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Eugénie Grandet

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Oscar classici)

3.8
(2007)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 205 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Portoghese , Francese , Inglese , Spagnolo , Catalano , Ungherese , Polacco

Isbn-10: 880453348X | Isbn-13: 9788804533481 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: G. Buzzi

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , Rilegato in pelle , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Social Science

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Descrizione del libro
Gli ultimi mesi del 1833 sono per Balzac (1799-1850) un momento privilegiato di vitalità e di fervido slancio creativo. È durante questa felice stagione che il grande scrittore compone Eugénie Grandet, uno dei vertici qualitativi assoluti del romanzo francese dell'Ottocento, ammirato fin dal suo primo apparire per la straordinaria vitalità psicologica dei personaggi e per la stupefacente concretezza con cui è tratteggiato lo sfondo sociale. Nato come una delle Scene della vita di provincia e inizialmente concepito come una novella destinata a una rivista letteraria, incentrata sulla piccolezza dell'animo di certi affaristi che popolavano la campagna francese nel periodo successivo alla Rivoluzione, il libro andò sempre più ampliandosi.
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  • 4

    Splendido esempio di come deve essere scritto un romanzo, qui tutto è calibrato benissimo: personaggi, trama, intreccio, morale; solo il finale l'avrei preferito un po' più ricco. Perfino le innocue sviste di quello scrittore bulimico che era Balzac sono filologicamente interessanti (due-tre sba ...continua

    Splendido esempio di come deve essere scritto un romanzo, qui tutto è calibrato benissimo: personaggi, trama, intreccio, morale; solo il finale l'avrei preferito un po' più ricco. Perfino le innocue sviste di quello scrittore bulimico che era Balzac sono filologicamente interessanti (due-tre sbagli nel computo degli anni di alcuni personaggi, cosa corretta comunque nelle note).
    I romanzi che valgono si riconoscono soprattutto dal fatto di ricordarsi assai bene dei personaggi principali anche a distanza di tempo, e credo che difficilmente scorderò l'avarizia assoluta di papà Grandet e la sua brama d'oro, così come altrettanto difficilmente dimenticherò la pacatezza e la purezza di intenti della figlia Eugenie; l'uno tutto dedito ai soldi senza badare ai sentimenti, l'altra tutta dedita ai sentimenti senza curarsi minimamente del denaro. È proprio il denaro ad essere al centro del racconto e l'autore è bravissimo nel mostrare la concupiscenza che può generare, sia in chi è ormai già corrotto (papà Grandet) che in chi era inizialmente “puro” (il cugino Charles, che aveva promesso amore eterno a Eugenie ma che corromperà tale sentimento a causa ancora una volta della brama di denaro che ne cambierà il carattere).
    L'Ottocento non mi delude mai. Voto 4,5

    ha scritto il 

  • 4

    Mentre [lei] e [lui] camminavano a testa in giù ma con i piedi per terra è andata via la connessione, che non ha influito minimamente sull/azione ma ha influito sul pensiero perché altrove si scaricava un file da 3.4gb ed era al 70%, e così [lei] e [lui] sono caduti sugli spuntoni di ferro sono s ...continua

    Mentre [lei] e [lui] camminavano a testa in giù ma con i piedi per terra è andata via la connessione, che non ha influito minimamente sull/azione ma ha influito sul pensiero perché altrove si scaricava un file da 3.4gb ed era al 70%, e così [lei] e [lui] sono caduti sugli spuntoni di ferro sono stati trafitti e sono morti e così sono tornati a essere il mio capo e me e io ho bestemmiato perché per arrivare al 70% ci aveva messo due giorni. Il mio capo si è data un contegno ma le rodeva il culo anche a lei, ma lei è il capo e così ha subito scaricato la frustrazione sul comando e mi ha chiesto il primo report del nuovo esperimento a cui ho preso parte. Ma veramente non ho avuto tempo per il report, ho detto io, e lei mi ha detto, fallo ora. Non posso troppe informazioni da organizzare, ho detto io, e allora dammi qualcosa, ha detto lei, qualsiasi cosa, un indizio, una traccia, un evento che può rivelarsi utile. A sentire quella richiesta mi sono sentito poliziesco e così mi sono girato una sigaretta mi si è attivata una faccia da cazzo[x] e le ho parlato di come ho tentato di manipolare l'aggressività sessuale del mio superiore dirottandola verso il componente del branco che probabilmente ritengo più minaccioso per me e il mio ruolo. Buono, ha detto lei, ma ancora poca roba, troppe cose da dimostrare, ha aggiunto, ma aspettiamo gli esiti, voglio il report entro settimana prossima, ha concluso, cazzo, ho detto io, sei una nazista, ho aggiunto, e lei mi ha detto che ha un olio di prima qualità per i pop corn e mi è venuta in mente Praga che un giorno, su Skype, mi ha detto, finché non vincerai il pop corn sarai un perdente.

    ha scritto il 

  • 5

    Nonostante il titolo dell'opera, il protagonista principale è Papà Grandet, ex bottaio, cinico, avido, calcolatore, egoista e avarissimo speculatore e proprietario di varie terre, che nasconde tutto l'oro da lui guadagnato, facendo credere alla famiglia di vivere nella povertà. Eugenie, dopo aver ...continua

