Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Eureka Street

Di

Editore: Fazi Editore

4.2
(1961)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8864113010 | Isbn-13: 9788864113012 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Humor

Ti piace Eureka Street?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Uno Tutte le storie sono storie d'amore. Venerdì sera. Sei mesi fa (Sarah se n' era andata da sei mesi). In un pub. Stavo facendo la corte a una cameriera di nome Mary: capelli corti, culo a mandolino e due occhioni da bambino infelice.
Ordina per
  • 4

    Raramente mi capita di leggere un libro di più di 200 pagine e di pensare che nessuna di queste – e dico nessuna – è superflua.


    Perché ogni pagina serve a farti entrare sempre di più in contatto con i suoi strampalati, quasi grotteschi personaggi, in particolare il tanto manesco quanto sen ...continua

    Raramente mi capita di leggere un libro di più di 200 pagine e di pensare che nessuna di queste – e dico nessuna – è superflua.

    Perché ogni pagina serve a farti entrare sempre di più in contatto con i suoi strampalati, quasi grotteschi personaggi, in particolare il tanto manesco quanto sensibile io narrante Jack Jackson, e il suo tanto goffo quanto fortunato amico Chuckie Lurgan…
    Le vicende raccontate sono al limite del surreale, ma descritte con tale lucidità, e ambientate in una Belfast di miseria, terrore, e terrorismo, che di surreale – ahimè – ha ben poco, da risultare assolutamente credibili.

    E nonostante la crudezza della paura, delle minacce e delle bombe, la parola chiave di questo libro è Ironia, ed è questo che lo rende grande.

    4 stelle e mezzo. Consigliatissimo.

    “Per quanto incantata e sfavillante, Belfast parla chiaro. Le bandiere, le scritte sui muri e i fiori sui marciapiedi parlano chiaro. E’ una città in cui la gente è pronta a uccidere e a morire per pochi brandelli di stoffa colorata. Questo si aspettano i due popoli che l’abitano, divisi da quattro, o otto, secoli di differenze religiose e civili. Un’assurdità, un rompicapo che avvelena il sangue, una spirale senza fine che impedisce ogni cambiamento.


    E mentre gli angoli dell’oscurità cominciano ad arricciarsi, la città addormentata si muove e si agita nel sonno. Presto si sveglierà. In questa città, come in ogni altra, ogni mattina la gente si sveglia e indossa la corazza per affrontare la lotta quotidiana. In tutte le piccole case di questa piccola città, uomini e donne si affacciano alla finestra a guardare Belfast all’alba, preparandosi alla battaglia che vi si svolgerà.”

    ha scritto il 

  • 0

    Bella lettura. Una storia d’amore e amicizia, per sfondo la Belfast violenta e martoriata dalla politica e dalla religione. Allegro e scanzonato, ma anche triste e struggente. Forse qualche pagina in meno non avrebbe disturbato, ma direi che questo è un libro che insegna qualcosa, e non è poco. N ...continua

    Bella lettura. Una storia d’amore e amicizia, per sfondo la Belfast violenta e martoriata dalla politica e dalla religione. Allegro e scanzonato, ma anche triste e struggente. Forse qualche pagina in meno non avrebbe disturbato, ma direi che questo è un libro che insegna qualcosa, e non è poco. Non credo ci sia altro da dire, ha detto tutto McLiam. Magari leggetelo.

    ha scritto il 

  • 4

    Fino a oltre metà libro ho letto con senso di attesa. La storia stentava a decollare, e per quanto le vicende dei protagonisti fossero divertenti, non era chiaro quale fosse la direzione.
    A pagina 227 inizia il capitolo forse scritto meglio di tutto il libro, tragico e al tempo stesso impre ...continua

