Expiation

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Editeur: Editions Gallimard

4.2
(7121)

Language: Français | Number of pages: 487 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Chi simplified , German , Italian , Spanish , Swedish , Catalan , Latvian , Polish , Slovenian , Portuguese , Finnish

Isbn-10: 2070306135 | Isbn-13: 9782070306138 | Publish date: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Description du livre
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  • 4

    All’incrocio fra la tragedia classica e il romanzo di formazione. Il fulcro della storia è una ragazzina, Briony, “una di quelle bambine possedute dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente ...continuer

    All’incrocio fra la tragedia classica e il romanzo di formazione. Il fulcro della storia è una ragazzina, Briony, “una di quelle bambine possedute dal desiderio che al mondo fosse tutto assolutamente perfetto”. Le più esposte ai sogni e alla delusione. Tredicenne con la passione per i segreti, Briony tiene un diario chiuso con un lucchetto, e lo scrive in un codice di sua invenzione, ma “niente della sua vita era sufficientemente interessante o scandaloso da meritare di essere tenuto segreto”. Le piace scrivere: nei suoi racconti e nelle sue commedie può riversare tutte la sua immaginazione.
    La sorella maggiore, Cecilia, è tornata a casa dopo gli esami universitari; intrattiene un rapporto teso e ambiguo con Robbie, amico d’infanzia, orfano di padre e figlio della governante, a cui i genitori di Cecilia hanno pagato gli studi. Siamo in una villa vittoriana nella campagna inglese, proprietà della famiglia Tallis, nell’estate del 1935.
    C’è una maestria inafferrabile, una studiata lentezza, nella prosa di McEwan, mentre fa entrare in scena i personaggi, li presenta e li collega fra loro, alludendo a infiniti, possibili sviluppi. Il pathos dell’attesa è costruito con passaggi mirabili: “Negli anni a venire avrebbe ripensato spesso a quel momento” – pensa Robbie, che ha appena scoperto di essere innamorato di Cecilia e sta per incontrarla. Il lettore è spinto a credere che qualcosa di fondamentale stia per succedere. E in effetti succede...

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    Espiazione è stata una delle piacevolissime scoperte fatte grazie alla mia Gnod Challenge: era nella mia wishlist da tempo e ho colto l’occasione al volo. E devo dire non essere rimasta affatto delusa ...continuer

