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Exit Ghost

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Publisher: Vintage

3.8
(666)

Language:English | Number of Pages: 304 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Italian , French

Isbn-10: 022408173X | Isbn-13: 9780224081733 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Art, Architecture & Photography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
Like Rip Van Winkle returning to his hometown to find that all has changed, Nathan Zuckerman comes back to New York, the city he left eleven years before. Alone on his New England mountain, Zuckerman has been nothing but a writer: no voices, no media, no terrorist threats, no women, no news, no tasks other than his work and the enduring of old age. Walking the streets like a revenant, he quickly makes three connections that explode his carefully protected solitude. One is with a young couple with whom, in a rash moment, he offers to swap homes. They will flee post-9/11 Manhattan for his country refuge, and he will return to city life. But from the time he meets them, Zuckerman also wants to swap his solitude for the erotic challenge of the young woman, Jaime, whose allure draws him back to all that he thought he had left behind: intimacy, the vibrant play of heart and body. The second connection is with a figure from Zuckerman's youth, Amy Bellette, companion and muse to Zuckerman's first literary hero, E.I. Lonoff. The once irresistible Amy is now an old woman depleted by illness, guarding the memory of that grandly austere American writer who showed Nathan the solitary path to a writing vocation. The third connection is with Lonoff's would-be biographer, a young literary hound who will do and say nearly anything to get to Lonoff's "great secret". Suddenly involved, as he never wanted or intended to be involved again, with love, mourning, desire, and animosity, Zuckerman plays out an interior drama of vivid and poignant possibilities. Haunted by Roth's earlier works - the melancholy comedy of "The Ghost Writer", the counterpoint of the imaginary and the real in "The Counterlife", the distinctive dialogues of "Deception" - "Exit Ghost" is a reminder of Roth's incomparable style and themes and an amazing leap into yet another phase in this great writer's insatiable commitment to fiction.
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  • 4

    A quasi trent’anni dal primo romanzo della “saga” di Zuckerman (Lo scrittore fantasma) Roth lo riporta al centro dell’attenzione dei suoi lettori con un originale Il fantasma esce di scena, ...continue

    A quasi trent’anni dal primo romanzo della “saga” di Zuckerman (Lo scrittore fantasma) Roth lo riporta al centro dell’attenzione dei suoi lettori con un originale Il fantasma esce di scena, che sicuramente risente rispetto al primo di una diversa maturità dello scrittore, non ci sono più fuochi d’artificio nella sua scrittura e nelle gesta del suo alter ego, ma comunque resta un personaggio affascinante e fuori da ogni contesto. Zuckerman ormai anziano e avvolto nel suo pannolone, ritorna dopo 11 anni di isolamento in campagna a New York e se ritrova una città dove tutto è cambiato per non cambiare nulla, ritrova anche lo stimolo per struggersi di desiderio per una giovane donna con la quale intreccia, soprattutto nella sua fantasia, dialoghi erotici. Una breve commedia dolce amara, con tante riflessioni che Roth ci costringe a fare e che ci riportano sempre a quelle che sono le questioni fondamentali dell’umanità, quali l’amore seppure sia identificato con il vigore, il desiderio e la giovinezza. Particolarmente toccanti sono state per me le pagine in cui si confronta con lo scrittore giovane, quanto è verosimile la distanza intellettuale e che si interpone fra due persone che hanno 40 anni di differenza, e mentre il primo è davvero ignaro di tante sfumature l’anziano ha purtroppo un vantaggio\svantaggio, la consapevolezza, l’esperienza e l’amarezza di vedere di fronte a se ciò che si è stati e non si è più.

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  • 0

    Nathan Zuckerman se ne va così come è entrato: in punta di piedi. Ma quello che sta tra il principio e la fine vale il biglietto. E mi ha fatto venir voglia di rileggere Conrad.

