Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Europe Central

By

Publisher: Penguin Putnam Inc

4.1
(86)

Language:English | Number of Pages: 811 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , German

Isbn-10: 0143036599 | Isbn-13: 9780143036593 | Publish date:  | Edition Reprint

Also available as: Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

Do you like Europe Central ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
In this magnificent work of fiction, William T. Vollmann turns his trenchant eye to the authoritarian cultures of Germany and the USSR in the twentieth century. Assembling a composite portrait of these two warring leviathans and the terrible age they defined, the narrative intertwines experiences both real and fictional—a young German who joins the SS to expose its crimes, two generals who collaborate with the enemy for different reasons, the Soviet composer Dmitri Shostakovich laboring under Stalinist oppression. Through these and other lives, Vollmann offers a daring and mesmerizing perspective on human actions during wartime.
Sorting by
  • 0

    anche in questo caso, non capisco il senso dell'operazione. i vari capitoli sono più o meno delle biografie e alcune sono molto belle, nello stile inconfodibile (e alla lunga spaventosamente tedioso e angosciante) di vollmann, ma dentro ogni capitolo c'è una specie di controcanto o motivo seconda ...continue

    anche in questo caso, non capisco il senso dell'operazione. i vari capitoli sono più o meno delle biografie e alcune sono molto belle, nello stile inconfodibile (e alla lunga spaventosamente tedioso e angosciante) di vollmann, ma dentro ogni capitolo c'è una specie di controcanto o motivo secondario che appare, nella migliore delle ipotesi, inutile (ad es. la storia delle lettere ebraiche nella faccenda della moglie di lenin).
    la grande sfortuna di questo autore è che nessuno gli può dire niente, ha talmente la fama di genio e di maestro che nessuno ha il coraggio di tagliare queste palle di merda che produce a getto continuo (e che contengono parti interessantissime, soffocate dall'enorme quantità di scorie e dalla tendenza a un simbolismo tra grottesco e puerile). vollmann è un autore di un'altra epoca e meriterebbe di essere nato ricco, per poter scrivere i suoi libri senza avere bisogno di pubblicarli: un'amorevole generazione di critici dovrebbe poi prendersi la briga di scoprirli e pubblicarli in frantumi più sensati.
    l'unica cosa che si può augurare è che quest'uomo subisca qualche grave rovescio di fortuna e sia costretto a mendicare per vivere, e ad accettare quei tagli che potrebbero salvare l'opera dal suo (non c'è altro modo di dirlo) oltraggioso e stupido egocentrismo (cosa che è in parte è già accaduta con i libri sulla violenza, che sono stati ripubblicati in versione ridotta: e anche così ce ne vuole per leggerli).

    said on 

  • 5

    Questo libro è bellissimo. Vi dispiace se uso una parola da bambini? Ebbene sì, voglio farlo. E' bellissimo perché:
    - è uno spaccato storico di una profondità molto rara
    - è un esercizio di pazienza incredibile (centellinare le pagine per 9 mesi non è da me)
    - è di uno stile lev ...continue

    Questo libro è bellissimo. Vi dispiace se uso una parola da bambini? Ebbene sì, voglio farlo. E' bellissimo perché:
    - è uno spaccato storico di una profondità molto rara
    - è un esercizio di pazienza incredibile (centellinare le pagine per 9 mesi non è da me)
    - è di uno stile levigato, pieno, complesso, compresso come pochi
    - non ha difetti tangibili
    - le debolezze dei personaggi (Sostakovic in primis) sono commoventi
    - è americano al 100%
    Non ho altro da dire. Buona lettura.

    said on 

  • 4

    La seconda guerra mondiale secondo Vollmann

    Mah...che dire...
    Mi trovo sempre in difficoltà a commentare i libri di Vollmann. Innanzitutto perchè sono libri spesso con un numero di pagine che si avvicina al migliaio e spesso sono libri difficile da leggere, da interpretare per la ricchezza di passaggi simbolici, o come le chiama l'au ...continue

