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Everyman

By

Publisher: Random House

3.9
(2134)

Language:English | Number of Pages: 182 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Finnish

Isbn-10: 0099507269 | Isbn-13: 9780099507260 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Audio CD , Others , Mass Market Paperback , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Book Description
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  • 5

    "Perché la più inquietante intensità della vita è la morte. Perché la morte è così ingiusta. Perché quando uno ha gustato il sapore della vita, la morte non sembra neppure una cosa naturale. Io credevo, dentro di me ne ero certo, che la vita durasse in eterno."

    said on 

  • 0

    La morte rispetto all'umanità. L'umanità, every man. La morte, davanti alla quale tutti noi facciamo i conti della nostra vita, ripercorriamo i nostri anni, le persone che hanno attraversato il nostro cammino, i successi e gli inevitabili errori. I rimpianti, la felicità, gli affetti. Questa è la ...continue

    La morte rispetto all'umanità. L'umanità, every man. La morte, davanti alla quale tutti noi facciamo i conti della nostra vita, ripercorriamo i nostri anni, le persone che hanno attraversato il nostro cammino, i successi e gli inevitabili errori. I rimpianti, la felicità, gli affetti. Questa è la storia di ciò che succede a chiunque quando deve affrontare la prova più grande di tutte.

    said on 

  • 3

    Il romanzo Everyman di Philip Roth, inizia dalla fine, da quella fine che tutto “schiaccia” con la sua “straziante” normalità: la morte.
    Partendo dalle morte dell'anonimo protagonista, che tale rimane fino all'ultimo, l'Autore ne ricostruisce a ritroso la vita, riportandone con realistica ...continue

    Il romanzo Everyman di Philip Roth, inizia dalla fine, da quella fine che tutto “schiaccia” con la sua “straziante” normalità: la morte.
    Partendo dalle morte dell'anonimo protagonista, che tale rimane fino all'ultimo, l'Autore ne ricostruisce a ritroso la vita, riportandone con realistica crudezza gli errori, le ossessioni, le velleità, i timori e le illusioni, tratteggiando il profilo banale e mediocre, di un uomo comune, in contrapposizione al fratello maggiore Howie, tanto amato quanto diverso.
    L'età che avanza, le patologie che saranno sempre più padrone della sua vita, i rimorsi e la meritata solitudine, gli faranno scoprire la verità.
    Il libro, a mio avviso, decolla nelle ultime cinque pagine, per il resto rimane abbastanza rasoterra, manca di profondità, di quella complessità che dovrebbe caratterizzare un romando che tocca un tema così fondamentale. Eppure, per gran parte delle sue pagine, sembra fermasi alla superficie, alla piatta descrizione di fatti e misfatti senza nessun colpo d'ala, se si esclude qualche frase ad effetto.
    Certamente un buon libro, ma non un capolavoro.

    said on 

  • 5

    E poi, arriva quel libro che lo leggi e si cancella, non perché non sia buono, tutt’altro, perché ti entra troppo profondamente nella carne e tu ti devi difendere.
    Ho letto Everyman di Philip Roth, l’anno scorso, più o meno in questo periodo, ricordo di esserne stata entusiasta: il mio prim ...continue

