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Exit Ghost

By

Publisher: Vintage

3.8
(683)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 022408173X | Isbn-13: 9780224081733 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Art, Architecture & Photography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Like Rip Van Winkle returning to his hometown to find that all has changed, Nathan Zuckerman comes back to New York, the city he left eleven years before. Alone on his New England mountain, Zuckerman has been nothing but a writer: no voices, no media, no terrorist threats, no women, no news, no tasks other than his work and the enduring of old age. Walking the streets like a revenant, he quickly makes three connections that explode his carefully protected solitude. One is with a young couple with whom, in a rash moment, he offers to swap homes. They will flee post-9/11 Manhattan for his country refuge, and he will return to city life. But from the time he meets them, Zuckerman also wants to swap his solitude for the erotic challenge of the young woman, Jaime, whose allure draws him back to all that he thought he had left behind: intimacy, the vibrant play of heart and body. The second connection is with a figure from Zuckerman's youth, Amy Bellette, companion and muse to Zuckerman's first literary hero, E.I. Lonoff.
The once irresistible Amy is now an old woman depleted by illness, guarding the memory of that grandly austere American writer who showed Nathan the solitary path to a writing vocation. The third connection is with Lonoff's would-be biographer, a young literary hound who will do and say nearly anything to get to Lonoff's "great secret". Suddenly involved, as he never wanted or intended to be involved again, with love, mourning, desire, and animosity, Zuckerman plays out an interior drama of vivid and poignant possibilities. Haunted by Roth's earlier works - the melancholy comedy of "The Ghost Writer", the counterpoint of the imaginary and the real in "The Counterlife", the distinctive dialogues of "Deception" - "Exit Ghost" is a reminder of Roth's incomparable style and themes and an amazing leap into yet another phase in this great writer's insatiable commitment to fiction.
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  • 1

    un nuovo livello/libello di seghe mentali

    che poi corrispondono per gli sportivi di questa categoria anche a quelle

    vabbè avete capito

    non hanno molto fascino sulle donne

    doppia medaglia quindi ...continue

    un nuovo livello/libello di seghe mentali

    che poi corrispondono per gli sportivi di questa categoria anche a quelle

    vabbè avete capito

    non hanno molto fascino sulle donne

    doppia medaglia quindi

    said on 

  • 2

    un nuovo livello/libello di seghe mentali

    che poi corrispondono per gli sportivi di questa categoria anche a quelle

    vabbè avete capito

    non hanno molto fascino sulle donne

    doppia medaglia quindi ...continue

    un nuovo livello/libello di seghe mentali

    che poi corrispondono per gli sportivi di questa categoria anche a quelle

    vabbè avete capito

    non hanno molto fascino sulle donne

    doppia medaglia quindi

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  • 5

    Letterina a Mr.Zuckerman

    Caro Mr.Zuckerman, grazie. Le confesso di non averLa mai apprezzata molto. Forse anche per invidia, visto che Lei è un noto scrittore, cosa che sarebbe tanto piaciuta essere anche a me.Ma adesso che L ...continue

    Caro Mr.Zuckerman, grazie. Le confesso di non averLa mai apprezzata molto. Forse anche per invidia, visto che Lei è un noto scrittore, cosa che sarebbe tanto piaciuta essere anche a me.Ma adesso che La ritrovo, impotente e incontinente, coscientemente in balia di irrefrenabili istinti seduttivi e conseguenti sofferenze adolescenziali, vecchio giovane che si riaffaccia alla vita,, così mostruosamente saggio nella fuga e così consapevolmente sprovveduto nel rituffarsi nel mondo dei desideri e delle tentazioni, non posso non amarLa.Grazie, grazie di avermi raccontato cosa sarò fra vent' anni. Grazie di cuore.