    Nonostante il titolo dell'opera, il protagonista principale è Papà Grandet, ex bottaio, cinico, avido, calcolatore, egoista e avarissimo speculatore e proprietario di varie terre, che nasconde tutto l'oro da lui guadagnato, facendo credere alla famiglia di vivere nella povertà. Eugenie, dopo aver conosciuto il viziato cugino di Parigi, Charles, e innamoratasene, si ribella al padre tiranno donando tutto il suo oro al ragazzo, dopo aver saputo del suicidio dello zio (padre di Charles) e del fallimento dei suoi affari. Bellissimo romanzo, scorrevole e piacevolissimo. E' presente un finale aperto: Eugenie si risposerà? E con chi? Speriamo davvero che trovi un uomo che la ami davvero, e non per i suoi soldi, come hanno fatto i Cruchot e i Des Grassins, e i vari "amici".

    ha scritto il 

  • 3

    Alla povertà mancano molte cose, all'avarizia tutte

    Acclamato da molti lettori e accolto come un piccolo capolavoro della Commedia Umana, Eugénie Grandet, in realtà, è un romanzo di una linearità insolita, permeato di avarizia e cinismo, il cui finale amaro sembra essere uscito dalle pagine di una fiaba popolare nordica. Un libro che cont ...continua

    Acclamato da molti lettori e accolto come un piccolo capolavoro della Commedia Umana, Eugénie Grandet, in realtà, è un romanzo di una linearità insolita, permeato di avarizia e cinismo, il cui finale amaro sembra essere uscito dalle pagine di una fiaba popolare nordica. Un libro che contrappone l'amore dell'oro all'amore del cuore, la smania di possedere alla volontà di dare.

    Papà Grandet, il vecchio avaro che ricorda la figura moderna dell'Arpagone di Molière, è un uomo detestabile che con la sua spietata ossessione per il denaro e la ricchezza riesce a soggiogare l’intera famiglia con l’influsso di una costante umiliazione. Eugenie, benché dia il titolo al libro in qualità di personaggio cardine, non riesce invece a irrompere prepotentemente sulla scena, ma resta soltanto una figura sconfitta ed eclissata. Alla morte del padre, Eugénie diventerà ricca grazie alle ricchezze accumulate dall’avarizia paterna, rimanendo privata, però, dei piaceri che gli anni della gioventù appena passata avrebbero potuto donarle.

    La caratteristica suggestiva ed apprezzata, che ricorre nella narrativa di Balzac e soprattutto in questa storia, è quella del realismo atmosferico, grazie al quale i luoghi non passano mai in secondo piano ma assumono un ruolo importante perché presentano analogie e fisionomie in comune con i protagonisti della vicenda. Un uomo povero d’animo non può che vivere in una grande casa spoglia, fredda, dove i gradini della scala di legno scricchiolano sotto i passi, e le stanze non sono illuminate abbastanza. Per papà Grandet la vita è solo un affare. Si crede ricco ma in realtà è il più misero di tutti, vive da povero per paura della povertà. È il capostipite di una serie di figure sinistre che man mano prenderanno posto negli altri racconti di Balzac.

    ha scritto il 

  • 4

    "Nella vita spirituale come in quella fisica si verificano una inspirazione e una espirazione. L'anima ha bisogno di assorbire i sentimenti di un'altra anima, di assimilarli per restituirglieli arricchiti. Senza questo bel fenomeno umano, il cuore non vive, gli manca l'aria, soffre, deperisce." ( ...continua

    "Nella vita spirituale come in quella fisica si verificano una inspirazione e una espirazione. L'anima ha bisogno di assorbire i sentimenti di un'altra anima, di assimilarli per restituirglieli arricchiti. Senza questo bel fenomeno umano, il cuore non vive, gli manca l'aria, soffre, deperisce." (pag. 172)

    Secondo Henry James, la qualità più importante dell'opera di Balzac è "la fusione di quello che le persone sono con quello che fanno, di quello che fanno con quello che sono, delle azioni con gli agenti, dell'ambiente con l'azione, e reciprocamente delle varie parti del dramma tra loro."

    Eugenie ha avuto una vita triste in ogni caso.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei tanti

    libri che avrei voluto scrivere, per la solita immensa
    umanità dei personaggi dell'immenso Balzac, per la semplicità
    e l'umiltà dello stile. Un'altra gemma preziosa nell'800 francese.

    ha scritto il 

  • 5

    Eugénie è l’unica figlia di un uomo molto avaro che si è arricchito e vuole continuare ad arricchirsi finché sarà in vita. Ma nello stesso tempo Papà Grandet nasconde le sue ricchezze dentro casa per osservarle, contarle e ricontarle senza mai stancarsi e afferma di fronte a tutti di essere un po ...continua