    E poi, arriva quel libro che lo leggi e si cancella, non perché non sia buono, tutt’altro, perché ti entra troppo profondamente nella carne e tu ti devi difendere.
    Ho letto Everyman di Philip Roth, l’anno scorso, più o meno in questo periodo, ricordo di esserne stata entusiasta: il mio primo Roth.
    Qualche mese dopo ricordavo di aver letto un romanzo che iniziava con un funerale a cui partecipavano i parenti del defunto, ognuno lasciando il suo pensiero, l’ultimo saluto. Mi scervellai per mesi per ricordare quale fosse, alla fine decisi che fosse stato di McEwan e scandagliai il web alla ricerca della trama, naturalmente senza alcun esito.
    Ieri interrogavo il mio reader per scegliere la mia prossima lettura e “magicamente” mi si posiziona Everyman, non io, si è posizionato da solo. Decido di rileggerlo, perché ricordavo di averlo letto ma non ricordavo nulla del contenuto, l’avevo rimosso, il mio subcosciente l’aveva fatto, anzi, più che rimozione, una vera e propria negazione.
    Pur non conoscendo a fondo l’autore, credo che questo sia il suo romanzo più intimista, il tema trattato lo impone: l’ultima battaglia, quella cui a nessuno è dato sottrarsi, quella ad armi impari, già persa in partenza, la vecchiaia, il decadimento, la malattia e la morte.
    Non voglio rivelare la trama, più che di un romanzo si tratta di un racconto lungo, appena 97 pagine per riassumere una vita, i successi, gli amori: tre mogli, tre figli, un fratello, i genitori. Sono le considerazioni che vengono fatte che sono profondissime, tanto da costringere il lettore a difendersi, perché questo è l’orrore vero (altro che King) il mostro che è in agguato in ognuno di noi: la vita ci è stata donata, casualmente, fortuitamente e una volta sola, e non per un motivo conosciuto o conoscibile.
    Il protagonista è un padre fallito, un marito fedifrago, un figlio impotente e un fratello invidioso e della peggior specie: invidioso della salute e della vitalità di cui, il fratello di sei anni maggiore , è esuberante.
    Il protagonista è un vinto e un perdente, mentre Roth ci lascia una scintilla di speranza nella figura del fratello Howie, vero eroe del romanzo, anche lui è destinato a perdere la battaglia come tutti ma mentre è in pista vive con dignità, coerenza, ed onestà, perché non si preoccupa della destinazione finale ma vive riempiendosi di sé e delle persone che ama, lo fa naturalmente, come il pittore che dipinge o lo scrittore che scrive, perché questo gli piace fare, l’uomo è veramente Uomo nel momento in cui decide di vivere perché gli piace vivere.
    Se deciderete di leggerlo vi troverete di fronte a un grande romanzo, ma quanto meno, fate appello a tutto il vostro pensiero positivo.

    “Incontri terrificanti con la fine? Ho trentaquattro anni! Comincia a preoccuparti dell’oblio, diceva tra sé e sé, quando ne avrai settantacinque! Il futuro remoto sarà il momento giusto per affiggersi pensando alla catastrofe finale!”

    said on 

  • 4

    "Correva a casa a piedi nudi, bagnato e incrostato di sale, ricordando la forza di quel mare immenso che gli ribolliva nelle orecchie e leccandosi un braccio per sentire il sapore della pelle rinfrescata dall'oceano e cotta dal sole. Insieme all'estasi di un'intera giornata trascorsa facendosi sb ...continue

    "Correva a casa a piedi nudi, bagnato e incrostato di sale, ricordando la forza di quel mare immenso che gli ribolliva nelle orecchie e leccandosi un braccio per sentire il sapore della pelle rinfrescata dall'oceano e cotta dal sole. Insieme all'estasi di un'intera giornata trascorsa facendosi sbatacchiare dall'oceano fino a rincretinirsi, quel sapore e quell'odore lo inebriavano talmente da spingerlo quasi al punto di affondare i denti nel braccio per strapparne un boccone di se stesso e sentire il sapore della propria carnale esistenza".

    Un urlo alla vita attutito da un racconto che sa di morte, ospedali e vecchiaia, sin dalla copertina, completamente nera. Sono entrata ufficialmente nel club dei fan di Philip Roth.

    said on 

  • 4

    Come sempre Roth ti toglie tutte le speranze: nel mondo, nelle persone, in te stessa.


    Quando finisco un suo romanzo rimango seduta in poltrona a guardare il vuoto come una cretina, ma evidentemente è una sensazione che crea dipendenza. E' uno di quegli autori che mi costringono a non legge ...continue

    Come sempre Roth ti toglie tutte le speranze: nel mondo, nelle persone, in te stessa.

