Expiación

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Publisher: Anagrama

4.2
(7225)

Language: Español | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Chi simplified , German , Italian , Swedish , Catalan , Latvian , Polish , Slovenian , Portuguese , Finnish

Isbn-10: 844736092X | Isbn-13: 9788447360925 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 4

    "Ti amo. Ti aspetterò. Torna da me."

    Desideravo da moltissimo tempo leggere questo libro, ma continuavo a rimandarne l'acquisto, fino a quando non me lo son ritrovato come regalo di compleanno e ho potuto leggerlo.
    È stata una lettura tr ...continue

    Desideravo da moltissimo tempo leggere questo libro, ma continuavo a rimandarne l'acquisto, fino a quando non me lo son ritrovato come regalo di compleanno e ho potuto leggerlo.
    È stata una lettura travagliata: tra blocco del lettore, infiacchimento estivo e mille cose da fare, ho impiegato un mese per finirlo. O, per meglio dire, ho impiegato quasi un mese ad arrivare a metà, la seconda metà - nonostante gli impegni - l'ho divorata in due giorni.
    Premesso ciò, il libro mi è piaciuto veramente tanto e, nonostante la svogliatezza da cambio stagione, mi ha coinvolto moltissimo facendomi provare sensazioni intense (tanto che ancora non so come parlare di questo mio primo approccio a McEwan, perché ci sono tante cose da dire e molte altre che non si possono dire).
    La storia comincia proprio in un caldo giorno d'estate del 1935: Briony Tallis ha 13 anni ed è una ragazzina dall'immaginazione sfrenata che nutre ambizioni letterarie; essendo la "piccola di casa", tutti in famiglia la viziano ed ella ricambia l'affetto scrivendo per loro piccoli racconti.
    All'inizio del racconto, Briony sta aspettando insieme agli altri il ritorno del fratello Leon e del suo amico Paul Marshall, abbiente proprietario di una fabbrica di cioccolata. Girovagando per la casa, Briony assiste da una finestra, senza essere vista, a un incontro carico di tensione tra la sorella maggiore Cecilia e Robbie, figlio della domestica e mantenuto agli studi dal signor Tallis. La ragazzina, infatti, vede Cecilia togliersi i vestiti con aria di sfida sotto gli occhi di Robbie per entrare in una vasca e recuperare i cocci di un vaso.
    La malizia mescolata all'ingenuità fanciullesca faranno credere a Briony che Robbie abbia in un qualche modo costretto la sorella a compiere quell'atto vergognoso, convinzione che andrà crescendo quando ella leggerà di nascosto una certa lettera che Robbie aveva scritto per Cecilia ma che non avrebbe mai voluto recapitarle.
    Briony decide, quindi, di diventare la protettrice della sorella, ma è durante la cena che si verificherà la serie di circostanze che cambierà le vite dei personaggi: Briony scopre Cecilia e Robbie mentre questi hanno un rapporto (che l'adolescente riterrà una violenza da parte del ragazzo) e, subito dopo, i piccoli cugini di Briony (ospiti in casa Tallis) tenteranno una fuga. Tutti escono a cercarli, in primis Lola, quindicenne e procace cugina di Briony, la quale, però, verrà violentata durante la perlustrazione. Briony, a pochi passi dal luogo dello stupro, vedrà una figura maschile allontanarsi nell'ombra e, pur senza veder bene il volto dell'aggressore, dichiarerà davanti a famiglia, polizia e, in seguito, tribunale ch'ella conosce la sua identità perché "l'ha visto", condannando un innocente.
    Qui si conclude la prima parte del romanzo: suddivisa in quattordici capitoli, la più lunga delle tre parti si estende per metà del libro ed illustra avvenimenti che si susseguono in poco più di ventiquattr'ore.
    La seconda e la terza parte, invece, vedono una narrazione continua, scevra dalla presenza di capitoli; una si concentrerà maggiormente sul periodo della seconda guerra mondiale e sulla figura di Robbie, mentre l'altra vedrà come maggiore protagonista Briony, la quale, ormai maggiorenne, sta tentando di espiare le proprie colpe mettendosi al servizio dei malati nelle vesti di infermiera. Ciò di cui la Tallis è alla ricerca è una redenzione morale (l'espiazione) che la faccia riavvicinare alla sorella: è a tal scopo ch'ella tenterà di ritrattare la propria testimonianza.
    L'epilogo, infine, occupa le ultime venti pagine del romanzo e funge da vera e propria chiusura del cerchio, chiusura che sintetizza in sé tutta l'intensità del racconto e la fa esplodere nelle ultime righe.
    Se dovessi descrivere Espiazione in poche parole, credo direi che è "un libro del doppio, dal retrogusto un po' hitchcockiano": forti e palesi sono il dualismo e le contrapposizioni all'interno dell'opera.
    Espiazione è un libro che si basa sui sensi di colpa, ma di vario tipo: la colpa "personale", quella del dramma di ambito privato, andrà a incontrare la colpa "sociale", quella umanitaria. Il mondo è in guerra e tutt'intorno vi sono scenari di morte e distruzione; chi, quindi, è esente da colpe? Robbie è un innocente che si ritrova in battaglia a espiare una colpa non sua ed è in quel periodo che incontrerà altri innocenti come lui, ma di diverso stampo, ossia le vittime di guerra (iconica la scena del ragazzino smembrato vicino un albero).
    Altra contrapposizione importante è quella tra finzione e realtà: le velleità letterarie di un'adolescente, le sue fantasie, la sua tracotanza e la sua inesperienza andranno a contaminare la verità dei fatti, modificando in maniera irreversibile le vite reali di più persone, divenute oramai marionette che si muovono secondo i desideri della giovane "autrice". La percezione viene confusa con la conoscenza obiettiva.
    Confronti cardine del romanzo saranno anche l'amore - esaminato sia sotto la visione di amore familiare che sotto quella di amore passionale e sensuale - e il rapporto fra genitori e figli, adulti e bambini - due mondi che spesso non riescono a collimare.
    Il libro è di ispirazione chiaramente novecentesca, come fosse stato scritto negli anni dell'avvento della psicanalisi e sotto le influenze di scrittori quali Woolf e Joyce: pur senza il tipico flusso di coscienza, vi è una corrente comune, una "staticità in tensione", come un fil rouge di associazione e unione degli eventi, oltre a uno studio così approfondito della psicologia dei personaggi che - pur mancando un narratore onnisciente - permette di avere una focalizzazione sì avvicendata, ma chiara e completa.
    La scrittura di McEwan è raffinata e studiata, con parole accuratamente scelte seguendo criteri estetici, d'ordine e pulizia; non vi è del grottesco, ma un po' di quel macabro che nasce dalla durezza e dall'estremo realismo (soprattutto nella seconda parte).
    Personalmente, oltre alla prosa elegante, ho adorato follemente il tributo a Nabokov con il personaggio di Lola e la citazione austeniana d'apertura con Northanger Abbey, avendo amato entrambi i libri.
    Dal libro, inoltre, è stato tratto un film nel 2007, nominato a 7 premi Oscar, che vede come protagonisti principali Keira Knightley, James McAvoy e Saoirse Ronan ed è impossibile immaginare volti diversi per i loro personaggi.
    In definitiva: finora uno dei libri migliori letti quest'anno!

