Europe Central

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Publisher: Penguin Putnam Inc

4.1
(103)

Language: English | Number of Pages: 811 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German

Isbn-10: 0143036599 | Isbn-13: 9780143036593 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
In this magnificent work of fiction, William T. Vollmann turns his trenchant eye to the authoritarian cultures of Germany and the USSR in the twentieth century. Assembling a composite portrait of these two warring leviathans and the terrible age they defined, the narrative intertwines experiences both real and fictional—a young German who joins the SS to expose its crimes, two generals who collaborate with the enemy for different reasons, the Soviet composer Dmitri Shostakovich laboring under Stalinist oppression. Through these and other lives, Vollmann offers a daring and mesmerizing perspective on human actions during wartime.
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  • 4

    Su tutto, i capitoli dedicati a Šostakovič, che per qualche motivo in questi mesi torna spesso, e a quelle che sono due delle composizioni più perfette e strazianti del secolo degli orrori. È naturale ...continue

    Su tutto, i capitoli dedicati a Šostakovič, che per qualche motivo in questi mesi torna spesso, e a quelle che sono due delle composizioni più perfette e strazianti del secolo degli orrori. È naturale che nel voler affrontare ciò che già Il Libro di V. Grossman ha dipinto in modo, appunto, perfetto e straziante (e il debito è ammesso, ad ogni modo), si debba cercare una forma diversa, magari spuria, visto che si è destinati a rimanere secondi, ritagliandosi dunque un proprio personale spazio d'azione. Ciò non toglie che l'obiettivo venga centrato appieno ugualmente, e che sia azzecatissimo proprio Šostakovič come exemplum esperienziale ed etico-morale (sulla stessa linea di fascinazione, ma ben più povero e banale anche l'ultimo Barnes, Il rumore del tempo). Perché in fondo gli exempla assoluti, come mostrano questi romanzi figli di Grossman, per resistere e opporsi al Male nella vita son quelli che già sappiamo: Achmatova, Mandel'štam, Šostakovič. Cui qui si aggiunge Kurt Gerstein, con tutti i benefici del dubbio è anche in virtù di essi. Se la domanda è sempre la stessa (opporsi al Male dal suo interno rende automaticamente complici o ha senso?), sono proprio queste le persone cui guardare, questi i libri da leggere.

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    Andare oltre i confini della letteratura, superare gli spazi angusti delle parole, costruire una dimensione narrativa che trasli i tempi, le immagini, gli spazi e trasfiguri la Storia in una espansion ...continue

    Andare oltre i confini della letteratura, superare gli spazi angusti delle parole, costruire una dimensione narrativa che trasli i tempi, le immagini, gli spazi e trasfiguri la Storia in una espansione neocosmica di roccia e di particelle elementari che si coniugano nell'alternarsi dei sentimenti dell'orrore, dell'odio e dell'amore, fino a giungere all'attimo generativo di un codice genetico di pura essenza diamantina al cui cospetto il lettore, coinvolto e attratto, rimane come un essere che esprime tutto se stesso in una eterna iconodulia di ciò che i suoi organi visivi stanno leggendo.
    Europe Central è il monolito narrativo che tutto genera e contiene nella definitiva consapevolezza che la Storia è elemento partecipativo e genetico della meravigliosa e demoniaca aggregazione di atomi nel punto iniziale del tempo in cui tutto è materia e tutto è al contempo evanescenza.
    William T. Vollmann è il supremo artefice di questa elaborazione umanoide, di questa allitterazione senziente i cui segnali sembrano arrivare da fessure spaziotemporali poste ai confini dell'anima eterna che presiede alla morte e alla vita.
    Europa, appendice asiatica di un continente indefinito nella sua bidimensionalità di città medioevali e steppe mongoliche, generata e creata da misteriche afferenze mesopotamiche, stuprata da penetrazioni indoeuropee, terraferma narrata da Vollmann nell'attimo antopofago di ideologie nazicomuniste di ferro, acciaio e sangue, nell'istante mercantile di democrazie liberali plutocratiche e senza futuro, nel momento in cui una nuova e seconda guerra dei trent'anni destruttura il Novecento e lo riaggrega in una forma bellica costante in cui il delirio ipnotico delle ideologie assolute si fonde con la credenza millenaristica di una scienza che tutto può dominare.
    Il risveglio è di orrore, di morte, di sentimenti contratti nell'istante tetanico di un morbo che incancrenisce gli umani e la loro produzione cerebrale definita Storia da quegli stessi umani che ne sono partoriti e sbranati al contempo, in una espansione eterna e circolare di nanosecondi che segnano senza fine l'immobilità dell'urlo di orrore che trafigge gli anni luce dall'apparizione del Tempo di Planck sino alla entropia di ogni emissione di luce e di calore.
    Europe Central è romanzo monumentale, mappatura quantistica del misterioso punto o istante in cui macro e microcosmo si coniugano, generando altri universi ancora sino al momento finale che altro non potrà essere se non principio di una reiterata raffigurazione in cui un'altra Storia di sopraffazioni si ripeterà solo parzialmente differente quel tanto che basti a configurane, per una volta ancora, l'illusione dell'artefatta progressione.
    http://nottedinebbiainpianura.blogspot.it/2017/03/europe-central-di-william-t-vollmann.html

