Everyman

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.9
(2349)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Finlandese

Isbn-10: 8806192221 | Isbn-13: 9788806192228 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Filosofia

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Descrizione del libro
Il destino dell'"Everyman" di Roth si delinea dal primo sconvolgente incontro con la morte sulle spiagge idilliache delle sue estati di bambino, attraverso le prove familiari e i successi professionali della vigorosa maturità, fino alla vecchiaia, straziata dall'osservazione del deterioramento patito dai suoi coetanei e funestata dai suoi stessi tormenti fisici. Pubblicitario di successo presso un'agenzia newyorkese, è padre di due figli di primo letto, che lo disprezzano, e di una figlia nata dal secondo matrimonio, che invece lo adora. E l'amatissimo fratello di un uomo buono la cui prestanza fisica giunge a suscitare la sua più aspra invidia, ed è l'ex marito di tre donne diversissime tra loro, con ciascuna delle quali ha mandato a monte un matrimonio. In definitiva, è un uomo che è diventato ciò che non vuole essere.
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  • 3

    Non proprio ogni uomo

    Un libro nel quale più ti avvicini alla fine e più vuoi tornare all'inizio. La lettura è piacevole anche se l'esito lo si conosce già dalla prima pagina. La pecca di tutto però consiste nel fatto che ...continua

    Un libro nel quale più ti avvicini alla fine e più vuoi tornare all'inizio. La lettura è piacevole anche se l'esito lo si conosce già dalla prima pagina. La pecca di tutto però consiste nel fatto che le riflessioni del narratore sono velate di un cinismo assoluto, assente qualunque anche lontana ipotesi spirituale, si da per scontato che ogni uomo è inghiottito in un meccanismo inesorabile e finale.

    ha scritto il 

  • 0

    Mio nonno è morto a 80 anni. Quando aveva notizia della dipartita di un suo vicino di casa, compagno di passeggiate o di bevuta di caffèsportborghetti al bar del quartiere, sempre diceva: che peccato, ...continua

    Mio nonno è morto a 80 anni. Quando aveva notizia della dipartita di un suo vicino di casa, compagno di passeggiate o di bevuta di caffèsportborghetti al bar del quartiere, sempre diceva: che peccato, era accussì giovane, nu guaglione.
    L’ei fu aveva qualche mese meno di lui.
    Mi veniva da sorridere.
    Ma tant’è, a meno che non la cerchi tu, non è mai il momento giusto per incontrare la nera signora.

    Ma è impossibile rifare la realtà. Devi prendere le cose come vengono. Tener duro e prendere le cose come vengono.
    La realtà, qualunque siano le cose che vengono, e il modo in cui vengono, è che s’adda murì.
    Che si sia stati Sabbath o everyman non fa differenza.
    Non ho finito ancora il teatro di Sabbath, è vero. Però anche in quello, come in tutti i libri di Roth, ho avvertito la gigantesca paura della morte che i suoi personaggi cercano di neutralizzare attraverso l’ipertrofismo della sessualità.
    E’ dramma ogni défaillance: virilità è vitalità.

    Everyman è un libro in cui si narra del morto che viene seppellito nelle prime pagine, attraverso un lungo flashback che inizia nella sala operatoria dove viene sottoposto prima dell’ultimo fatale intervento.
    Eludere la morte sembrava essere diventata l’unica preoccupazione della sua vita e la decadenza fisica tutta la sua storia.”
    “La cosa più straziante è sempre la normalità. Il constatare ancora una volta che la realtà della morte schiaccia ogni cosa.

    E’ uno degli ultimi libri di Roth, uno scrittore ormai vecchio.
    perché invece non godersi i momenti più belli della vecchiaia? O i momenti più belli della vecchiaia erano proprio questi, la nostalgia per i momenti più belli dell’infanzia, per il sottile virgulto che il suo corpo era allora […]

    [ho sempre pensato che la nostalgia sia il più pernicioso dei sentimenti]

    Resta il senso di colpa per qualcosa che è stato – come anche in Nemesi e in Indignazione - e il disagio derivante dalla consapevolezza che è impossibile rifare la realtà.
    Il re è nudo, non ha bisogno di teatri e di palcoscenici.
    Sotto i vestiti, siamo tutti nudi: re, pezzenti, intellettuali e manovali.
    [e sotto la pelle siamo tutti scheletri. Tutti. ]

