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Extremely Loud and Incredibly Close

A Novel

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.3
(7621)

Language:English | Number of Pages: 368 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , French , German , Italian , Swedish , Dutch , Portuguese , Chi traditional , Russian , Czech

Isbn-10: 024114213X | Isbn-13: 9780241142134 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Paperback , Audio Cassette , Library Binding , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Nine-year-old Oskar Schell is an inventor, amateur entomologist, Francophile, letter writer, pacifist, natural historian, percussionist, romantic, Great Explorer, jeweller, detective, vegan, and collector of butterflies. When his father is killed in the September 11th attacks on the World Trade Centre, Oskar sets out to solve the mystery of a key he discovers in his father's closet. It is a search which leads him into the lives of strangers, through the five boroughs of New York, into history, to the bombings of Dresden and Hiroshima, and on an inward journey which brings him ever closer to some kind of peace.
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  • 5

    Dresda, Hiroshima e New York sono tre metropoli situate in tre diversi continenti e a migliaia di chilometri di distanza l’una dall’altra eppure fra loro hanno in comune l’opera spregevole dell’uomo c ...continue

    Dresda, Hiroshima e New York sono tre metropoli situate in tre diversi continenti e a migliaia di chilometri di distanza l’una dall’altra eppure fra loro hanno in comune l’opera spregevole dell’uomo che – in nome dell’odio cieco , della violenza o di chissà cosa o chi- semina morte, distruzione e dolore nel mondo.

    Se ripenso a tutto ciò che è accaduto in questi tre luoghi –in diverse epoche- per mano dell’uomo mi piace riassumerlo in questa netta e semplice sequenza: boato. Odore acre. Polvere. Caos. Silenzio. Dolore o meglio dolorissimo.

    E questo forse è ciò che ha visto e vissuto Thomas Schell, un uomo buono e intelligente ma soprattutto un padre speciale, morto tragicamente l’ 11 settembre 2001 nell’attacco alle Torri Gemelle.

    E da qui parte e si snoda Molto forte, incredibilmente vicino il capolavoro di Jonathan Safran Foer pubblicato nel 2005 –ridattato cinematograficamente nel 2011- e ancora venduto e apprezzato dai lettori di tutto il mondo.

    Allo stesso tempo questa è la storia di Oskar Schell, un bambino vispo, intelligente, che veste solo di bianco e che fa mille domande e altrettante invenzioni strambe e in più, ha un rapporto a dir poco meraviglioso con suo padre Thomas e non riesce assolutamente a rassegnarsi alla sua perdita.

    Credo che ogni essere umano –anche a migliaia di chilometri di distanza da New York- riguardando le immagini dell’attacco alle Torri Gemelle provi sensazioni contrastanti perché vi è l’immedesimazione del dolore di chi lì dentro ha perso un caro o un semplice conoscente, chi la fiducia nel potere americano, chi la tolleranza verso lo straniero e chi semplicemente il concetto di invulnerabilità ma Oskar Schell nell’attentato, ha perso la cosa più preziosa che un figlio possiede cioè un genitore e in compenso gli è rimasto attaccato addosso –proprio come una zavorra- il panico per i mezzi pubblici, per i luoghi affollati, per gli stranieri, per gli ascensori e per gli edifici alti ma soprattutto un dolore incolmabile e tanta solitudine e poiché pensare a suo padre lo rende triste e felice contemporaneamente, Oskar cerca di tenere la mente sempre impegnata.

    Oskar infatti è consapevole che pensare troppo fa male e fa perdere la felicità ma quando rovistando nell’armadio di suo padre-semplicemente per sentirlo più vicino- scova una busta contenente una strana chiave e la dicitura Black, da quel momento in poi il suo unico obiettivo diventa scoprire quale serratura apre la chiave e cosi quella diviene la sua ossessione, la sua motivazione e il suo unico tentativo di felicità.

    Oskar è infatti deciso a bussare casa per casa pur di scoprire qualcosa su quella chiave forse nell’ingenua speranza che la verità riporti in vita suo padre.
    Inizia cosi il suo viaggio tortuoso e complesso fra le strade e le abitazioni di New York, dove Oskar incontrerà persone piuttosto bizzarre ma soprattutto dove si scontrerà con il doloroso passato dei suoi nonni –segnato a sua volta dal terribile bombardamento di Dresda- e da una storia fatta di abissi, silenzi e parole scritte ma con un epilogo del tutto inaspettato.