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  • 5

    Sublime

    l'avevo comprato e iniziato ma quasi a pagina 200 abbandonato. .ora mi è tornato tra le mani e forse ..poiché davvero i "libri ti vengono a cercare" ..ora è arrivato il suo momento. 1000 pagine di pur ...continue

    l'avevo comprato e iniziato ma quasi a pagina 200 abbandonato. .ora mi è tornato tra le mani e forse ..poiché davvero i "libri ti vengono a cercare" ..ora è arrivato il suo momento. 1000 pagine di puro piacere
    . ..un libro scritto benissimo (linguisticamente intendo) una storia potentissima ..la Seconda Guerra Mondiale e un "modo" di scriverla dove si cambia continuamente protagonista, punto di vista, voce.. ma l'altezza e il virtuosismo della parola sono ai massimi livelli. Un libro che insegna e sollecita. .non mi intrattiene ma mi sostiene. Un libro in fondo per piacermi deve essere più intelligente di me (non ci vuole molto). Quando leggo una frase, quella giusta, devo dire e sentire che nemmeno alla scuola Holden, nemmeno con Marquez come insegnante, nemmeno con il dono dell'erudizione di Sebald, nemmeno con la multiforme conoscenza di Magris, nemmeno con la lettura matta e disperata di Leopardi sarei mai in grado di replicarla..

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  • 2

    Arrivato in fondo davvero a fatica.
    Non si tratta di un romanzo vero e proprio, ma di una serie di ritratti di personaggi che hanno svolto un ruolo nella tormentata storia dell'Europa Centrale contesa ...continue

    Arrivato in fondo davvero a fatica.
    Non si tratta di un romanzo vero e proprio, ma di una serie di ritratti di personaggi che hanno svolto un ruolo nella tormentata storia dell'Europa Centrale contesa tra Germania e Russia durante il Novecento.
    Alcune parti sono anche interessanti, ma molte mi sono sembrate noiose e prolisse, come la storia che fa da filo conduttore, quella del compositore Sostakovic e dei suoi tormenti amorosi e politici. Altre ancora sono talmente oniriche da risultare incomprensibili.
    Ho maledetto molte volte la mia incapacità di abbandonare un libro una volta iniziato.

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    anche in questo caso, non capisco il senso dell'operazione. i vari capitoli sono più o meno delle biografie e alcune sono molto belle, nello stile inconfodibile (e alla lunga spaventosamente tedioso e ...continue

