Eureka Street

Di

Editore: Fazi Editore

4.2
(2131)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8864113010 | Isbn-13: 9788864113012 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Uno Tutte le storie sono storie d'amore. Venerdì sera. Sei mesi fa (Sarah se n' era andata da sei mesi). In un pub. Stavo facendo la corte a una cameriera di nome Mary: capelli corti, culo a mandolino e due occhioni da bambino infelice.
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  • 4

    Un libro originale sulla Belfast degli anni novanta, ricco di pacifismo e con il ritratto di due personaggi assai particolari, la cui amicizia va oltre le differenze caratteriali e di pensiero. Perde ...continua

    Un libro originale sulla Belfast degli anni novanta, ricco di pacifismo e con il ritratto di due personaggi assai particolari, la cui amicizia va oltre le differenze caratteriali e di pensiero. Perde un po' il ritmo sul finire

    ha scritto il 

  • 5

    IRISH SCANDAL

    Trovo riprovevole il fatto che non mi sia mai imbattuto in una recensione (positiva, ca va sans dire) di questo libro.
    Di più, trovo immorale e inaccettabile che non ne abbia mai sentito parlare prima ...continua

    Trovo riprovevole il fatto che non mi sia mai imbattuto in una recensione (positiva, ca va sans dire) di questo libro.
    Di più, trovo immorale e inaccettabile che non ne abbia mai sentito parlare prima.
    O tempora, o mores...

    ha scritto il 

  • 3

    "Una convinzione che rimane immutata fa presto a trasformarsi in pregiudizio"

    Una bella storia di amicizia e amore in Irlanda del Nord.

    (Tre stelline piene e luminose)

    ha scritto il 

  • 4

    Tanta birra, risse e..

    Bel libro, che scorre bene e che racconta tante storie. Due protagonisti che vivono situazioni assurde in una Belfast divisa tra cattolici e protestanti al tempo degli attentati terroristici dell'IRA. ...continua

    Bel libro, che scorre bene e che racconta tante storie. Due protagonisti che vivono situazioni assurde in una Belfast divisa tra cattolici e protestanti al tempo degli attentati terroristici dell'IRA.
    A tratti molto cupo a tratti divertente, è una lettura piacevole che consiglio.

    ha scritto il 

  • 3

    La vera protagonista è Belfast

    Bel ritratto della città durante l'epoca dei "Troubles" dell'IRA. Un po' melanconico ma molto realistico, a tratti scanzonato, a tratti crudo e spietato. Tutta la prima parte l'ho trovata però un po' ...continua

    Bel ritratto della città durante l'epoca dei "Troubles" dell'IRA. Un po' melanconico ma molto realistico, a tratti scanzonato, a tratti crudo e spietato. Tutta la prima parte l'ho trovata però un po' troppo sconclusionata, se non nell'ottica di dipingere appunto un affresco efficace nel descrivere l' atmosfera del luogo. Finale sicuramente in crescendo, anche se molto prevedibile. In ogni caso la logica morale è... Chi disprezza compra.

    ha scritto il 

  • 2

    Come su un'altalena

    Leggendo questo libro si fa su e giù. Come su un'altalena. Ci sono pagine molto belle, toccanti, divertenti. Altre decisamente pesanti da leggere. Un libro particolare, questo sì. A paritre dalla sua ...continua

    Leggendo questo libro si fa su e giù. Come su un'altalena. Ci sono pagine molto belle, toccanti, divertenti. Altre decisamente pesanti da leggere. Un libro particolare, questo sì. A paritre dalla sua particolare ambientazione (la Belfast ante armistizio). Per passare alla particolare scelta stilistica dell'autore che alterna il pdv del cattolico Jack, narrando in prima persona, al pdv del protestante Chuackie, narrando invece in terza persona. Per finire con la continua altalena di sentimenti odio/amore che spesso si rincorrono nel giro di poche frasi. Alla fine, comunque, vale la pena di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro strano

    Libro strano e d'altra parte se ci si prende il disturbo di leggere la breve biografia dell'autore si capiscono molte cose. Drammatici gli alti e bassi: stupende certe pagine, quasi ridicole per ingen ...continua

    Libro strano e d'altra parte se ci si prende il disturbo di leggere la breve biografia dell'autore si capiscono molte cose. Drammatici gli alti e bassi: stupende certe pagine, quasi ridicole per ingenuità certe altre. Pur avendolo letto un bel po' di tempo fa ricordo ancora la descrizione vivida di un alba su Belfast che mi fece venir voglia di prendere il primo volo e andar lì a vedere con i miei propri occhi... Peccato per i "down", comunque certamente vale una lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo libro è stato per me una grande delusione. Forse avevo letto le dichiarazioni dell'editore che lo affiancava a Stoner e a Olive Kitteridge e quindi avevo aspettative troppo alte. Non credo che ...continua

