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Estensione del dominio della lotta

Di

Editore: Bompiani

3.8
(1507)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo

Isbn-10: 8845243273 | Isbn-13: 9788845243271 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. C. Perroni

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
L'indifferenza alla vita di un ingegnere informatico trentenne: il lavoro, loscorrere dei giorni sempre uguali, le prigioni dell'amore e del sesso, lefestività senza senso, i viaggi d'affari, la morte incolore di un amicoafflitto da problemi con le donne, lo scivolare lento e inesorabile in unadepressione dalla quale sembra non esserci via d'uscita, un tentativo disuicidio e di automutilazione. Da questo romanzo è stato tratto il filmomonimo di Philippe Harel, interpretato da Philippe Harel e José Garcìa.
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  • 0

    Se non mi sbaglio è il primo che ha scritto? Fa niente. Contiene ottimi consigli per i tecnici informatici e tutti coloro che operano nel settore dell'IT e della Business Intelligence. Mai risolvere un problema, di' sempre che ci sarà un aggiornamento, che se ne riparlerà. Così si lavora. Dulbecc ...continua

    Se non mi sbaglio è il primo che ha scritto? Fa niente. Contiene ottimi consigli per i tecnici informatici e tutti coloro che operano nel settore dell'IT e della Business Intelligence. Mai risolvere un problema, di' sempre che ci sarà un aggiornamento, che se ne riparlerà. Così si lavora. Dulbecco sa il fatto suo e scrive molto bene. Però non mi ricordo molto altro. Mi sa che lui alla fine ha un'esperienza mistica in mountain bike, una sorta di ricongiungimento con la natura. Ottimo, ma a me riesce meglio se al ritorno dal giro trovo birra gelata.

    ha scritto il 

  • 4

    Avvolto in una caligine di insensibilità e gelo, il protagonista racconta attraverso il gioco del movimento storico e con un intento dichiaratamente filosofico gli aneddoti di cui si compone la vita sfrondandoli di dettagli infiniti, ma caricandoli di indifferenza e frustrazione , due tarli che ...continua

    Avvolto in una caligine di insensibilità e gelo, il protagonista racconta attraverso il gioco del movimento storico e con un intento dichiaratamente filosofico gli aneddoti di cui si compone la vita sfrondandoli di dettagli infiniti, ma caricandoli di indifferenza e frustrazione , due tarli che affliggono le generazioni contemporanee, sempre meno capaci di relazionarsi e comunicare.

    ha scritto il 

  • 0

    Cronache dal Basso Impero

    Poche settimane della vita di un trentenne analista-programmatore. Incontri e colloqui con colleghi, clienti, amici. Un protagonista apatico, indifferente al mondo che attraversa la vita senza farci caso, senza uno scopo (non si può non ricordare il Solitario di Ionesco). Dialoghi sempre ...continua

    Poche settimane della vita di un trentenne analista-programmatore. Incontri e colloqui con colleghi, clienti, amici. Un protagonista apatico, indifferente al mondo che attraversa la vita senza farci caso, senza uno scopo (non si può non ricordare il Solitario di Ionesco). Dialoghi sempre sull'orlo dell'abisso, la sensazione che ad ogni passo la terra rischi di franarci sotto i piedi.
    Houellebecq divide e io fatico a metterlo a fuoco. Mi ispira, da subito, un'antipatia spontanea, ma non capisco se la scelta di dire cose sgradevoli, che vanno contro l'opinione corrente sia di forma o di sostanza, se cioè sia veramente convinto di quello che scrive o non voglia piuttosto provocare, andare contro l'opinione corrente e accreditarsi come principe del contro-pensiero, interpretare il ruolo del "diverso", del lupo solitario fuori dal coro.
    Differenza non da poco, quella che corre tra uno vero e uno furbo, tra uno che lo è e uno che lo fa, tra spontaneità ed artificiosità. Magari ci stanno tutti e due gli aspetti.
    Per ora: giudizio sospeso.

    ha scritto il 

  • 3

    Biografia di un maniaco sessuale frustrato

    Questo è il diario vero e proprio di Misciel Uellbecc, la bozza della storia della sua vita e della sua depressione "affettiva". Incapace di intraprendere rapporti con l'altro sesso non fa che desiderare altro ossessivamente fino a volere il suicidio. Da questo primo libro in poi tutti gli scritt ...continua

    Questo è il diario vero e proprio di Misciel Uellbecc, la bozza della storia della sua vita e della sua depressione "affettiva". Incapace di intraprendere rapporti con l'altro sesso non fa che desiderare altro ossessivamente fino a volere il suicidio. Da questo primo libro in poi tutti gli scritti di questo autore si riferiranno a se stesso e alla sua incapacità di avere rapporti. Una vera e propria bozza di ciò che è stato scritto dopo dallo stesso autore. Bisogna anche ammettere che ciò che scrive è vero anche per milioni di altri uomini su questa terra che grazie al tanto amato Capitalismo hanno visto morire ogni forma di rapporto umano. Potete fare a meno di leggerlo e passare a quelli successivi, perlomeno sono scritti un po' meglio.

    ha scritto il 

  • 4

    Houellebecq in questo libro non risparmia sentenze, anzi si prodiga in giudizi sul mondo rinunciando ad un bel po' di umiltà. Nella sua analisi usa un personaggio dalla freddezza allucinante, misantropo e misogino, che mi ha abbastanza infastidito, ma d'altronde, con tutta probabilità, è questo i ...continua

    Houellebecq in questo libro non risparmia sentenze, anzi si prodiga in giudizi sul mondo rinunciando ad un bel po' di umiltà. Nella sua analisi usa un personaggio dalla freddezza allucinante, misantropo e misogino, che mi ha abbastanza infastidito, ma d'altronde, con tutta probabilità, è questo il suo scopo.

