Ethan Frome

By

Publisher: Alba

4.0
(691)

Language: Español | Number of Pages: 168 | Format: Others | In other languages: (other languages) English , French , Italian , German , Dutch

Isbn-10: 8484283666 | Isbn-13: 9788484283669 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Paperback , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Romance

Do you like Ethan Frome ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Un empleado de una compañía eléctrica ha sido enviado a estudiar la zona de un pequeño pueblo de Massachussets. Allí será cobijado, en una noche de tormenta, por Ethan Frome que a lo largo de la velada le explicará cómo casado con Zeena, una mujer huraña y enferma, se enamoró de Mattie, la prima de Zeena que se alojó en su casa para cuidar de ella y que le correspondió en su amor.
Sorting by
  • 4

    Stupida (io)

    Ma quanta sofferenza può sopportare un essere umano? Quanto dolore? Quanto sacrificio?
    Dice bene una delle recensioni prima della mia: “Edith Warthon ha dato un volto e un nome al dolore: Ethan Frome” ...continue

    Ma quanta sofferenza può sopportare un essere umano? Quanto dolore? Quanto sacrificio?
    Dice bene una delle recensioni prima della mia: “Edith Warthon ha dato un volto e un nome al dolore: Ethan Frome”.
    Davvero un bel racconto, coinvolgente (anche se molto, molto triste) e struggente.
    Ma perché sono stata così stupida da leggerlo proprio adesso?
    Voi non fate come me, scegliete il momento giusto e leggetelo. Ne vale la pena.

    said on 

  • 5

    Nell’immaginario paese di Starkfield, Massachusetts, una voce narrante maschile dice di aver conosciuto Ethan Frome molto tempo prima. Alto e massiccio, zoppo e brizzolato, aveva a quel tempo cinquant ...continue

    Nell’immaginario paese di Starkfield, Massachusetts, una voce narrante maschile dice di aver conosciuto Ethan Frome molto tempo prima. Alto e massiccio, zoppo e brizzolato, aveva a quel tempo cinquantadue anni; una rossa cicatrice gli segnava la fronte. Tutti gli abitanti di Starkfield ammettevano che “i guai di Ethan Frome erano andati oltre la misura comune”, ma l’espressione del suo volto andava persino oltre, né la povertà né la sofferenza fisica “bastavano a spiegarla”.
    Ventiquattro anni prima, era avvenuto “l’incidente” che devastò la sua vita, e la cui natura scopriremo solo alla fine. Intanto, “un intenso cielo azzurro rovesciava torrenti di luce e aria sul candido paesaggio, che li rifletteva con uno scintillìo ancora più intenso”: entriamo in un paradiso, stracolmo di dolore. Tutto il romanzo è intriso di dolore, Bloom sottolineò l’audacia dell’autrice nello “sfidare la capacità del lettore di assorbire la sofferenza suprema, una sofferenza cupa, insopportabile e, nel vero senso della parola, inutile”. La realtà è implacabile, per Ethan Frome, il suo fatalismo disperante.

    Per motivi di lavoro, il narratore rimase alcuni mesi a Starkfield – un luogo che d’inverno restava isolato dal mondo - e fu presto incuriosito dalla vicenda, evidentemente tragica, di Ethan Frome. Ne raccolse brandelli da vari testimoni. Infine, conobbe il protagonista e dopo una notte di neve e gelo in cui fu per caso suo ospite, comprese trattarsi di una storia d’amore fra le più atroci.

    said on 

  • 5

    Nell’immaginario paese di Starkfield, Massachusetts, una voce narrante maschile dice di aver conosciuto Ethan Frome molto tempo prima. Alto e massiccio, zoppo e brizzolato, aveva a quel tempo cinquant ...continue

    Nell’immaginario paese di Starkfield, Massachusetts, una voce narrante maschile dice di aver conosciuto Ethan Frome molto tempo prima. Alto e massiccio, zoppo e brizzolato, aveva a quel tempo cinquantadue anni; una rossa cicatrice gli segnava la fronte. Tutti gli abitanti di Starkfield ammettevano che “i guai di Ethan Frome erano andati oltre la misura comune”, ma l’espressione del suo volto andava persino oltre, né la povertà né la sofferenza fisica “bastavano a spiegarla”.
    Ventiquattro anni prima, era avvenuto “l’incidente” che devastò la sua vita, e la cui natura scopriremo solo alla fine. Intanto, “un intenso cielo azzurro rovesciava torrenti di luce e aria sul candido paesaggio, che li rifletteva con uno scintillìo ancora più intenso”: entriamo in un paradiso, stracolmo di dolore. Tutto il romanzo è intriso di dolore, Bloom sottolineò l’audacia dell’autrice nello “sfidare la capacità del lettore di assorbire la sofferenza suprema, una sofferenza cupa, insopportabile e, nel vero senso della parola, inutile”. La realtà è implacabile, per Ethan Frome, il suo fatalismo disperante.

