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Expiación

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Publisher: Anagrama

4.2
(6741)

Language:Español | Number of Pages: | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) English , Chi traditional , French , Chi simplified , German , Italian , Swedish , Catalan , Latvian , Polish , Slovenian , Portuguese , Finnish

Isbn-10: 844736092X | Isbn-13: 9788447360925 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Others , Mass Market Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
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  • 5

    Il crimine, la distruzione, l'espiazione

    "Ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare."

    Siamo nella campagna inglese del 1935. Il crimine commesso da Briony, una tredicenne dall'immaginazione tropp ...continue

    "Ogni persona è, tra le altre cose, un oggetto facile da rompere e difficile da riparare."

    Siamo nella campagna inglese del 1935. Il crimine commesso da Briony, una tredicenne dall'immaginazione troppo fervida, muove un meccanismo che va al di là della sua comprensione e che non potrà più venire fermato dagli adulti. Il suo candido e vorace desiderio di raccontare storie risulterà micidiale e spezzerà delle vite.
    McEwan ci dà la possibilità di ascoltare le singole voci di questo dramma, che si conclude nella prima parte; voci che in seguito verranno travolte dalla guerra, la cui potenza distruttrice non ha pietà per nessuno. In un mondo sconvolto dal conflitto il dolore stesso prende una nuova forma.
    Per tutta la storia siamo testimoni della complessità delle relazioni umane e delle loro contraddizioni irrisolte, che noi lettori viviamo con empatica introspezione. Il crimine non viene mai giustificato ma narrato nella sua incosapevolezza. Briony è troppo immatura per capire la differenza tra il lavoro dello scrittore e la sua infantile vocazione alla narrazione: il primo consiste nel mettere da parte i giudizi per raccontare le infinite sfaccettature della vita umana, la seconda nel tentativo di dare un senso alle nuove scoperte quotidiane. Purtroppo certi errori, nella vita vera, sono irreparabili. Alla fine per lei non ci sarà possibilità nè di perdono nè di redenzione. Quando nel finale la rincontriamo, ormai anziana, la sua espiazione è ancora il suo stesso inestinguibile bisogno di narrare.
    Durante la lettura abbiamo l'impressione di ascoltare un caos calmo, raccontato in un tono controllato che contiene e riordina il tumulto della vita, capace di raggiungere vette poetiche di rara bellezza. Quando la tensione narrativa della prima parte, perfettamente architettata, viene investita dalla violenza bellica, veniamo annichiliti dall'irrisorietà dei nostri drammi di fronte agli orrori di cui è capace l'umanità. La guerra spazza via tutto, senza logica alcuna. Alla distruzione, nel ciclo naturale, segue sempre la rinascita, la ricostruzione: ma cosa può fare l'uomo quando la morte ha lasciato una traccia indelebile? Come fa a non rimanere schiacciato sotto ai suoi errori irrimediabili? Il salto temporale dal 1944 al 1999 del finale ci nega una possibile risposta.
    Espiazione è la storia di un senso di colpa. Ma è anche un esercizio di umanità, di indignazione e compassione. Capire non vuol dire giustificare, capire ci consente di esercitare il nostro giudizio. Ciò che la letteratura dovrebbe sempre permetterci fare.

    said on 

  • 5

    Espiazione rappresenta uno di quei casi in cui lo stacco temporale e ambientale fra la prima parte e le successive è assolutamente necessario. Senza di esso, avrei scaraventato il libro giù dal balcon ...continue

    Espiazione rappresenta uno di quei casi in cui lo stacco temporale e ambientale fra la prima parte e le successive è assolutamente necessario. Senza di esso, avrei scaraventato il libro giù dal balcone.
    È stranissimo, poi, arrivare a provare empatia verso colei che si era ritenuta essere una buona rappresentante della gioventù hitleriana. Il tempo, e la scrittura di McEwan, riescono a far sì che questo accada.

    said on 

  • 4

    Bello. Nonostante la lunghezza, merita di essere letto fino in fondo per assaporarne ogni immagine. Raro caso in cui anche il film si mantiene fedele al romanzo e ne mantiene intatta l'essenza. ...continue

    Bello. Nonostante la lunghezza, merita di essere letto fino in fondo per assaporarne ogni immagine. Raro caso in cui anche il film si mantiene fedele al romanzo e ne mantiene intatta l'essenza.

    said on 

  • 4

    Di McEwan avevo solo letto “Bambini nel tempo”, trovandolo insopportabilmente mediocre. Non mi era quindi più venuta voglia di leggere altro di questo pur simpatico inglesotto, finché non mi sono deci ...continue

