Fútbol

Storie di calcio

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.9
(646)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880622316X | Isbn-13: 9788806223168 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Traduttore: Angelo Morino , Glauco Felici ; Curatore: Paolo Collo

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Sport, Attività all\'aperto & Avventura

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  • 4

    recensito per Mangialibri

    http://mangialibri.com/libri/fútbol
    “El Míster”, come lo chiamavano per quella misteriosa provenienza dalla lontana Cali, dove si diceva che fosse stato prima calciatore poi allenatore, quel giorno do ...continua

    http://mangialibri.com/libri/fútbol
    “El Míster”, come lo chiamavano per quella misteriosa provenienza dalla lontana Cali, dove si diceva che fosse stato prima calciatore poi allenatore, quel giorno dopo una memorabile sconfitta per tre a due – o forse era quattro a tre? – prende il ragazzo da parte e gli chiede quanto guadagna per ogni goal fatto. Il timido diciassettenne dice che gli danno cinquanta pesos e quello ribatte che ne prenderà duecento in più da oggi, ma dovrà giocare come terzino. Al ragazzo quasi crollano le gambe. Ma come terzino, se lui fa da sempre il centravanti? Ma Peregrino Fernández non sente ragioni. Prenderà il posto di quella mammoletta di Pedrazzi. Il giovane prova a farlo ragionare, cerca di spiegargli che lui in difesa non ha mai giocato ma Fernández è cocciuto come un mulo e la chiude lì. Mette così in piedi una squadra con tre difensori e lui che deve andare in avanti per rompere il gioco. Pedrazzi che è del mestiere gli dice come toccare l’avversario per sbilanciarlo e altri vari trucchi, ma oltre qualche pareggio la squadra non sembra andare. Il ragazzo è intimorito nel colpire di testa, il cambio di ruolo lo confonde e prova a spiegarlo al mister. Quello gli dice che è giovane e può sbagliare, ma se sbagliasse lui, alla sua età, sarebbe costretto a nascondersi nella foresta. Ma intanto i risultati continuano a non arrivare... È scoppiata la guerra, perciò gli ultimi due mondiali di calcio sono rimasti quelli vinti dall’Italia nel ‘34 e nel ‘38. In Argentina gli operai piemontesi ed emiliani intenti a costruire la diga di Barda del Medio erano tronfi di gloria per quel doppio successo. Con loro lavoravano anche alcuni indios Mapuches, noti per le loro arti illusionistiche, oltre che europei scappati dalla guerra. Spagnoli, polacchi, francesi, qualche inglese e naturalmente gli argentini che avanzavano verso la Tierra del Fuego. Verso aprile inattesi arrivano gli elettrotecnici del Terzo Reich, pronti per installare la prima linea telefonica dal Pacifico all’Atlantico. Insieme al cavo che inaugura l’era delle telecomunicazioni portarono con sé il primo pallone del mondo con valvola automatica, che dicono di avere inventato ad Amburgo. Lo mostrano in cantiere per suscitare l’ammirazione di tutti e lanciano la sfida. Una partita internazionale giocata contro di loro. Un ingegnere di Balvanera accetta la sfida a nome di tutta la nazione argentina e tira su in men che non si dica una squadraccia di vagabondi e ubriaconi di ritorno depressissimi dalla Cordillera delle Ande, dove erano andati per cercare l’oro. Il coraggio dell’ingegnere si rivela neanche a dirlo catastrofico e difatti i panzer passeggiano su quei relitti per sei a uno. È allora però che i tedeschi, vista la moltitudine di nazionalità presenti tra i lavoratori, lanciano l’idea. Organizzare un campionato mondiale che suggelli il loro passaggio portatore di civiltà. Nasce così il leggendario (e introvabile in qualsiasi libro di storia) Mondiale di Patagonia del 1942...
    Diciannove imperdibili perle – con la prefazione di Paolo Collo ‒ questi racconti scritti da Osvaldo Soriano, giornalista e scrittore ma egli stesso calciatore. Gioielli pubblicati postumi, capaci di rapirti, di aprirti il cuore, di farti masticare il sapore della polvere dei campacci di periferia e allo stesso modo di farti vibrare d’emozione assieme ai centomila assiepati al Maracanà, di farti godere della bellezza di un gesto atletico, della rudezza di un contrasto, di quell’immensa libertà che solo un prato più o meno verde e un pallone più o meno gonfio che rotola sanno regalare. Perché Soriano come pochi ha saputo raccontare il calcio nei suoi aspetti più umani, attraverso le gesta di campioni senza tempo o derelitti senza gloria, di personaggi indimenticabili e incredibili, dai grandissimi come Maradona agli sconosciuti mister come quel Peregrino Fernández o Orlando “el Sucio”, passando per l’arbitro William Brett Cassidy, figlio del bandito Butch Cassidy, che leggenda vuole abbia arbitrato il misterioso Mondiale del ’42 in Patagonia, per arrivare a Obludio Varela, storico capitano di quell’Uruguay capace di infliggere al monumentale Brasile l’incubo del Maracanazo. Storie, leggende, luoghi, personaggi, vicende epiche e popolari, che hanno segnato con Soriano un solco indelebile nella capacità di raccontare senza retorica il calcio nella sua essenza più pura, denudato da sponsor, interessi commerciali, tatuaggi e sopracciglia ad ali di gabbiano, social e pay tv che l’hanno via via abbellito di luci e milionarie soubrette a discapito di leggendari e indimenticabili eroi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    www.scaffalivirtuali.altervista.org