    Per motivi di lavoro, il narratore rimase alcuni mesi a Starkfield – un luogo che d’inverno restava isolato dal mondo - e fu presto incuriosito dalla vicenda, evidentemente tragica, di Ethan Frome. Ne raccolse brandelli da vari testimoni. Infine, conobbe il protagonista e dopo una notte di neve e gelo in cui fu per caso suo ospite, comprese trattarsi di una storia d’amore fra le più atroci...

    said on 

  • 4

    Paesaggi innevati e cieli invernali tersi e cristallini, quasi un mondo incantato quello del New England ove si svolge il racconto, fanno da sfondo a una storia d’amore stroncata, letteralmente, dalla ...continue

    Paesaggi innevati e cieli invernali tersi e cristallini, quasi un mondo incantato quello del New England ove si svolge il racconto, fanno da sfondo a una storia d’amore stroncata, letteralmente, dalla tragedia. Nulla è banale, né le poche parole che i due innamorati si scambiano, né i delicatissimi e rari gesti con cui esprimono l’incanto dell’innamoramento e dell’affetto. Solo che, mazzata finale, la tragedia trasforma appunto una dolcissima storia d’amore in un menage a trois di un girone infernale. La narrativa e lo stile di Edith Warthon è suadente, musicale, avvincente.

    said on 

  • 4

    la fata, la strega e il maschio. l'uomo ethan è impotente e trascinato dagli eventi, vittima delle donne che, sole, agiscono e decidono. i risultati, complice un destino cinico, sono tremendi. ...continue

    la fata, la strega e il maschio. l'uomo ethan è impotente e trascinato dagli eventi, vittima delle donne che, sole, agiscono e decidono. i risultati, complice un destino cinico, sono tremendi.

    said on 

  • 5

    Edith Wharton ha dato un volto e un nome al dolore, Ethan Frome è la personificazione della sofferenza, del sacrificio e dell'afflizione in un modo che il cuore con lui si espande e trabocca di compa ...continue

    Edith Wharton ha dato un volto e un nome al dolore, Ethan Frome è la personificazione della sofferenza, del sacrificio e dell'afflizione in un modo che il cuore con lui si espande e trabocca di compassione. Bello bello bello

    said on 

  • 3

    Il ghiaccio di polvere di un caso terribile...

    “Poi anche lei divenne silenziosa. Forse era l'effetto inevitabile della vita nella fattoria, o forse, come diceva a volte, era perché Ethan “non la ascoltava mai”. Una breve frase tratta dal romanzo“ ...continue

