Eureka Street

Di

Editore: Fazi Editore

4.2
(2111)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 400 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8864113010 | Isbn-13: 9788864113012 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Uno Tutte le storie sono storie d'amore. Venerdì sera. Sei mesi fa (Sarah se n' era andata da sei mesi). In un pub. Stavo facendo la corte a una cameriera di nome Mary: capelli corti, culo a mandolino e due occhioni da bambino infelice.
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  • 4

    Tanta birra, risse e..

    Bel libro, che scorre bene e che racconta tante storie. Due protagonisti che vivono situazioni assurde in una Belfast divisa tra cattolici e protestanti al tempo degli attentati terroristici dell'IRA. ...continua

    Bel libro, che scorre bene e che racconta tante storie. Due protagonisti che vivono situazioni assurde in una Belfast divisa tra cattolici e protestanti al tempo degli attentati terroristici dell'IRA.
    A tratti molto cupo a tratti divertente, è una lettura piacevole che consiglio.

    ha scritto il 

  • 3

    La vera protagonista è Belfast

    Bel ritratto della città durante l'epoca dei "Troubles" dell'IRA. Un po' melanconico ma molto realistico, a tratti scanzonato, a tratti crudo e spietato. Tutta la prima parte l'ho trovata però un po' ...continua

    Bel ritratto della città durante l'epoca dei "Troubles" dell'IRA. Un po' melanconico ma molto realistico, a tratti scanzonato, a tratti crudo e spietato. Tutta la prima parte l'ho trovata però un po' troppo sconclusionata, se non nell'ottica di dipingere appunto un affresco efficace nel descrivere l' atmosfera del luogo. Finale sicuramente in crescendo, anche se molto prevedibile. In ogni caso la logica morale è... Chi disprezza compra.

    ha scritto il 

  • 2

    Come su un'altalena

    Leggendo questo libro si fa su e giù. Come su un'altalena. Ci sono pagine molto belle, toccanti, divertenti. Altre decisamente pesanti da leggere. Un libro particolare, questo sì. A paritre dalla sua ...continua

    Leggendo questo libro si fa su e giù. Come su un'altalena. Ci sono pagine molto belle, toccanti, divertenti. Altre decisamente pesanti da leggere. Un libro particolare, questo sì. A paritre dalla sua particolare ambientazione (la Belfast ante armistizio). Per passare alla particolare scelta stilistica dell'autore che alterna il pdv del cattolico Jack, narrando in prima persona, al pdv del protestante Chuackie, narrando invece in terza persona. Per finire con la continua altalena di sentimenti odio/amore che spesso si rincorrono nel giro di poche frasi. Alla fine, comunque, vale la pena di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro strano

    Libro strano e d'altra parte se ci si prende il disturbo di leggere la breve biografia dell'autore si capiscono molte cose. Drammatici gli alti e bassi: stupende certe pagine, quasi ridicole per ingen ...continua

    Libro strano e d'altra parte se ci si prende il disturbo di leggere la breve biografia dell'autore si capiscono molte cose. Drammatici gli alti e bassi: stupende certe pagine, quasi ridicole per ingenuità certe altre. Pur avendolo letto un bel po' di tempo fa ricordo ancora la descrizione vivida di un alba su Belfast che mi fece venir voglia di prendere il primo volo e andar lì a vedere con i miei propri occhi... Peccato per i "down", comunque certamente vale una lettura.

    ha scritto il 

  • 2

    Questo libro è stato per me una grande delusione. Forse avevo letto le dichiarazioni dell'editore che lo affiancava a Stoner e a Olive Kitteridge e quindi avevo aspettative troppo alte. Non credo che ...continua

