Essere e tempo

Introduzione alla lettura

Di

Editore: Carocci

3.6
(27)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 228 | Formato: Altri

Isbn-10: 8843014838 | Isbn-13: 9788843014835 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Filosofia

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Descrizione del libro
Nel suo percorso al fine di prendere le distanze dall'impostazionetradizionale, Heidegger utilizza una terminologia filosofica talorainconsueta, proponendo vocaboli da lui stesso coniati o piegando le vecchienozioni alle proprie nuove esigenze. Ne risulta un testo spesso ostico,difficilmente comprensibile. Merito di questa Introduzione è di tracciare unitinerario di lettura che non ripropone, semplificate, le argomentazioni e laterminologia di Heidegger, ma che espone e approfondisce il suo pensiero conun linguaggio chiaro e al tempo stesso rigoroso.
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    Vale veramente la pena, mettersi lì con calma e provare a leggere questo saggio, per un attimo tralasciando le scelte che poi fece l'autore e che hanno irrimediabilmente macchiato la sua figura (ma i ...continua

    Vale veramente la pena, mettersi lì con calma e provare a leggere questo saggio, per un attimo tralasciando le scelte che poi fece l'autore e che hanno irrimediabilmente macchiato la sua figura (ma il giudizio etico a posteriori, è sempre molto facile), e perdersi in queste pagine. Nel mondo attuale, pervaso dall'odio e dalla paura - verrebbe da dire che, a parte la mitica età dell'oro, non esistono mondi che non lo siano (particolarmente emblematico è il passaggio nelle metamorfosi di Ovidio dove si narra come, a quel tempo, gli alberi non servissero per construire navi e gli uomini si accontentavano di quello che gli dava la terra, nella loro primigenia ignoranza delle cose e del mondo e, come nel paradiso terrestre, non esisteva la conoscenza) - percorrere i modi dell'essere, e trovare nella "paura" (il timore per la propria esistenza), una delle modalità che definiscono "l'esserci", cioè uno dei modi che ha l'essere di manifestare al se' la propria esistenza. Ma non c'è solo questa indagine a fare di questo saggio un fonte per una meditazione. Seguendo Heidegger, l'essere è per natura, per sua caratteristica esistenziale, un essere intra-mondano (nei vari mondi, interiori ed esteriori dei quali è parte) e non può isolarsi, non può nascondersi, pur provandoci nella quotidiana dejezione del "si" (con il tentativo di confondersi a un'unità indistinta della massa, della gente, delle tradizioni), ma è chiamato (qui quasi in modo Kantiano) al suo dovere di comprendere (prendere presso di se') perché esso stesso si trova nel mondo con il quale interagisce, e per ritrovare la realtà del proprio se' è obbligato a delle risposte che non possono essere demandate al "si". E l'angoscia del non essere semplicemente un ente "indistinto" protetto dalla moltitudine del "si", si vince solo come "esserci", cioè essere insieme agli altri nella responsabilità delle proprie scelte.

    ha scritto il 

  • 4

    Strumento molto utile, anzi, per certi passaggi direi essenziale.
    Utile anche per una visione d'insieme dopo la lettura complessiva o di ampie parti del testo.
    Unica pecca: la sintesi a volte eccessiv ...continua

    Strumento molto utile, anzi, per certi passaggi direi essenziale.
    Utile anche per una visione d'insieme dopo la lettura complessiva o di ampie parti del testo.
    Unica pecca: la sintesi a volte eccessiva.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente tuttavia regge il confronto con il vero Heidegger…

    Ottima e utilissima introduzione alla lettura dell’imponente “Essere e Tempo”. Eh già, opere di questo genere vanno approfondite, perché senza un punto di riferimento rischiano veramente di risultare ...continua

    Ottima e utilissima introduzione alla lettura dell’imponente “Essere e Tempo”. Eh già, opere di questo genere vanno approfondite, perché senza un punto di riferimento rischiano veramente di risultare ostiche e complesse.

    Come ogni introduzione, l’autore si limita ad enucleare i nodi concettuali centrali (e magari anche più impervi) del testo in un linguaggio il più possibile semplice, ma controllato. Correda il tutto un’utile bibliografia conclusiva.

    Geniale idea di legare i paragrafi del commento ai rispettivi paragrafi di SuZ.

    ha scritto il