    Quando finisco un suo romanzo rimango seduta in poltrona a guardare il vuoto come una cretina, ma evidentemente è una sensazione che crea dipendenza. E' uno di quegli autori che mi costringono a non leggere niente per i seguenti 3/4 giorni perché tutto il resto sarebbe una sicura delusione.

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  • 4

    JUST LIKE EVERYMAN

    Innanzi tutto, questo libro ha colpito fortemente la mia ipocondria. Ad ogni nuova operazione del protagonista, che ha sempre vissuto una vita sana, fatto sport, eccetera, io lo trovavo sempre più difficile da sopportare. Perché sentivo troppo mie tutte le sue sensazioni, dalla più banale paura a ...continue

    Innanzi tutto, questo libro ha colpito fortemente la mia ipocondria. Ad ogni nuova operazione del protagonista, che ha sempre vissuto una vita sana, fatto sport, eccetera, io lo trovavo sempre più difficile da sopportare. Perché sentivo troppo mie tutte le sue sensazioni, dalla più banale paura all’assurdo odio per i sani. Per non parlare poi del pensiero della morte, e del modo in cui prende il protagonista. Onestamente parlando, mi ha fatto male questo libro. A lettura ultimata non sapevo se alzargli o abbassargli il voto per questo motivo, visto che mi ha depresso, o meglio, ha fomentato le mie paure, ma proprio per questo mi ha coinvolto come non mai. Alla fine quindi ho deciso di aumentarglielo il voto, perché a distanza di alcuni giorni sento ancora forte l'impressione che ha prodotto in me, e non smetto di pensarci. In più, quando ripenso al titolo lo trovo ancora più geniale. Everyman’s Jewelry Store (la gioielleria di tutti) è il nome del negozio del padre del protagonista ma, leggo nel risvolto di copertina, Everyman è anche il titolo di un anonimo dramma del Quattrocento inglese che ha come tema la chiamata di tutti gli uomini alla morte. Personalmente, ignorando questo particolare che ho letto solo dopo, io avevo inteso quell’”everyman” come “questa è la storia di ogni uomo”, come a dire di qualunque uomo, ma anche di un uomo qualunque. Magari anche la mia.

    http://www.naufragio.it/iltempodileggere/16781

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  • 3

    "Bi'gna da nascere e bi'gna da morire" diceva Mons. Pizzarro e bisogna anche fare i conti con ciò che comporta l'avvicinarsi al momento della propria morte. Anticamente "Everyman" rappresentava allegoricamente il cammino di ciascuno di noi, tra patimenti e tribolazioni, con lo scopo di richiamare ...continue

    "Bi'gna da nascere e bi'gna da morire" diceva Mons. Pizzarro e bisogna anche fare i conti con ciò che comporta l'avvicinarsi al momento della propria morte. Anticamente "Everyman" rappresentava allegoricamente il cammino di ciascuno di noi, tra patimenti e tribolazioni, con lo scopo di richiamare l'attenzione sulla necessità di una vita retta e giusta e anche sulla vanità di questo transito terrestre. Roth invita il lettore a compiere un viaggio attraverso il progressivo disfacimento dell'essere umano su tutti i fronti. La salute sempre più precaria mina l'unità tra corpo e mente, alimenta la sensazione di vestire un abito logoro e appartenuto ad altri facendola diventare sempre più forte al punto da far desiderare che la morte giunga presto e rapida per non lasciarci preda dello sconforto e della solitudine. Efficace nell'indurre il lettore a proiettarsi avanti nel tempo all'età del protagonista, ma... è un tentativo dell'autore di esorcizzare la paura dell'ultima ora? può servire a prepararsi davvero all'appuntamento finale? Mah!

    said on 

  • 5

    vecchiaia: l'attesa del nulla

    ma piena di passato, più che di presente.
    Narrazione potente, che mi riguarda.
    "..la consapevolezza che credi di nascere per vivere, mentre nasci per morire"

    said on 

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