Estupor i tremolors

Per

Editor: Labutxaca

3.9
(3803)

Language: Català | Number of Pàgines: 112 | Format: Others | En altres llengües: (altres llengües) French , English , Chi traditional , Portuguese , Italian , German , Spanish , Latvian , Dutch , Polish

Isbn-10: 8499300618 | Isbn-13: 9788499300610 | Data publicació: 

Category: Biography , Fiction & Literature , Humor

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Descripció del llibre
Aquesta novel•la d’inspiració autobiogràfica, i que en el seu dia va obtenir un gran èxit entre els lectors i la crítica francesa, explica la història d’una jove belga que comença a treballar a Tòquio en una gran companyia japonesa. Però al Japó actual, fortament jerarquitzat, la jove porta el llast d’un doble handicap: ser una dona i ser occidental. Aquesta doble condició la convertirà en el blanc d’una allau d’humiliacions i d’una progressiva degradació laboral que la portarà del món de la comptabilitat a servir cafès, encarregar-se de la fotocopiadora i per acabar-ho d’arrodonir, ocupar-se de la neteja dels lavabos d’homes.
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  • 4

    Tra i gabinetti e l'infinito

    Raccontare un'esperienza lavorativa da incubo con autoironia e un filo di follia è sicuramente pane per i denti dell'irrefrenabile Amélie Nothomb, che in questo breve romanzo autobiografico ci regala ...continua

    Raccontare un'esperienza lavorativa da incubo con autoironia e un filo di follia è sicuramente pane per i denti dell'irrefrenabile Amélie Nothomb, che in questo breve romanzo autobiografico ci regala pagine esilaranti il cui stile e contenuto, come sempre, rifuggono dai luoghi comuni senza cedere neanche per un attimo al vittimismo.
    Le riflessioni le lascia al lettore mentre rivela la sua brillante scalata all'insuccesso in una multinazionale giapponese, in qualità di ultima ruota del carro di un rigido e disumano sistema gerarchico.
    Ce ne sarebbe abbastanza per spezzare il cuore e la tempra di chiunque (lei il Giappone lo amava e in quell'impiego aveva riposto molte aspettative), eppure la scrittrice ha quel modo tutto suo di reagire alle umiliazioni, divertente e un tantino masochistico:
    “Com'era bello vivere senza orgoglio e senza intelligenza. Mi ibernavo”.
    Anche nelle mansioni più umili è irreprensibile e volenterosa, esaltata tra l'altro dall'attrazione per Fubuki, sua diretta superiore, donna bellissima e sadica che diventa la sua principale persecutrice e stronca prontamente sul nascere l'unica opportunità di carriera che le viene concessa.
    Fubuki è il prodotto tipico dell'educazione impartita alle donne giapponesi, a cui fin dall'infanzia vengono tarpate le ali del sogno con una serie infinita di regole da rispettare.
    Questo ci spiega la Nothomb, e c'è sempre un baluginare malizioso e sferzante, anche nelle frasi più remissive, che non concede l'onore della vittoria a chi le sta di fronte, perché Amélie è un essere vivo e pensante dotato di un arguto spirito di osservazione.
    I suoi sforzi stakanovisti sono destinati fin dall'inizio al fallimento: lei, occidentale e per giunta donna, deve stare al suo posto, messa a far nulla, o ad occuparsi di cose che esulano dalle sue competenze (conosce l'inglese e parla perfettamente francese e giapponese).
    E poi arrivano i bagni, accolti con un certo sollievo: “Quando si lustrano i bagni sporchi, il vantaggio è che non c'è da temere di cadere più in basso”.
    Ci sarebbe il licenziamento, ma mollare prima della scadenza del contratto annuale sarebbe disonorevole agli occhi di un nipponico e lei tiene duro.
    Un'alternativa dignitosa potrebbe essere il suicidio, visto che nel paese del Sol Levante nessuno ha da ridire su quest'atto estremo.
    E in effetti Amélie tutte le volte che può si lascia mentalmente cadere dall'enorme vetrata del piano in cui lavora, il quarantaquattresimo (lo chiama “lanciarsi nel paesaggio”).
    La finestra diventa “la frontiera tra lo sciacquone e il cielo, tra i gabinetti e l'infinito”, e immaginare di lanciarsi nel vuoto osservando se stessa e la città è un atto di contemplazione che rimpiangerà una volta portato a termine il suo anno lavorativo:
    “Finché esisteranno finestre l'essere umano più umile della terra avrà la sua parte di libertà”.