    Fino a oltre metà libro ho letto con senso di attesa. La storia stentava a decollare, e per quanto le vicende dei protagonisti fossero divertenti, non era chiaro quale fosse la direzione.
    A pagina 227 inizia il capitolo forse scritto meglio di tutto il libro, tragico e al tempo stesso impregnato di amara e malinconica ironia. La vicenda collettiva della storia irlandese irrompe in un contesto che fino a quel punto era caratterizzato solo da piccole storie personali. Senza la pretesa di voler raccontare i problemi irlandesi, Wilson cerca di inserire il suo microcosmo in un macrocosmo complesso, pieno di contraddizioni, che non possono non influenzare il vivere quotidiano delle persone, anche di quelle che rifiutano di prendere posizione o cercano – senza riuscirci – di lasciare da parte politica e violenza.
    Non so se l’operazione sia pienamente riuscita. Quello di cui bisogna dare atto a Wilson è di aver scritto un libro divertente, con molte trovate originali e personaggi singolari: Chuckie mi ricorda una versione rivisitata e meno svagata di Chance the Gardener di Kosinsky, è un personaggio a cui non ci si può non affezionare; la vicenda della madre di Chance arriva inaspettata e suscita ilarità e tenerezza; il mistero di OAG attraversa l’intera storia e cresce di intensità fino all’inaspettata conclusione. In un contesto collettivo così ricco di personaggi e storie minime forse in alcuni passi si insinua un po’ di stanchezza, si perde di vista il contesto principale, ma è un peccato veniale, perdonabile. A mio avviso il personaggio di Jake è quello meno convincente, un po’ troppo buono, un po’ troppo eroe scapestrato. Forse avrebbe funzionato meglio in un contesto cinematografico, ma sulla carta a tratti risulta stucchevole. Last, but not least, questo libro è un’occasione per ricordarsi che fino a 20 anni fa, a pochi passi da noi, gente “come noi” (ovvero cosiddetti occidentali civili) si ammazzava per questioni religiose. A volte uno sguardo alla storia, anche mediata da un romanzo che non pretende di ricostruire i fatti storici, aiuta a comprendere e interpretare meglio il mondo in cui viviamo…

    ha scritto il 

  • 4

    libro che avrebbe potuto essere molto più incisivo ed interessante se fosse stato sfoltito con cura. Belle le descrizioni di Belfast e della situazione irlandese vista con gli occhi di un gruppo di ragazzi, Troppo ripetitive le riflessioni del protagonista

    ha scritto il 

  • 4

    bellissimo. mi sembrano poche le 5 stelle. è uno di quei libri che non vuoi finire. ho pianto, riso. mi sono commosso in certe scene. da solo, mentre leggevo. ed è quello che possono fare solo i grandi libri.

    ha scritto il 

  • 5

    Personaggi vivi e viva la loro terra, la contraddittoria, avvolgente, straniante, dolcissima, amara, dura e accogliente Irlanda. Ero là con loro, con Jake, con Chuckie. Ci si vedeva al pub tutte le sere, mi mancheranno.

    ha scritto il 

  • 5

    meraviglia

    me l'avevano - giustamente - consigliato, ma non sapevo che mi sarei così tanto appassionata alle vicende di Chuckie, Jake, Aoirghe (chissà come si pronuncia) e che mi sarebbe rimasta addosso una gran voglia di vedere Belfast. Perfetto nella trama, nella scrittura, nella coralità della storia. ...continua

    me l'avevano - giustamente - consigliato, ma non sapevo che mi sarei così tanto appassionata alle vicende di Chuckie, Jake, Aoirghe (chissà come si pronuncia) e che mi sarebbe rimasta addosso una gran voglia di vedere Belfast. Perfetto nella trama, nella scrittura, nella coralità della storia.

    ha scritto il 

  • 0

    Di certo non passerà alla storia come il miglior prodotto della letteratura nordirlandese, ma questo romanzo rimarrà comunque grande.
    L'ironia, che s'ispessisce e si raffina all'uopo, è la vera anima del libro: saperla leggere anche dov'è meno evidente permette di superare ingannevoli pregi ...continua

    Di certo non passerà alla storia come il miglior prodotto della letteratura nordirlandese, ma questo romanzo rimarrà comunque grande.
    L'ironia, che s'ispessisce e si raffina all'uopo, è la vera anima del libro: saperla leggere anche dov'è meno evidente permette di superare ingannevoli pregiuduzi sui personaggi e apprezzare quel gioco fine che balla tra la facciata dello stereotipo e l'intensa realtà narrativa di ogni soggetto ed oggetto presenti, tra un'improbabile superficialità e un insegnamento discreto e ficcante. La chiave di lettura di tutto questo è l'unico capitolo completamente descrittivo del romanzo: chi non sa scrivere non sa dire.
    Un appunto. La mia edizione mette in bella mostra stralci di illustri recensioni. In una di queste si fa menzione a personaggi "strampalati": mai menzogna fu più tale! Da quel poco che ho letto, non ricordo comunque protagonisti più contestualizzati e contestualizzanti di quelli che ho trovato qui, latori di un'intimità sviscerata, eppur passata quasi in sordina, così intensa e viva, altalenante, umorale, tacita eppur limpida, uno spaccato di coscienze varie ed universali: finalmente!
    Un'altra cosa dicono i dotti censori in copertina: che appena finito il libro, subito sentirai la mancanza di questi eroi. Questo, invece, niente di più vero.

    ha scritto il 

Ordina per