    “Poi anche lei divenne silenziosa. Forse era l'effetto inevitabile della vita nella fattoria, o forse, come diceva a volte, era perché Ethan “non la ascoltava mai”. Una breve frase tratta dal romanzo“Un caso terribile” di Edith Wharton...una frase che in qualche modo esprime, il mondo descritto dalla scrittrice americana in quest'opera, che mi ha colpito come un colpo d'accetta su un secco ceppo del New England, nel paesino dal nome fittizio di Starkfield, dove la storia è ambientata. Niente dolci e raffinate ambientazioni a cui la scrittrice ci ha abituato, niente “età dell'innocenza”, e nemmeno quei bellissimi reportage dei viaggi, in macchina o in carrozza, tra la Francia e l'Italia. Questa breve storia invece è ambientata in una zona rurale, durante un freddo inverno, tra cui spicca, fin dalle prime pagine l'incontro con Ethan Frome; “fu la che, parecchi anni fa lo vidi per la prima volta” racconta la voce narrante. Prima di questo momento però, il libro già si arricchisce di un'introduzione della stessa scrittrice, che già spiegandoci la struttura complessa della composizione del romanzo, ci porta dentro ad esso, con l'abilità di chi scrive anche di fantasmi, ma ancora in carne ed ossa e nelle desolanti vallate coperte di neve. Sarà qui che la vicenda di Frome, uomo forte e fiero ma segnato a vita da un incidente gravissimo, si evolverà fino al merito di esser raccontata...In una trama scarna e asciutta, la Whorton, riesce a inserire i suoi indispensabili personaggi: dopo Frome, la moglie Zelma, malata non si sa bene di cosa, che chiamerà una parente alla lontana per farsi aiutare e accudire nel bisogno. Sarà questo arrivo, di questa giovane donna, a portare una sferzata di vento diverso, nel desolante paesaggio di Starkfield. E come conosciamo lo stile descrittivo dei viaggi della scrittrice o degli altri romanzi ambientati nel mondo aristocratico e lontano da tutto, così troviamo qui un niente con cui possiamo distrarci, un silenzio che sembra formulare concetti nuovi. Come altre scrittrici americane della sua generazione infatti, Edith Wharton sembra riprendere in quest'opera, ed estendere, la sua visione di una letteratura come approfondimento del mondo femminile, intriso spesso da un ansia o da un'angoscia ricorrente. E' una linea sottile quella di questo caso terribile, una linea oscura e appunto sottilissima, tra la malattia mentale come espressione di un represso stato d'essere , e una normalità obbligata, automatizzata da un copione che esige l'accettazione dei ruoli. C'è però, in questo clima freddo e ostile, la tecnica dei flashback del narratore, una voce maschile, un medico, che riporta alla mente l'acqua ferma di un'amore non vissuto e narrato attraverso ciò che lui ci racconta. Un'amore fatto di sguardi, di fruscii delle lunghe gonne, dei desideri della figura maschile, quell'Ethan Frome scassato nel corpo, sciancato, con una vistosa cicatrice, e un corpo dilaniato, in cui si intravvede però, ancora la fiera bellezza, la tempra forte e la fisionomia “alta e dinoccolata” dei nativi del posto. Quell'uomo per cui l'autrice non crea nessun artificio intorno ma, anzi, semplifica come pietre in un deserto appena affiorate, tutte le metaforiche e le reali notti ghiacciate di questa vicenda dura e impietosa che, negando lo spazio ai suoi protagonisti, li condanna alla similitudine di una tragedia greca, con i suoi terribili resoconti finali. C'è ben presto l'entrata in scena del destino, ma di un destino riproposto nel suo eterno copione da secoli: come spesso gli autori americani a cavallo tra i due secoli descrissero, irrompe anche nel freddo New England la fine di un epoca. Con tutta l'atavica tragedia dei pionieri, dei cercatori di terre più fertili, dell'oro nelle miniere ormai esaurite. C'è quindi, come anche in Steinbeck o in Faulkner, il resoconto con un dio sconosciuto, e tanto non si conosce il suo nome, tanto è presente il suo severo giudizio, il suo castigo: sia con la forza avversa della natura, sia nella mente degli uomini. Essi, alla ricerca di un'acqua corrente, di felicità ed amore, per un destino complesso e tormentato(che riporta alla vita privata della Wharton) non possono che sacrificarsi e sacrificare, mutilando al loro dio impietoso, o lasciandosi al chimerico destino, o perché incapaci di esprimersi, restando in quell'acqua ferma o in quel ghiaccio eterno. In questo “caso terribile” l'autrice mette in risalto l'incapacità di amare, di viversi i rapporti umani secondo l'uso di una vita che vada vissuta. E' la capacità di chi scrive, di sprigionare vere e proprie cariche di tensioni espressive, di caratteri che vorrebbero affermarsi, ma la regola è quella severa e ormai illeggibile di padri troppo antichi, di leggi non più giuste ma crudeli nella loro visione rurale, dove una donna non ha più importanza di una scelta di sopravvivenza elementare, di un campo di mais o di una giumenta. Ecco che l'autrice, nella circolazione di questo sangue secco, lascia al lettore, e glielo dice nell'introduzione, la libertà o la capacità d'analisi psicologica, di questi dimenticati dal secolo che finisce, il XIX, e sconosciuti a quello nuovo, il XX. Restano davvero quei piccoli dettagli, quell'amore non completato ma dolce negli sguardi e nelle attenzioni, in cui tra polvere e bufere di neve, sono timidi i tentativi di cambiare in meglio, ma destinati inesorabilmente a fallire, perchè impossibile imporsi e ribellarsi alla convenzione sociale di una società imposta dal "così dev'essere". La cattiveria cronica di Zeena, l'informe personalità di Ethan, non per il fisico menomato, ma per la sua fragilità simulata in silenzio, ed infine l'ingenua solitudine dei pensieri della giovane Maggie, che arriverà a far implodere quel clima già colmo di bufere, tratteggia un finale da autentico romanzo fatto per essere letto. Dal punto di vista stilistico, fino alle “imboccate psicologiche” della scrittrice, che lentamente ci dà forma e sostanza; della fine appunto trama tessuta con arte, per delineare in pieno un quadro emblematico di una storia che si trasforma in una sottile quanto spessa tragedia, dall'aria desolata fino ai minimi rumori che fanno sperare ad un arrivo o ad una partenza, una scelta insomma per uscire dall'”antica follia”...ma non andrà così. “terminando le solite faccende, in casa e nella stalla" dopo i drammi e il rancore assordante, rimarrà soltanto la gelida e truce canzone della triste rinuncia.

    said on 

  • 4

    Struggente racconto di un uomo innamorato, della ragazza che ama e della moglie che non ama più.
    Bello, gelido, ti fa vedere con lucidità le trappole tremende in cui riesce a ficcarsi l'essere umano.
    ...continue

    Struggente racconto di un uomo innamorato, della ragazza che ama e della moglie che non ama più.
    Bello, gelido, ti fa vedere con lucidità le trappole tremende in cui riesce a ficcarsi l'essere umano.
    Nota 8 1/2

    said on 

Sorting by