Estensione del dominio della lotta

Di

Editore: Bompiani (Tascabili, 745)

3.7
(1702)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Giapponese , Ceco , Turco

Isbn-10: 8845247708 | Isbn-13: 9788845247705 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Sergio Claudio Perroni

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

Ti piace Estensione del dominio della lotta?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Trent'anni, analista programmatore in una società di servizi informatici, il protagonista di questo romanzo conduce un'esistenza indifferente. Il lavoro, i viaggi d'affari, le prigioni dell'amore e del sesso, l'assenza di qualsiasi sentimento che non sia di insofferenza verso se stesso, lo scivolare lento e inesorabile in uno stato di insensibilità dal quale sembra non esserci via d'uscita.
Ordina per
  • 5

    Ciò che rende estremamente tenera la richiesta di Michel alla terapeuta, quando le chiede se vorrebbe fare l’amore con lui, è che lui lì non si aspetta veramente più nulla.
    Voglio dire, è solo quando ...continua

    Ciò che rende estremamente tenera la richiesta di Michel alla terapeuta, quando le chiede se vorrebbe fare l’amore con lui, è che lui lì non si aspetta veramente più nulla.
    Voglio dire, è solo quando uno o una non si aspetta più nulla, che accadono i miracoli.
    Questa possibilità divina che è stata offerta alla psicologa, di essere il punto di svolta, la massima umanità, per un altro, è ciò che l’ha fatta arrossire. Il pudore è la vergogna del pavido. Le cose possono veramente cambiare da un momento all’altro, si tratta solo di saper rispondere; e di sapere che occorre rispondere.
    Non è che Michel lo sa, che avrebbe risposto negativamente: se lo aspetta. Dice: vediamo se ha la capacità di andare contro il piano inclinato delle cose, di capire che in un attimo lei può mutare la freccia del mondo, far svolgere tutto nella maniera imprevista. Lei sa che ha questo potere, che ce l’ha ‹davvero›, e se n’è ritratta spaurita.
    Perché è più comodo sapere, dirsi, credere, che la propria debolezza è impotenza, è necessitata dalle cose.

    ha scritto il 

  • 5

    ‹Estensione del dominio della lotta; Tisserand assassino mancato.›

    Esattamente questo. Il calore animale, il sistema di dominio sessuale e di presupposti per cui tutto va nella maniera più semplice e prevedibile possibile. Allora capisci perché viene il desiderio di ...continua

    Esattamente questo. Il calore animale, il sistema di dominio sessuale e di presupposti per cui tutto va nella maniera più semplice e prevedibile possibile. Allora capisci perché viene il desiderio di guastare la festa, di renderla più complessa, non lineare, di farla inceppare, di ostacolare tutto questo calamitarsi reciproco degli sguardi, dei corpi, delle amicizie, dei rapporti, da cui noi veniamo esclusi. Perché se tutto è lineare non c’è manco il tempo di guardare quell’elemento incongruente, brutto, dissonante, stonato, che noi siamo.
    E perché Raphaël non avrebbe dovuto ammazzare i due ragazzi in riva al mare? Perché non farli raggelare almeno di paura? Perché poi vivrebbero col trauma? Perché la vita loro non potrebbe essere più felice senza ombre? È proprio questo il punto.
    Non importa chi lo fa o non lo fa. Importa capire che tutta questa felicità, questa esibizione della potenza o del sesso, di potenza sessuale, va rovinata, va guastata. E Raphaël un po’ stava per capirlo. Se non si fosse illuso ancora di poter ricevere amore. O meglio, che a scambiarsi e a venir ricevuto fosse amore invece che colpi di cazzo nella patàna. Perciò Michel si masturba, nella discoteca: per rimanere lucido, per non farsi ingannare; per non perdonare i chiavanti chiamandoli: INNAMORATI.
    È tutto lì il fulcro: questi chiavano e noi crediamo che dietro la chiavata ci sia amore.
    Da ciò ti libera Houellebecq.