    Se è vero che non sempre la vita merita tutta la fatica che richiede per essere vissuta e allo stesso tempo che una vita non vissuta diventa inutile e pesante, è pur vero che non sempre il dolore è infinito e dal momento che la vita è una sola e che non può essere rivissuta né ridisegnata, non bisogna mai aver paura di amare poiché questo è il vero segreto per vivere una vita degna del suo nome, oltre all’essere sempre persone buone e affidabili poiché tutto il resto è solo un effimero battito di ciglia.

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  • 5

    Delicato, poetico, onirico

    ...a volte anche un po' esagerato ma non per questo meno bello. Una azzeccata metafora del viaggio che si compie dopo la perdita di un genitore, soprattutto se inaspettata. E poi, solo per questa cita ...continue

    ...a volte anche un po' esagerato ma non per questo meno bello. Una azzeccata metafora del viaggio che si compie dopo la perdita di un genitore, soprattutto se inaspettata. E poi, solo per questa citazione, è un libro che rimarrà con me: "L'ignoranza è forse una benedizione, non lo so, ma a pensare si soffre tanto, e ditemi, a cosa mi è servito pensare, in che grandioso luogo mi ha condotto il pensiero? Io penso, penso, penso, pensando sono uscito dalla felicità un milione di volte, e mai una volta che vi sia entrato."

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  • 4

    Questo libro e la storia che racconta sono un grande urlo molto forte nel silenzio che venne dopo che tutte le persone smisero di piangere per l’attacco al World Trade Center; lo stesso silenzio che t ...continue

    Questo libro e la storia che racconta sono un grande urlo molto forte nel silenzio che venne dopo che tutte le persone smisero di piangere per l’attacco al World Trade Center; lo stesso silenzio che torna ogni anno in ricorrenza del Giorno Peggiore per ricordarci che le ferite forse sono ancora aperte, ma anche quando sono chiuse ne portiamo ancora il segno addosso in quella piccola striscia chiara sulla nostra pelle che è una cicatrice.
    Serve tempo per riflettere su questo urlo dopo aver finito di leggere il libro. Serve molto tempo: a me è servito quasi un giorno. Non voglio dire di essermi scervellata per un giorno sul significato profondo delle parole che l’autore ha battuto sulla sua tastiera in un momento di grande ispirazione. Di solito le consapevolezze che vengono a galla nel tempo successivo a quando finiamo un libro emergono inconsciamente. Ma ci vuole tempo.
    Valuto 4 stelle questo libro, e non 5, perché sicuramente lo ricorderò per molti, molti anni, ma non mi ha fatto piangere, non mi ha fatto venire il magone e non ha condizionato fortemente la mia condizione emotiva nella serata e nella notte a venire.
    Non riassumerò la trama del libro perché potete trovarla più o meno dappertutto nella grande rete di Internet. Parlerò quindi dei punti che mi sono piaciuti di più, cioè i personaggi.
    “Molto forte, incredibilmente vicino” è il primo libro di Jonathan Safran Foer che ho letto ho immediatamente pensato che quest’uomo abbia un talento infinito nell’inventare personaggi e nel tradurli in parole nere stampate su una pagina bianca.
    Partiamo da Oskar. Lui è un ragazzino molto strano, particolare e diverso dal resto dei suoi coetanei. Tutto questo va inteso in senso buono, ma anche sotto un punto di vista negativo che lo esclude dalla società e lo porta in realtà ad essere chi vuole veramente essere: una persona interessata a molte cose che non trova così importante essere escluso dal gruppo.
    Nonno Thomas non parla. Eppure esprime così tanto. È molto difficile trasmettere questa cosa attraverso la scrittura, ma soprattutto è molto difficile inventare un personaggio così perché il nostro subconscio dà per scontata la parola come il modo di comunicare, in modo molto efficace, più diffuso al mondo. Thomas ha una vita confusa ma non a causa della sua incapacità di parlare e solo un autore illuminato può scrivere una storia così.
    La nonna è una donna combattuta, che soffre e vive una vita tumultuosa, a tratti felice e, a tratti, molto triste. Nella maggior parte dei casi questi due sentimenti si accavallano trasformandola in un personaggio estremamente complesso.
    La madre di Oskar è una figura distaccata che in realtà vive in pena. Sembra disinteressarsi del figlio e invece si prende cura di lui e dei suoi interessi di nascosto rendendo il fatto estremamente considerevole e toccante.
    Il padre apre una voragine nei miei pensieri. Lui non vive nel libro, ma è il fulcro della storia. Stando al libro e alla focalizzazione delle perone più vicine a lui, coloro che lo amano, lo si deve considerare un personaggio positivo, un mito, l’eroe del racconto. Mi domando però se l’autore non voglia volontariamente farci sorgere il dubbio che dietro una personalità così pura non si nasconda una persona normale con i suoi alti e i suoi bassi, capace di rendere felice qualcuno, ma anche di rovinargli la vita, come tutti gli umani insomma.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    complicato