    Questo libro è stato per me una grande delusione. Forse avevo letto le dichiarazioni dell'editore che lo affiancava a Stoner e a Olive Kitteridge e quindi avevo aspettative troppo alte. Non credo che come qualità letteraria si avvicini nemmeno lontanamente a quei due romanzi. La storia parla di un gruppo di amici disoccupati o che fanno lavoretti deprimenti come il recupero crediti presso poveracci più poveracci di loro, delle loro avventure sentimentali con commenti adolescenziali di vario tipo, qualche rissa e battute anche simpatiche ma di un tipo che si è sentito troppo spesso per aver voglia di sentirlo ancora.
    Il lato positivo del romanzo è il pacifismo sincero e la nausea per la violenza che all'inizio sembra quasi far da contorno al romanzo ma poi si sente che ne rappresenta l'anima più autentica. Il fatto che i pacifisti si amino, gay, lesbiche, eterosessuali, genitori affidatari e bambini mentre i cattolici sono poeti puerili e donne dal carattere terribile e dalla mente chiusa semplifica e banalizza la lettura. Mi aspettavo di più, soprattutto dopo le dichiarazioni di capolavoro assoluto dell'editore. Ha tanti altri romanzi perchè appioppare al lettore proprio questo? Tant'è vero che stavo già per acquistare i capelli di Harold Roux dopo aver sentito dire che Thomas Williams è meglio dell'altro Williams (quello di Stoner) ma ho deciso di non cascarci per due romanzi di fila. Aspetterò di sentire cosa ne pensa qualcun altro.

    ha scritto il 

  • 2

    Chi ha annacquato la Guinness?

    Un romanzo fatto di due capitoli: intorno a questi (l'undicesimo e il dodicesimo), il nulla.
    Un nulla fatto di storielle banali, personaggi macchiettistici, situazioni in bilico fra il paradossale, la ...continua

    Un romanzo fatto di due capitoli: intorno a questi (l'undicesimo e il dodicesimo), il nulla.
    Un nulla fatto di storielle banali, personaggi macchiettistici, situazioni in bilico fra il paradossale, la commedia romanticoagrodolce alla Nick Hornby e un umorismo inglese - pardon, irlandese - che dovrebbe far ghignare e invece, a malapena, strappa un sorriso; situazioni, quelle che raccontano le storie e le gesta dei due amici Jake e Chuckie (cattolico l'uno e protestante l'altro, ma tu guarda le combinazioni) che si inseriscono nella realtà storica della Belfast dei Troubles, degli attentati, delle fazioni, dell'IRA appena prima del "cessate il fuoco" della seconda metà degli anni Novanta.
    E qui scatta l'incazzatura - mi si perdonerà il linguaggio da muratore di West Belfast - perché, mi dico, accidenti a te, Robert McLiam Wilson, sai scrivere due capitoli così belli e così intensi, così drammatici per il loro violento realismo, due capitoli di una forza e di una potenza inaudite, e che fai, me li mimetizzi in mezzo a più di quattrocento pagine di mediocrità e noia assoluta?
    Vade retro, McLiam, due stelle sono anche troppe per quello che hai scritto, soprattutto pensando a quello che avresti potuto scrivere: ma chi credevi di essere, il Nick Hornby dei tempi d'oro?
    Irlanda del Nerd, mi verrebbe da dire (e questa è una battuta che piacerebbe a a Chuckie. O a Jacke. O forse anche a Robert McLiam Wilson), se non fosse che siamo fermi ad appena un attimo prima: ma Chuckie e Jacke sono proprio due Nerd prima dell'avvento dell'era digitale, e il livello delle battute e dell'ironia è più o meno questo, ahimè.
    Peccato, perché a Belfast c'è il mare.
    Non l'avevo mai pensato, e McLiam Wilson me l'ha fatto capire, come nessuno mai, nelle belle parole dedicate alla sua città.
    Poi, però, l'aria si fece pastosa, densa come melassa (lo dice persino lui), proprio niente a che vedere con lo spendore di una pinta di Guiness appena spillata, con l'emozione di un tramonto sul mare irlandese; e la sensazione di aver perso del tempo, fra situazioni grottesche e finali multipli telefonati (no, pure la doppia svolta gay no, per favore!), è troppo forte.
    Che poi io preferisco le Lambic, o le Rosse, se proprio devo confessarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Sorpresona