    Espiazione è stata una delle piacevolissime scoperte fatte grazie alla mia Gnod Challenge: era nella mia wishlist da tempo e ho colto l’occasione al volo. E devo dire non essere rimasta affatto delusa.
    Il romanzo, opera che si fonda sulla visione del mondo della protagonista di Briony e sui sensi di colpa con cui dovrò convivere, si articola in tre parti: e credo che sia proprio la prima a dimostrare l’abilità narrativa di Ian McEwan. Si tratta infatti del lungo racconto degli avvenimenti concentrati in un’unica giornata: nella casa dove vive Briony, tredici anni, arrivano parenti e amici per una riunione familiare. Briony ha velleità letterarie, e praticamente cerca di imporre ai cugini una piccola opera teatrale che dovranno mettere in scena per quella sera, mentre sua sorella maggiore Cecilia si trova ad affrontare Robbie, il figlio della loro domestica, di cui è innamorata, ricambiata. Suo fratello Leon è accompagnato da un amico, Paul Marshall, che sta facendo una fortuna grazie alle barrette di cioccolato che la sua ditta fornisce all’esercito.
    Di fatto, siamo di fronte a una riunione non molto dissimile da quella che molti di noi avranno fatto per le scorse feste. Ma l’abilità dell’autore sta, secondo me, nel riuscire a raccontare questa giornata densa di avvenimenti e nel riuscire a presentare i personaggi senza stancare il lettore. Sarebbe molto semplice perdersi, e invece il racconto procede e ogni piccolo avvenimento ha un suo ruolo specifico, fino al climax: mentre tutti sono fuori, al buio, alla ricerca dei gemelli fuggiti, Lola, cugina di Briony, viene stuprata.
    E sarà proprio Briony a scagliare l’accusa, a sostenerla con la sua testimonianza anche quando vorrebbe tirarsi indietro: e purtroppo accuserà un innocente, si inimicherà sua sorella Cecilia, aprendo la strada alle due parti successive del romanzo, quelle appunto incentrate sull’espiazione.
    L’espiazione di Robbie, innocente e accusato di un crimine orrendo, senza che nessuno, a parte Cecilia e sua madre, gli creda; Robbie che, per uno sconto di pena, si arruola nell’esercito e tocca con mano gli orrori della seconda guerra mondiale. È questa una parte estremamente intensa, a tratti anche piuttosto cruda nel racconto della fame, dei bombardamenti, della disperazione e del mero sopravvivere a cui si riducono le persone. Sono struggenti le lettere di Cecilia che punteggiano questa parte, l’unica cosa che ha permesso a Robbie di affrontare la prigione e l’unica cosa che lo spinge sempre avanti, fino ad arrivare a Dunkerque per tornare in Inghilterra.
    E poi l’espiazione di Briony, quella più dura e difficile, perché se Robbie ha dalla sua parte l’innocenza e l’amore di Cecilia, Briony non ha più nulla. Le sue aspirazioni artistiche ci sono ancora; scrive, ma non con lo slancio di quando era ragazzina. Il senso di colpa per ciò che ha fatto a Robbie la divora; diventa infermiera, in tempo di guerra, e la vita che deve condurre, il contatto con la sofferenza più fisica e tremenda, è l’altissimo prezzo che paga per quell’accusa che forse ha lanciato senza davvero soffermarsi sulle conseguenze. Sua sorella non vuole perdonarla, la evita; Robbie la detesta, e ne ha ben donde, considerato che gli ha rovinato la vita. E che amarezza scoprire che raccontare la verità, ormai, non servirà a nulla e che l’ingiustizia rimarrà tale, e che uno stupratore rimarrà in libertà a godersi la vita.
    La vera pugnalata, però, è l’ultima parte, quando Briony, ormai settantenne e affetta da demenza, ci racconta che quello è il romanzo con cui ha espiato la sua colpa. Il finale è la cosa più lancinante che io abbia mai letto, e sa così tanto di vita vera che fa quasi male.
    Lo stile dell’autore mi è piaciuto tantissimo, e l’approfondimento psicologico dei personaggi è estremamente interessante; un tocco in più è dato dalla riflessione oserei dire metaletteraria che viene fatta tramite Briony, sul potere che uno scrittore ha sui suoi personaggi.
    In definitiva, credo che sia una lettura che non può assolutamente mancarvi.

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  • 4

    Molto bello...mi ha fatto ritrovare il gusto della grande letteratura...e' scritto molto bene, e credo che parte del merito sia della traduttrice

    dit le 

  • 3

    Espio la recensione n. 1200 di questo sopravvalutatissimo romanzo dell'intossicazione letteraria

    Quattordici anni dopo la sua uscita, ripesco nella mia libreria questo titolo di McEwan, ritenuto a gran voce il suo capolavoro, allo stato (1.200 recensioni con questa: epperò….)
    Mi era sfuggito perc ...continuer

    Quattordici anni dopo la sua uscita, ripesco nella mia libreria questo titolo di McEwan, ritenuto a gran voce il suo capolavoro, allo stato (1.200 recensioni con questa: epperò….)
    Mi era sfuggito perché ritenevo istintivamente questo romanziere uno tra coloro che stanno sul crinale tra letteratura di intrattenimento (di buon livello, sia chiaro) e "letteratura" tout court. E 14 anni fa leggevo meno…e puntavo, spesso sbagliando, su autori teoricamente più impegnativi.
    In definitiva, a cose fatte, a libro letto, penso di avere avuto ragione allora: è un libro sopravvalutato, secondo me.
    In fondo la storia della protagonista, intossicata di letteratura e di conseguente onnipotenza creativa, speculare ovviamente a quella da cui si sente invaso l'autore, alle prese con uno scontato gioco finzione-realtà-(che è sempre finzione in quanto romanzata), con effetto mise en abyme, non può sorprendere, né può considerarsi chissà quale geniale o originale chiave di lettura .
    E nemmeno sconvolge che il peccato multitasking intorno al quale ruota la struttura narrativa, coinvolga, se vogliamo, tutti i personaggi del romanzo, e persino la Grande Storia delle Due Guerre che incornicia la vicenda. Ed è abbastanza prevedibile che solo la letteratura-arte (e quindi solo la piccola protagonista che la simboleggia) sia espiatoria, mentre la borghesia grassa e volgare dei coniugi Marshall resta ovviamente impunita…ma vittima "estetica" del proprio filisteo squallore. O che l'amore è di per sé redento e redima, e in fondo sia questo l'escamotage attraverso il quale la colpa rivendica la propria innocenza.
    Mettiamoci poi che la parte finale del romanzo, incentrata sulla fuga a Dunkerque, mi è parsa appena discreta (e inferiore a altre narrazioni di vicende belliche).
    Ne concludo che mi sono piaciuti di più altri romanzi di questo autore.