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  • 3

    Malinconia senile

    Incipit:
    "Non andavo a New York da undici anni. Tolta una visita a Boston per l'asportazione di una prostata cancerosa, in quegli undici anni non mi ero mai allontanato dalla mia strada di montagna de ...continue

    Incipit:
    "Non andavo a New York da undici anni. Tolta una visita a Boston per l'asportazione di una prostata cancerosa, in quegli undici anni non mi ero mai allontanato dalla mia strada di montagna dei Berkshire e, ciò che più conta, avevo di rado aperto un giornale o ascoltato le notizie alla addio dopo l'11 settembre, tre anni prima; senza alcun senso di perdita - ma semplicemente, all'inizio, con una sorta di aridità interiore - avevo smesso di vivere non soltanto nel gran mondo ma nel presente. Da molto tempo avevo soffocato l'impulso di starci dentro e di farne parte".

    Libro da non leggere se si hanno problemi alla prostata ("E' così: il destino ti sta dietro le spalle e un giorno salta fuori e grida Buu! Cancro alla prostata").
    Parla del ritorno a New York di Nathan Zuckerman, uno scrittore, dopo undici anni di vita appartata nei monti del New England, per fuggire alle minacce di un gruppo antisionista e anche agli avvenimenti del "presente".
    E' un libro sul mondo della letteratura e sulla tendenza, da parte dei media e dei critici letterari, a voler trovare spunti autobiografici nelle opere di fiction. Ma c'è anche il tema della depressone, della tristezza della vecchiaia, che si manifesta nei problemi fisici (l cancro alla prostata, l'incontinenza), nella perdita progressiva della concentrazione e della memoria, nel vedere vecchiaia e malattia nella vecchia fiamma (l'incontro con Amy Ballette, malata di cancro al cervello). Ma la decadenza risalta soprattutto nell'incontro con una coppia di giovani sposi, Jamie e Billy, ai quali propone uno scambio di case, per rimanere un anno a New York. Jamie diviene un "sogno impossibile": il sogno di riuscire, nonostante la malattia e l'impotenza, a conquistarla, il sogno di ritrovare la giovinezza perduta.
    Questo sogno si manifesta anche nello scontro con il giovane e vigoroso Kliman (che Nathan ritiene l'amante di Jamie): pieno di ambizioni e di entusiasmo, vorrebbe l'aiuto di Nathan per scrivere una biografia di Lonoff, uno scrittore dimenticato, riportando alla luce un "segreto" inconfessabile della sua vita giovanile.
    Dopo questa immersione in una New York che appare notturna e quasi ipnotica, vista con gli occhi del "fantasma" Nathan, il vecchio scrittore tornerà a ritirarsi tra i suoi monti, lasciando i "fantasmi" Jamie, Kliman, Amy alla loro sorte.

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  • 4

    Exit Ghost

    Avevo bisogno di concludere qualcosa e di chiudere qualcosa, così, chiusa la serie Zuckerman protagonista, andrò a chiudere i Malaussène di Pennac, poi Zuckerman narratore, poi Adamsberg, (a Vargas ...continue

    Avevo bisogno di concludere qualcosa e di chiudere qualcosa, così, chiusa la serie Zuckerman protagonista, andrò a chiudere i Malaussène di Pennac, poi Zuckerman narratore, poi Adamsberg, (a Vargas piacendo), Montalbano, (che Dio non voglia!*), e così via, fino a che non ci sarà più niente da chiudere, ma tutto da aprire, o da riaprire.

    So long, dear Nathan, I will miss you so much!
    Arrivata al sesto e ultimo capitolo della vita del famoso alter ego di Roth, non posso che ribadire che se Zuckerman se n'è andato alla grande come era arrivato, Roth rimarrà sempre quel genio che mi ha fatto innamorare della lettura.

    *L'ultimo episodio di Montalbano "Riccardino", per espressa volontà di Camilleri, uscirà postumo.

