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Europeana

Breve storia del XX secolo

Di

Editore: duepunti

4.1
(171)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Sloveno

Isbn-10: 8890140356 | Isbn-13: 9788890140358 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Elena Paul

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
Una storia senza virgole. Eventi, immagini, cifre, parole, dati, incidenti,slogan si aggirano per l'Europa come fantasmi, si intrecciano e si accalcanosotto la penna ironica e dissacrante di Ourednik. Un sospetto si fa stradaallora nel lettore: forse il xx secolo è tutto un inganno, oppure nascondetroppe verità inquietanti. E ha anche rischiato di non essere mai esistito,quando a causa del Millennium Bug i computer di tutto il mondo minacciavano diriportarci all'alba del Novecento.
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  • 3

    Così è andata e va e andrà e è assurdo che qualcuno trovi ancora assurdo l'assurdo.

    Siccome è tutto vero, di assurdo al mondo resta solo chi s'imbastisce nella ragnatela di un filo che se è logico è sicuramente una trappola e mortale.

    ha scritto il 

  • 5

    Pagina 49

    E un ufficiale tedesco che era istruttore nell'esercito turco portò in Germania 66 fotografie del genocidio armeno e le inviò all'imperatore con una lettera per dirgli che la Germania avrebbe fatto bene a scegliere meglio i suoi alleati e che la vergogna della Turchia si ripercuoteva sul popolo t ...continua

    E un ufficiale tedesco che era istruttore nell'esercito turco portò in Germania 66 fotografie del genocidio armeno e le inviò all'imperatore con una lettera per dirgli che la Germania avrebbe fatto bene a scegliere meglio i suoi alleati e che la vergogna della Turchia si ripercuoteva sul popolo tedesco.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia è una chiacchiera senza freni

    150 pagine che potrebbero essere il discorso inarrestabile e avvolgente di uno storico, senza schemi, senza virgole, senza nomi. Un opera assoluta ed estrema, dalla quale traspare uno sarcasmo che sconfina nel cinismo, con quei ripetuti "...dicevano..." che sembrano la prima parte di una frase de ...continua

    150 pagine che potrebbero essere il discorso inarrestabile e avvolgente di uno storico, senza schemi, senza virgole, senza nomi. Un opera assoluta ed estrema, dalla quale traspare uno sarcasmo che sconfina nel cinismo, con quei ripetuti "...dicevano..." che sembrano la prima parte di una frase della quale aspettiamo la conclusione in antitesi ("ma in realtà"), che però non arriva mai. Le espressioni e gli aneddoti ripetuti contribuiscono a creare una atmosfera da sogno, forse da incubo, fino a togliere il fiato al lettore. Un idiosincratico e colto storico dell'ex blocco sovietico, al quale dedica le parti più atroci del XX secolo e che rimane molto diffidente delle supposte evoluzioni del nuovo secolo XXI....

    ha scritto il 

  • 4

    Hail to Fukuyama!

    La Preistoria e l'inizio della Storia sono oscure. Documenti assenti o scarsissimi, inferiori alle suppellettili, grande presenza del Mito. Spesso un evento ci è noto attraverso un solo scritto, magari del vincitore. Poi bene o male (dopo secoli di mazzo e lavoro matto e disperatissimo degli stor ...continua

    La Preistoria e l'inizio della Storia sono oscure. Documenti assenti o scarsissimi, inferiori alle suppellettili, grande presenza del Mito. Spesso un evento ci è noto attraverso un solo scritto, magari del vincitore. Poi bene o male (dopo secoli di mazzo e lavoro matto e disperatissimo degli storici) si capisce molto bene quasi tutto. La revisione è evento sporadico. Le querelle rare e i capisaldi di conseguenza stabili.

    Poi c'è l'altro ieri. Documenti in quantità impressionanti, pur con censure e segreti di Stato altrettanto frequenti e organizzate, il numero dei media in crescita, da dipinti, vasi, statue, metope papiri e pergamene si passa alla fotografia, archivi cartacei immensi, pellicole cinematografiche, registrazioni sonore e televisive, la stampa, volantini, diari e note, manifesti, al termine del XX secolo terabytes in milioni di case. Addirittura molti sono i vivi, perfino nelle più immani ed efficientemente perseguite tragedie, i reduci superano quasi sempre i pochi frammenti e lacerti che altri eventi distantissimi ci obbligarono a farci bastare.

