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Everything Is Illuminated tie-in

A Novel

By Jonathan Safran Foer

(36)

| Paperback | 9780060792176

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Book Description

With only a yellowing photograph in hand, a young man -- also named Jonathan Safran Foer -- sets out to find the woman who may or may not have saved his grandfather from the Nazis. Accompanied by an old man haunted by memories of the war; an amoro Continue

With only a yellowing photograph in hand, a young man -- also named Jonathan Safran Foer -- sets out to find the woman who may or may not have saved his grandfather from the Nazis. Accompanied by an old man haunted by memories of the war; an amorous dog named Sammy Davis, Junior, Junior; and the unforgettable Alex, a young Ukrainian translator who speaks in a sublimely butchered English, Jonathan is led on a quixotic journey over a devastated landscape and into an unexpected past.

By turns comic and tragic, but always passionate, wildly inventive, and touched with an indelible humanity, this debut novel is a powerful, deeply felt story of searching: for the past, family, and truth.

967 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    "Sei l'unica persona che ha capito di me anche il sussurro, e ti dirò che io sono l'unica persona che ha capito anche il sussurro di te."

    A dimostrazione che ogni cosa ha un suo tempo, questo libro porta data "gennaio 2013" e da allora ha saputo aspettare. Non che potesse fare diversamente a dire il vero, però rimane il fatto che ogni cosa ha un suo tempo, e decisamente affascinante è ...(continue)

    A dimostrazione che ogni cosa ha un suo tempo, questo libro porta data "gennaio 2013" e da allora ha saputo aspettare. Non che potesse fare diversamente a dire il vero, però rimane il fatto che ogni cosa ha un suo tempo, e decisamente affascinante è seguire un tempo passato, o meglio, inseguirlo. Come a dire che ogni passo fatto ti ha portato fino ad ora, e a volte uno nemmeno ci pensa, forse perché già sembra una cosa grandissima se consideri solo i tuoi di passi, ma se ti fermi un attimo a considerare che non sono solo i tuoi ad averti portato fin lì, ma prima dei tuoi ci sono quelli che ti hanno portato lì che ancora non sapevi farlo un passo, e prima ancora ci sono i passi di chi ha fatto sì che tu potessi farli poi, e prima ancora.. e così via. Ed è una cosa che se ti fermi a pensarci più di cinque secondi ti viene da dire "Cacchio! Che culo!", ma non è semplicemente fortuna, perché poi se consideri quei passi e pensi che sono una cosa troppo difficile e troppo grande da poter capire, allora vuol dire che ancora non hai considerato una cosa ancora più grande e più difficile da capire, che quei passi poi capita di farli camminando a quattro gambe, che sarebbe facile se fossero tutte e quattro le tue, ma non lo sono, semplicemente succede di trovarne due che a un certo punto hanno voglia di seguire le tue, e tu segui le sue, che poi non si capisce più chi sta seguendo chi e ti capita solamente di camminare insieme, che è una cosa tanto difficile ma alla fine è anche la cosa più semplice da fare, senza cercare niente e senza pensare a niente, perché alla fine poi non conta il viaggio e quello che trovi alla fine del viaggio, quello che conta è sempre quello che ti capita, quello che poi non sai spiegarti nemmeno, quello che ti fa leggere una data su un libro che non hai segnato tu, quella che ti fa conoscere persone che capiscono di te anche il sussurro come direbbe Alex, quelle cose che poi ci pensi un attimo e ti fanno dire "Cacchio! Che culo!", perché a volte è proprio bello avere un po' di culo nella vita.

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    Ale?!? e.. said on Aug 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    INNAMORARSI 1791 – 1803
    La vita di Brod fu una lenta assimilazione del fatto che il mondo non era per lei (…). Aveva la sensazione di tracimare, di produrre e accumulare sempre più amore dentro di sé. Ma senza mai scioglimento.

    (…)

    Si rivolgeva al ...(continue)

    INNAMORARSI 1791 – 1803
    La vita di Brod fu una lenta assimilazione del fatto che il mondo non era per lei (…). Aveva la sensazione di tracimare, di produrre e accumulare sempre più amore dentro di sé. Ma senza mai scioglimento.

