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Espiazione

By Ian McEwan

(1099)

| Paperback | 9788806164768

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Book Description

A tredici anni un amore che sboccia può sembrare un plagio. Una ragazzina che assiste a una violenza può convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e rovinandosi. Perché tutta la vita sarà segnata dall Continue

A tredici anni un amore che sboccia può sembrare un plagio. Una ragazzina che assiste a una violenza può convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e rovinandosi. Perché tutta la vita sarà segnata dalle conseguenze. La ragazzina crescerà, diventerà una scrittrice, ma non si libererà del peso dell'ingiustizia inferta a un innocente, alla propria sorella innamorata e in fin dei conti anche a se stessa.

1127 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    Nel nome di Virginia Woolf

    Questo libro è solo un esercizio di stile sul metaromanzo? La risposta a fine lettura per me è un deciso "sì".

    Ian McEwan, con una maestria tecnica che gli va assolutamente riconosciuta, non fa altro che prendere lo stile ed i temi di Virginia Woolf ...(continue)

    Questo libro è solo un esercizio di stile sul metaromanzo? La risposta a fine lettura per me è un deciso "sì".

    Ian McEwan, con una maestria tecnica che gli va assolutamente riconosciuta, non fa altro che prendere lo stile ed i temi di Virginia Woolf e riportarli in vita raccontando una vicenda che io ho trovato esilissima. C'è questa bambina dell'alta borghesia inglese, Briony, che scopre di voler fare la scrittrice, ma per moti interiori dettati dagli ormoni dell'adolescenza finisce per inguaiare per il resto dei suoi giorni Robbie, l'amante della sorella Cecilia, il più classico dei poveri cristi figli della serva, con un'accusa infamante e infondata, e poi decide di espiare tale colpa lavandosi la coscienza scrivendo un romanzo la cui stesura la segue per tutta la vita. Sullo sfondo l'inizio della seconda guerra mondiale, la fine delle illusioni giovanili e del mondo come lo conoscevamo.

    La maestria della Woolf stava nel riuscire a cogliere quel qualcosa di inesprimibile nella coscienza umana e a tirarne fuori un romanzo in cui non succedeva niente (una gita al faro, l'organizzazione di un ricevimento), ma che sapeva comunque affascinare e svelare al lettore qualcosa di mai detto sulla natura umana, sulle convenzioni sociali del tempo, in definitiva sulla complessità dell'uomo moderno. In questo romanzo ciò è solo una lontana eco: in esso è la forma che vince sulla sostanza.

    La narrazione è dannatamente prolissa nella prima, estenuante, parte, dove tutte le tensioni tra i protagonisti, che ci vengono mostrati fin nei più profondi recessi della loro anima, arrivano infine ad esplodere. La seconda parte del romanzo è indubbiamente la migliore, molto più dinamica e scorrevole: vi si parla dell'orrore della guerra, puntando l'attenzione sulla pulsione alla sopravvivenza che ingenera nel protagonista maschile, militare sul campo il cui desiderio di tornare dalla sua amata Cecilia risulta più forte di qualsiasi avversità affrontata. La terza parte è già più zoppicante, narrando dell'apprendistato da infermiera di Briony, ormai diciottenne, ma aiuta comunque a chiarire alcuni aspetti della vicenda.

    Tra le varie riflessioni e rimuginii, spesso vacui, ci sono comunque dei guizzi che non riescono a salvare il romanzo (la scena del primo incontro d'amore tra Robbie e Cecilia, ad esempio, è di un dinamismo ammaliante). Alla fine il tutto risulta debole e notevolmente prolisso: sono stato tentato più di una volta di abbandonare la lettura, dato che sentivo che questo libro mi stava semplicemente annoiando. Meglio leggere Virginia Woolf che una sua imitazione, non c'è che dire!

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    ziabice said on Oct 8, 2014 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    Santapàce che fatica!
    E quella prosa così ricercata, e quella minuziosità analitica a lungo andare un tantinello (ma giusto un filino, eh!) esasperante, e quella freddezza impettita che talvolta mi dava la sgradevole impressione di trovarmi tra le ma ...(continue)

    Santapàce che fatica!
    E quella prosa così ricercata, e quella minuziosità analitica a lungo andare un tantinello (ma giusto un filino, eh!) esasperante, e quella freddezza impettita che talvolta mi dava la sgradevole impressione di trovarmi tra le mani una prova di bravura fine a sé stessa... Senza contare la meschinità di tutti i personaggi, nessuno escluso.

    Però alla fine mi son trovata a dover ammettere che McEwan, tutto considerato, è un narratore con i controcosi, per esser comunque riuscito a farmi procedere nella lettura di quello che è, secondo me, un gran bel canto in lode dello sconvolgente potere "demiurgico" della letteratura.
    Il finale, che ha deluso alcuni, a me è sembrato invece molto bello e appropriato, capace di fugare una volta per tutte ogni possibile accusa di sterilità da mero "esercizio di stile".

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    Ele Dalmonte said on Oct 8, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Espiando... l'ho finito.

    L'ho finito da un po', ma non mi decidevo a scrivere qualcosa, perchè non mi ispirava a scrivere qualcosa, figurarsi adesso dopo alcune settimane!
    Ho visto anche il film mentre leggevo e devo dire, caso raro, forse mi è piaciuto di più il film del li ...(continue)

    L'ho finito da un po', ma non mi decidevo a scrivere qualcosa, perchè non mi ispirava a scrivere qualcosa, figurarsi adesso dopo alcune settimane!
    Ho visto anche il film mentre leggevo e devo dire, caso raro, forse mi è piaciuto di più il film del libro.
    Il libro è passato dall'annoiarmi mortalmente a prendermi intensamente, e se depurato di "alcune" parti allora sarebbe bello.
    Scrittura sublime, non sta a me dirlo, contenuto che fa riflettere, ma poi alla fine se subentra la noia per me il libro fallisce. Lo so sono superficiale, lo so sono una be-stia!

    Positivo il fatto che non finisca bene, almeno quello!!!

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    Stia said on Oct 2, 2014 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Un romanzo struggente, ma che vale davvero la pena di essere letto. Robbie, un giovane di origini modeste, ma con un brillante futuro che attende solo di essere vissuto che diventa la vittima innocente di un'enorme ingiustizia per cui i veri colpevol ...(continue)

    Un romanzo struggente, ma che vale davvero la pena di essere letto. Robbie, un giovane di origini modeste, ma con un brillante futuro che attende solo di essere vissuto che diventa la vittima innocente di un'enorme ingiustizia per cui i veri colpevoli non pagheranno mai; Cecilia la ragazza che lo tiene in vita con il suo amore: "Ti aspetterò. Torna da me"; Briony, la ragazzina aspirante scrittrice, che commette una colpa che per tutta la vita cercherà di espiare. Passando dalla trama allo stile, come non rimanere colpiti da questo romanzo che si fa via via metaromanzo? Con Briony che, alla fine, da personaggio diventa narratrice della storia? La scrittura di McEwan, inoltre, fatta eccezione per qualche descrizione un po' prolissa, vince la scommessa di saper coniugare flusso di coscienza e narrazione. Da ultimo il finale, che ci svela una verità che il lettore non vuole vedere, è proprio un colpo al cuore.

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    Il genio dei pensieri said on Sep 15, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    una tredicenne accusa un innocente di un fatto infamante, mandando lui in galera e procurandosi un senso di colpa che l'accompagnerò per il resto dei suoi giorni. secondo me una grande idea, scritta come i veri scrittori sanno scrivere

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    Doc Livingstone said on Sep 6, 2014 | Add your feedback

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