele II e altri grandi personaggi. Perché parte da Napoleone? Perché è lui ad incidere per la prima volta il nome Italia su di una moneta. E’ una moneta d’oro da 20 franchi coniata per celebrare la vittoria a Marengo il 14 giugno 1800. Reca scritto L’Italie delivrée a Marengo attorno alla testa di Minerva con l’elmo. È la prima volta che Italia compare su un esemplare numismatico. Il nome Marengo si trasferisce rapidamente alla moneta e poi a tutti i pezzi d’oro dello stesso valore coniati per: l’intero ‘800 ed ancora nei primi decenni del ‘900, a quelli che sono conosciuti come «marerighi». A Napoleone si rifà un altro particolarissimo reperto che è accompagnato da una lettera. Essa tradisce la propensione non solo affettiva ma addirittura esoterica, un vero e proprio culto ideale della personalità dell’Imperatore, da parte della figlia adottiva Ortensia di Beauharnais e delle altre persone citate. Si tratta di una prova in piombo dello scudo da cinque lire opera dell’incisore torinese Amedeo Lavy, preparata per il concorso monetario dell’anno 11 repubblicano, vale a dire 1803 del calendario gregoriano. La moneta reca la testa di Napoleone rivolta a destra con la scritta Bonaparte premier consul. Al di sotto la firma di Amedeo Lavy, l’incisore della zecca torinese. L’artista, soggiogato dal fascino di Bonaparte, riesce a dare all’immagine, che insieme alla Minerva del marengo raggiunge il punto più alto della sua produzione, u~ aspetto idealizzato, quasi trascendente. L’opera di Lavy, nonostante il suo valore artistico, non risulta vincitrice. L’incisore torinese è però premiato dall’affezione che Napoleone dimostra conservandola con sé. Il libro illustra moltissimi altri reperti legati ai maggiori esponenti del Risorgimento ed oltre, sino all’Esposizione Internazionale di Torino del 1911. Puntualizza anche la situazione psicologica di molti personaggi. Vittorio Emanuele II e la Contessa di Castiglione soffrivano di disturbo narcisistico di personalità, mentre esistono elementi per formulare una diagnosi di personalità multipla a Costantino Nigra. A proposito di questo importantissimo diplomatico, collaboratore di Cavour, ambasciatore a Parigi, Londra, San Pietroburgo e Vienna, spesso ignorato da chi si occupa di Risorgimento, si deve ricordare che si tratta di uno dei due soli personaggi che vissero in prima persona tutto il Risorgimento. L’altro è Vittorio Emanuele II.
recensione originale
Estratti
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Premessa
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Lettera autografa dell’ammiraglio Ferdinande-Alphonse Hamelin che dona a Victor Hugo la moneta appartenuta a Napoleone, riprodotta al n. 4. Collezione privata, Torino
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Ritratto a olio di Massimo d’Azeglio. Museo Nazionale del Risorgimento di Torino
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Acquerello su carta raffigurante le acclamazioni a Vittorio Emanuele re d’Italia nel 1861 a Genova. Castello di Racconigi.
Non molti sanno che d’Azeglio e, negli ultimi anni di vita, anche Garibaldi furono ferventi spiritisti; pochi sanno che c’è chi suppone che Cavour (come già in precedenza Napoleone) sia stato ucciso e che il frate che gli somministrò i sacramenti fu sospeso dalle autorità ecclesiastiche. E ancora, a proposito di Napoleone, sapete che il nome Italia compare per la prima volta su di una moneta per sua volontà, dopo la battaglia di Marengo? E poi, chi sa che Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, e Vittorio Emanuele II soffrivano dello stesso disturbo narcisistico della personalità? Che Costantino Nigra venne eletto a capo del Grande Oriente d’Italia ma lasciò dopo poche settimane; che in lui coesistevano personalità diverse; che Giuseppe Mazzini credeva nella trasmigrazione delle anime e nella reincarnazione; che la grande teosofa Helena Blavatsky era intima di Garibaldi, il quale ha acquistato una cintura elettrica rivitalizzante?
L’Autore, conciliando il rigoroso approccio di scienziato con l’esposizione divulgativa del pubblicista, ci propone pagine originali e stimolanti che ci conducono alla scoperta di alcuni lati sconosciuti non solo dei personaggi più importanti ma anche del fondamentale periodo storico che ha portato all’Unità d’Itali