    {Perché lo vedi pure tu — e giorno per giorno — che ci sono persone per cui tutta la vita è una cosa insolentemente piana e semplice. Sacchi di merda che vengono trovati simpatici, viziati pieni di soldi, stronze con una personalità vomitevole desiderate fino al malanno.
    Raphaël è un idiota. Crede all’amore, quando credere all’amore vuol solo dire: guarda quella gente che fotte E BENEDICILI PURE, non invidiarli neanche, perché SEI TU IL CESSO. Non potendo sopportare di aver compreso questa cosa, o di stare per comprenderla, s’ammazza.
    L’incanto del serpente non è nella persona: è nel sistema sociale. I dominî di Marte e di Venere non sono fantasie degli esclusi, dei marginali. Sono persone di Serie A che IMPONGONO davvero la loro felicità; vissuta nella più pura sfacciataggine e spensieratamente, ché per noi — questo è — sono irraggiungibili.
    Tale non considerazione della irrangiugibilità della felicità di chi ci nasce, coi mezzi per essere felice, è la questione politica dell’egoismo; da svincolare dal suo sinolo con la felicità. Perché è facile essere egoista, ovvero felice, se non hai da pagare il conto del tuo egoismo.
    Tutto questo non è violenza e brutalità, ma radicalità. Houellebecq, allestendo l’omicidio mancato, ha posto la domanda proprio nei termini più diretti: tu stai dalla parte degli esclusi o di chi ti esclude? Ti intenerisci per questi due pezzi di merda, O PER MICHEL E TISSERAND?
    Occorre saper rispondere a quella domanda; e smettere di fidarsi della giovinezza, di confidare nell’amore degli adolescenti.}

    ha scritto il 

  • 2

    Insomma

    Un libricino che ho faticato a finire. Molto noiso nella prima metà, gli avrei dato una stella.
    Però verso le ultime pagine si ha un risvolto triste che fa molto riflettere.
    Purtroppo, rispetto i libr ...continua

    Un libricino che ho faticato a finire. Molto noiso nella prima metà, gli avrei dato una stella.
    Però verso le ultime pagine si ha un risvolto triste che fa molto riflettere.
    Purtroppo, rispetto i libri letti precedentemente, questo non vale più di 2 stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    Un moderno medioman

    Quando fu scritto a mio giudizio colse, prima di altri, la natura mediana del trentenne di allora: maschio, informatico, con una vita sociale discutibile e alternata e una sessualità immatura.
    Un quad ...continua

    Quando fu scritto a mio giudizio colse, prima di altri, la natura mediana del trentenne di allora: maschio, informatico, con una vita sociale discutibile e alternata e una sessualità immatura.
    Un quadro realistico dell'uomo di oggi.
    http://www.elenaferro.it/estensione-del-dominio-della-lotta-michael-houellebecq/

    ha scritto il 

  • 3

    Insomma... si perde nel nulla

    E' il primo libro di questo autore che leggo e ho voluto cominciare da appunto dal suo primo romanzo, pensando di avvicinarmi così partendo al suo lavoro più acerbo (avendo già l'idea di leggere la su ...continua