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  • 4

    A quasi trent’anni dal primo romanzo della “saga” di Zuckerman (Lo scrittore fantasma) Roth lo riporta al centro dell’attenzione dei suoi lettori con un originale Il fantasma esce di scena, che sicura ...continue

    A quasi trent’anni dal primo romanzo della “saga” di Zuckerman (Lo scrittore fantasma) Roth lo riporta al centro dell’attenzione dei suoi lettori con un originale Il fantasma esce di scena, che sicuramente risente rispetto al primo di una diversa maturità dello scrittore, non ci sono più fuochi d’artificio nella sua scrittura e nelle gesta del suo alter ego, ma comunque resta un personaggio affascinante e fuori da ogni contesto.
    Zuckerman ormai anziano e avvolto nel suo pannolone, ritorna dopo 11 anni di isolamento in campagna a New York e se ritrova una città dove tutto è cambiato per non cambiare nulla, ritrova anche lo stimolo per struggersi di desiderio per una giovane donna con la quale intreccia, soprattutto nella sua fantasia, dialoghi erotici.
    Una breve commedia dolce amara, con tante riflessioni che Roth ci costringe a fare e che ci riportano sempre a quelle che sono le questioni fondamentali dell’umanità, quali l’amore seppure sia identificato con il vigore, il desiderio e la giovinezza.
    Particolarmente toccanti sono state per me le pagine in cui si confronta con lo scrittore giovane, quanto è verosimile la distanza intellettuale e che si interpone fra due persone che hanno 40 anni di differenza, e mentre il primo è davvero ignaro di tante sfumature l’anziano ha purtroppo un vantaggio\svantaggio, la consapevolezza, l’esperienza e l’amarezza di vedere di fronte a se ciò che si è stati e non si è più.

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  • 0

    Nathan Zuckerman se ne va così come è entrato: in punta di piedi. Ma quello che sta tra il principio e la fine vale il biglietto. E mi ha fatto venir voglia di rileggere Conrad.

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  • 2

    Da Philip Roth mi sarei aspettata di meglio. Siamo ben lontani dalle alte vette di "Pastorale Americana" o di "Professore di desiderio". Le paranoie del protagonista, sebbene realistiche, sono ben lon ...continue

    Da Philip Roth mi sarei aspettata di meglio. Siamo ben lontani dalle alte vette di "Pastorale Americana" o di "Professore di desiderio". Le paranoie del protagonista, sebbene realistiche, sono ben lontane dal fascino di altri personaggi che rimangono indimenticabili.

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  • 2

    E' difficile trovare uno scrittore più discontinuo di Philip Roth: dai vertici di opere come 'Pastorale americana' a cadute verticali come in questo caso. Un libro sulla vecchiaia, pesante, noioso, ch ...continue

    E' difficile trovare uno scrittore più discontinuo di Philip Roth: dai vertici di opere come 'Pastorale americana' a cadute verticali come in questo caso. Un libro sulla vecchiaia, pesante, noioso, che si avvita su se stesso in maniera inconcludente, ben diverso da 'Everymen' che tratta lo stesso tema della vecchiaia e della malattia con ben altra lievità e sensibilità. La serie dei libri che hanno Zucherman come protagonista non è felice, a giudicare dai due che ho letto (o tentato di leggere visto che il primo 'Lo scrittore fantasma' l'ho abbandonato anche a causa della pessima traduzione). Di questo libro salvo volentieri solo le ripetute invettive contro i telefoni cellulari.
    Si capiscono due cose. La prima è che Roth abbia deciso di smettere di scrivere. Il suo grandissimo talento sembra essersi esaurito ed è subentrata una percepibile stanchezza.
    La seconda è che il mancato premio Nobel ha una sua giustificazione. Troppi alti e bassi. E i 'bassi' non sono pochi.

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  • 4

    Essere vecchi, e sentirlo eccome.
    Malgrado ciò, come sempre accade a Roth, tutt'altro che deprimente. Che è poi, forse, la sua grandezza.

    said on 

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