    Mah...che dire...
    Mi trovo sempre in difficoltà a commentare i libri di Vollmann. Innanzitutto perchè sono libri spesso con un numero di pagine che si avvicina al migliaio e spesso sono libri difficile da leggere, da interpretare per la ricchezza di passaggi simbolici, o come le chiama l'autore, di "ragnatele soprannaturali".
    Vollmann con questo manoscritto che a metà strada tra il saggio storico fedele alle fonti e il romanzo, racconta l'epopea della seconda guerra mondiale e della nascita e contrapposizione delle due ideologie per eccellenza, il nazismo e il comunismo. Lo fa attraverso la descrizione della vita liberamente romanzata di alcuni personaggi realmente esistiti tra i quali il compositore Sostakovich, la poetessa russa Achmatova, il generale tedesco Paulus e altri.
    L'intento del libro è raccontare l'epopea storica, culturale, sociale, politica, simbolica dell'europa centrale che si è trovata ad ospitare le forze in gioco. L'intento è riuscito ma quale fatica per il lettore!
    Vollmann è uno scrittore esigente. scrive con una straordinaria dovizia di particolari storici, anagrafici, tecnici che è difficilmente digeribile per il lettore. Inoltre aggiunge a questo parti di narrazione simbolica che contribuiscono a complicare il racconto.
    Alla fine si rischia di rimanere confusi e annebbiati dalla prosa, smarrendo il significato finale della narrazione.
    E' un libro che sa regalare momenti di alta letteratura, che alla fine lascia soddisfatti e aiuta a capire più tanti altri testi cosa sia stata la seconda guerra mondiale, cosa sia stato il nazismo, il comunismo e la loro reciproca contrapposizione.
    E' un libro che va letto con la giusta predisposizione, non è certo una lettura di evasione, merita molta attenzione e "rispetto". E' un libro difficile che lascia soddisfatti anche se in alcuni passaggi è così criptico da risultare troppo impegantivo per terminarne la lettura.
    Vollmann richiede un notevole sforzo di lettura e comprensione...in bocca al lupo!

    said on 

  • 5

    Un capolavoro senza se e senza ma. La scrittura è monumentale, William T. Vollmann è un David Foster Wallace più erudito e senza ironia, ma capace di passaggi stilistici in grado di togliere il respiro.
    Il mondo in guerra viene dipinto come un gigantesco affresco in cui i protagonisti si ri ...continue

    Un capolavoro senza se e senza ma. La scrittura è monumentale, William T. Vollmann è un David Foster Wallace più erudito e senza ironia, ma capace di passaggi stilistici in grado di togliere il respiro.
    Il mondo in guerra viene dipinto come un gigantesco affresco in cui i protagonisti si rincorrono e si incrociano senza saperlo realmente, in cui due mondi diversi collidono e si distruggono, odiandosi pur assomigliandosi (o forse proprio per questo). Due mostri si scontrano, ma ad emergere sono le storie di quelle persone che hanno cercato se non di ergersi, quantomeno a resistere a un'ondata inarrestabile che ha rischiato di distruggere il mondo.
    Resistenze inutili, forse, che non hanno cambiato di molto il corso degli eventi, ma anche solo una Sinfonia scritta senza seguire le indicazioni del Partito, o il seppellimento di un bidone di Zyklon B prima della consegna al campo di concentramento, pur non essendo azioni clamorose sono comunque la manifestazione della volontà di dire che no, non tutti hanno accettato di vivere nell'Orrore.
    Come ho detto, un capolavoro senza se e senza ma. Un monumento alle macerie di un mondo.

    said on 

  • 4

    Europe Central è fra i tre libri più complicati che mi siano capitati fra le mani.
    Affannarsi alla ricerca di una trama definita è quantomeno fatica sprecata: la trama è la Seconda Guerra Mondiale, la Germania e l'Unione Sovietica, il confronto con la Storia.
    È soprattutto, anche se i ...continue