    Troppo.

    Odradek (?) no, scusate, Ourednik tenta di ricavare e restituire il senso del XX secolo in un testo dall'apparenza formale di un manuale didattico, tanto da avere i riassuntini a lato come nei manuali scolastici, ma redatto come un monologo teatrale, assenza di virgole incluse e totalmente privo di sia di linearità oggettiva, abrogando pure la consequenzialità adottando un andamento apparentemente disorganizzato, redatto a somiglianza di un racconto in diretta di un vecchissimo viaggiatore reduce dall'ogni.

    Ovviamente trattandosi di un professionista, l'apparente caotica sincronicità unita a ripetitività ridondante, sta alla disorganizzata idiosincratica ricostruzione storica dell'ignorante o dell'impressionato nolente uomo o donna novecentesca che magari è un po' scossa dopo aver sopportato un paio di guerre mondiali, tre crisi economiche, una rivoluzione e tre figli morti, di cui uno di una lunga grave malattia, come il salotto baroccocò della marchesa di Thionville-Crecy, artatamente disposto da costei – desiderosa di conoscenza approfondita – con pseudosimmetrie e apparenti contrasti, a simulare una amichevole e accogliente mancanza di rigore, sta al soggiorno della professoressa madre e massaia, dove il cuscino è stato per l'ennesima volta lacerato da Sacundì & Sacundà, i gatti di casa, che mentre sacramenti per lo scempio, ti sottraggono una polpetta.
    Tutto è voluto. A educazione del lettore, tanto per ricordargli che solo i fessi credono alle coincidenze.

    La struttura del monologo – che immaginerete con voce chiara ma non stentorea, intelligibile ma un po' monocorde – è questa:

    http://www.vialattea.net/esperti/astro/cappio/image12.gif

    Talvolta questa:

    http://burro.astr.cwru.edu/JavaLab/SOSweb/loop.gif

    Le immagini sono i tracciati di un astro orbitante, osservati da un altro astro orbitante. La combinazione dei due movimenti induce a vedere, invece di semplici ellissi quei cappi, moti retrogradi ricorsivi, che fecero dire di Galileo, Copernico e Keplero "ellissi sticazzi".

    I nodi, i punti dove s'interseca, sono alcune parole ripetute, fatti accaduti altrove ma identici, eccetera. Già ben citati da altri anobiiani, non ripeterò.

    La sensazione è un po' straniante ma alla fine le caratteristiche principali del carnaio che fu il XX secolo , vengono fuori, a meno che non siate stati così sensibili all'inganno iniziale del "libro di Storia" da ribellarvi in continuazione per l'acquisto di un prodotto adulterato.

    In questo caso purtroppo il trucco non funziona e rimarreste delusi.

    E' letteratura sulla Storia, eventualmente teatro. Non un manuale.

    Ma che fregatura tentano ripetutamente di rifilarci e quanti entusiasti volontari imbecilli collaborino risolutamente tanto da creare una macchinazione, si capisce eccome. E pure perché il XX secolo abbia via via sviluppato quell'anticorpo dell'incredulità di fronte alle metanarrazioni (cit.) che è - più o meno - il postmodernismo.

    ***

    Colonna sonora: King Crimson - In the Court of the Crimson King/ 21st century schizoid man.

    ha scritto il 

  • 5

    Pag 77:
    E nel 1944 i Tedeschi girarono un documentario sulla vita nel campo di Theresienstadt per i rappresentanti della Croce Rossa e di varie commissioni internazionali. Nel film c'erano 270 attori e 1600 bambini e un gruppo di diverse migliaia di comparse da cui erano stati preven ...continua

    Pag 77:
    E nel 1944 i Tedeschi girarono un documentario sulla vita nel campo di Theresienstadt per i rappresentanti della Croce Rossa e di varie commissioni internazionali. Nel film c'erano 270 attori e 1600 bambini e un gruppo di diverse migliaia di comparse da cui erano stati preventivamente esclusi tutti quelli che non avevano a sufficienza l'aria di essere ebrei. Il film si intitolava ERA COSÌ BELLO A THERESIENSTADT e c'erano ebrei che andavano al caffè e coltivavano verdure nei vasi e facevano tuffi in piscina e andavano a ritirare i soldi in banca o dei pacchi alla posta e ascoltavano dischi d'opera e si ritrovavano in biblioteca per discutere sul senso della civiltà europea. E quando le riprese furono terminate i tedeschi organizzarono undici convogli speciali e tutti quelli che avevano recitato nel film furono inviati ad Auschwitz.

    ha scritto il 

  • 2

    Il supposto capolavoro, su di me ha fatto flop.