    Ho preso in biblioteca questo libro per le recensioni ottime che ho trovato in rete. L'ho letto e, visto che l'ho trovato in promozione, l'ho anche comprato.
    Dopo il primo centinaio di pagine abbastan ...continua

    Ho preso in biblioteca questo libro per le recensioni ottime che ho trovato in rete. L'ho letto e, visto che l'ho trovato in promozione, l'ho anche comprato.
    Dopo il primo centinaio di pagine abbastanza banali e noiose che quasi mi stavano facendo venire voglia di abbandonarlo mi si è spalancato un mondo; ho quasi cominciato a passeggiare per Belfast con la rassegnazione che una bomba potesse esplodere da un momento all'altro o a sedermi nel pub con i protagonisti del romanzo.
    Scomodare le 5 stelle mi pare esagerato, ma non nego di aver avuto la tentazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Eureka street ovvero vivere ed amare a Belfast nel bel mezzo degli anni '90 quando la politica, le questioni religiose e razziali non ti interessano ma vuoi solo trovare la tua strada. Con questo tagl ...continua

    Eureka street ovvero vivere ed amare a Belfast nel bel mezzo degli anni '90 quando la politica, le questioni religiose e razziali non ti interessano ma vuoi solo trovare la tua strada. Con questo taglio particolare Robert McLiam Wilson racconta le giornate di Chuckie, protestante e Jake, cattolico e dei loro amici mentre la città si destreggia tra bellezza e distruzione. Molti gli ingredienti in un registro che spazia da toni semiseri e grotteschi a punte drammatiche senza mai scadere in inutili retoriche sentimentali. Nel complesso una lettura agevole, un buon intrattenimento capace anche di regalare alcune pagine rimarchevoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto. Un presupposto abbastanza semplice. Però... però mi ha lasciato l'amaro in bocca. Cosa ho apprezzato: l'ambientazione, il racconto di una Belfast sofferente nei dettagli più crudi, il r ...continua

    Mi è piaciuto. Un presupposto abbastanza semplice. Però... però mi ha lasciato l'amaro in bocca. Cosa ho apprezzato: l'ambientazione, il racconto di una Belfast sofferente nei dettagli più crudi, il ritratto di una generazione cresciuta per davvero sulla strada. Cosa non ho apprezzato: il finale. Succede tante volte, lo so. Ma stavolta, questo misto tra prevedibile e situazioni rimaste in sospeso e abbandonate sotto una coltre di mistero proprio non sono riuscito a digerirlo. Ed è proprio questo a farmi propendere per un punto in meno nella valutazione finale di questo libro. È un vero peccato, perché se sviluppato meglio avrebbe potuto dare enormi soddisfazioni. O quantomeno, le avrebbe potute dare a me, folle innamorato dell'Isola di Smeraldo e di tutto ciò che la circonda.

    ha scritto il 

  • 3

    Eureka Street, cioè buon intrattenimento con diversitá di registri (comico, grottesco, surreale, drammatico) e scrittura scorrevole su un tema in cui il pericolo di cadere nel retorico o nel sentiment ...continua

    Eureka Street, cioè buon intrattenimento con diversitá di registri (comico, grottesco, surreale, drammatico) e scrittura scorrevole su un tema in cui il pericolo di cadere nel retorico o nel sentimentalismo era molto concreto.
    Però...non è scattata la scintilla.
    Una sufficienza dignitosa, con l'eccezione del capitolo dell'attentato e delle descrizioni di Belfast sparse nella storia, queste, sì, veramente notevoli.
    Che però, ahimè, rimangono notevoli eccezioni e non fanno fare al romanzo il salto definitivo di qualità.

    ha scritto il 

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