    E' il primo libro di questo autore che leggo e ho voluto cominciare da appunto dal suo primo romanzo, pensando di avvicinarmi così partendo al suo lavoro più acerbo (avendo già l'idea di leggere la sua intera bibliografia non mi andava di iniziare da un libro recente e magari migliore per poi retrocedere). Penso di aver fatto bene, perché nonostante le idee di questo libro inizialmente siano ottime, con il procedere della lettura si nota una staticità deludente, ma giustificabile, trattandosi appunto di un opera prima. L'atmosfera in cui viene calato il lettore fin dalle primissime pagine è quella di una città deprimente e tetra, di una vita noiosa ai massimi livelli, ottimo specchio di una società contemporanea in declino. Il protagonista è un nichilista borioso e sarcastico che descrive il tutto con apatia ma anche con sagacia, cosa che ho particolarmente apprezzato, soprattutto nella parte iniziale. Purtroppo la storia perde di mordente e non arriva a nulla. Certo, immagino che il "non arrivare a nulla" sia stato comunque un obiettivo calcolato e raggiunto data la tematica nichilista e apatica che avvolge tutta la narrazione, però la prima parte illudeva che ci sarebbe stato dell'altro. C'erano infatti chiari e significativi riferimenti "all'estensione del dominio della lotta" (frase che fa da titolo al libro) ed era un'idea particolarmente calzante e interessante da vedere sviluppata. L'idea era che la condizione umana generasse sempre un dominio della lotta per la sopravvivenza ma che in tempi moderni questa lotta doveva ampliarsi, estendersi, proprio perché con l'aumento della tecnologia e cambiando il modo di vivere anche i bisogni primari subivano un cambiamento a cui il dominio della lotta avrebbe dovuto adattarsi. Però, appunto, si tratta di un concetto interessante ma che non è stato per niente portato avanti con il procedere del libro. Quindi il finale cade un po' nel nulla coerentemente al nichilismo ma non altrettanto coerentemente con le basi che il libro gettava. Sono rimasta quindi delusa in parte ma comunque curiosa di leggere gli altri romanzi più recenti dell'autore dato che le tematiche esistenziali da lui trattate e il suo stile di scrittura provocatorio mi attraggono non poco.

    ha scritto il 

  • 4

    Tras una fervorosa lectura hace unos meses de Las Partículas Elementales me quedó claro que Francés Michel Houellebecq era sin dudas uno de los escritores del momento. No sé si es su estilo directo, s ...continua

    Tras una fervorosa lectura hace unos meses de Las Partículas Elementales me quedó claro que Francés Michel Houellebecq era sin dudas uno de los escritores del momento. No sé si es su estilo directo, sus reflexiones sobre la sociedad, su visión particular de las religiones, su racismo, por su pesimismo o por su resentimiento hacía la sociedad capitalista pero sus novelas dificilmente dejan a uno indiferente. Y como no cabría esperar de otra forma en Ampliación del Campo de Batalla lo vuelve a lograr.

    En esta obra, publicada con anterioridad a Las Partículas Elementales, Houllebecq sigue (o más bien marca) el guión que desarrollaría posteriormente en las particulas: Una novela que se basa en personas que son triunfadores en el plano laboral pero que, a pesar de ello, son enormemente infelices. Y lo son por que su vida social, sus relaciones, no son para nada satisfactorias.

    Para ello nos mete en la piel de un Informatico treintañero quien siente que vaga por la vida; una vida plana llena de relaciones vácuas. En definitiva nuestro protagonista es un infeliz dentro de una sociedad a la deriva, que , en la siempre pesimista visión del autor, ha perdido sus valores y nos aboca a la monotonía. Una historia triste que encierra una feroz crítica por parte del autor hacía la sociedad actual asi como al liberalismo. Como muestra:

    “Definitivamente, me decía, no hay duda de que en nuestra sociedad el sexo representa un segundo sistema de diferenciación, con completa independencia del dinero; y se comporta como un sistema de diferenciación tan implacable, al menos, como éste. Por otra parte, los efectos de ambos sistemas son estrictamente equivalentes. Igual que el liberalismo económico desenfrenado, y por motivos análogos, el liberalismo sexual produce fenómenos de empobrecimiento absoluto. Algunos hacen el amor todos los días; otros cinco o seis veces en su vida, o nunca. Algunos hacen el amor con docenas de mujeres; otros con ninguna. Es lo que se llama la “ley del mercado”. En un sistema económico que prohibe el despido libre, cada cual consigue, más o menos, encontrar su hueco. En un sistema sexual que prohibe el adulterio, cada cual se las arregla, más o menos, para encontrar su compañero de cama. En un sistema económico perfectamente liberal, algunos acumulan considerables fortunas; otros se hunden en el paro y la miseria. En un sistema sexual perfectamente liberal, algunos tienen una vida erótica variada y excitante; otros se ven reducidos a la masturbación y a la soledad. El liberalismo económico es la ampliación del campo de batalla, su extensión a todas las edades de la vida y a todas las clases de la sociedad. A nivel económico, Raphaël Tisserand está en el campo de los vencedores; a nivel sexual, en el de los vencidos. Algunos ganan en ambos tableros; otros pierden en los dos. Las empresas se pelean por algunos jóvenes diplomados; las mujeres se pelean por algunos jóvenes; los hombres se pelean por algunas jóvenes; hay mucha confusión, mucha agitación.”