    Eugénie è l’unica figlia di un uomo molto avaro che si è arricchito e vuole continuare ad arricchirsi finché sarà in vita. Ma nello stesso tempo Papà Grandet nasconde le sue ricchezze dentro casa per osservarle, contarle e ricontarle senza mai stancarsi e afferma di fronte a tutti di essere un povero uomo che vive del proprio lavoro e deve fare economia anche sul cibo e sulle candele.
    Nessuno nel piccolo paesino francese di Saumur conosce esattamente l’ammontare delle ricchezze di Grandet e tanto meno lo conoscono la moglie e la figlia, Eugénie. Papà Grandet, infatti, controlla l’andamento della casa e decide tutto, mentre moglie e figlia devono solo obbedirgli.
    Eugénie però è diventata una bella ragazza con una dote che fa gola a due pretendenti, i quali, supportati dalle rispettive famiglie, non perdono alcuna occasione per cercare di mettersi in luce e conquistare il cuore della giovane donna.
    Ma il destino ci mette lo zampino…
    Un giorno un giovane bussa alla porta e conquista in pochi attimi, e per sempre, il cuore di Eugénie. Si tratta di Charles, il cugino di Parigi, che deve affrontare il suicidio del padre e la sua rovina economica.
    Charles rimane per qualche tempo nella casa dello zio e, prima di partire per le Indie dove cercherà di far fortuna, promette amore eterno ad Eugénie che, per aiutare il giovane, gli regala tutte le sue monete d’oro.
    Questo gesto d’amore e di generosità scatena le ire di Papà Grandet…

    Un libro molto intenso e ben scritto, anche se non amo molto tutti questi struggimenti amorosi.
    Peccato che l’autore abbia riservato all’eroina un destino pieno di ricchezze, ma vuoto di affetti!!!!

    ha scritto il 

  • 3

    "Non si sono neppure accostate le labbra a un bicchiere, che è già vuoto! Ecco la nostra storia. Non si può essere ed essere stati. Gli scudi non possono correre e restare nella borsa, altrimenti la vita sarebbe troppo bella": questa è la riflessione più profonda di cui il signor Grandet, ...continua

    "Non si sono neppure accostate le labbra a un bicchiere, che è già vuoto! Ecco la nostra storia. Non si può essere ed essere stati. Gli scudi non possono correre e restare nella borsa, altrimenti la vita sarebbe troppo bella": questa è la riflessione più profonda di cui il signor Grandet, vecchio sindaco di Saumur, bottaio di professione e speculatore per passione, è capace. L'unico scopo della sua vita è quello di accumulare oro per il solo gusto di possederlo, l'unico piacere è fare affari a spese degli altri per potersi arrogare il diritto di disprezzare le vittime dei suoi stessi raggiri pecuniari. E come ogni avaro che si rispetti, è disposto a sacrificare all'altare della ricchezza la sua stessa comodità, pretendendo un'assoluta parsimonia nella gestione della casa.
    In un simile ambiente familiare, dove il padre è tiranno, la madre ilota e le fette di pane da consumare per il pranzo sono contate e messe sotto chiave, Eugénie scopre all'improvviso le dolci pene dell'amore. L'amore può infondere un coraggio inaspettato anche nei caratteri apparentemente più fragili, ma quanto coraggioso deve essere quest'amore in un mondo dove l'idea dominante è "giungere per fas et nefas al paradiso terrestre del lusso e delle gioie vanitose, pietrificare il cuore e macerarsi il corpo nell'ansia di beni passeggeri" e dove perfino le leggi "domandano all'uomo: cosa paghi? invece di dirgli: cosa pensi?" Come sempre, Balzac riesce a mettere in scena senza remore il meglio ed il peggio dell'uomo attraverso delle maschere indimenticabili, ma restano per l'appunto delle maschere, il che rende difficile ogni tentativo di immedesimazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Balzac è capace di suscitare sentimenti negativi nei confronti dei suoi personaggi 'cattivi' ma non riesce a rendere empatiche le 'vittime', IMHO, in questo libro ho provato repulsione per papà Grandet, ma la signorina Eugeniè mi è parsa solo donna di altri tempi un po' stupidina


    6-/10 ...continua

    Balzac è capace di suscitare sentimenti negativi nei confronti dei suoi personaggi 'cattivi' ma non riesce a rendere empatiche le 'vittime', IMHO, in questo libro ho provato repulsione per papà Grandet, ma la signorina Eugeniè mi è parsa solo donna di altri tempi un po' stupidina

    6-/10

    ha scritto il 

  • 2

    "(...) la tendenza di Balzac a 'caricare' i suoi personaggi, a scendere nell'arena per lottare e sudare con loro, soccorrendoli con tutto il suo calore animale, deve aver disgustato oltremodo Flaubert. Era forse questa caratteristica da imbonitore in Balzac a far sì che Flaubert dicesse di lui in ...continua

    "(...) la tendenza di Balzac a 'caricare' i suoi personaggi, a scendere nell'arena per lottare e sudare con loro, soccorrendoli con tutto il suo calore animale, deve aver disgustato oltremodo Flaubert. Era forse questa caratteristica da imbonitore in Balzac a far sì che Flaubert dicesse di lui in una lettera alla nipote Caroline, (...): - È ignorante come una capra, e borghese fino al midollo". Willa Cather, Adelphi, Milano, 2005.

    ha scritto il 

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