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Eutanasia di un amore

Di

Editore: Rizzoli

3.6
(222)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817114596 | Isbn-13: 9788817114592 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Romance

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Descrizione del libro
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  • 1

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    Per favore, PER FAVORE, ditemi che la copia del romanzo in questione che ho io (o meglio, che mio padre ha) ha avuto una storia tormentata, problematica, traumatica, e aggettivi terribili vari, perché non posso assolutamente credere che un romanzo in cui la narrazione inizia in terza persona al p ...continua

    Per favore, PER FAVORE, ditemi che la copia del romanzo in questione che ho io (o meglio, che mio padre ha) ha avuto una storia tormentata, problematica, traumatica, e aggettivi terribili vari, perché non posso assolutamente credere che un romanzo in cui la narrazione inizia in terza persona al presente passi SENZA ALCUNA LOGICA O UN MINIMO AVVERTIMENTO, all'interno anche dello stesso capitolo, prima in prima persona al presente, poi sempre in prima ma al passato, poi in terza al passato etc.; un romanzo in cui la consecutio temporum dei periodi ipotetici è regolarmente SBAGLIATA; insomma, un romanzo con tutti questi difetti ed altri ancora che non scrivo perché molto probabilmente il mio subconscio li sta (giustamente) nascondendo venga decantato come un capolavoro assoluto dalle recensioni che ho trovate sparse per Internet e che, ciliegina sulla disgustosa torta, abbia persino vinto il premio letterario Bancarella! Vi scongiuro, qualcuno di voi, nel mondo, nell'universo, nel multiverso, mi faccia pervenire una copia che rispecchi il mio sperato presunto originale, in modo tale da poter riprendermi dal crollo di fiducia verso il genere umano (o almeno verso i letterati)! Perché in fondo il tema portante (il dilemma freudiano di un uomo che ama la figura ideale della madre a tal punto da proiettarla nella donna che ama e da tentare per questo un feroce attacco al modello sociale della famiglia "standard", ossia madre, padre e figli, fino a teorizzare una nuova famiglia, che non deve più avere come scopo la procreazione ma l'amore in senso assoluto) era anche interessante, seppur condotto con voli pindarici inutili, boriosi, pseudoartistici e di pessimo gusto, seppur con protagonisti, soprattutto Paolo, veramente odiosi, al limite del rigetto totale da parte del lettore (quindi mia!). Quindi, per ritornare al punto iniziale e per alleviare il dolore della parte letterata di me, qualcuno mi dica se sbaglio io o il mondo intero, PER FAVORE!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Siamo a Firenze: Paolo, professore universitario quarantenne, viene lasciato dalla giovane amante Sena, una sua ex allieva, al termine di una relazione decennale. Disperato per la perdita di quello che per lui è il principio femminile della madre, Paolo raggiunge Versailles, dove Sena è fuggita, ...continua

    Siamo a Firenze: Paolo, professore universitario quarantenne, viene lasciato dalla giovane amante Sena, una sua ex allieva, al termine di una relazione decennale. Disperato per la perdita di quello che per lui è il principio femminile della madre, Paolo raggiunge Versailles, dove Sena è fuggita, solo per scoprire la sua nuova relazione con un giovane (Domenico).
    In preda a una vera e propria crisi psicosomatica, un invecchiamento precoce, Paolo torna a Firenze, dove però Sena lo raggiunge. Sembra che sia tutto di nuovo a posto fra i due, che compiono un lungo viaggio nel Mar Mediterraneo (Ischia, Follonica, Isola d'Elba, Montecristo), sperimentando anche un naufragio.
    Durante il viaggio, però, Sena rivela a Paolo perche' lo ha lasciato.......

    ha scritto il 

  • 3

    Un film, di Enrico Maria Salerno, parecchio bistrattato dalla critica, interpretato da Tony Musante ed Ornella Muti girato tra Firenze (bella, particolarmente bella)e Parigi. Scovato e preso in una libreria dell'usato,perchè da ragazzina quel film mi era piaciuto, mi aveva commossa, stranamente t ...continua

    Un film, di Enrico Maria Salerno, parecchio bistrattato dalla critica, interpretato da Tony Musante ed Ornella Muti girato tra Firenze (bella, particolarmente bella)e Parigi. Scovato e preso in una libreria dell'usato,perchè da ragazzina quel film mi era piaciuto, mi aveva commossa, stranamente tocca argomenti che anni ed anni dopo mi avrebbero riguardata molto da vicino.
    Spero non mi deluda.