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  • 4

    I sensi di colpa

    A tredici anni un amore che sboccia può sembrare un plagio. Una ragazzina che assiste a una violenza può convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e r ...continuer

    A tredici anni un amore che sboccia può sembrare un plagio. Una ragazzina che assiste a una violenza può convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e rovinandosi. Perché tutta la vita sarà segnata dalle conseguenze. La ragazzina crescerà, diventerà una scrittrice, ma non si libererà del peso dell'ingiustizia inferta a un innocente, alla propria sorella innamorata e in fin dei conti anche a se stessa.

    Questa, in breve, la storia narrataci da McEwan in questo bellissimo (e drammatico) romanzo, dove i veri protagonisti, più che quelli in carne ed ossa, sono i sensi di colpa. Il romanzo è diviso in tre parti: la prima, dedicata all'accusa di Briony, frutto di una serie di coincidenze e di incomprensioni, un'accusa pesante che distruggerà la vita di due persone. La seconda è l'espiazione della "colpa" di Robbie, una colpa che in realtà non ha mai commesso. La terza è l'espiazione di Briony, cresciuta, che espia la sua colpa in un ospedale di Londra, consapevole degli errori commessi. Ancora espiazione per Briony nell'ultima parte del romanzo quando, ormai anziana, ha appena terminato l'ultima versione del romanzo che narra quella tragica storia.
    Il romanzo ci offre anche dei racconti di guerra, soprattutto nella seconda parte che vede Robbie come protagonista a Dunkerque, e delle pagine piene di pathos in cui Briony, ormai famosa scrittrice si chiede se sia possibile l'espiazione di chi ha il potere di decidere dei suoi personaggi.

    E McEwan scrive da Dio.

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  • 5

    Tenía muchas expectativas puestas en esta novela, por la película y porque siempre he oído hablar maravillas de ella, y cuando pasa esto es fácil acabar decepcionado. Lo que es mas raro es que las exp ...continuer

    Tenía muchas expectativas puestas en esta novela, por la película y porque siempre he oído hablar maravillas de ella, y cuando pasa esto es fácil acabar decepcionado. Lo que es mas raro es que las expectativas se queden cortas que es lo que me ha pasado a mí con Expiación. Me ha encantado. La primera parte es una maravilla, después baja un poco, guerra y enfermeras están muy vistas, aunque sigue teniendo un nivel muy alto hasta llegar a un final conmovedor. Excelente la prosa de McEwan y excelente el perfil psicológico de los personajes, sobre todo Briony, será difícil olvidarla.

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  • 4

    Romanzo scritto meravigliosamente, di uno scrittore che conosco pochissimo, ma che inizia ad incuriosirmi. Si divide in tre parti più un brevissimo epilogo (dolceamaro, forse evitabile, forse necessar ...continuer

    Romanzo scritto meravigliosamente, di uno scrittore che conosco pochissimo, ma che inizia ad incuriosirmi. Si divide in tre parti più un brevissimo epilogo (dolceamaro, forse evitabile, forse necessario). La prima parte a mio parere è la migliore sia dal punto di vista del linguaggio che dell'originalità. La seconda, ambientata nella triste pagina della seconda guerra mondiale e nell'ambito fin troppo utilizzato in letteratura della disfatta francese (o forse sono io che sto continuando a ritrovarmi dentro pagine su questo momento storico e inizio ad esserne un pochino provata), mi è risultata pesante, anche se particolarmente espressiva. La terza è risolutiva per il romanzo, nel mio caso fa scendere le stelline da cinque a quattro. Ma il libro è da leggere, senza dubbio.