    said on 

  • 5

    è stato molto doloroso leggere questo libro. mi sentivo come Briony, benché mi possa vantare di non aver mai fatto del male a nessuno. eppure, eppure mi sono sentita, sono stata quella ragazzina. una ...continue

    è stato molto doloroso leggere questo libro. mi sentivo come Briony, benché mi possa vantare di non aver mai fatto del male a nessuno. eppure, eppure mi sono sentita, sono stata quella ragazzina. una vicinanza di sentimenti, per fortuna non di azioni, mi fa comprendere come la protagonista abbia potuto fare quello che ha fatto. è la nostra adolescenza che ci ha portato verso quello che siamo e le nostre deformazioni della realtà le sconteremo per tutta la vita. involontariamente siamo tutti destinati a causare dolore a chi amiamo non è possibile l'espiazione, nessuna colpa può essere risarcita. nessun errore può essere corretto. la conclusione mi ha un po' delusa. la protagonista vuole far vivere i depositari della sua colpa per attenuarla, il romanziere per cambiare la storia.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Quanto odio mi hai ispirato Briony Tallis. Sei stata tu a riuscire quasi a convincermi ad abbandonate la lettura. Tu e la tua insignificanza. Sei stata tu ad uccidere tua sorella ed il povero Robbie. ...continue

