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Estensione del dominio della lotta

Di

Editore: Bompiani

3.8
(1525)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845243273 | Isbn-13: 9788845243271 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. C. Perroni

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
L'indifferenza alla vita di un ingegnere informatico trentenne: il lavoro, loscorrere dei giorni sempre uguali, le prigioni dell'amore e del sesso, lefestività senza senso, i viaggi d'affari, la morte incolore di un amicoafflitto da problemi con le donne, lo scivolare lento e inesorabile in unadepressione dalla quale sembra non esserci via d'uscita, un tentativo disuicidio e di automutilazione. Da questo romanzo è stato tratto il filmomonimo di Philippe Harel, interpretato da Philippe Harel e José Garcìa.
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  • 4

    Mentre mi accingevo a leggere questo libro avevo una grande paura: identificarmi con i personaggi, e trovare nel mondo descritto nel libro tracce del mondo reale (così come era successo nelle "particelle elementari"). Bhe è successo anche stavolta. Non di trovarmici in tutto, non di trovare tutto ...continua

    Mentre mi accingevo a leggere questo libro avevo una grande paura: identificarmi con i personaggi, e trovare nel mondo descritto nel libro tracce del mondo reale (così come era successo nelle "particelle elementari"). Bhe è successo anche stavolta. Non di trovarmici in tutto, non di trovare tutto il mio mondo, ma di intravvedere nelle pighe della mia personalità, della mia realtà, tratti di quel pensiero pessimista, deludente e perverso che questi libri narrano con agghiacciante freddezza e lucidità. Houellebecq sarebbe da odiare non perché misogino, misantropo, cinico, antisociale e reazionario, ma perché la visione di questo bastardo figlio di puttana pessimista ti costringe, con la sua scrittura calma, limpida e scorrevole, a guardarti attorno e dentro te stesso, in un perverso e continuo gioco di accettazione e rifiuto di corrispondenze che evitavi di prendere in considerazione. La questione, quando si legge Houellebecq, non è se si è d'accordo con lui o no, ma pensare cosa o chi, nella realtà, lo porta a pensarla in quel modo, con il terrore continuo di cedere a questo pensiero: "non ha tutti i torti".

    ha scritto il 

  • 4

    Senz'anima

    I libri di Houellebecq sono sempre particolari: la disperazione universale che esprimono è veramente intensa e condivisibile ma c'è sempre l'impressione che se il personaggio (o l'autore, che spesso sono la stessa cosa) avesse avuto più fortuna con la f**a, allora tutto il pessimismo cosmico sare ...continua

    I libri di Houellebecq sono sempre particolari: la disperazione universale che esprimono è veramente intensa e condivisibile ma c'è sempre l'impressione che se il personaggio (o l'autore, che spesso sono la stessa cosa) avesse avuto più fortuna con la f**a, allora tutto il pessimismo cosmico sarebbe passato.
    Questo però non toglie nulla ad una scrittura dura, asciutta che in questo libro richiama, per la mancanza di anima del protagonista, tanto "Lo straniero" di Camus quanto il "Giovane Adamo" di Trocchi e forse un po' anche "Bastogne" di Brizzi. Personaggi vuoti per i quali sputare o uccidere sconosciuti si equivalgono. In questo romanzo poi l'esperienza di ingegnere informatico dell'autore e del personaggio aggiungono un che di inquietante. Lo sapevate che la maggior parte dei serial killer sono informatici?

    ha scritto il 

  • 0

    Se non mi sbaglio è il primo che ha scritto? Fa niente. Contiene ottimi consigli per i tecnici informatici e tutti coloro che operano nel settore dell'IT e della Business Intelligence. Mai risolvere un problema, di' sempre che ci sarà un aggiornamento, che se ne riparlerà. Così si lavora. Dulbecc ...continua

    Se non mi sbaglio è il primo che ha scritto? Fa niente. Contiene ottimi consigli per i tecnici informatici e tutti coloro che operano nel settore dell'IT e della Business Intelligence. Mai risolvere un problema, di' sempre che ci sarà un aggiornamento, che se ne riparlerà. Così si lavora. Dulbecco sa il fatto suo e scrive molto bene. Però non mi ricordo molto altro. Mi sa che lui alla fine ha un'esperienza mistica in mountain bike, una sorta di ricongiungimento con la natura. Ottimo, ma a me riesce meglio se al ritorno dal giro trovo birra gelata.

    ha scritto il 

  • 4

    Avvolto in una caligine di insensibilità e gelo, il protagonista racconta attraverso il gioco del movimento storico e con un intento dichiaratamente filosofico gli aneddoti di cui si compone la vita sfrondandoli di dettagli infiniti, ma caricandoli di indifferenza e frustrazione , due tarli che ...continua

    Avvolto in una caligine di insensibilità e gelo, il protagonista racconta attraverso il gioco del movimento storico e con un intento dichiaratamente filosofico gli aneddoti di cui si compone la vita sfrondandoli di dettagli infiniti, ma caricandoli di indifferenza e frustrazione , due tarli che affliggono le generazioni contemporanee, sempre meno capaci di relazionarsi e comunicare.