    Il Roth vecchio mi sta più simpatico del Roth giovane.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei più bei libri che abbia mai letto. Il mio primo libro di Roth ed appena l' ho finito ho incominciato a leggerne almeno uno all'anno (a volte di più) e tra poco inizierò il 10°.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di un uomo, un uomo che potrebbe essere chiunque, come suggerisce il titolo. Un uomo che in tarda età si trova a riesaminare la sua vita, i successi, i fallimenti. Un uomo, ma anche ciascuno ...continua

    La storia di un uomo, un uomo che potrebbe essere chiunque, come suggerisce il titolo. Un uomo che in tarda età si trova a riesaminare la sua vita, i successi, i fallimenti. Un uomo, ma anche ciascuno di noi. Questa è la forza del romanzo di Roth perché davvero un giorno, quando avremo più di settant'anni, ci potremmo trovare a guardare indietro per scoprire che non sempre abbiamo fatto bene come avremmo voluto, che magari abbiamo trascurato qualcuno o semplicemente che le cose sono cambiate, ma noi vogliamo tenacemente sopravvivere nonostante tutto.
    Per quanto mi riguarda, l'ho trovato affascinante, ben scritto e degno di riflessione.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Everyman

    Ho appena terminato la lettura di questo racconto lungo (123 pagine) e devo dire che ha lasciato il segno.
    "La vecchiaia non è una battaglia, è un massacro": questa frase mi è rimasta impressa e l'ho ...continua

    Ho appena terminato la lettura di questo racconto lungo (123 pagine) e devo dire che ha lasciato il segno.
    "La vecchiaia non è una battaglia, è un massacro": questa frase mi è rimasta impressa e l'ho fatta mia pochi istanti dopo averla letta.
    In una società come quella occidentale, che tende spesso a rimuovere il concetto di "morte", nascondendolo opportunamente dietro il benessere e l'opulenza, è davvero coraggioso (oltre che insolito) addentrarsi nei meandri di una vita umana ed osservare il suo lento ed inesorabile disfacimento.
    Il protagonista del racconto ha il suo primo contatto con la morte durante l'infanzia, quando vede emergere dalle onde un corpo gonfio e devastato. La morte, da quel momento in avanti, diventa la compagna di un percorso che dura tutta un'esistenza: dapprima rimane sullo sfondo, lontana, affacciandosi solo in determinate occasioni (il decesso dei genitori ad esempio). Col passare degli anni e con l'inevitabile declino fisico, la morte si ripresenta con maggiore frequenza lungo il percorso del protagonista, portandosi via affetti ed amicizie.
    È davvero notevole il fatto che il disfacimento fisico del protagonista, la sua debolezza incipiente e la sua progressiva resa davanti agli eventi, sia accompagnata - nelle immagini di fondo - dall'immagine di un'America sempre più vulnerabile. Un'America che, all'indomani dell'11 settembre, si risveglia più insicura e più timorosa dell' avvenire: una sottile metafora della vita umana... una vita che appare solida ed invincibile negli anni della gioventù ma che, col passare del tempo, sconta quotidianamente la paura che dietro la notte non possa più esserci un domani.
    Questo libro, seppur breve, mi ha lasciato moltissimo: spunti di riflessione, ma anche paure quotidianecon con cui ognuno di noi, volente o nolente, dovrà prima o poi fare i conti.
    E, alla fine della fiera, emerge un elemento inconfutabile: parlando della morte, paradossalmente, Roth ha scritto un meraviglioso libro che parla della vita.

    ha scritto il 

  • 4

    Un triste destino

    Sicuramente averlo letto sotto le palme di una spiaggia equatoriale mi ha aiutato perché la tematica è davvero triste e pesante. Un uomo racconta i suoi ultimi anni di vita, costellati di malattie e o ...continua

    Sicuramente averlo letto sotto le palme di una spiaggia equatoriale mi ha aiutato perché la tematica è davvero triste e pesante. Un uomo racconta i suoi ultimi anni di vita, costellati di malattie e operazioni. Spero solo che la mia vecchiaia sarà meglio della sua e che la malinconia e la solitudine non diventino il mio spettro quotidiano. Nel complesso un libro pieno e denso, ricco di spunti di riflessione e che riesce a coinvolgere anche chi come me è ancora abbastanza lontano dalla vecchiaia. Non adatto a deboli e ipocondriaci!

    ha scritto il 

  • 4

    Lo stile mi ha catturata, e anche certi concetti. A infastidirmi - forse per il loro realismo - sono i pensieri sessuali di un vecchio maniaco. Ma a quanto ho capito Roth è un po' fissato.

    ha scritto il 

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