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  • 3

    L'uomo di marketing e la variante limone

    Amélie, nata in Giappone nel 1966, ha ammirato da bambina la cultura giapponese, imparando la lingua tanto da voler lavorare lavorare per un anno, dall' 8 gennaio 1990 in una gigantesca azienda di qu ...continua

    Amélie, nata in Giappone nel 1966, ha ammirato da bambina la cultura giapponese, imparando la lingua tanto da voler lavorare lavorare per un anno, dall' 8 gennaio 1990 in una gigantesca azienda di quel Paese.
    Scoprendo di non trovarsi tanto bene, anche se aiutata da personale umorismo.
    Sulle osservazioni ed esperienze ci fidiamo di quello che racconta, anche perchè collima con quanto più o meno si conosce. Per alienazioni e frustrazioni aziendali oltre alla serie di Fantozzi è assimilabile al libro in oggetto del 1995, di Walter Fontana , umoristico e drammatico disegno di una "collaborazione" far un'azienda italiana e una multinazionale USA.

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  • 4

    Divertente e terribile

    E' un viaggio, credo realistico, nel Giappone: neppure Parise ha fatto di meglio. E' anche iIl mio primo approccio con la Nothomb (che infine mi ha un po' stufato)! Che dire? Se penso a quanto la scr ...continua

    E' un viaggio, credo realistico, nel Giappone: neppure Parise ha fatto di meglio. E' anche iIl mio primo approccio con la Nothomb (che infine mi ha un po' stufato)! Che dire? Se penso a quanto la scrittrice era giovane e a quanto era "nuova" penso che le quattro stelline se le meriti proprio.

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  • 3

    Un anno di lavoro in Giappone in una multinazionale

    Primo libro della Nothomb che leggo.

    L'autrice ci narra un anno di lavoro che ha compiuto a Tokyo in una multinazionale giapponese, la Yumimoto. Lei parla sia francese (è belga) sia giapponese (è nat ...continua

    Primo libro della Nothomb che leggo.

    L'autrice ci narra un anno di lavoro che ha compiuto a Tokyo in una multinazionale giapponese, la Yumimoto. Lei parla sia francese (è belga) sia giapponese (è nata e ha vissuto in Giappone). Cerca di rendersi utile ma viene presto denunciata alla sua responsabile, Fubuki Mori, per non aver rispettato la gerarchia senza essersene resa conto. E da quel momento in poi le verranno affidati diversi incarichi che non riuscirà mai a portare a compimento. Così ella subirà una lenta e umiliante retrocessione fino a fare la guardiana dei cessi. Ma non si perde d'animo e non cede alla tentazione del licenziamento e lavorerà fino alla scadenza del contratto come farebbe un giapponese per non perdere il senso dell'onore.

    Storia autobiografica che ironizza e critica la cultura lavorativa della civiltà giapponese che scaturisce dallo stupore e smarrimento per un sistema che schiaccia ogni individualità nel nome del formalismo gerarchico.

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  • 3

    Auto ironia e una dose di caparbietà per questo romanzo autobiografico. Una bella rivincita per la nostra autrice che così simpaticamente mi ha tenuto compagnia raccontando il suo travagliato anno di ...continua

    Auto ironia e una dose di caparbietà per questo romanzo autobiografico. Una bella rivincita per la nostra autrice che così simpaticamente mi ha tenuto compagnia raccontando il suo travagliato anno di lavoro in una grande compagnia Giapponese.

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  • 4

    Dopo 'né di Adamo, né di Eva' che racconta il lato privato del periodo passato dall'autrice in Giappone, questo libro racconta invece la sua esperienza lavorativa all'interno di in una tipica grande a ...continua

    Dopo 'né di Adamo, né di Eva' che racconta il lato privato del periodo passato dall'autrice in Giappone, questo libro racconta invece la sua esperienza lavorativa all'interno di in una tipica grande azienda. Rigore, dedizione e devozione sono solo alcune delle caratteristiche principi che si sa, ogni buon giapponese deve avere per far parte dell'ingessatissimo mondo nipponico. Le stesse che non fanno parte di lei e che nonostante gli sforzi, non riuscirà ad acquisire e che regalano a noi preziose chicche letterarie difficili da scordare.

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  • 4

    E' il primo libro della Nothomb che leggo, e devo dire che mi è piaciuto. La lettura è scorrevole, ed essendo lungo (corto)118 pagine si finisce velocemente.
    Il motivo principale per cui l'ho letto è ...continua

    E' il primo libro della Nothomb che leggo, e devo dire che mi è piaciuto. La lettura è scorrevole, ed essendo lungo (corto)118 pagine si finisce velocemente.
    Il motivo principale per cui l'ho letto è l'ambientazione giapponese (essendo io una fanatica del Giappone). Non sono rimasta particolarmente sorpresa dalle disavventure della protagonista (anche se, sicuramente, un pizzico esagerate), visto che il tutto mi è stato confermato più volte da altre letture e testimonianze dirette.
    E' un libro leggero e divertente (anche se, in certi momenti, il comportamento di Amélie è davvero irritante) e permette di di capire alcuni aspetti della cultura giapponese.
    Consigliato.

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  • 4

    È il divertente resoconto di un’impiegata occidentale in un’azienda giapponese. Amélie è encomiabile sia per come ne sbagli una dopo l'altra, sia per come riesce a scherzarci su.

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