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  • 2

    Da Philip Roth mi sarei aspettata di meglio. Siamo ben lontani dalle alte vette di "Pastorale Americana" o di "Professore di desiderio". Le paranoie del protagonista, sebbene realistiche, sono ben ...continue

    Da Philip Roth mi sarei aspettata di meglio. Siamo ben lontani dalle alte vette di "Pastorale Americana" o di "Professore di desiderio". Le paranoie del protagonista, sebbene realistiche, sono ben lontane dal fascino di altri personaggi che rimangono indimenticabili.

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  • 2

    E' difficile trovare uno scrittore più discontinuo di Philip Roth: dai vertici di opere come 'Pastorale americana' a cadute verticali come in questo caso. Un libro sulla vecchiaia, pesante, noioso, ...continue

    E' difficile trovare uno scrittore più discontinuo di Philip Roth: dai vertici di opere come 'Pastorale americana' a cadute verticali come in questo caso. Un libro sulla vecchiaia, pesante, noioso, che si avvita su se stesso in maniera inconcludente, ben diverso da 'Everymen' che tratta lo stesso tema della vecchiaia e della malattia con ben altra lievità e sensibilità. La serie dei libri che hanno Zucherman come protagonista non è felice, a giudicare dai due che ho letto (o tentato di leggere visto che il primo 'Lo scrittore fantasma' l'ho abbandonato anche a causa della pessima traduzione). Di questo libro salvo volentieri solo le ripetute invettive contro i telefoni cellulari. Si capiscono due cose. La prima è che Roth abbia deciso di smettere di scrivere. Il suo grandissimo talento sembra essersi esaurito ed è subentrata una percepibile stanchezza. La seconda è che il mancato premio Nobel ha una sua giustificazione. Troppi alti e bassi. E i 'bassi' non sono pochi.

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  • 4

    Essere vecchi, e sentirlo eccome. Malgrado ciò, come sempre accade a Roth, tutt'altro che deprimente. Che è poi, forse, la sua grandezza.

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  • 4

    se niente può far che si rinnovi all'erba lo splendore.....

    ho quasi l'età di Zuckermann: dovrò comprarmi un taccuino. Non essendo operabile di prostata posso evitare il pannolone, non essendo maschio anche il dramma dell'impotenza a fronte ...continue

    ho quasi l'età di Zuckermann: dovrò comprarmi un taccuino. Non essendo operabile di prostata posso evitare il pannolone, non essendo maschio anche il dramma dell'impotenza a fronte dell'insopprimibile desiderio. Però che scrittore! mai banalità. attenzione ai paragoni e alle metafore.

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  • 3

    La solitudine gelosamente custodita si interrompe dopo 11 anni con il ritorno di Zuckerman a NewYork. Isolamento dal mondo fino a quel momento scelto non solo per soddisfare le esigenze di scrittore ...continue

    La solitudine gelosamente custodita si interrompe dopo 11 anni con il ritorno di Zuckerman a NewYork. Isolamento dal mondo fino a quel momento scelto non solo per soddisfare le esigenze di scrittore ma anche come sicuro riparo dagli imprevisti e dai possibili errori della vita. "Perché corteggiare l'imprevisto, perché cercare più sorprese di quante me ne avrebbe certamente riservate la vecchiaia?" Sconfitto e rassegnato dopo una sola settimana di "scompiglio newyorchese" Zuckerman sceglie di tornare "dove non occorreva essere mai in urto con nessuno ne spasimare per qualche cosa ne fingere di essere qualcuno e cercare un ruolo nel dramma del mio tempo" Un elogio della solitudine

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  • 3

    Lampi d'impotenza

    Incontinenza, pannoloni, solitudini ben abitate e letterature, preoccupazione anticipata per chi scriverà la sua biografia. Stavolta niente sesso orale per Zuckerman, ma tentativi immaginari di ...continue

    Incontinenza, pannoloni, solitudini ben abitate e letterature, preoccupazione anticipata per chi scriverà la sua biografia. Stavolta niente sesso orale per Zuckerman, ma tentativi immaginari di eccitazione verbale. Un certo disordine e trasandata motivazione al movimento, male argomentato. Potenti lampi d’impotenza, e l’impressione che il dire la verità su ciò che sei, che sei vecchio, sia il modo di Roth per allontanarsene.

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