    Un po' troppo concettuale, i protagonisti sono 2 intellettuali in fondo.

    ha scritto il 

  • 0

    Il libro mi chiamava da tempo. Ho iniziato la lettura con un certo timore (timore di leggere qualcosa di troppo doloroso) ma i primi capitoli erano del tutto differenti da come mi aspettavo e pensavo: "Il titolo vale tutto il libro".
    Poi però qualcosa ho trovato: il delirio, la follia, l'os ...continua

    Il libro mi chiamava da tempo. Ho iniziato la lettura con un certo timore (timore di leggere qualcosa di troppo doloroso) ma i primi capitoli erano del tutto differenti da come mi aspettavo e pensavo: "Il titolo vale tutto il libro".
    Poi però qualcosa ho trovato: il delirio, la follia, l'ossessione pura di un certo tipo di amore che a quanto pare esiste, se lo si riesce a tipizzare.
    Difficile seguire i dubbi del protagonista, troppo forzatamente filosofici a tratti. Difficile anche capire le spirali dialettiche in cui si avvolge (con compiacimento) l'autore.
    "...mi spingeva a supporre che un'escatologia d'amore coincida con la morte di ogni amore che si eternizza nelle carni."

    Ma splendida la lettera che Sena scrive a Paolo in risposta.
    Splendide le oscillazioni del dubbio che attraversano tutta la trama.

    ha scritto il 

  • 4

    lo lessi da adolescente pochi anni dopo la sua pubblicazione, un libro intriso di una tristezza infinita; l'incapacità di essere felici; la vischiosità deil rapporto; sono passati trent'anni ma sembrano due ere geologiche

    ha scritto il 

  • 2

    Ho deciso di leggere questo romanzo perchè incuriosita dal titolo , dopo averlo scovato tra tutti i libri che ho a casa mia , anche se acquistato da mio padre già da un bel pò di anni.
    Inizialmente mi era piaciuto ,ma proseguendo nella lettura, ho avuto molte difficoltà nel proseguire :amm ...continua

    Ho deciso di leggere questo romanzo perchè incuriosita dal titolo , dopo averlo scovato tra tutti i libri che ho a casa mia , anche se acquistato da mio padre già da un bel pò di anni.
    Inizialmente mi era piaciuto ,ma proseguendo nella lettura, ho avuto molte difficoltà nel proseguire :ammetto di aver continuato solo perchè desiderosa di conoscere il finale.
    Indecisa tra 2 o 1 stellina ,alla fine ho deciso di assegnarne 2 perchè mi sono piaciute alcune frasi , ma sinceramente non consiglierei di leggerlo

    ha scritto il 

  • 4

    «Gli uomini non possono restare bambini per sempre, devono andare ad affrontare "la vita ostile"»

    ... é con questa citazione di Freud che si apre il racconto di un rapporto di coppia tormentato; forse un grande amore che abbandona se stesso perdendosi tra le incomprensioni e soprattutto nel conflitto dovuto al rifiuto di una nuova vita. Questa lenta agonia è inevitabile quando la visione d'in ...continua

    ... é con questa citazione di Freud che si apre il racconto di un rapporto di coppia tormentato; forse un grande amore che abbandona se stesso perdendosi tra le incomprensioni e soprattutto nel conflitto dovuto al rifiuto di una nuova vita. Questa lenta agonia è inevitabile quando la visione d'intenti uomo-donna diverge e i due protagonisti iniziano a desiderare per se stessi qualcosa che l'altro è incapace di offrire. Tradimenti ed un ultimo forzato tentativo di riconciliazione porteranno poi all'inevitabile conclusione. Un testo amaro, triste, desolante e dolente a metà tra saggio e racconto 'dit tout court'. Una potente introspezione dei personaggi più che mai contemporanei ed un'analisi della questione figli, pregnante e devastante, all'interno della struttura social-amorosa della coppia. Saviane fa dei suoi scritti una specie d'educazione alla realtà e ci porta a pensare attraverso uno stile diretto e al contempo poetico... insomma, un autore da non dimenticare!

    ha scritto il 

  • 2

    due e mezzo. Se non fosse un romanzo a tesi funzionerebbe di più. I personaggi sono più che altro l'incarnazione dei dubbi esistenziali dell'autore. Funzionali. Arduo il frequente e brusco oscillare dalla prima alla terza persona, dall'imperfetto al presente. Suona dilettantesco.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissima metafora, ottima scrittura. Ho apprezzato specialmente la prima e la seconda parte, mentre la terza peccava di descrizioni, di concretezza.
    Molto intenso.

    ha scritto il