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  • 4

    La piccola Briony – una ragazzina di tredici anni con il desiderio di imporre ovunque la propria concezione di ordine e armonia, quasi la personificazione dell'apollineo nietzschiano – assiste a uno s ...continuer

    La piccola Briony – una ragazzina di tredici anni con il desiderio di imporre ovunque la propria concezione di ordine e armonia, quasi la personificazione dell'apollineo nietzschiano – assiste a uno scambio di atteggiamenti ambigui tra sua sorella Cecilia e Robbie, figlio della domestica di famiglia. Questo episodio sarà l'inizio di una lunga serie di equivoci e distorsioni dei fatti.
    La sua necessità di controllare la realtà la porterà a vedere fatti mai accaduti e a commettere l'enorme crimine che la segnerà per tutta la vita: accusare un innocente, condannando molte altre persone all'infelicità.
    L’infanzia di Briony finisce nel momento in cui strappa la locandina del suo spettacolo, legge quella parola, si rende portatrice di un messaggio di giustizia – almeno per lei – e ottiene l'odio di un adulto, quasi fosse una promozione per essersi comportata nel modo corretto.
    «La verità era contenuta nella simmetria, in altre parole, si radicava nel buonsenso. Era stata la verità a guidare lo sguardo. Perciò quando Briony ripeté, più e più volte, «Io l’ho visto», non mentiva, era anzi assolutamente onesta e convinta.»
    I primi sensi di colpa non tardano ad arrivare: Briony sente la necessità di precisare il suo punto di vista, ma ormai è troppo tardi, è stata assorbita in una spirale senza fine; solo Cecilia e la madre di Robbie paiono rendersi conto di quanto è successo.
    È chiaro che uno dei temi affrontati nel romanzo è quello della fusione e confusione tra finzione e realtà, e McEwan dimostra una grande abilità nel delineare i personaggi, con narrazioni ricche di riferimenti che svelano un lungo processo di ricerca multidisciplinare: ed ecco che la fontana non è un elemento qualunque, ma è una copia di quella del Tritone in piazza Barberini a Roma; uno dei libri su cui studia Robbie è l'Anatomia del Grey; vengono addirittura evocati i fauves per la descrizione della giornata; Cecilia è paragonata a Shirley Temple...
    Una volta compresa la colpa, come si può espiarla? E si può giustificare un atto tanto grave, con la scusa della giovane età? Forse l’impulso e la cattiveria infantile possono essere comprensibili, ma che dire della coerenza con cui si sostiene una tesi anche una volta che si è appurato sia falsa?
    In Espiazione non ci sono solo le caratteristiche di un romanzo, ma anche quelle di un saggio: la narrazione pare essere solo l’espediente utile a trattare tematiche rilevanti, come quella del male.
    Della banalità del male.

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  • 5

    Uno dei romanzi più belli

    La proprietà di linguaggio di McEwan è strabiliante, le sue parole sembrano musica. Romanzo meraviglioso, le descrizioni minuziose e attente ad ogni piccolo dettaglio lo rendono unico. Mi ha emozionat ...continuer

    La proprietà di linguaggio di McEwan è strabiliante, le sue parole sembrano musica. Romanzo meraviglioso, le descrizioni minuziose e attente ad ogni piccolo dettaglio lo rendono unico. Mi ha emozionato tantissimo, straziante nel finale e terribilmente veritiero. La storia raccontata è una proiezione di quanto possa essere potente la forza dell'immaginazione che, combinandosi con le dinamiche del caso diventa un'arma pericolosa e dannosa. 5 stelle piene per Espiazione, un viaggio tra le parole ma anche tra i ricordi, tra una falsa innocenza infantile e una brutale resa dei conti con se stessi.

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