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Extrem laut und unglaublich nah.

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Verleger: Fischer (Tb.), Frankfurt

4.3
(7607)

Language:Deutsch | Number of Seiten: 436 | Format: Others | In einer anderen Sprache: (Andere Sprachen) English , Spanish , French , Italian , Swedish , Dutch , Portuguese , Chi traditional , Russian , Czech

Isbn-10: 3596169224 | Isbn-13: 9783596169221 | Publish date:  | Edition 1

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Buchbeschreibung
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  • 4

    Questo libro e la storia che racconta sono un grande urlo molto forte nel silenzio che venne dopo che tutte le persone smisero di piangere per l’attacco al World Trade Center; lo stesso silenzio che t ...weiter

    Questo libro e la storia che racconta sono un grande urlo molto forte nel silenzio che venne dopo che tutte le persone smisero di piangere per l’attacco al World Trade Center; lo stesso silenzio che torna ogni anno in ricorrenza del Giorno Peggiore per ricordarci che le ferite forse sono ancora aperte, ma anche quando sono chiuse ne portiamo ancora il segno addosso in quella piccola striscia chiara sulla nostra pelle che è una cicatrice.
    Serve tempo per riflettere su questo urlo dopo aver finito di leggere il libro. Serve molto tempo: a me è servito quasi un giorno. Non voglio dire di essermi scervellata per un giorno sul significato profondo delle parole che l’autore ha battuto sulla sua tastiera in un momento di grande ispirazione. Di solito le consapevolezze che vengono a galla nel tempo successivo a quando finiamo un libro emergono inconsciamente. Ma ci vuole tempo.
    Valuto 4 stelle questo libro, e non 5, perché sicuramente lo ricorderò per molti, molti anni, ma non mi ha fatto piangere, non mi ha fatto venire il magone e non ha condizionato fortemente la mia condizione emotiva nella serata e nella notte a venire.
    Non riassumerò la trama del libro perché potete trovarla più o meno dappertutto nella grande rete di Internet. Parlerò quindi dei punti che mi sono piaciuti di più, cioè i personaggi.
    “Molto forte, incredibilmente vicino” è il primo libro di Jonathan Safran Foer che ho letto ho immediatamente pensato che quest’uomo abbia un talento infinito nell’inventare personaggi e nel tradurli in parole nere stampate su una pagina bianca.
    Partiamo da Oskar. Lui è un ragazzino molto strano, particolare e diverso dal resto dei suoi coetanei. Tutto questo va inteso in senso buono, ma anche sotto un punto di vista negativo che lo esclude dalla società e lo porta in realtà ad essere chi vuole veramente essere: una persona interessata a molte cose che non trova così importante essere escluso dal gruppo.
    Nonno Thomas non parla. Eppure esprime così tanto. È molto difficile trasmettere questa cosa attraverso la scrittura, ma soprattutto è molto difficile inventare un personaggio così perché il nostro subconscio dà per scontata la parola come il modo di comunicare, in modo molto efficace, più diffuso al mondo. Thomas ha una vita confusa ma non a causa della sua incapacità di parlare e solo un autore illuminato può scrivere una storia così.
    La nonna è una donna combattuta, che soffre e vive una vita tumultuosa, a tratti felice e, a tratti, molto triste. Nella maggior parte dei casi questi due sentimenti si accavallano trasformandola in un personaggio estremamente complesso.
    La madre di Oskar è una figura distaccata che in realtà vive in pena. Sembra disinteressarsi del figlio e invece si prende cura di lui e dei suoi interessi di nascosto rendendo il fatto estremamente considerevole e toccante.
    Il padre apre una voragine nei miei pensieri. Lui non vive nel libro, ma è il fulcro della storia. Stando al libro e alla focalizzazione delle perone più vicine a lui, coloro che lo amano, lo si deve considerare un personaggio positivo, un mito, l’eroe del racconto. Mi domando però se l’autore non voglia volontariamente farci sorgere il dubbio che dietro una personalità così pura non si nasconda una persona normale con i suoi alti e i suoi bassi, capace di rendere felice qualcuno, ma anche di rovinargli la vita, come tutti gli umani insomma.

    gesagt am 

  • *** Dieser Kommentar enthält Spoiler! ***

    4

    complicato

    Libro complesso, difficile, a volte non si capisce chi parla a chi, ma bello e interessante.
    Lo scrittore è geniale, come già avevo felicemente sperimentato nel suo "Ogni cosa è illuminata", ma qui si ...weiter