    Quanto odio mi hai ispirato Briony Tallis. Sei stata tu a riuscire quasi a convincermi ad abbandonate la lettura. Tu e la tua insignificanza. Sei stata tu ad uccidere tua sorella ed il povero Robbie. Sei stata tu, e la tua vaga testolina piena di tante farfalle, che probabilmente erano tutte inchinate a te come covoni di grano, con la tua mania di interpretare come più ti conveniva il mondo, a scegliere di raccontare una disperata storia d’amore. E raccontandola, sei stata a tu a scegliere di farla diventare reale.
    Davvero era così forte la tentazione di rendere il verbo carne, Tallis? Ma tu ti sei arrogata di un diritto che spetta solo al creatore del verbo sacro. E ne hai pagato le conseguenze. Hai toccato il frutto dell’albero della conoscenza, e ne hai morso il veleno della colpa, mentre la polpa succosa ti rigava gli angoli della bocca di un ricordo che avrebbe segnato per sempre il tuo futuro.
    Eppure, nonostante te, ho terminato questo interminabile libro. E all’ultima pagina ho dovuto soffocare un groppo in gola. Inspiegabile. Io avevo già sentenziato il mio gravoso giudizio per questo romanzo. Io e il mio fiuto da lettrice forte, eravamo già pronti a dimenticare il respiro di questo romanzo per cominciarne un altro. Eppure sono rimasta ad ascoltare il tuo racconto, Tallis. Inerte e sbigottita l’ho ascoltato. Un racconto statico, che qualcun altro, senza la mania dei dettagli, avrebbe compresso in una paginetta stracciata. Come ha fatto una storia così concisa a creare quasi 400 pagine di dettagli, immagini, paesaggi? Sai, appena terminata la lettura ho come avuto la sensazione che di espiazione si fosse solamente parlato. Che rimanesse una parola dal peso immenso, fissa sulle mani di Briony-scrittrice. Ma che fosse solo una sua creazione. Come tutte le altre. Come la tua vista acuta. Come i tuoi scritti. La vita non tramuta la tua colpa in una pena inaspettata, in un finale inatteso. Dov’era l’espiazione, Tallis? Dov’era la coerenza nel silenzio di una 70enne che non prova ad alzare lo sguardo? Era solo uno sterile flusso di coscienza.
    Poi la realizzazione del fatto. Tu avevi inventato il finale felice di due giovani vite che in realtà erano state strappate mentre sulle loro labbra si coniugava ancora il verbo del ritorno. Tu. Tu, Tallis. Forse sul serio hai espiato la tua colpa. Una colpa il cui ricordo è abissalmente doloroso e profondo, come l’acqua della fontana che un giorno d’estate innaffiò una pianta d’amore morta.

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  • 3

    Lento, non noioso, ma proprio lento.

    Lento, non noioso, ma proprio lento. C'è da dire che non amo le trame troppo statiche e introspettive, è un mio limite, quindi sono di parte. Ho apprezzato particolarmente la scrittura, perfetta, tutt ...continue

    Lento, non noioso, ma proprio lento. C'è da dire che non amo le trame troppo statiche e introspettive, è un mio limite, quindi sono di parte. Ho apprezzato particolarmente la scrittura, perfetta, tutto al posto giusto, bravo anche il traduttore quindi, ma la trama, all'apparenza intrigante, si trascina e si ripete all'esaurimento. La parte centrale, sì statica ma con l'episodio della guerra, è la meglio riuscita. Non male ma non lo rileggerei.

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  • 4

    “Lei era imperdonabile”.

