Eva dorme

Di

Editore: Mondadori

4.0
(494)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 280 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Francese

Isbn-10: 8804600055 | Isbn-13: 9788804600053 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo , Storia

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Descrizione del libro
Anche stanotte Eva non riesce a dormire. Apre la finestra: l'aria pungente e dolce dell'aprile altoatesino sa di neve e di resina. All'improvviso il telefono squilla, la voce debole di un uomo che la chiama con il soprannome della sua infanzia: è Vito. È molto malato, e vorrebbe vederla per l'ultima volta. Carabiniere calabrese in pensione, ha prestato a lungo servizio in Alto Adige negli anni Sessanta, anni cupi, di tensione e di attentati. Anni che non impedirono l'amore tra quello smarrito giovane carabiniere e la bellissima Gerda Huber, cuoca in un grande albergo, sorella di un terrorista altoatesino e soprattutto ragazza madre in un mondo ostile. Quando Vito è entrato nella sua vita Eva, la figlia bambina, ha provato per la prima volta il sapore di cosa sia un papà: qualcuno che ti vuole così bene che, se necessario, perfino ti sgrida. Sul treno che porta Eva da Vito morente, lungo i 1397 chilometri che corrono dalle guglie dolomitiche del Rosengarten fino al mare scintillante della Calabria, compiremo anche un viaggio a ritroso nel tempo, dentro la storia tormentata dell'Alto Adige e della famiglia Huber. La fine della Prima guerra mondiale, quando il Sudtirolo austriaco venne assegnato all'Italia, e Hermann Huber, futuro padre di Gerda, perse i genitori e con loro la capacità di amare. Gli anni di sangue della Seconda guerra mondiale e dell'Opzione, l'accordo stretto tra Hitler e Mussolini per cui gli altoatesini di lingua tedesca sarebbero dovuti emigrare nella Germania nazista, salvo poi, tornati in Italia, diventare il bersaglio del disprezzo di chi, pur volendolo, non aveva fatto in tempo a partire. Fino agli anni Sessanta e Settanta, stagione di bombe e di stragi ma anche della voglia di ricominciare a vivere, di dondolarsi a ritmo di swing: un pugno d'anni in cui Gerda ed Eva hanno formato insieme a Vito una famiglia. Che cosa ne è stato di quel grande, forse impossibile amore? Perché Vito, che amava Eva come una figlia, non le ha più fatto sapere nulla di sé? Per Eva è arrivato il momento di sapere. Solo così il suo sonno potrà tornare a essere profondo come quando era bambina. Orchestrando con mano sicura fatti e personaggi, Francesca Melandri ha scritto un romanzo potente, risonante di echi e suggestioni, che si distende in adagi solenni e maestosi e sa accendersi in allegri briosi e sorridenti. La storia di una terra orfana di patria, di una bambina senza padre, e di un amore struggente. Sono pagine che con lucidità e passione danno voce al racconto vero dell'Alto Adige, per anni rimosso e seppellito, e che noi italiani - così vicini, così lontani - forse non abbiamo mai veramente conosciuto.
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  • 5

    da Scusate, devo andare a leggere

    Se il buongiorno si vede dal mattino, il mio 2016 può essere un anno di grandi letture.
    L'ho cominciato per caso, era tanto che l'avevo sul Kindle ma non mi aveva mai "chiamata". Forse perché sulla qu ...continua

    Se il buongiorno si vede dal mattino, il mio 2016 può essere un anno di grandi letture.
    L'ho cominciato per caso, era tanto che l'avevo sul Kindle ma non mi aveva mai "chiamata". Forse perché sulla questione sudtirolese avevo tanto amato Eredità di Lilli Gruber.
    Lo sfondo storico culturale è lo stesso, per quanto il romanzo della Melandri abbracci un arco cronologico più ampio e arrivi a toccare eventi a noi vicini, e mi sono di nuovo stupita di quanto noi giovani siamo, su certe cose, profondamente ignoranti. Prima di leggere i due romanzi, non avevo mai sentito parlare della questione Sudtirolese, della cosiddetta Opzione, della difficoltà - e della frustrazione - che provava chi era di madrelingua tedesco a esprimersi in italiano. Difficoltà che oggi come oggi posso capire al 100%.

