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Europa blues

Di

3.6
(40)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Altri

Isbn-10: 8831711288 | Isbn-13: 9788831711289 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un buon thriller. Una squadra investigativa compatta. Una vicenda obiettivamente inverosimile ma che consente all'autore di sviluppare suspense e colpi di scena a raffica. Avvincente.

    ha scritto il 

  • 4

    Una piacevolissima sorpresa! Preso per caso in biblioteca, sono stata attirata dal titolo l'ho letto velocemente perche'....dopo una prima parte un po'lenta, progressivamente si viene coinvolti nello svolgimento della trama con intrecci impensabili. Adatto secondo me, a chi piacciono gli autori d ...continua

    Una piacevolissima sorpresa! Preso per caso in biblioteca, sono stata attirata dal titolo l'ho letto velocemente perche'....dopo una prima parte un po'lenta, progressivamente si viene coinvolti nello svolgimento della trama con intrecci impensabili. Adatto secondo me, a chi piacciono gli autori di thriller svedesi ;-)

    ha scritto il 

  • 5

    Ri-benvenuti al nord

    Dopo aver letto "La linea del male"ed essermi perso,(Per il momento),"Falso Bersaglio" ,terzo della serie del gruppo A,ho appena finito questo "Europa Blues".I romanzi di Dahl iniziano un pò sottotono,poi boom!
    Dopo Nesbo,per me,c'è lui su al nord,e nel panorama giallistico internazionale entramb ...continua

    Dopo aver letto "La linea del male"ed essermi perso,(Per il momento),"Falso Bersaglio" ,terzo della serie del gruppo A,ho appena finito questo "Europa Blues".I romanzi di Dahl iniziano un pò sottotono,poi boom! Dopo Nesbo,per me,c'è lui su al nord,e nel panorama giallistico internazionale entrambi sono al top.Il romanzo,pagina dopo pagina diventa sempre più interessante e tiene alla grande anche quando l'ambientazione si sposta prima in Italia e quindi nell'Europa dell'est.Nessun calo di tensione anche perchè l'argomento trattato(Crimini nazisti che tornano a galla),è molto coinvolgente.I protagonisti sono ben descritti e ognuno di loro ha una storia alle spalle particolare che li rende allo stesso tempo simpatici,vulnerabili,insomma reali!

    ha scritto il 

  • 4

    Segnatevi pure Dahl

    Un'altra freccia all'arco della letteratura scandinava. Primo mio incontro con Arne Dahl (ovvero Jan Arnald) con la quarta puntata del gruppo A: e apprezzo subito la novità di una squadra d'investigazione, dove nessuno sembra primeggiare sugli altri, sebbene Hjelm e Holm siano i personaggi più tr ...continua

    Un'altra freccia all'arco della letteratura scandinava. Primo mio incontro con Arne Dahl (ovvero Jan Arnald) con la quarta puntata del gruppo A: e apprezzo subito la novità di una squadra d'investigazione, dove nessuno sembra primeggiare sugli altri, sebbene Hjelm e Holm siano i personaggi più tratteggiati. Una serie di crimini verificatisi in diversi paesi europei, la verità, come sempre, affonda le radici nel passato. Nel complesso un libro assolutamente apprezzabile (si legge in pochissime ore grazie a una narrazione avvincente), pur con un finale affrettato e poco realistico e un personaggio, quello dell'investigatore italiano, che mi pare poco riuscito. Forse perché da italiana vi intravvedo molti stereotipi. Ma Dahl-Arnald mi piace, recupererò i primi tre volumi.

    ha scritto il 

  • 3

    Bè scomodare le mie amiche in persona può sembrare una trovata ma non lo è!
    Tralasciamo le facezie...un mix non malvagio per riempire una domenica di relax.
    Fa sempre piacere scoprire che la bellezza e la storia si autopromuovano così, un applauso per la Toscana e per la cultura in genere, ma non ...continua

    Bè scomodare le mie amiche in persona può sembrare una trovata ma non lo è! Tralasciamo le facezie...un mix non malvagio per riempire una domenica di relax. Fa sempre piacere scoprire che la bellezza e la storia si autopromuovano così, un applauso per la Toscana e per la cultura in genere, ma non c'è suspence ne pathos e, il ricorrere al nome Elena, è un suggerimento al lettore che DAHL forse presuppone principalmente privo di cultura classica? Troppo facile, scontato come il finale.

    ha scritto il 

  • 5

    Non conoscevo Dahl, l'ennesimo giallista scandinavo. Che non tradisce la bontà della "scuola", anzi si piazza in testa, accanto a Mankell e Larsson.
    Come quest'ultimo, al di là della capacità di dosare l'intreccio avvincendo il lettore, ha due elementi distintivi che me lo fanno apprezzare:
    - cos ...continua

    Non conoscevo Dahl, l'ennesimo giallista scandinavo. Che non tradisce la bontà della "scuola", anzi si piazza in testa, accanto a Mankell e Larsson. Come quest'ultimo, al di là della capacità di dosare l'intreccio avvincendo il lettore, ha due elementi distintivi che me lo fanno apprezzare: - costruisce un team di personaggi ben delineati, con proprie caratteristiche, che definiscono storie nella storia. Ho scoperto da questo primo libro che in realtà è il quarto di una serie che ha come protagonisti i componenti del Gruppo A, team di punta della polizia svedese (un 87° distretto in salsa d'aringhe). Correrò a recuperare i primi tre. - utilizza il plot per far luce sul lato oscuro della cultura della grande democrazia del nord, faro di tolleranza e moderazione. Larsson aveva denunciato le simpatie diffuse per il nazismo e la tratta delle donne, Dahl ricorda il ruolo di apripista verso l'eugenetica e le teorie di superiorità della razza. Ho scoperto così i convegni nazionali e internazionali organizzati dall'istituto statale di eugenetica di Uppsala, fondato nel 1922, e che i socialdemocratici svedesi, nello stesso anno, hanno ordinato la sterilizzazione dei minorati mentali allo scopo di evitare "rischi per la razza derivanti dalla loro riproduzione"

    ha scritto il