    “Ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare”.
    Questa storia, romanzo nel romanzo, è innanzitutto il resoconto dettagliato e struggente di due vite distrutt ...continue

    “Ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare”.
    Questa storia, romanzo nel romanzo, è innanzitutto il resoconto dettagliato e struggente di due vite distrutte, di un amore spezzato, resoconto redatto da una mano colpevole in un maldestro e forse inutile tentativo di riparazione:
    “Lei era imperdonabile”.
    Lei è Briony, tredicenne aspirante scrittrice che dirà addio al mondo incantato dell'infanzia nel modo peggiore.
    Il velo di apparente leggerezza che caratterizza le prime pagine si dirada sempre più, fino a mettere impietosamente in luce la meschinità umana in tutte le sue forme.
    Il punto di vista di Briony e di altri personaggi, tratteggiati con notevole capacità analitica, permette di cogliere la realtà sotto varie sfumature, determinando nella loro sommatoria un quadro completo dei fatti oggettivi.
    E' un luminoso mattino d'estate del 1935 nella quiete della campagna inglese, una giornata particolarmente calda in cui tutti perderanno, in qualche modo, la loro innocenza.
    La sua luce bianca e pura resterà impressa nella memoria di qualcuno come l'ultimo giorno di felicità e il primo di un'inesorabile discesa agli inferi.
    Il tocco originale dello stile sta nelle immagini simboliche inserite a tratti nella narrazione, che danno la misura di ciò che accade con un sapiente effetto rallentato dal sapore quasi onirico.
    Il lettore si ritrova così a guardare un “gigante” che emerge dalla nebbia per accorgersi, poche righe dopo, che si tratta solo di un'illusione ottica: il gigante in questione è un giovane innamorato e pieno di speranze per l'avvenire, che tiene sulle spalle un bambino e sta per essere accusato ingiustamente di un crimine infamante.
    E' Robbie, che ha da poco scoperto di amare Cecilia e di esserne riamato.
    L'atrocità della guerra aggiungerà orrore al triste spettacolo della verità dilaniata, appesa esangue ad un albero proprio come il corpo di un piccolo innocente fatto a pezzi da una bomba.
    Dopo aver letto alcuni passaggi che pulsano di vita reale ed emozionano come versi poetici in prosa si perdona facilmente allo scrittore una certa tendenza alla prolissità, e si perdona l'inganno che verso la fine viene tessuto ad arte, amplificando sensazioni penose che si credevano ormai superate.
    Ma è un inganno compiuto in nome di un ideale elevato, in nome del potere che ha la letteratura di realizzare ciò che nella vita è rimasto incompiuto, immortalandolo, mentre lo scrittore sulla carta stampata si sostituisce a Dio.
    Del resto, non è facile per un colpevole affrontare le conseguenze funeste di un misfatto e riportare la realtà nuda e cruda: cosa resta se viene meno anche la dolce illusione di un lieto fine?
    Restano brevi ritagli sottratti al destino, pochi preziosi minuti di intimità e frasi da rievocare nei momenti più duri: “Tu sei il mio amore, la mia ragione per vivere”.
    Resta la corrispondenza di due giovani amanti infelici, il loro sogno cristallizzato:
    “Ti aspetterò. Torna da me”.

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  • 5

    Un inizio un po’ lento e dilatato che non rispecchia lo svolgimento dell’intero romanzo: non demordete, continuate la lettura non ve ne pentirete! Il racconto è un viaggio nella mente, nelle coscienze ...continue

    Un inizio un po’ lento e dilatato che non rispecchia lo svolgimento dell’intero romanzo: non demordete, continuate la lettura non ve ne pentirete! Il racconto è un viaggio nella mente, nelle coscienze e nelle azioni dei personaggi. Una bambina, protagonista e un po’ burattinaia, conduce l’azione, muove i suoi pupazzi e un po’ anche la mente del lettore, accompagnandolo nella tranquillità di un palazzo della campagna inglese, nelle difficoltà di un conflitto mondiale e nella fragilità e complessità dell’animo umano. Assolutamente consigliato!

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  • 3

    un libro che mi ha messo in difficoltà che più volte ho avuto la tentazione di abbandonare, ma ogni volta non ci sono riuscita. qualcosa mi ha sempre spinta ad andare avanti. A differenza della storia ...continue

    un libro che mi ha messo in difficoltà che più volte ho avuto la tentazione di abbandonare, ma ogni volta non ci sono riuscita. qualcosa mi ha sempre spinta ad andare avanti. A differenza della storia, che non mi ha trascinata fin da subito, la sua scrittura mi ha rapita. e' stata un po' una faticata, ma credo ne sia valsa la pena.

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