    (…)

    Si rivolgeva al suo mondo in onestà, alla ricerca di qualcosa che meritasse le quantità di amore che sapeva di avere dentro, ma a ogni cosa diceva: Non ti amo. Paletto di recinto marron-corteccia: Non ti amo. Poesia troppo lunga: Non ti amo. Cena nella scodella: Non ti amo. La fisica, l’idea di te, le tue leggi: Non ti amo. Nulla sembrava qualcosa di più di quello che era davvero. Tutto era semplicemente una cosa, impastoiata, da cima a fondo, nella propria cosalità.

    (…)

    Questo era il mondo in qui lei diventava grande e lui invecchiava. Di Trachimbrod fecero un santuario per loro stessi, un habitat totalmente distinto dal resto del mondo. Non venivano mai proferite parole d’odio, né si alzavano mani. Ancor di più: non venivano mai proferite parole di rabbia, e nulla era negato. Ma ancor di più, non venivano mai proferite parole che non fossero d’amore, e tutto era portato come un ulteriore, piccolo elemento probatorio del fatto che così può essere, e non dev’essere altrimenti; se nel mondo non c’è amore faremo un altro mondo, e lo circonderemo di mura massicce e lo arrederemo con interni rossi e soffici, e gli forniremo un battaglio che suoni come un diamante caduto nel feltro di un gioielliere in modo che non lo sentiamo mai. Amami perché l’amore non esiste e io ho provato tutto ciò che esiste.

    QUELLO CHE ABBIAMO VISTO QUANDO ABBIAMO VISTO TRACHIMBROD ovvero INNAMORARSI
    << Chiunque ritornava era sicuro che avrebbe trovato la sua casa e i suoi amici e anche i parenti che aveva visto uccidere. Si dice che il Messia ritornerà alla fine del mondo >> Ma il nonno ha detto: << Però non era la fine del mondo>>. << Sì, invece. Solo che Lui non è tornato>>. << Perché non è tornato?>> <<Questa è la lezione che abbiamo imparato da tutto quello che è successo, che Dio non esiste. Lui ha dovuto usare tutte quelle facce nascoste per dimostrarlo a noi.>> <<E se fosse stata una prova per la vostra fede?>> ho detto io. << Non posso credere in un Dio che costringe la fede a delle prove così>>. << E se non fosse stato in suo potere?>> << Non posso credere in un Dio che non era capace di fermare quello che succedeva.>> <<E se a farlo non fosse stato Dio ma l’uomo?>> << Non credo neanche nell’uomo.>>

    26 gennaio 1998
    Tutti noi scegliamo le cose e tutti scegliamo anche contro certe cose. Io voglio essere un tipo di persona che sceglie per più che scegliere contro. (…) Io scelgo quello che non voglio invece di quello che voglio. Niente di questo è cosa che si può dire senza sforzo.

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    bimbi sperduti said on Aug 18, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “ Il ricordo avrebbe dovuto riempire il tempo , ma rendeva il tempo un buco da riempire. “


    Un romanzo autobiografico e ispirato da fatti realmente accaduti che , a dispetto della drammaticità di fondo delle vicende narrate , mantiene spesso un tono divertente , a cominciare dal prologo che fa capire di trovarci di fronte ad un libro part ...(continue)