    ¿En que grupo dentro del liberalismo te encuentras?

    ha scritto il 

  • 2

    Bah.....

    L'ho trovato fine a se stesso. Le tematiche affrontate in questo romanzo sono abbastanza comuni sia nella sua scrittura che in quella di altri autori, ma qui non c'è uno sviluppo narrativo interessant ...continua

    L'ho trovato fine a se stesso. Le tematiche affrontate in questo romanzo sono abbastanza comuni sia nella sua scrittura che in quella di altri autori, ma qui non c'è uno sviluppo narrativo interessante che le valorizzi. La storia è abbastanza generica e priva di spunti interessanti da "tramandare".

    ha scritto il 

  • 1

    Imbarazzante

    Noioso, presuntuoso, inutile spreco di carta. Il commento in quarta di copertina paragona il romanzo allo "Straniero" di Camus, accostamento quantomai inappropriato e fuori luogo.

    ha scritto il 

  • 3

    senza parole

    Non riesco a formulare nessun commento decente. E' un libro che ho letto tutto d'un fiato, scritto benissimo. E che mi ha lasciato... senza parole.
    Non ho capito se mi è piaciuto o no.
    E' un lento per ...continua

    Non riesco a formulare nessun commento decente. E' un libro che ho letto tutto d'un fiato, scritto benissimo. E che mi ha lasciato... senza parole.
    Non ho capito se mi è piaciuto o no.
    E' un lento percorso di perdita del significato della vita e una grande accusa verso la società informatizzata. E forse anche tanto altro.
    O forse è solo un atto nichilista e la storia di un personaggio incapace di provare alcunché.
    Sono ancora confusa... forse lo rileggerò e riuscirò a capire meglio...

    ha scritto il 

  • 3

    Estensione del dominio della lotta è un romanzo di Michel Houellebecq pubblicato da Bompiani nel 2001.

    Il protagonista di questa storia è un trent'enne realizzato. E' un quadro di un'azienda informati ...continua

    Estensione del dominio della lotta è un romanzo di Michel Houellebecq pubblicato da Bompiani nel 2001.

    Il protagonista di questa storia è un trent'enne realizzato. E' un quadro di un'azienda informatica che collabora con il Ministero dell'Agricoltura francese. Nonostante questo è indifferente ad ogni cosa che lo circonda, non ha passione per nulla, non ha amici e la sua unica storia d'amore è finita male anni prima.

    Il romanzo è narrato in prima persona, intervallato da alcuni racconti o intermezzi scritti dal protagonista i cui protagonisti sono animali parlanti.
    La narrazione procede attraverso due viaggi di lavoro insieme al suo collega Tisserand, brutto e vergine a venticinque anni; il primo a Rouen, dove la psicologia del protagonista viene tratteggiata e chiarito il suo punto di vista cinico e rassegnato sul mondo; il secondo in Vandea, dove le cose peggiorano rapidamente, non risolvendosi nemmeno al ritorno a Parigi.

    Lo stile è piacevole e e gli obiettivi della storia sono interessanti, ma il personaggio è troppo arrogante per essere depresso e troppo depresso per essere Dr House.

    Il tema del fallimento e della mancanza di obiettivi è ben trattato, ma quello dell'"estensione del dominio della lotta" mi sembrava un bellissimo ragionamento da portare avanti, mentre di fatto era solo un'illusione del protagonista, una convinzione indotta dalla sua depressione.

    Forse è un bel romanzo, con un unico difetto: non è altezza del titolo.

    Estensione del dominio della lotta, come titolo, è veramente un capolavoro.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per