    Qua potete trovare la recensione completa: http://clerville.blogspot.it/2014/05/estensione-del-dominio-della-lotta.html

    ha scritto il 

  • 5

    "Una vita intera a leggere avrebbe esaudito i miei desideri; lo sapevo gia a sette anni. La struttura del mondo è dolorosa, inadeguata; non la vedo modificabile. Credo davvero che un'intera vita dedicata alla lettura mi sarebbe convenuta.
    Tale vita non mi fu accordata".

    ...Centrato i ...continua

    "Una vita intera a leggere avrebbe esaudito i miei desideri; lo sapevo gia a sette anni. La struttura del mondo è dolorosa, inadeguata; non la vedo modificabile. Credo davvero che un'intera vita dedicata alla lettura mi sarebbe convenuta.
    Tale vita non mi fu accordata".

    ...Centrato in pieno, potevo gia chiudere a pagina 16 e dare 5 stellette del cazzo.

    Folgorante.
    Scrittura brillante e racconto che riesce ad amplificare quel "vuoto esistenziale" che è presente in ognuno di noi, seppur in forme ed in misure diverse... non importa, Houellebeq ti aiuta ad esserne cosciente, lo fa riemergere, lo ingigantisce a tal punto che te lo ritrovi tutto intorno; ti sentirai soffocare, oppresso... ti ritroverai in testa pensieri alienanti... capisci la situazione, hai paura, ti sbrighi a leggere per arrivare ad una conclusione che speri sarà catartica ma poi letto l'ultimo periodo ti accorgi che cazzo, non c'è salvezza... il romanzo è una trappola.
    Te ne rimani lì in compagnia della consapevolezza del fatto che "la fusione sublime non avverrà, lo scopo della vita è mancato."

    ha scritto il 

  • 4

    Michel Houellebecq

    Deriva esistenziale di un impiegato trentenne privo di passioni. Houellebecq scontorna il suo personaggio, stabilendone la totale alienazione rispetto alla società. Estremizzandone la condizione riesce però a definire una mancanza di senso che è universale: è la vita stessa ad estraniare e mortif ...continua

    Deriva esistenziale di un impiegato trentenne privo di passioni. Houellebecq scontorna il suo personaggio, stabilendone la totale alienazione rispetto alla società. Estremizzandone la condizione riesce però a definire una mancanza di senso che è universale: è la vita stessa ad estraniare e mortificare l'individuo. La vita impiegatizia si presta ancora una volta a rappresentare il vuoto e l’assurdo, ricordando alcune opere successive di David Foster Wallace.
    Il romanzo è breve e intenso, caratterizzato dallo stile già eccellente di un Houellebecq agli esordi, programmaticamente provocatore molto prima di diventare controversa rock star della letteratura contemporanea francese. Due capisaldi: cinismo che copre un crescente senso di disperazione, e pessimismo cosmico. Sono presenti, come in quasi tutti i suoi libri, livori misogini.

    ha scritto il 

  • 4

    Una vita intera a leggere avrebbe esaudito i miei desideri, lo sapevo già a sette anni. La struttura del mondo è dolorosa, inadeguata; non la vedo modificabile. Credo davvero che un'intera vita dedicata alla lettura mi sarebbe convenuta.
    Tale vita non mi fu accordata.

    ha scritto il 

  • 3

    Una recensione difficile, a partire dalle stelline.
    In genere io do tre stelline ai libri che comunque sono degni di lettura, pur non avendo elementi che li pongano al di sopra della media, oppure li hanno, ma sono compensati negativamente da altri elementi al di sotto della media...
    ...continua

    Una recensione difficile, a partire dalle stelline.
    In genere io do tre stelline ai libri che comunque sono degni di lettura, pur non avendo elementi che li pongano al di sopra della media, oppure li hanno, ma sono compensati negativamente da altri elementi al di sotto della media...
    Ecco, forse questo è il caso del romanzo in questione. Houellebecq qui non ha ancora la padronanza che ho trovato in "Piattaforma", ciononostante alcune pagine sono davvero di alto livello, e comunque è una lettura che non stanca pur essendo quasi assenti gli elementi narrativi ed esaurendosi pressoché interamente con la descrizione minuziosa delle nevrosi del protagonista.
    Sulla quarta di copertina viene paragonato a "Lo straniero" di Camus, similitudine che non vedo affatto. Mersault esprime noia, indifferenza, ma mai fastidio, tanto meno disgusto per la vita e per gli altri esseri umani. Michel invece odia fondamentalmente tutto e tutti. La sua concezione di società in cui esiste una selezione naturale nell'attrazione fra i sessi e nell'affermazione economica, rese entrambe selvagge dal liberalismo capitalista e dall'emancipazione sessuale, spingerebbe i soggetti deboli all'autoesclusione e all'autodistruzione.
    Da questo punto di vista l'argomento offre numerosi spunti, e la "debolezza" del romanzo è di non approfondirli. Molte delle riflessioni restano abbozzate, persino le azioni del protagonista vengono spiegate in maniera insoddisfacente.
    Ecco, su questa base do infine tre stelle, ma sarebbe più giusto dire tre e mezzo.

    ha scritto il 

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