    Un romanzo autobiografico e ispirato da fatti realmente accaduti che , a dispetto della drammaticità di fondo delle vicende narrate , mantiene spesso un tono divertente , a cominciare dal prologo che fa capire di trovarci di fronte ad un libro particolare.
    La storia inizia dal viaggio intrapreso dall'autore stesso partito dall'America per ritrovare in Ucraina tracce di Augustine , una donna sconosciuta che salvò suo nonno dalla morte durante un rastrellamento da parte dei nazisti e ritratta con lui in una vecchissima foto , ma l'io narrante è il giovane Alexander (Alex) Perchov , che lo accompagna nella veste di traduttore unitamente al di lui nonno , che fa da autista (notevole figura la sua) nonostante egli sostenga di essere cieco e convinto antisemita , oltre che dalla cagnetta Sammy Davis Junior Junior nell'improbabile ruolo di “cane guida per ciechi”.
    E la sensazione iniziale viene avvalorata man mano che si procede nella lettura che si sviluppa in due parti ben distinte quasi come se si stessero leggendo due diversi romanzi contemporaneamente : una centrata appunto sull'avventuroso viaggio dei quattro personaggi già descritti su una scassata vettura e sul successivo scambio epistolare intercorso fra Alex e Jonathan , mentre l'altra , dal tono completamente diverso , riguarda invece la storia dello “shtetl” di Trachimbrod , un villaggio realmente esistito ma scomparso persino dalle carte geografiche , e della sua popolazione di cui nessuno sembra ricordare più nulla .
    E questo continuo alternarsi di avvenimenti del presente con altri risalenti addirittura a secoli prima non manca di creare una certa difficoltà nel seguire il filo di una storia dove i personaggi si sovrappongono in un caleidoscopio di nomi e di avvenimenti che richiedono una costante attenzione .
    Ma non appena si riesce ad entrare nel giusto meccanismo di lettura si viene catturati da una narrazione il cui ritmo , inizialmente lento, aumenta sino a diventare incalzante nella bellissima e terribile parte finale che , rivelando il terribile segreto affidato dal nonno di Alex alle pagine di un breve diario , regala potenti ed intense emozioni .
    Un libro che vale a ricordare ed a commemorare uno dei tanti eccidi commessi dai nazisti nel corso dell'ultima guerra e che proprio trattando in maniera quasi scanzonata avvenimenti drammatici ne mette in risalto l'atrocità .
    Per inciso mi viene da aggiungere che il tono fantastico e spesso surreale della narrazione , nonostante le vicende raffigurate siano di tutt'altro genere ed il contesto completamente diverso , mi ha portato a cogliervi assonanze con “Cent'anni di solitudine” di Gabriel Garcìa Màrquez .
    Come ultima annotazione , contrariamente dal mio solito , in questo caso ho letto il libro solo dopo aver visto (ed apprezzato) la bella riduzione cinematografica che Liev Schreiber ne fece nel 2005 e nella quale il regista , peraltro anch'egli esordiente come lo era lo scrittore ) , ha tralasciato tutta la parte rievocativa incentrandosi invece sulla sola ricerca di Augustine e del villaggio di Trachimbrod dando così giustamente risalto alla valenza di tale viaggio inteso soprattutto come percorso interiore .

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    Jimmy said on Aug 6, 2014 | 1 feedback

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    Ah! l'ambizione!

    ...ho fatto una fatica immane a finirlo e soltanto perchè sono una testardissima curiosa... ma davvero questo libro non ha nè capo nè coda! :-(
    Vorrebbe essere tante storie insieme ma non ne racconta una sola compiuta, vorrebbe essere umoristico ladd ...(continue)

    ...ho fatto una fatica immane a finirlo e soltanto perchè sono una testardissima curiosa... ma davvero questo libro non ha nè capo nè coda! :-(
    Vorrebbe essere tante storie insieme ma non ne racconta una sola compiuta, vorrebbe essere umoristico laddove ci può essere solo sgomento, vorrebbe illuminare un passato che è e resterà oscuro, vorrebbe essere una riflessione sul linguaggio e sulla scrittura ma è solo inutilmente volgare.
    L'unica luce che ho scorto è il modo di parlare di Sascha che mi ricorda tantissimo quello del mio "fratello" ucraino e questo mi ha strappato una stelletta in più.

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    Mapaola said on Aug 5, 2014 | 1 feedback

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    Impegnativo e molto bello

    Amami perché l'amore non esiste, e io ho provato tutto ciò che esiste.

    Un libro che ti lascia un tangibile senso di malinconia e serenità, e mi sono sinceramente affezionata a questo geniale terzetto.

    Lettura impegnativa ma che mi fa amare ancora ...(continue)

    Amami perché l'amore non esiste, e io ho provato tutto ciò che esiste.

    Un libro che ti lascia un tangibile senso di malinconia e serenità, e mi sono sinceramente affezionata a questo geniale terzetto.

    Lettura impegnativa ma che mi fa amare ancora di più l'Ucraina, la sua storia, e la sua gente.

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    Ale DB said on Aug 5, 2014 | Add your feedback

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    capita raramente, ma capita, di imbattersi in un nuovo modo di scrivere; di controllare la biografia dell'autore per avere conferma che sia davvero un ventenne al suo primo libro... e incroci le dita sperando non sia un fuoco di paglia.

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    Lanoviaroja said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

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