    Libro complesso, difficile, a volte non si capisce chi parla a chi, ma bello e interessante.
    Lo scrittore è geniale, come già avevo felicemente sperimentato nel suo "Ogni cosa è illuminata", ma qui si ...continue

    Libro complesso, difficile, a volte non si capisce chi parla a chi, ma bello e interessante.
    Lo scrittore è geniale, come già avevo felicemente sperimentato nel suo "Ogni cosa è illuminata", ma qui si supera nella originalità della impostazione del racconto e nella mescolanza di parole e immagini.
    E' la storia di Oskar, orfano di padre a seguito dell'attentato alle torri gemelle, che vuol ritrovare il padre attraverso una chiave rinvenuta per caso. Ritrovare nel senso di scoprire qualcosa che non glielo faccia mai dimenticare. E la storia, o meglio la narrazione, si intreccia con quella della sua famiglia paterna, attraverso un nonno e una nonna che hanno vissuto una tragedia analoga, il bombardamento di Dresda; fatto che li accomuna anche nella difficoltà di affrontare la vita reale, nel vivere nonostante il dolore, il lutto.
    Il finale è incredibile, e conoscendo lo scrittore era da aspettarsi un finale spiazzante, in pratica il bambino riesce, a modo suo, a far scorrere la storia del padre al contrario; riporta la storia del padre in una condizione che gli permetterà di vivere e affrontare la vita nonostante il lutto.
    Personalmente trovo la figura più bella del libro quella della madre di Oskar, una madre che accompagna il figlio nel suo percorso senza ostacolarlo, ma amandolo totalmente, come solo una vera madre sa fare.
    Penso anche che a volte il bambino, nel libro, è troppo intelligente per essere reale, forse era meglio se il romanziere gli assegnava qualche anno in più, ma a tratti è davvero esilarante il candore del bambino nell'affrontare le incognite della sua ricerca. Se ho ben capito nel film, tratto da questo romanzo, il bambino è leggermente autistico, nel libro non si capisce bene; ma si capisce che è disturbato dal lutto per il padre a cui era fortemente legato, quasi una simbiosi fra i due.
    Certo leggere questo romanzo è difficile, bisogna armarsi di pazienza e preferibilmente non leggerlo la sera quando il sonno rischia di vincerti. Trovo però emotivamente interessante la esperienza della lettura di questo libro.

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  • 4

    奧斯卡.史埃爾一直想找出爸爸留下來的鑰匙,到底能引領他找到什麼東西....看著奧斯卡在書中不斷的找尋,不斷的碰壁,其實他真正想找的是那個人,那個已不在人世間的爸爸...在找尋的過程中,奧斯卡慢慢的才明白媽媽奶奶對他愛與包容,也才接受爸爸不在人世的事實.好憂傷的一本書啊!

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  • 3

    Non ho trovato il filo, il senso, in questo labirinto di persone che si cercano si sfiorano si perdono e tacciono tacciono tacciono. E mi disturba sempre questo americanissimo insistere sul dire, in E ...continue

    Non ho trovato il filo, il senso, in questo labirinto di persone che si cercano si sfiorano si perdono e tacciono tacciono tacciono. E mi disturba sempre questo americanissimo insistere sul dire, in Europa se ci si vuole bene lo si dimostra, altro che I love you!

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  • 5

    Un libro per riflettere

    E' uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni. Avevo già visto il film, carino, ma non mi aveva colpito particolarmente. Il libro, invece, è splendido; il personaggio di Oskar, la sua soli ...continue

    E' uno dei libri più belli che ho letto negli ultimi anni. Avevo già visto il film, carino, ma non mi aveva colpito particolarmente. Il libro, invece, è splendido; il personaggio di Oskar, la sua solitudine, i tanti silenzi caratterizzati anche da quelle pagine riempite solo nella prima riga, quelle immagini che ti fanno riflettere.
    Molto toccante.

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