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Estetica del virtuale

Di

Editore: Bruno Mondadori

3.2
(14)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 224 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8842498270 | Isbn-13: 9788842498278 | Data di pubblicazione: 

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 2

    Devo ancora capire perchè i docenti universitari o i filosofi che spesso sono radical-chic supponenti, debbano infarcire i loro libri di espressioni appositamente oscure, arzigogolate, ostentamente forbite quando le stesse cose, pur non omettendo e rinunciando al linguaggio tecnico che anche quel ...continua

    Devo ancora capire perchè i docenti universitari o i filosofi che spesso sono radical-chic supponenti, debbano infarcire i loro libri di espressioni appositamente oscure, arzigogolate, ostentamente forbite quando le stesse cose, pur non omettendo e rinunciando al linguaggio tecnico che anche quello è necessario, potrebbero essere rese molto piu' semplici, chiare e quindi interessanti. Non capiro' mai questa casta di intellettuali che cercano, cosi' facendo, di ritagliarsi un'elite di lettori piuttosto chiusa quando se scrivessero diversamente, potrebbero far passare meglio e di piu' le loro riflessioni. Non li capiro' mai (e non li capisco neanche nel senso vero della parola, dei loro pensieri e delle loro riflessioni che rimangono li', sospese, in un vuoto isolato da tutto).
    L'estetica virtuale oggi è un tema che tocca da vicino la nostra società, anzi è uno degli argomenti potenzialmente piu' interessanti da affrontare perchè attuali, che riguarda un po' tutti. Pero', affrontata e discussa cosi', è indigeribile e infastidisce non poco. Occasione sprecatissima. Docente e filosofo, bocciato. E studenti, mi riferisco proprio a voi, che non vedete l'ora, una volta finito di studiare, di lanciare il libro in mare, nel camino in vista del freddo che sta marciando a passi spediti verso di noi o di darlo come oggetto da riporto al proprio cane, in assenza (e in attesa, abbiamo fiducia) di altri usi piu' socialmente utili, fatelo, fatelo, fatelo, senza indugio alcuno.

    ha scritto il 

  • 2

    Negli anni scorsi, sul "virtuale" si è scritto e sproloquiato: il saggio di Roberto Diodato cerca d'impostare un'estetica coerente del corpo virtuale in quanto interazione di corpo fisico e dato informatico, dato che ovviamente su questo terreno vanno ridiscussi i concetti d'imitazione e di realt ...continua

    Negli anni scorsi, sul "virtuale" si è scritto e sproloquiato: il saggio di Roberto Diodato cerca d'impostare un'estetica coerente del corpo virtuale in quanto interazione di corpo fisico e dato informatico, dato che ovviamente su questo terreno vanno ridiscussi i concetti d'imitazione e di realtà che formano da sempre due capisaldi della riflessione estetica. Purtroppo il linguaggio dell'opera è tanto esoterico e ricercatamente oscuro da rendere quanto mai spiacevole la lettura: certi studiosi dovrebbero capire che non si è più ganzi se si scrive come Heidegger o Deleuze; un conto è usare un linguaggio tecnico, che ovviamente chi voglia leggere un saggio di filosofia, di diritto o di teologia deve possedere: un altro conto è lo scrivere in modo volutamente involuto, che è spesso indice di puerilità o di idee poco chiare.

    ha scritto il 

  • 2

    Un buon saggio rovinato dalla forma

    L'estetica del virtuale è un buon libro, molto ben sostenuto nel suo impianto da una tesi interessante ed un progetto piuttosto ambizioso: la creazione di un'ontologia del "corpo-immagine virtuale", cui Diodato da sostanza attraverso interessanti capitoli. Peccato per la scrittura eccessivamente, ...continua

    L'estetica del virtuale è un buon libro, molto ben sostenuto nel suo impianto da una tesi interessante ed un progetto piuttosto ambizioso: la creazione di un'ontologia del "corpo-immagine virtuale", cui Diodato da sostanza attraverso interessanti capitoli. Peccato per la scrittura eccessivamente, insostenibilmente, barocca, e le altrettanto eccessivamente, insostenibili citazioni, che arrivano a durare anche un'intera pagina. Tutto sommato affronta in modo molto originale un tema di cui si è parlato sin troppo, e di cui non si sente quasi più il bisogno di ulteriori contributi. Consigliato soprattutto se si sta studiando in merito ai temi esposti.

    ha scritto il