    Continua a leggere qui: http://devoandarealeggere.blogspot.de/2016/01/eva-dorme-di-francesca-melandri.html

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro meraviglioso, scorrevole e curato. Ritengo che meriti una maggiore considerazione e si possa pargonare per bellezza alle più famose opere del suo genere. E' un romanzo storico che tratta d ...continua

    E' un libro meraviglioso, scorrevole e curato. Ritengo che meriti una maggiore considerazione e si possa pargonare per bellezza alle più famose opere del suo genere. E' un romanzo storico che tratta della questione altoatesina, ma che narra in generale delle diversità presenti nella società, non solo linguistiche. I protagonisti ci mostrano le difficoltà di rapporto tra maggioranza di lingua tedesca rispetto a una minoranza italiana di una zona, in un paese a stragrande maggioranza italiana. Non solo parla della minoranza (di potere) femminile, dell'emarginazione delle ragazze madri, della minoranza omosessuale. Le figure centrali la protagonista (figlia) e sua madre ci raccontano gli avvenimenti, le loro emozioni e possiamo capire la psicologia delle varie persone che vengono coinvolte. E' un intrecccio di un viaggio attraverso il tempo fatto di ricordi della madre, e di uno nello spazio fatto dalla figlia che attraversa tutta l'Italia. I dettagli storici sono molto curati e ci permette di imparare la storia del nostro paese.

    ha scritto il 

  • 0

    Insegnate loro un minimo di stile letterario e affiancate loro degli storici

    L'ennesima riprova del fatto che gli editori pubblichino qualunque cosa poichè il livello del pubblico è quel che è.Non può spiegarsi altrimenti un modo di scrivere così pietoso.
    Mollato dopo 123 pagi ...continua

    L'ennesima riprova del fatto che gli editori pubblichino qualunque cosa poichè il livello del pubblico è quel che è.Non può spiegarsi altrimenti un modo di scrivere così pietoso.
    Mollato dopo 123 pagine(su 344)causa eccesso di tendenza al pietismo/buonismo lacrimevole oltremisura quando ancora di questione altoatesina ancora non si parla.
    Rimanendo in campo storico(sembrerebbe essere questo lo scopo del romanzo),avrei dovuto restituirlo alla biblio quando già alla quarta pagina la genia scrive che-in sede di trattative di pace-l'Alto Adige fu un regalo della Francia quale dispetto da fare agli austriaci!
    Alla scenegggiatrice televisiva bisognerebbe tenere ampia lezione di scienze politiche(oltre che,ribadisco,di storiografia).
    Ed alla frase successiva si supera:
    "Eppure l'Italia,si ritrovò come bottino inaspettato,dopo una guerra vinta non certo sul campo,quel lembo di Alpi"...
    Monarchi,governi e stati maggiori-stante l'assoluto immobilismo dei fronti-compresero che il blocco vincente sarebbe stato quello che avrebbe avuto maggiori risorse economiche e materie prime;La prima guerra le cui sorti si sarebbero decise prima in borsa e al mercato che sul fronte.
    Un fronte sul quale tedeschi e austroungarici giunsero militarmente sfiniti:non un caso se,sfondate le linee sul Piave,gli austroungarici chiesero immediatamente l'armistizio e la settimana successiva i tedeschi;Non averlo chiesto,avrebbe comportato una marcia trionfale sino a Vienna per gli italiani e a Berlino per francesi,inglesi e statunitensi.
    Se questa è la misura del livello storico per quanto riguarda il cuore del romanzo ...
    Insegnare agli italiani la storia attraverso la saggistica,grazie.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro cattivo, che ti lascia lacrime negli occhi e mille pensieri sulla tua vita, su ciò che poteva essere e non è stato per l'imponderabile legge del caos.
    E' un libro di storia, ed è un libro ...continua

    E' un libro cattivo, che ti lascia lacrime negli occhi e mille pensieri sulla tua vita, su ciò che poteva essere e non è stato per l'imponderabile legge del caos.
    E' un libro di storia, ed è un libro di storie.
    Scritto divinamente, ricco di emozioni e descrizioni.
    Capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Le vicende di Gerda e di sua figlia Eva non sono le più brillanti e avvincenti che abbia mai letto.
    Ma sono un pretesto per raccontare mezzo secolo di storia alto atesina, dall'annessione al regno d'I ...continua

    Le vicende di Gerda e di sua figlia Eva non sono le più brillanti e avvincenti che abbia mai letto.
    Ma sono un pretesto per raccontare mezzo secolo di storia alto atesina, dall'annessione al regno d'Italia agli anni del terrorismo indipendentista. Mezzo secolo di storia non tanto nota, credo.
    E per raccontarlo bene.

