Extremely Loud and Incredibly Close

A Novel

By

Publisher: Penguin Books Ltd

4.3
(4877)

Language: English | Number of Pages: 368 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) Spanish , French , German , Italian , Swedish , Dutch , Portuguese , Chi traditional , Russian , Czech

Isbn-10: 024114213X | Isbn-13: 9780241142134 | Publish date: 

Also available as: Audio CD , Paperback , Audio Cassette , Library Binding , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Book Description
Nine-year-old Oskar Schell is an inventor, amateur entomologist, Francophile, letter writer, pacifist, natural historian, percussionist, romantic, Great Explorer, jeweller, detective, vegan, and collector of butterflies. When his father is killed in the September 11th attacks on the World Trade Centre, Oskar sets out to solve the mystery of a key he discovers in his father's closet. It is a search which leads him into the lives of strangers, through the five boroughs of New York, into history, to the bombings of Dresden and Hiroshima, and on an inward journey which brings him ever closer to some kind of peace.
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  • 4

    Dritto al cuore

    Gli elementi per emozionare il lettore ci sono tutti.
    Un bambino simpatico ma problematico perde il padre l'11 settembre. La famiglia proviene dal bombardamento di Dresda, probabilmente il peggior mas ...continue

    Gli elementi per emozionare il lettore ci sono tutti.
    Un bambino simpatico ma problematico perde il padre l'11 settembre. La famiglia proviene dal bombardamento di Dresda, probabilmente il peggior massacro mai avvenuto con Hiroshima.
    Le cicatrici dei tanti eventi traumatici di questa famiglia vengono esposte con una scrittura ricercata ma semplice, spietata ma garbata.
    Alcuni personaggi risultano quasi memorabili.
    Consigliato a chi piace essere sull'orlo della lacrima.

    said on 

  • 5

    All'inizio non mi ha preso subito, anzi pensavo fosse il solito incomprensibile romanzo contemporaneo, il cui autore deve dire le cose in modo complicato altrimenti non "fa figo". Invece mi sono dovut ...continue

    All'inizio non mi ha preso subito, anzi pensavo fosse il solito incomprensibile romanzo contemporaneo, il cui autore deve dire le cose in modo complicato altrimenti non "fa figo". Invece mi sono dovuta ricredere, perché anche se non è semplicissimo, è un testo che ti sconvolge, ti emoziona e ti tiene incollata alla pagina come non mai. Fa venire il magone, è vero, ma è un libro che lascia davvero molto nel cuore. Era tanto che non mi succedeva di non voler andare a letto per andare avanti a leggere e, una volta crollata col libro in mano, risvegliarmi all'alba col pensiero e la voglia di riprenderlo. Una droga....ma di quelle che fanno bene!

    said on 

  • 4

    Bello. Era tanto che non lo dicevo di un libro..bello davvero. Scritto bene e arriva a farti sentire la disperazione di questo ragazzo per la perdita importante che ha avuto. Lo consiglio vivamente. ...continue

    Bello. Era tanto che non lo dicevo di un libro..bello davvero. Scritto bene e arriva a farti sentire la disperazione di questo ragazzo per la perdita importante che ha avuto. Lo consiglio vivamente.

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  • 3

    Nonostante la difficoltà di stare dietro al romanzo post-moderno, il colpo al cuore costante che si prova vale la lettura a volte faticosa.

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  • 1

    Noioso

    Ci ho messo un'eternità a leggere questo libro, non mi ha coinvolta se non nelle ultime 100 pagine dove finalmente la lettura mi è risultata scorrevole e piacevole. Peccato, speravo meglio

    said on 

  • 4

    Complicato

    Libro complesso, difficile, a volte non si capisce chi parla a chi, ma bello e interessante. Lo scrittore è geniale, come già avevo felicemente sperimentato nel suo "Ogni cosa è illuminata", ma qui si ...continue