    Di McEwan avevo solo letto “Bambini nel tempo”, trovandolo insopportabilmente mediocre. Non mi era quindi più venuta voglia di leggere altro di questo pur simpatico inglesotto, finché non mi sono deciso a prendere in mano il tanto lodato “Espiazione”, trascinato anche dalla bella copertina (che frivolo che sono). Beh, meno male che l’ho fatto perché “Espiazione” è un romanzo cinico e curato, che racconta di come piccole bugie apparentemente senza importanza possano stravolgere vite destinate ad altro. Una storia sull’ineluttabilità del proprio fato, forse, e sulla vacuità della vita stessa.

    said on 

  • 4

    Bellissimo anche se ho dovuto leggerlo a rate; mai pesante, nonostante le numerose parti di poetica narrativa messe in mente a Briony, anzi, in certi punti anche molto interessante per capire, da lett ...continue

    Bellissimo anche se ho dovuto leggerlo a rate; mai pesante, nonostante le numerose parti di poetica narrativa messe in mente a Briony, anzi, in certi punti anche molto interessante per capire, da lettrice, ma non scrittrice, cosa passa nella mente di un autore di romanzi.
    Storia molto triste, la parte narrata da Robbie anche parecchio cruda in alcuni punti, eppure coinvolgente, i personaggi hanno un'evoluzione realistica e, come spesso accade nella realtà, chi fa i propri comodi spesso si trova in posizione di vantaggio.
    Mi ha rattristata il finale, scoprire il destino di Robbie e Cecilia, mi ero fatta un'altra idea, ma il romanzo vale davvero la pena.

    said on 

  • 0

    Abbandonato due volte. Sono certa che la terza opportunità l'avra e sarà quella buona!Probabilmente non era il momento giusto......

    said on 

  • 5

    “…Dopotutto, ci si misura rapportandosi agli altri, non esiste alternativa. Di quando in quando, in modo assolutamente involontario, arriva qualcuno e ti insegna qualcosa sul tuo conto.”

    Lettura faticosa, ma assolutamente all’altezza. Faticosa perché: la metà del libro, centocinquanta pagine, per descrivere gli avvenimenti che si susseguono in una sola giornata e che servono all’autor ...continue

    Lettura faticosa, ma assolutamente all’altezza. Faticosa perché: la metà del libro, centocinquanta pagine, per descrivere gli avvenimenti che si susseguono in una sola giornata e che servono all’autore per delineare in maniera netta e chiara i fatti e le persone protagoniste di questo grandioso rito di espiazione; i fatti si svolgono in maniera noncurante, come per la maggior parte succede anche nella nostra vita, e sono tesi a dimostrare come anche i più piccoli e insignificanti avvenimenti possano avere poi negli anni influenza più o meno grave su di noi e sui nostri affetti; le persone sono indagate nei loro comportamenti e nel loro animo con profondità metodica e sistematica, con un’ascendenza che definirei pirandelliana e sconcertante nello stesso tempo.
    Le altre parti del libro, funzionali alla prima, narrando le vicende dei protagonisti inserite nel contesto del coinvolgimento inglese nella seconda guerra mondiale, tendono a dimostrare come le pur importanti singole vicende umane affogano inevitabilmente quando inserite nei più grandi e importanti fatti della storia.
    Ian McEwan con la sua narrazione esplora con attenzione le molteplici e diverse situazioni che fanno scattare negli esseri umani le molle che determinano poi di conseguenza il nostro modo di agire e di rapportarci con gli altri; il grosso dilemma quando si affrontano letture di questo genere, di cui si ha già cognizione, è l’inquietudine che ci pervade con la consapevolezza che terminata la lettura ci riconosceremo sicuramente in qualcuna delle sensazioni/situazioni che abbiamo letto, e questo non sempre potrebbe farci piacere!
    La morale o il messaggio che trasmette quest’opera – tra le meglio riuscite di Ian McEwan – è tutta nel titolo, e non poteva essere altrimenti: a sbagliare ci vuole un attimo, consapevoli o meno, ma le conseguenze si pagano poi per tutta la vita e a volte una vita non basta nemmeno per espiare quelle colpe che, volenti o nolenti, ci accompagneranno per sempre.
    Peggio può essere poi, come descritto molto bene nel libro, quando le conseguenze dei nostri sbagli sono altri a pagarle...

    said on 

  • 5

    Solo una parola..."TOP"!

    Mi è bastato leggere le prime pagine, per realizzare fin da subito che questo romanzo sarebbe stato qualcosa di eccezionale, singolare ed unico.
    C'è poesia, c'è arte, tra le pagine di questo racconto, ...continue

    Mi è bastato leggere le prime pagine, per realizzare fin da subito che questo romanzo sarebbe stato qualcosa di eccezionale, singolare ed unico.
    C'è poesia, c'è arte, tra le pagine di questo racconto, anche un pizzico di filosofia.

