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Ethan Frome

By Edith Wharton

(1)

| Hardcover | 9780812415544

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Book Description

106 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    dopo aver letto "la casa della gioia", che mi aveva annoiata a morte, devo rivalutare la Wharton. Bellissimo racconto.

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    Torey said on Sep 11, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Un breve romanzo che mi ha colpito profondamente, alla fine ho provato un dolore quasi fisico. Incantevole la scrittura e il modo della Warthon di dipingere i personaggi. Leggerò presto qualcos'altro di suo!

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    Clod82 said on Sep 2, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Mi unisco all'apprezzamento per il romanzo, però mi discosto almeno un po' dal giudizio sui personaggi, perlomeno su Ethan e Zeena. Mi domando cos'avrebbe dovuto fare Zeena, o cosa avrebbe fatto ognuno di noi al suo posto, anche al netto dell'ipocond ...(continue)

    Mi unisco all'apprezzamento per il romanzo, però mi discosto almeno un po' dal giudizio sui personaggi, perlomeno su Ethan e Zeena. Mi domando cos'avrebbe dovuto fare Zeena, o cosa avrebbe fatto ognuno di noi al suo posto, anche al netto dell'ipocondria...E siccome ho esperienza di vita simile in alcuni aspetti alla vicenda narrata, non posso fare a meno di pensare che Ethan si sia cercato la "trappola" (nel romanzo è esplicita l'intera responsabilità dell'uomo nella proposta di matrimonio) e che alla fine gli sbagli di Ethan (prima sposarsi senza amore, perché incapace di stare da solo, poi coinvolgere una ragazzina senza protezione e senza esperienza di vita in un amore senza speranze fin dall'inizio), uomo buono ma debole e un tantino vigliacco, si ripercuotano su tutto il terzetto in un finale raggelante (che dimostra la non cattiveria di Zeena, almeno a mio modo di vedere), un finale che si inserisce, per quanto su canali diversi, nella narrativa novecentesca che si incentra sull'inettitudine dell'uomo moderno, incapace di affrontare la vita e di cambiarla. Con tutte le differenze del caso, Ethan è la figura dell'inetto che in Italia abbiamo conosciuto da Svevo (soprattutto dei primi due romanzi; e a questo proposito, salta all'occhio una notevolissima affinità: anche in Senilità e Una vita i protagonisti sono persone con velleità culturali come Ethan, che si distinguono dall'ambiente in cui sono inseriti o vorrebbero distinguersene) e Pirandello, e Kafka etc. nella letteratura europea. Del resto l'autobiografia della Wharton autorizza a pensare che dovesse avere una larga conoscenza delle opere letterarie del periodo.
    So che sono piuttosto dura col protagonista, ma è quello che ci vedo, anche, ripeto, autobiograficamente. Certamente questo non mi impedisce di solidarizzare con lui (i suoi sbagli sono comprensibilissimi) e di pensare che abbia pagato un prezzo troppo alto per i suoi errori. E storie come questa sono comuni anche ai giorni nostri, co le dovute differenze. Questo la svincola in parte dall'aspetto storico e temporale e me la fa pertanto apprezzare ancora di più.

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    Saby (vedova Dobner) said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La Wharton, di nascita aristocratica e appartenente a quell’establishment sociale al centro dei suoi romanzi, spiazza con questo breve romanzo perché si cala in un contesto a lei lontano, quello della povertà e dell’emarginazione sociale, e lo fa str ...(continue)

    La Wharton, di nascita aristocratica e appartenente a quell’establishment sociale al centro dei suoi romanzi, spiazza con questo breve romanzo perché si cala in un contesto a lei lontano, quello della povertà e dell’emarginazione sociale, e lo fa straordinariamente bene.
    La sua attenzione però è rivolta sempre alle convenzioni, sia che appartengano all’elite che ad un contesto rurale, convenzioni che condizionano fortemente le azioni rinunciatarie delle persone, e nel caso dell’irresoluto Ethan, si aggiunge la mancanza di disponibilità economica, la povertà è un ulteriore elemento di condizionamento, il bisogno può schiacciare, mortificare, annullare la dignità delle persone e i loro sentimenti.
    Di contro è vero che Ethan sposa Zeena per paura della solitudine ma la stessa Zeena sposa Ethan per acquisire un suo stato sociale di donna sposata e anche perché i suoi parenti già avevano sentenziato che Ethan avrebbe dovuto sposarla dopo tutto quello che lei aveva fatto per lui. E infine l’ingenua Mattie, apparentemente fragile e in balia degli eventi, coltiva un sogno d’amore impossibile anche perché le uniche attenzioni affettuose provengono da Ethan che per la prima volta sente quello slancio amoroso e passionale verso una donna, per la prima volta ha sentimenti di gelosia ed estasi, per la prima volta si innamora.
    Notevoli sono anche le descrizioni del paesaggio che ben si armonizzano sui caratteri dei protagonisti e sulla tragedia che incombe sui loro destini. Ogni azione, ogni parola, sembra presagire l’inevitabile fino ad arrivare al finale grottesco e paradossale dove i ruoli delle due donne si invertono, Zeena acquisisce una sorta di umanità e altruismo superando anche la sua ipocondria, la mitezza di Mattie diventa livore, e il povero Ethan fra loro schiacciato dai sensi di colpa.

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    Itaca said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    tecnica e delicatezza

    Una wharton bravissima in una storia semplice narrata con una delicatezza e sensibilità inarrivabili

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    valter15 said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

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