    Libro complesso, difficile, a volte non si capisce chi parla a chi, ma bello e interessante. Lo scrittore è geniale, come già avevo felicemente sperimentato nel suo "Ogni cosa è illuminata", ma qui si supera nella originalità della impostazione del racconto e nella mescolanza di parole e immagini. E' la storia di Oskar, orfano di padre a seguito dell'attentato alle torri gemelle, che vuol ritrovare il padre attraverso una chiave rinvenuta per caso. Ritrovare nel senso di scoprire qualcosa che non glielo faccia mai dimenticare. E la storia, o meglio la narrazione, si intreccia con quella della sua famiglia paterna, attraverso un nonno e una nonna che hanno vissuto una tragedia analoga, il bombardamento di Dresda; fatto che li accomuna anche nella difficoltà di affrontare la vita reale, nel vivere nonostante il dolore, il lutto. Il finale è incredibile, e conoscendo lo scrittore era da aspettarsi un finale spiazzante, in pratica il bambino riesce, a modo suo, a far scorrere la storia del padre al contrario; riporta la storia del padre in una condizione che gli permetterà di vivere e affrontare la vita nonostante il lutto. Personalmente trovo la figura più bella del libro quella della madre di Oskar, una madre che accompagna il figlio nel suo percorso senza ostacolarlo, ma amandolo totalmente, come solo una vera madre sa fare. Penso anche che a volte il bambino, nel libro, è troppo intelligente per essere reale, forse era meglio se il romanziere gli assegnava qualche anno in più, ma a tratti è davvero esilarante il candore del bambino nell'affrontare le incognite della sua ricerca. Se ho ben capito nel film, tratto da questo romanzo, il bambino è leggermente autistico, nel libro non si capisce bene; ma si capisce che è disturbato dal lutto per il padre a cui era fortemente legato, quasi una simbiosi fra i due. Certo leggere questo romanzo è difficile, bisogna armarsi di pazienza e preferibilmente non leggerlo la sera quando il sonno rischia di vincerti. Trovo però emotivamente interessante la esperienza della lettura di questo libro.

    said on 

  • 3

    Si capisce la storia, il che non è poco per un romanzo postmoderno, ma è solo perché Jonathan Safran Foer ha messo al centro della sua storia un evento reale e sconvolgente, al quale nessun lettore pu ...continue

    Si capisce la storia, il che non è poco per un romanzo postmoderno, ma è solo perché Jonathan Safran Foer ha messo al centro della sua storia un evento reale e sconvolgente, al quale nessun lettore può essere rimasto indifferente, questo evento funziona egregiamente da centro gravitazionale dell'intera narrazione. Naturalmente, in ossequio ai dettami del postmodernismo ogni volta che inizi una pagina nuova devi cercare di capire chi sia il personaggio che dice "io" perché cambia senza preavviso, devi capire il "quando" perché la storia va avanti e indietro nel tempo senza preavviso, devi capire se l'evento è "concreto" o se si tratta di una fantasticheria messa lì con lo scopo di confonderti, infine devi tenere a mente tutti i fatti perché la spiegazione di certi eventi viene data a pezzi a decine di pagine di distanza. Insomma questo l'ho letto fino in fondo ma non è cambiata la mia visione del romanzo postmoderno che continua a sembrarmi un modo di rimescolare le carte, utile a far sembrare profondissimo qualcosa che è per lo più superficiale. Romanzi come "La montagna incantata", "Viaggio al termine della notte", "La signora Dalloway" mi sembrano appartenere non a un'altra epoca, ma a un'altra cultura e a un'altra civiltà.

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  • 5

    Il libro parla delle vicende di un bambino che ha perso il padre nel crollo delle torri dell'11 settembre. Trovando tra le sue cose una busta con un nome e una chiave, decide di trovare la serratura, ...continue

    Il libro parla delle vicende di un bambino che ha perso il padre nel crollo delle torri dell'11 settembre. Trovando tra le sue cose una busta con un nome e una chiave, decide di trovare la serratura, in una specie di ultimo gioco col genitore.
    La trama non è delle più complicate, ma la lettura è piacevolissima. Ho trovato questo libro emozionante, a tratti struggente, a tratti divertente, a tratti molto tenero. Scritto in modo per certi versi innovativo, è un continuo flusso di coscienza, ma il flusso di coscienza di un bambino, quindi non difficile nè noioso, anzi. Si passa da frammenti di conversazioni, a ricordi, a quelle che lui chiama "invenzioni"(... una cosa che tutti conosciamo, per dirla alla Oskar Schell).
    Inoltre, nella sua impresa, il piccolo Oskar ci porta a spasso per i 5 distretti di New York facendoci viaggiare e rivedere posti bellissimi, specialmente se, come nel mio caso, abbiamo visitato da poco la grande mela.

    “Ho cambiato il corso della storia dell’uomo!”
    “Proprio così”.
    “Ho cambiato l’universo!”
    “Esatto”.
    "Sono Dio!”
    “Sei ateo”.
    “Non esisto!”. Mi sono ributtato sul letto, tra le sue braccia, e ci siamo scompisciati tutti e due.”

    said on 

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