    anche in questo caso, non capisco il senso dell'operazione. i vari capitoli sono più o meno delle biografie e alcune sono molto belle, nello stile inconfodibile (e alla lunga spaventosamente tedioso e angosciante) di vollmann, ma dentro ogni capitolo c'è una specie di controcanto o motivo secondario che appare, nella migliore delle ipotesi, inutile (ad es. la storia delle lettere ebraiche nella faccenda della moglie di lenin).
    la grande sfortuna di questo autore è che nessuno gli può dire niente, ha talmente la fama di genio e di maestro che nessuno ha il coraggio di tagliare queste palle di merda che produce a getto continuo (e che contengono parti interessantissime, soffocate dall'enorme quantità di scorie e dalla tendenza a un simbolismo tra grottesco e puerile). vollmann è un autore di un'altra epoca e meriterebbe di essere nato ricco, per poter scrivere i suoi libri senza avere bisogno di pubblicarli: un'amorevole generazione di critici dovrebbe poi prendersi la briga di scoprirli e pubblicarli in frantumi più sensati.
    l'unica cosa che si può augurare è che quest'uomo subisca qualche grave rovescio di fortuna e sia costretto a mendicare per vivere, e ad accettare quei tagli che potrebbero salvare l'opera dal suo (non c'è altro modo di dirlo) oltraggioso e stupido egocentrismo (cosa che è in parte è già accaduta con i libri sulla violenza, che sono stati ripubblicati in versione ridotta: e anche così ce ne vuole per leggerli).

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  • 5

    Questo libro è bellissimo. Vi dispiace se uso una parola da bambini? Ebbene sì, voglio farlo. E' bellissimo perché:
    - è uno spaccato storico di una profondità molto rara
    - è un esercizio di pazienza i ...continue

    Questo libro è bellissimo. Vi dispiace se uso una parola da bambini? Ebbene sì, voglio farlo. E' bellissimo perché:
    - è uno spaccato storico di una profondità molto rara
    - è un esercizio di pazienza incredibile (centellinare le pagine per 9 mesi non è da me)
    - è di uno stile levigato, pieno, complesso, compresso come pochi
    - non ha difetti tangibili
    - le debolezze dei personaggi (Sostakovic in primis) sono commoventi
    - è americano al 100%
    Non ho altro da dire. Buona lettura.

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  • 4

    La seconda guerra mondiale secondo Vollmann

    Mah...che dire...
    Mi trovo sempre in difficoltà a commentare i libri di Vollmann. Innanzitutto perchè sono libri spesso con un numero di pagine che si avvicina al migliaio e spesso sono libri difficil ...continue

    Mah...che dire...
    Mi trovo sempre in difficoltà a commentare i libri di Vollmann. Innanzitutto perchè sono libri spesso con un numero di pagine che si avvicina al migliaio e spesso sono libri difficile da leggere, da interpretare per la ricchezza di passaggi simbolici, o come le chiama l'autore, di "ragnatele soprannaturali".
    Vollmann con questo manoscritto che a metà strada tra il saggio storico fedele alle fonti e il romanzo, racconta l'epopea della seconda guerra mondiale e della nascita e contrapposizione delle due ideologie per eccellenza, il nazismo e il comunismo. Lo fa attraverso la descrizione della vita liberamente romanzata di alcuni personaggi realmente esistiti tra i quali il compositore Sostakovich, la poetessa russa Achmatova, il generale tedesco Paulus e altri.
    L'intento del libro è raccontare l'epopea storica, culturale, sociale, politica, simbolica dell'europa centrale che si è trovata ad ospitare le forze in gioco. L'intento è riuscito ma quale fatica per il lettore!
    Vollmann è uno scrittore esigente. scrive con una straordinaria dovizia di particolari storici, anagrafici, tecnici che è difficilmente digeribile per il lettore. Inoltre aggiunge a questo parti di narrazione simbolica che contribuiscono a complicare il racconto.
    Alla fine si rischia di rimanere confusi e annebbiati dalla prosa, smarrendo il significato finale della narrazione.
    E' un libro che sa regalare momenti di alta letteratura, che alla fine lascia soddisfatti e aiuta a capire più tanti altri testi cosa sia stata la seconda guerra mondiale, cosa sia stato il nazismo, il comunismo e la loro reciproca contrapposizione.
    E' un libro che va letto con la giusta predisposizione, non è certo una lettura di evasione, merita molta attenzione e "rispetto". E' un libro difficile che lascia soddisfatti anche se in alcuni passaggi è così criptico da risultare troppo impegantivo per terminarne la lettura.
    Vollmann richiede un notevole sforzo di lettura e comprensione...in bocca al lupo!

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