    Questo libro è stato per me una grande delusione. Forse avevo letto le dichiarazioni dell'editore che lo affiancava a Stoner e a Olive Kitteridge e quindi avevo aspettative troppo alte. Non credo che come qualità letteraria si avvicini nemmeno lontanamente a quei due romanzi. La storia parla di un gruppo di amici disoccupati o che fanno lavoretti deprimenti come il recupero crediti presso poveracci più poveracci di loro, delle loro avventure sentimentali con commenti adolescenziali di vario tipo, qualche rissa e battute anche simpatiche ma di un tipo che si è sentito troppo spesso per aver voglia di sentirlo ancora.
    Il lato positivo del romanzo è il pacifismo sincero e la nausea per la violenza che all'inizio sembra quasi far da contorno al romanzo ma poi si sente che ne rappresenta l'anima più autentica. Il fatto che i pacifisti si amino, gay, lesbiche, eterosessuali, genitori affidatari e bambini mentre i cattolici sono poeti puerili e donne dal carattere terribile e dalla mente chiusa semplifica e banalizza la lettura. Mi aspettavo di più, soprattutto dopo le dichiarazioni di capolavoro assoluto dell'editore. Ha tanti altri romanzi perchè appioppare al lettore proprio questo? Tant'è vero che stavo già per acquistare i capelli di Harold Roux dopo aver sentito dire che Thomas Williams è meglio dell'altro Williams (quello di Stoner) ma ho deciso di non cascarci per due romanzi di fila. Aspetterò di sentire cosa ne pensa qualcun altro.

    ha scritto il 

  • 2

    Chi ha annacquato la Guinness?

    Un romanzo fatto di due capitoli: intorno a questi (l'undicesimo e il dodicesimo), il nulla.
    Un nulla fatto di storielle banali, personaggi macchiettistici, situazioni in bilico fra il paradossale, la ...continua

    Un romanzo fatto di due capitoli: intorno a questi (l'undicesimo e il dodicesimo), il nulla.
    Un nulla fatto di storielle banali, personaggi macchiettistici, situazioni in bilico fra il paradossale, la commedia romanticoagrodolce alla Nick Hornby e un umorismo inglese - pardon, irlandese - che dovrebbe far ghignare e invece, a malapena, strappa un sorriso; situazioni, quelle che raccontano le storie e le gesta dei due amici Jake e Chuckie (cattolico l'uno e protestante l'altro, ma tu guarda le combinazioni) che si inseriscono nella realtà storica della Belfast dei Troubles, degli attentati, delle fazioni, dell'IRA appena prima del "cessate il fuoco" della seconda metà degli anni Novanta.
    E qui scatta l'incazzatura - mi si perdonerà il linguaggio da muratore di West Belfast - perché, mi dico, accidenti a te, Robert McLiam Wilson, sai scrivere due capitoli così belli e così intensi, così drammatici per il loro violento realismo, due capitoli di una forza e di una potenza inaudite, e che fai, me li mimetizzi in mezzo a più di quattrocento pagine di mediocrità e noia assoluta?
    Vade retro, McLiam, due stelle sono anche troppe per quello che hai scritto, soprattutto pensando a quello che avresti potuto scrivere: ma chi credevi di essere, il Nick Hornby dei tempi d'oro?
    Irlanda del Nerd, mi verrebbe da dire (e questa è una battuta che piacerebbe a a Chuckie. O a Jacke. O forse anche a Robert McLiam Wilson), se non fosse che siamo fermi ad appena un attimo prima: ma Chuckie e Jacke sono proprio due Nerd prima dell'avvento dell'era digitale, e il livello delle battute e dell'ironia è più o meno questo, ahimè.
    Peccato, perché a Belfast c'è il mare.
    Non l'avevo mai pensato, e McLiam Wilson me l'ha fatto capire, come nessuno mai, nelle belle parole dedicate alla sua città.
    Poi, però, l'aria si fece pastosa, densa come melassa (lo dice persino lui), proprio niente a che vedere con lo spendore di una pinta di Guiness appena spillata, con l'emozione di un tramonto sul mare irlandese; e la sensazione di aver perso del tempo, fra situazioni grottesche e finali multipli telefonati (no, pure la doppia svolta gay no, per favore!), è troppo forte.
    Che poi io preferisco le Lambic, o le Rosse, se proprio devo confessarlo.

    ha scritto il 

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