    A cominciare da ciò che si può notare già nei primi istanti: l'incredibile realismo dei personaggi, quella estrema precisione nel descrivere le personalità, le loro emozioni, i loro pensieri, anche quelli più intimi.
    McEwan è senz'altro un autore dotato di un grande spirito osservativo, niente viene lasciato al caso, dato per scontato; tutto, ogni cosa viene considerata, perfino i più semplici dettagli, quelli apparentemente banali ed insignificanti.
    Come per esempio, la protagonista, il personaggio di Briony all'età di tredici anni, descritta in un modo talmente realistico, da far provare al lettore quasi un odio per le sue azioni ed il suo comportamento, nella prima parte del libro.

    Per quanto riguarda la seconda parte della storia, si nota subito l'enorme differenza con la prima parte (e successivamente anche con la terza), a tal punto da credere di star leggendo un altro romanzo, con altri argomenti e tematiche, come la tanto discussa guerra. Insomma diventa tutt'altra musica, cambiano diverse cose, forse perfino lo stile dell'autore, l'uso delle parole ed il modo di narrare.

    Nella terza parte invece, McEwan riesce a riprodurre esattamente quel clima austero ed altamente rigoroso degli ospedali di fine anni '30. C'è da dire che questo "terzo atto", in non pochi tratti è particolarmente crudo e più truculento delle pagine precedenti, per via di diverse scene abbastanza forti, scene che ti fanno vivere in prima persona gli orrori e le terribili conseguenze della guerra.
    Questa parte, inoltre, comprende la soluzione a tutti i dubbi sorti durante il corso della storia, le risposte a tutte le domande; ogni tassello, ogni tessera del puzzle si inserisce perfettamente fino a formare il disegno completo, un disegno che viene infine ultimato ulteriormente nell'epilogo, un epilogo che ti lascia senza parole. Stupendo.

    A parer mio, questo romanzo, su più fronti, sotto una moltitudine di aspetti, e semplicemente il top del top. Inutile dire che è da non perdere, anche se bisogna riconoscere che è decisamente uno di quei libri per élite.

    said on 

  • 5

    "Non c'è espiazione per Dio, né per il romanziere, nemmeno se fossero atei. È sempre stato un compito impossibile, ed è proprio questo il punto. Si risolve tutto nel tentativo"

    Detesto quella ragazzina maledetta di nome Briony Tallis. Ma è senza ombra di dubbio un personaggio straordinario.

    E il romanzo è di un'intensità travolgente.

    said on 

  • 4

    La scena si apre su di una lunga ed afosa giornata estiva, di quelle in cui gli oggetti, inondati di luce, appaiono deformati ed il mondo circostante sembra muoversi con indolenza a rallentatore. È l’ ...continue

    La scena si apre su di una lunga ed afosa giornata estiva, di quelle in cui gli oggetti, inondati di luce, appaiono deformati ed il mondo circostante sembra muoversi con indolenza a rallentatore. È l’estate della vita per i tre protagonisti, che passano il tempo a pianificare l’avvenire, a fare progetti per il solo gusto di disfarli e farne di nuovi, sognando ad occhi aperti. Robbie insegue le tracce del suo futuro tra le pagine di un atlante di anatomia, Cecilia immagina di essere già lontana da casa, libera ed indipendente, mentre la piccola Briony ha ancora tempo a sufficienza per crogiolarsi nelle sue fantasie di grandezza. Che si tratti di diventare una scrittrice di successo piuttosto che di vincere la medaglia d’oro in una nuova specialità olimpica, le idee di Briony riguardo al domani sono abbastanza chiare: il compito di scrivere la sua storia spetterà a lei, ed a lei soltanto. Quello che ancora Briony non sospetta è che proprio sul finire di quel lungo pomeriggio estivo inizierà ad imbastire non solo la trama della sua vita, ma anche quella di altre due persone, segnandone inesorabilmente le esistenze.
    Egocentrica, viziata, ambiziosa e ricca di immaginazione, Briony è in fondo una ragazzina che commette uno sbaglio in buona fede, o quasi, e non ha alle spalle una famiglia abbastanza presente e vigile per indurla a rimediare quando ancora sarebbe in tempo per farlo. Se alla Briony tredicenne si può concedere un pizzico di indulgenza, è difficile fare altrettanto con la Briony più matura, che vive il suo percorso di espiazione come se fosse il ruolo assegnato ad uno dei protagonisti delle sue amate storie.
    Complesso, ambiguo, sfaccettato, il personaggio di Briony è sicuramente quello che mentalmente mi ha affascinato di più, anche se non peggio delineati sono quelli di Robbie e di Cecilia, che invece vincono sul piano emotivo.
    Al di là dell’aspetto psicologico dei vari protagonisti però, quello che rende davvero particolare il romanzo è la raffinatezza della sua architettura che si presenta come una sorta di racconto ad incastro, dove il fil rouge è la mano che tutto decide.

    said on 

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