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Estensione del dominio della manipolazione

Dalla azienda alla vita privata

By Michela Marzano

(155)

| Hardcover | 9788804591290

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Book Description

Come le moderne teorie di management condizionano le nostre vite: un pamphlet feroce e radicale.

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    Estensione del dominio della manipolazione

    Il tema trattato dalla Marzano é di quelli che periodicamente ci fanno tirare il freno a mano per capire a che punto del nostro percorso, come collettività umana, siamo giunti. Si tratta dei valori – e di conseguenza dell’applicazione di modelli – ch ...(continue)

    Il tema trattato dalla Marzano é di quelli che periodicamente ci fanno tirare il freno a mano per capire a che punto del nostro percorso, come collettività umana, siamo giunti. Si tratta dei valori – e di conseguenza dell’applicazione di modelli – che contraddistinguono il nostro vivere sociale. Domande come quelle che si pone la Marzano, a dire il vero stanno diventando via via più frequenti nel mondo intellettuale dell’Occidente e, i problemi e l’approccio ad essi, tracimano anche in altre forme di rappresentazione della realtà. Sarà perché é da un pò di tempo che siamo bloccati nell’acritica ammirazione di un modello economico e sociale (ormai l’unico) che periodicamente ci tiene in sospeso con crisi da cardiopalma. L’autrice, italiana ma francese acquisita, può essere definita come un “cervello in fuga” dalla nostra realtà, talora molto asfittica per le persone di talento, in qualsiasi campo lo esercitino.

    L’autrice parte dalla constatazione che il pensiero manageriale esca dal proprio ambito per riversarsi nelle altre sfere dell’esistenza. Nel libro si ripercorrono le fasi di questa “invasione di campo” che inizia negli anni ’80 negli USA ma che viene importato con entusiasmo (e senso di necessità) in Europa occidentale. Si parte quindi dall’ideologia del “self made man”, per indagare I costi della stessa, insiti nell’affermazione “imporsi agli altri a qualunque prezzo”.

    Poi, con una carrellata di argomenti altamente esplicativi, la Marzano pone l’accento sul lavoro che da mezzo e completamento di vita ne é diventato il fulcro centrale, insostituibile ed emarginatore. Il lavoro non rende liberi, dunque. Ma é meglio così altrimenti ci troveremmo all’entrata di un campo di concentramento. E mentre il confine tra sfera pubblica a privata diviene sempre più sottile ad esclusivo vantaggio della produzione e quindi del lavoro, la presunta responsabilizzazione del lavoratore appare per quello che realmente é: scaricamento verso il basso delle problematiche insite nei processi produttivi, nelle relazioni aziendali, eccetera. Interessante infine ciò che riguarda la politica che, secondo l’autrice, ha sposato totalmente l’impostazione manageriale del sistema economico o, per usare un’altra metafora, ne é stata totalmente inglobata? La situazione così ben delineata dalla Marzano non sarà forse figlia di questi quasi 30 anni di pensiero unico?

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    FLACONS said on May 16, 2013 | 1 feedback

  • 2 people find this helpful

    Oh Dio della Ragione e del Buon senso, liberaci dai nuovi profeti del managment, dai guru della comunicazione e dai sofisti del coach e rimetti a noi il nostro lavoro così come noi ci rimettiamo con il nostro stipendio (quando c'è). Ma soprattutto fa ...(continue)

    Oh Dio della Ragione e del Buon senso, liberaci dai nuovi profeti del managment, dai guru della comunicazione e dai sofisti del coach e rimetti a noi il nostro lavoro così come noi ci rimettiamo con il nostro stipendio (quando c'è). Ma soprattutto fa che esistano sempre autori fuori dal coro come Michela Marzano che con i loro libri ci illuminano sul sentiero della "liberazione". Amen e a Avoin!

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    Zenone said on Mar 18, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non condivido a tratti il pensiero dell'autrice, troppo estremista a volte, per il resto si legge bene e rivela fatti che a volte sono poco noti ma comunque molto importanti e significativi.
    Studiato come testo a scelta per l'esame di psicologia del ...(continue)

    Non condivido a tratti il pensiero dell'autrice, troppo estremista a volte, per il resto si legge bene e rivela fatti che a volte sono poco noti ma comunque molto importanti e significativi.
    Studiato come testo a scelta per l'esame di psicologia del lavoro e delle organizzazioni.

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    Blaze019 said on Mar 18, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Interessante

    Studiato in concomitanza di un esame di psicologia del lavoro, ma trovato interessante e meritevole di ulteriori riletture.
    Una critica particolarmente accesa al management moderno, al coaching ed alla filosofia lavorativa del "tutto dipende da te" ( ...(continue)

    Studiato in concomitanza di un esame di psicologia del lavoro, ma trovato interessante e meritevole di ulteriori riletture.
    Una critica particolarmente accesa al management moderno, al coaching ed alla filosofia lavorativa del "tutto dipende da te" (compreso il fallimento!)
    Gradevole e ben ponderato, anche se talvolta l'autrice mi pare un pò troppo estremizzante e radicale nelle sue teorie.
    Ma d'altra parte, andrebbe preso anche come provocazione.

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    Andrea Salamone said on Mar 5, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La Marzano è molto deludente. Trito e ritrito, non una parola nuova, non suscita una riflessione per chi abbia un po' di familiarità con l'argomento. Il titolo è molto bello. Immagino che i suoi libri di filosofia siano più interessanti ma mi è passa ...(continue)

    La Marzano è molto deludente. Trito e ritrito, non una parola nuova, non suscita una riflessione per chi abbia un po' di familiarità con l'argomento. Il titolo è molto bello. Immagino che i suoi libri di filosofia siano più interessanti ma mi è passata la voglia di esplorarli.

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    air miner said on Jan 10, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il libro è un grido d'allarme, un j'accuse polemico e sferzante, nei confronti del nuovo management aziendale manipolatore, che si impone sui lavoratori pervadendone la vita privata, pretendendo di modificarne la personalità (allenandoli ad esserli p ...(continue)

    Il libro è un grido d'allarme, un j'accuse polemico e sferzante, nei confronti del nuovo management aziendale manipolatore, che si impone sui lavoratori pervadendone la vita privata, pretendendo di modificarne la personalità (allenandoli ad esserli performanti, efficienti...) a tal punto che un fallimento sul lavoro oggi si trasforma in un cataclisma della propria identità: sbagliare sul lavoro, come capita a tutti, si trasforma sempre più nell'"essere sbagliati". Senza considerare le forze o gli eventi che noi non possiamo controllare e che non dipendono da noi. Leggendolo, ho pensato che purtroppo una persona oggi non si definisce piú per quello che è, ma per quello che fa. Appena ci conosciamo, ancor prima di parlare di noi, di descrivere la nostra essenza, ci diciamo "cosa fai?" e ci qualifichiamo in base al luogo in cui lavoriamo o alla professione che svolgiamo. Quello lavora da Ernst&young, quello è un avvocato di Nctm. Passiamo più tempo a cercare un lavoro e poi a lavorare, che a cercare noi stessi, e a pensare a chi siamo. Il libro ci mette in guardia e ci aiuta a non perdere la bussola. E ci ricorda che scoprire la propria personalità, e far si che non venga plagiata e manipolata da chicchessia, è il lavoro migliore che ciascuno di noi può intraprendere.

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    Aguratrat said on Aug 26, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Hardcover 202 Pages
  • ISBN-10: 8804591293
  • ISBN-13: 9788804591290
  • Publisher: Mondadori
  • Publish date: 2009-05-01
  • Also available as: Paperback
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