    Europe Central è fra i tre libri più complicati che mi siano capitati fra le mani.
    Affannarsi alla ricerca di una trama definita è quantomeno fatica sprecata: la trama è la Seconda Guerra Mondiale, la Germania e l'Unione Sovietica, il confronto con la Storia.
    È soprattutto, anche se inizialmente non potrebbe sembrare, un romanzo d'amore, incentrato sull'amore e sulle relazioni possibili nell'incubo totalitario europeo, dove il lettore annega, trascinato sul fondo da una narrazione "rizomatica", caratterizzata da intermittenti cambi del punto di vista e del narratore.

    said on 

  • 5

    Una monumentale raccolta di racconti lunghi che si leggono come un romanzo e che hanno per protagonisti i personaggi, artistici, politici, militari, che nel bene e nel male hanno caratterizzato gli anni tragici che vanno dalla salita al potere di Hitler (qui chiamato il sonnambulo) fino alla cadu ...continue

    Una monumentale raccolta di racconti lunghi che si leggono come un romanzo e che hanno per protagonisti i personaggi, artistici, politici, militari, che nel bene e nel male hanno caratterizzato gli anni tragici che vanno dalla salita al potere di Hitler (qui chiamato il sonnambulo) fino alla caduta del muro di Berlino.
    Il linguaggio è preciso e allucinato, onirico e spietato, e ricorda molto i lucidi deliri di Giuseppe Genna.
    Vale veramente la pena di seguire Vollmann nella sua lucida follia.

    said on 

  • 0

    Volman è uno degli autori preferiti di David Foster Wallace: ho detto tutto!!
    Alla fine del libro ti senti un reduce dell'assedio di Stalingrado ed in generale della II guerra mondiale.
    Ti senti addosso tutte le atrocità di tutte le guerre, e senti nel cuore le vette sublimi e le nef ...continue

    Volman è uno degli autori preferiti di David Foster Wallace: ho detto tutto!!
    Alla fine del libro ti senti un reduce dell'assedio di Stalingrado ed in generale della II guerra mondiale.
    Ti senti addosso tutte le atrocità di tutte le guerre, e senti nel cuore le vette sublimi e le nefandezze dell'essere umano.

    said on 

  • 5

    è per me impossibile dire qualcosa di sensato su questo libro. mi limiterò a fare qualche osservazione. prima di tutto è incredibile la quantità di materiale che viene "montato" dallo scrittore. nell'interstizio di tempo che va dagli anni trenta agli anni 50 circa vediamo svolgersi una storia ...continue

    è per me impossibile dire qualcosa di sensato su questo libro. mi limiterò a fare qualche osservazione. prima di tutto è incredibile la quantità di materiale che viene "montato" dallo scrittore. nell'interstizio di tempo che va dagli anni trenta agli anni 50 circa vediamo svolgersi una storia densissima, senza nessuna tregua per il lettore che deve affrontare una prova dura. la scrittura infatti è si fluida, ma pesa lo spessore dato ai personaggi, pesa la straordinaria capacità di non perdere mai, neppure per un attimo, la tensione narrativa. sono risultate per me insuperabili le pagine dedicate all'artista tedesca Kollwitz, mentre devo ammettere di aver avuto dei cedimenti piuttosto seri nelle centinaia di pagine in cui parla Sostakovic. merito di Vollmann avermi fatto leggere di argomenti di cui, colpevolemente, non avevo alcuna voglia di interessarmi.
    insomma, un libro grande e per forza controverso, una narrazione che cerca di mettere insieme individualità e grande quadro della storia. non ono d'accordo con l'autore su alcune questioni tra cui l'assoluta equivalenza tra regimi nazista e comunista. io sono d'accordo che si parla, in entrambi i casi, di regimi che hanno avuto esiti criminali, ma non si può, a mio modo di vedere, non mettere in evidenza che il comunismo non ha, nel suo "dna" la vocazione e l'obiettivo di sterminio che invece erano connaturati alla natura del nazismo. poi, la sua involuzione asiatica è storia, innegabile.

    said on