    Libro complesso, difficile, a volte non si capisce chi parla a chi, ma bello e interessante.
    Lo scrittore è geniale, come già avevo felicemente sperimentato nel suo "Ogni cosa è illuminata", ma qui si supera nella originalità della impostazione del racconto e nella mescolanza di parole e immagini.
    E' la storia di Oskar, orfano di padre a seguito dell'attentato alle torri gemelle, che vuol ritrovare il padre attraverso una chiave rinvenuta per caso. Ritrovare nel senso di scoprire qualcosa che non glielo faccia mai dimenticare. E la storia, o meglio la narrazione, si intreccia con quella della sua famiglia paterna, attraverso un nonno e una nonna che hanno vissuto una tragedia analoga, il bombardamento di Dresda; fatto che li accomuna anche nella difficoltà di affrontare la vita reale, nel vivere nonostante il dolore, il lutto.
    Il finale è incredibile, e conoscendo lo scrittore era da aspettarsi un finale spiazzante, in pratica il bambino riesce, a modo suo, a far scorrere la storia del padre al contrario; riporta la storia del padre in una condizione che gli permetterà di vivere e affrontare la vita nonostante il lutto.
    Personalmente trovo la figura più bella del libro quella della madre di Oskar, una madre che accompagna il figlio nel suo percorso senza ostacolarlo, ma amandolo totalmente, come solo una vera madre sa fare.
    Penso anche che a volte il bambino, nel libro, è troppo intelligente per essere reale, forse era meglio se il romanziere gli assegnava qualche anno in più, ma a tratti è davvero esilarante il candore del bambino nell'affrontare le incognite della sua ricerca. Se ho ben capito nel film, tratto da questo romanzo, il bambino è leggermente autistico, nel libro non si capisce bene; ma si capisce che è disturbato dal lutto per il padre a cui era fortemente legato, quasi una simbiosi fra i due.
    Certo leggere questo romanzo è difficile, bisogna armarsi di pazienza e preferibilmente non leggerlo la sera quando il sonno rischia di vincerti. Trovo però emotivamente interessante la esperienza della lettura di questo libro.

    gesagt am 

  • 4

    奧斯卡.史埃爾一直想找出爸爸留下來的鑰匙,到底能引領他找到什麼東西....看著奧斯卡在書中不斷的找尋,不斷的碰壁,其實他真正想找的是那個人,那個已不在人世間的爸爸...在找尋的過程中,奧斯卡慢慢的才明白媽媽奶奶對他愛與包容,也才接受爸爸不在人世的事實.好憂傷的一本書啊!

    gesagt am 

  • 3

    Non ho trovato il filo, il senso, in questo labirinto di persone che si cercano si sfiorano si perdono e tacciono tacciono tacciono. E mi disturba sempre questo americanissimo insistere sul dire, in E ...weiter

    Non ho trovato il filo, il senso, in questo labirinto di persone che si cercano si sfiorano si perdono e tacciono tacciono tacciono. E mi disturba sempre questo americanissimo insistere sul dire, in Europa se ci si vuole bene lo si dimostra, altro che I love you!

    gesagt am 

  • 5

    Un libro per riflettere

    E' uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni. Avevo già visto il film, carino, ma non mi aveva colpito particolarmente. Il libro, invece, è splendido; il personaggio di Oskar, la sua soli ...weiter

    E' uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni. Avevo già visto il film, carino, ma non mi aveva colpito particolarmente. Il libro, invece, è splendido; il personaggio di Oskar, la sua solitudine, i tanti silenzi caratterizzati anche da quelle pagine riempite solo nella prima riga, quelle immagini che ti fanno riflettere.
    Molto toccante.

    gesagt am 

  • 5

    "Molto Forte , incredibilmente vicino".... grazie...

    "Quando avevo la tua età tuo nonno mi comprò un braccialetto di rubini. Era troppo grande per me, e mi scivolava su e giù per il braccio. Sembrava ...weiter

    "Molto Forte , incredibilmente vicino".... grazie...

    "Quando avevo la tua età tuo nonno mi comprò un braccialetto di rubini. Era troppo grande per me, e mi scivolava su e giù per il braccio. Sembrava una collana. In seguito mi disse che aveva chiesto lui al gioielliere di farlo così. quella grandezza doveva essere un simbolo del suo amore. Più rubini, più amore. Ma non andava bene. Non me lo potevo mettere."

    "Che rimpianto, pensare che serve vivere una vita per imparare a vivere una vita, Oskar."

    "Tutto quello che è nato deve morire, e questo vuol dire che le nostre vite sono come i grattacieli. Il fumo sale a velocità diverse , ma le vite sono tutte in fiamme, e tutti siamo in trappola"

    gesagt am 

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