    ha scritto il 

  • 3

    identità e separatismi

    oggi non si riesce a immaginare un terrorismo sud tirolese (quelli della mia età invece se lo ricordano). Ben costruita la parte storica che informerà molti lettori. Un po' meno le vicende personali d ...continua

    oggi non si riesce a immaginare un terrorismo sud tirolese (quelli della mia età invece se lo ricordano). Ben costruita la parte storica che informerà molti lettori. Un po' meno le vicende personali di Eva e figlia, anche se si comprende che vogliono rappresentare l'emancipazione da tradizioni e regole "tribali". Certi tratti di omofobia, controllo patriarcale, disprezzo per chi non si lascia normare, appartengono alle classi povere qualsiasi lingua parlino. E di povertà nei masi ce n'era almeno quanto in Calabria, o in Umbria. In Svizzera ho visto la "valle della fame".

    ha scritto il 

  • 3

    Eva non dorme affatto

    Dopo Eredità della Gruber mi sono appassionata alle vicende storiche del Sudtirolo. Il romanzo della Melandri si svolge in un arco temporale molto più lungo, la storia politica rimane però nello sfond ...continua

    Dopo Eredità della Gruber mi sono appassionata alle vicende storiche del Sudtirolo. Il romanzo della Melandri si svolge in un arco temporale molto più lungo, la storia politica rimane però nello sfondo. Intrigante la vicenda umana delle due protagoniste, a tratti contorta e non sempre facile da seguire la trama, ma nell'insieme rimane un romanzo gradevole e intenso.

    ha scritto il 

  • 5

    È prima di tutto un grande romanzo storico questo Eva dorme: la storia misconosciuta dei sudtirolesi (o altoatesini, a seconda dei punti di vista), precipitati senza saper come nell’Italia fascista, i ...continua

    È prima di tutto un grande romanzo storico questo Eva dorme: la storia misconosciuta dei sudtirolesi (o altoatesini, a seconda dei punti di vista), precipitati senza saper come nell’Italia fascista, incoraggiati dal nazismo a emigrare in un’immaginaria patria oltre le Alpi, per poi trovarsi cittadini di seconda classe nel dopoguerra. La voce narrante (in metà dei capitoli) è quella di una di loro, Eva, ma Francesca Melandri fa emergere con lucidità le responsabilità di entrambe le parti, l’ignoranza reciproca che genera incomprensioni, poi soprusi, poi un sanguinoso conflitto e infine, con la prosperità economica, una pace non priva di elementi di apartheid. È anche una storia, raccontata con delicatezza e asprezza, di non-amore, cioè di come una struttura famigliare arcaica e spietata finisca per privare chi ci cresce della capacità di desiderare e di illudersi, cioè (forse) di amare. Ma l’aspetto più bello di questo libro è il modo, apparentemente semplice, in realtà complesso e sapientemente orchestrato, con cui si intersecano i piani della narrazione, in un alternarsi di capitoli i cui titoli rimandano alle date dal 1919 ad oggi (la vicenda politica del Sud Tirolo) e ai chilometri percorsi da Eva nel viaggio che la porta a rivedere, in Calabria, l’unico uomo che le abbia dato vero affetto, il patrigno.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo libro. Una scrittura pacata, attenta ai dettagli storici; una scrittura che regala emozioni senza essere melensa. Un viaggio nel passato a scoprire chi è Eva, chi è la sua famiglia; un viag ...continua

    Bellissimo libro. Una scrittura pacata, attenta ai dettagli storici; una scrittura che regala emozioni senza essere melensa. Un viaggio nel passato a scoprire chi è Eva, chi è la sua famiglia; un viaggio a ritroso per spiegare cos'è davvero successo in e all'Alto Adige/Sudtirolo. Ma non è solo il tempo a fare da padrone nel libro, lo spazio ha la sua importanza: storia e geografia. L'alternanza tra tempo e spazio, tra storia e geografia è visibile anche dai titoli dei capitoli: date (dal 1919 ad oggi) e chilometri (dal km 0 al k 1397 e ritorno).
    Eva, la protagonista, prende un treno in extremis il giorno di Pasqua da Bolzano per andare a Reggio Calabria al capezzale di Vito, l'unico uomo che ha considerato padre. Nel suo racconto si riesce a toccare la complessità non solo della regione - una volta letteralmente colonia italiana - ma dell'Italia stessa; tra le mille divisioni si percepisce l'unità di fondo di un Paese che ancora non riesce a fare i conti con se stesso.

    ha scritto il 

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