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Expiación

By Ian McEwan

(28)

| Hardcover | 9788447360925

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Book Description

1121 Reviews

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  • 3 people find this helpful

    O della dissonanza.

    Non mi piace, il titolo scelto per la edizione italiana di questo impegnativo romanzo di Ian McEwan, perchè "Espiazione" rimanda ad un mondo quasi religioso, di penitenza strutturata, comunque di un percorso scandito che porta al perdono.

    Ed invece ...(continue)

    Non mi piace, il titolo scelto per la edizione italiana di questo impegnativo romanzo di Ian McEwan, perchè "Espiazione" rimanda ad un mondo quasi religioso, di penitenza strutturata, comunque di un percorso scandito che porta al perdono.

    Ed invece (come bene indica la musicalità del titolo originale "Atonement") ciò di cui si parla qui ha a che fare col senso di colpa, ma in maniera molto più profonda ed istintiva rispetto ad uno scenario religioso: più che di un peccato, si potrebbe pensare ad una dissonanza protratta nel tempo ed inchiudibile.

    Sono convinto che molti ne abbiano fatto esperienza: a seguito di momenti di rabbia, di equivoci, di torti più o meno deliberati si decide di rompere un legame che in passato ha dato grandi soddisfazioni; romperlo senza la forza nè la volontà di ristabilirlo: e siccome tuttavia non si può cancellare completamente dalla propria vita una persona cara, ciò che prima dava calore e positività, ora emana imbarazzo nel migliore dei casi, per non dire aperta ostilità. Dove prima c'era armonia ora c'è dissonanza: ma non è proprio mai possibile una "ritonazione"?

    La prima parte del romanzo tratteggia (in maniera un po' troppo statica e impalpabile secondo me) il caratteristico scenario della classe dirigente britannica ai tempi dell'impero, non molto diverso da quanto si può leggere in Kazuo Ishiguro. La piccola Briony Tallis si prepara ad affrontare l'adolescenza in un bellissimo mondo di carta colorata: in realtà nella villa di campagna nella quale vive ha tutto meno quello che più le serve. E' troppo piccola per avere la considerazione degli adulti alla quale ambisce, ma è troppo grande per non accorgersi di averne bisogno; peraltro la vuota e falsa morale vittoriana strozza l'energia creativa di Briony, che ha modo di sfogarsi solo in fantasticherie sempre più pervasive.

    Quando in occasione di un ricevimento entra in contatto per la prima volta col mondo della sessualità (assistendo per sbaglio alle effusioni della sorella Cecilia con l'amico e membro della servitù Robbie) non ha l'equilibrio per metabolizzare l'esperienza, mentre invece ha immaginazione in abbondanza per superare con le sue convinzioni i legittimi dubbi e la doverosa ritrosia quando si giudicano le persone. Robbie Turner viene accusato di un crimine orrendo, Briony non troverà la forza di ritrattare quello che SA ma che non è sicura di aver visto, il bieco classismo britannico degli anni trenta farà il resto.
    Lo squarcio si apre, la dissonanza comincia. Le vite di Robbie e di Cecilia vengono distrutte, i due fidanzati cancellano Briony dalla loro vita e ora dove c'era amore c'è un baratro di sofferenze da colmare.

    La seconda parte del romanzo racconta le terribili esperienze con cui la guerra segna i tre protagonisti: le ferite spirituali e fisiche della guerra mondiale condurrà ad un incontro che non permetterà una impossibile riappacificazione, ma che consentirà quanto meno di spiegarsi e di lavorare per rendere più sopportabile il dolore. Ma questo non è sufficiente, perchè chi commette un crimine deve mettersi in pace anche con se stesso: in punto di morte Briony, divenuta scrittrice di successo, medita sull'incredibile potere del romanziere come creatore di mondi di consegnare la felicità e l'eternità alle persone che ha ferito se non altro nei romanzi che scrive, se non altro nella fantasia della propria mente.

    Ian McEwan non solo conosce molto bene l'animo umano, ma è padrone della sua arte, non c'è dubbio. Deliberatamente si passa dal flusso di coscienza nella prima parte alla struttura violenta e visionaria del romanzo d'azione nella seconda, il tutto strumentalmente alla vera storia che il narratore britannico vuole raccontare, la stria del rimorso e della riappacificazione.
    E' una storia che ci riguarda tutti, e prende il lettore sensibile davvero allo stomaco: il finale doppio è strutturato benissimo; da un lato consegna al lettore un'indagine parzialmente consolatoria, dall'altro non rinuncia ad ammonire al lettore stesso che la consolazione è un processo necessario ma finto, che non esiste e non può esistere in una realtà che ha bisogno del male in sè per proseguire nella storia (peraltro, non è lecito per il romanziere confidare in Dio per armonizzarsi con la propria colpa, perchè un creatore non tollera nella propria coscienza di rendere conto ad un altro creatore).

    La chiusura di questo romanzo impegnativo ma utile è un atto d'accusa contro il romanzo verista che condivido in pieno. A che servono il talento e l'energia di un creatore di mondi se il romanzo deve limitarsi a raccontare la realtà? Lo scrittore deve piegare, deformare il mondo come se fosse un foglio di carta, per dare un giudizio e se necessario si, spiegare ed aiutare il lettore nel lento e difficile processo di espiazione che tutti devono affrontare.

    Ed Enzo Striano e tanti altri piatti cronachisti del romanzo verista italiano dovrebbero essere chiamati a rendere conto della loro esibita e compiaciuta impotenza.

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    Gauss74 said on Aug 20, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    la protagonista si fa tanto odiare nella prima faticosissima parte come si fa amare nella seconda... quasi anche la scritturs diventasse fluida. L'ho trovato splendido anche per questo espediente letterario.

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    Miriamglserrano said on Aug 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'unica pecca è che conosco il film a memoria. Regola numero uno: sempre leggere prima il romanzo (o almeno, questo è uno di quei casi in cui va fatto assolutamente).

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    randomblue said on Jul 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quanto ti ho odiata, Briony Tallis.

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    eLis* said on Jul 24, 2014 | Add your feedback

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