    ha scritto il 

  • 0

    Cronache dal Basso Impero

    Poche settimane della vita di un trentenne analista-programmatore. Incontri e colloqui con colleghi, clienti, amici. Un protagonista apatico, indifferente al mondo che attraversa la vita senza farci caso, senza uno scopo (non si può non ricordare il Solitario di Ionesco). Dialoghi sempre ...continua

    Poche settimane della vita di un trentenne analista-programmatore. Incontri e colloqui con colleghi, clienti, amici. Un protagonista apatico, indifferente al mondo che attraversa la vita senza farci caso, senza uno scopo (non si può non ricordare il Solitario di Ionesco). Dialoghi sempre sull'orlo dell'abisso, la sensazione che ad ogni passo la terra rischi di franarci sotto i piedi.
    Houellebecq divide e io fatico a metterlo a fuoco. Mi ispira, da subito, un'antipatia spontanea, ma non capisco se la scelta di dire cose sgradevoli, che vanno contro l'opinione corrente sia di forma o di sostanza, se cioè sia veramente convinto di quello che scrive o non voglia piuttosto provocare, andare contro l'opinione corrente e accreditarsi come principe del contro-pensiero, interpretare il ruolo del "diverso", del lupo solitario fuori dal coro.
    Differenza non da poco, quella che corre tra uno vero e uno furbo, tra uno che lo è e uno che lo fa, tra spontaneità ed artificiosità. Magari ci stanno tutti e due gli aspetti.
    Per ora: giudizio sospeso.

    ha scritto il 

  • 3

    Biografia di un maniaco sessuale frustrato

    Questo è il diario vero e proprio di Misciel Uellbecc, la bozza della storia della sua vita e della sua depressione "affettiva". Incapace di intraprendere rapporti con l'altro sesso non fa che desiderare altro ossessivamente fino a volere il suicidio. Da questo primo libro in poi tutti gli scritt ...continua

    Questo è il diario vero e proprio di Misciel Uellbecc, la bozza della storia della sua vita e della sua depressione "affettiva". Incapace di intraprendere rapporti con l'altro sesso non fa che desiderare altro ossessivamente fino a volere il suicidio. Da questo primo libro in poi tutti gli scritti di questo autore si riferiranno a se stesso e alla sua incapacità di avere rapporti. Una vera e propria bozza di ciò che è stato scritto dopo dallo stesso autore. Bisogna anche ammettere che ciò che scrive è vero anche per milioni di altri uomini su questa terra che grazie al tanto amato Capitalismo hanno visto morire ogni forma di rapporto umano. Potete fare a meno di leggerlo e passare a quelli successivi, perlomeno sono scritti un po' meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Houellebecq in questo libro non risparmia sentenze, anzi si prodiga in giudizi sul mondo rinunciando ad un bel po' di umiltà. Nella sua analisi usa un personaggio dalla freddezza allucinante, misantropo e misogino, che mi ha abbastanza infastidito, ma d'altronde, con tutta probabilità, è questo i ...continua

    Houellebecq in questo libro non risparmia sentenze, anzi si prodiga in giudizi sul mondo rinunciando ad un bel po' di umiltà. Nella sua analisi usa un personaggio dalla freddezza allucinante, misantropo e misogino, che mi ha abbastanza infastidito, ma d'altronde, con tutta probabilità, è questo il suo scopo.

    Qua potete trovare la recensione completa: http://clerville.blogspot.it/2014/05/estensione-del-dominio-della-lotta.html

    ha scritto il 

  • 5

    "Una vita intera a leggere avrebbe esaudito i miei desideri; lo sapevo gia a sette anni. La struttura del mondo è dolorosa, inadeguata; non la vedo modificabile. Credo davvero che un'intera vita dedicata alla lettura mi sarebbe convenuta.
    Tale vita non mi fu accordata".

    ...Centrato i ...continua

    "Una vita intera a leggere avrebbe esaudito i miei desideri; lo sapevo gia a sette anni. La struttura del mondo è dolorosa, inadeguata; non la vedo modificabile. Credo davvero che un'intera vita dedicata alla lettura mi sarebbe convenuta.
    Tale vita non mi fu accordata".

    ...Centrato in pieno, potevo gia chiudere a pagina 16 e dare 5 stellette del cazzo.

    Folgorante.
    Scrittura brillante e racconto che riesce ad amplificare quel "vuoto esistenziale" che è presente in ognuno di noi, seppur in forme ed in misure diverse... non importa, Houellebeq ti aiuta ad esserne cosciente, lo fa riemergere, lo ingigantisce a tal punto che te lo ritrovi tutto intorno; ti sentirai soffocare, oppresso... ti ritroverai in testa pensieri alienanti... capisci la situazione, hai paura, ti sbrighi a leggere per arrivare ad una conclusione che speri sarà catartica ma poi letto l'ultimo periodo ti accorgi che cazzo, non c'è salvezza... il romanzo è una trappola.
    Te ne rimani lì in compagnia della consapevolezza del fatto che "la fusione sublime non avverrà, lo scopo della vita è mancato."

    ha scritto il 

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