    Immaginate che nel 2098 uno studente, bravo ma svogliato, si sieda davanti a voi, professori dell'esame di maturità. Voi, sfavati da ore di orali, gli chiedete: "Parlami del XX secolo".
    Lo studente parte, con voce monotona, a snocciolar ...continua

    Il supposto capolavoro, su di me ha fatto flop.

    Immaginate che nel 2098 uno studente, bravo ma svogliato, si sieda davanti a voi, professori dell'esame di maturità. Voi, sfavati da ore di orali, gli chiedete: "Parlami del XX secolo".
    Lo studente parte, con voce monotona, a snocciolare dati, fatti, idee, mischiati in un caleidoscopisco calderone in cui tra internet e Bélle Epoque, '68 e crisi del '28 non c'è soluzione di continuità.
    Lo studente è sveglio, sa un po' di tutto, fa collegamenti tra fatti che sono anche sorprendenti. Nel suo tono tra il canzonatorio e lo scoglionato vi fa capire che si sente superiore a voi, che il suo cinismo è quello di chi più di voi sa e capisce, ma glielo perdonate per la giovane età. Certo, il suo macabro sense of humour a volte vi sconcerta, ma d'altra parte la sua passione per le lingue morte vi attrae. Ascoltate, sì. A tratti anche incuriositi. Ma, in fondo, pensate, di questo lunghissimo discorso che sta facendo, cosa non è già chiaro dopo le prime venti parole?
    Lo ascoltate per inerzia, per il rispetto della forma, per le regole che vi impongono sottilmente un orale non troppo breve. Lo ascoltate perché magari vi siete sbagliati e tra un secondo dirà una fesseria, oppure, semplicemte, perché un orale troppo breve cambierebbe i ritmi della mattinata e metterebbe tutti in agitazione.
    Vi muovete un po' sulla sedia, quando dice cose a cui non avevate pensato mai, tirate fuori un sorriso affettato quando svela aneddoti che vi sembrano il copia-incolla di Wikipedia.
    Poi, esausti, lo congedate con una pacca sulle spalle.
    E' bravino. Bravo via. Forse, se riuscirà a togliersi di dosso quella spocchia che lo frena riuscirà anche a combinare qualcosa di buono nella vita, di migliore di quel che avete combinato voi, e questo è facile. Però. Però quel suo sorriso sghembo con cui vi ha dato la mano non vi convince a fondo. Sa. Sa di sapere. E questo errore lo trascinerà a fondo.

    (Ourednik, non sei un genio, lasciatelo dire)

    ha scritto il 

  • 1

    E i comunisti dicevano…
    E i fascisti dicevano…
    E gli ebrei dicevano…
    E i francesi pensavano…
    E gli americani dicevano
    E gli psicologi sostenevano…
    E i giovani pensavano…
    E via discorrendo…

    L’ho trovato un libro irritante, pieno di preposizioni che ...continua

    E i comunisti dicevano…
    E i fascisti dicevano…
    E gli ebrei dicevano…
    E i francesi pensavano…
    E gli americani dicevano
    E gli psicologi sostenevano…
    E i giovani pensavano…
    E via discorrendo…

    L’ho trovato un libro irritante, pieno di preposizioni che non portano a nulla tantomeno alla riflessione; un Bignami della storia moderna che butta li nozioni e curiosità che dovrebbero essere sorprendenti.
    Io di sorprendente ho trovato solo il prezzo di copertina.
    Un libro a cui non si può neanche affibbiare la colpa di essere pretenzioso perché la scrittura è piatta e se mancano anche le idee non può aspirare a nulla.
    D’accordo mette in luce le contraddizioni del secolo scorso, la disumanità dell’uomo che l’ha percorsa, ma non avevamo bisogno certo di queste paginette per ricordarcelo.

    ha scritto il