    La copertina del libro trae un po' in inganno. C'è un manto verde, un bel pallone abbastanza moderno, un ragazzo che corre a tutta birra per colpirlo con piedi che, di sicuro, sono buoni. In questa ra ...continua

    La copertina del libro trae un po' in inganno. C'è un manto verde, un bel pallone abbastanza moderno, un ragazzo che corre a tutta birra per colpirlo con piedi che, di sicuro, sono buoni. In questa raccolta di racconti, però, molto spesso il prato è sostituito da terra battuta e polvere alzata dal vento, al posto del bel pallone c'è un sacco di cuoio con le stringhe e, soprattutto, di buoni piedi ce ne sono pochi. É il calcio di periferia quello che l'autore ci racconta di più, certo c'è anche il calcio dei mondiali, ma trova poco spazio, poche pagine. Nel calcio raccontato in questo simpatico volume ci sono interventi assassini, regole ignote, giocatori e arbitri armati, tifosi che staccano le porte e rubano i palloni. C'è molta autobiografia e molto umorismo. In un racconto si parla dell'autore, capace di far svenire un cane con un pallone calciato malissimo. Ci sono chicche storiche e i fatti che vengono narrati sono spesso esilaranti, tanto da portare il lettore a dubitarne la veridicità. I racconti però sono scritti in forma di articolo giornalistico, professione che l'autore assunse negli ultimi anni della sua vita, quelli in cui compose questi racconti pubblicati postumi in questa raccolta italiana. Una tecnica forse asciutta, impersonale, che riesce a far sorridere ma non a coinvolgere pienamente. Comunque lettura molto piacevole, consigliata a tutti gli sportivi, in particolare a chi pratica calcio per passione.

    ha scritto il 

  • 4

    Venticinque racconti (che in realtà sono ventitré a causa della bizzarra scelta editoriale di inserirne due che poi vengono riproposti tali e quali all'interno di un altro) non tutti piacevoli allo st ...continua

    Venticinque racconti (che in realtà sono ventitré a causa della bizzarra scelta editoriale di inserirne due che poi vengono riproposti tali e quali all'interno di un altro) non tutti piacevoli allo stesso modo ma alcuni veramente irresistibili. Il calcio è metafora di vita ma anche vita stessa, i personaggi di Soriano sembrano impegnati in un'eterna partita col destino, e hanno qualcosa di faustiano nel rincorrere il loro roteante e rimbalzante sogno. Il calcio è poesia, ma anche come veicolo di emancipazione sociale, in questi racconti che hanno il respiro delle leggende, tanto che diventa più che il fine il mezzo per il quale vivere avventure quasi picaresche e dare un altro volto alla propria esistenza.

    ha scritto il 

  • 3

    Einaudi, ma cosa combini?

    Non mi è chiaro il motivo per cui siano stati inseriti i racconti "Peregrino Fernandez", "Nostalgie" e "Casablanca" presenti poi anche nel racconto finale "Memorie del Mister Peregrino Fernandez"... A ...continua

    Non mi è chiaro il motivo per cui siano stati inseriti i racconti "Peregrino Fernandez", "Nostalgie" e "Casablanca" presenti poi anche nel racconto finale "Memorie del Mister Peregrino Fernandez"... Al di là di questa scelta bizzarra di duplicare 3 racconti, in generale comunque l'ordine dato ai racconti non è sempre corretto secondo me.

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro che usa il calcio come metafora di vita.
    Un libro che, in certi suoi passaggi, sembra una giocata di qualche numero 10 argentino. Ma non un numero 10 come Maradona, piuttosto un numero 10 di ...continua

    Un libro che usa il calcio come metafora di vita.
    Un libro che, in certi suoi passaggi, sembra una giocata di qualche numero 10 argentino. Ma non un numero 10 come Maradona, piuttosto un numero 10 di quelli talentuosi ma con troppi vizi per passare alla storia come si conviene.
    Racconti di calcio, di vita e politica che si mescolano uniti ad uno stile di scrittura elegante e sognatore.
    Un bel libro che mi spingerà a leggerne di altri dell'autore.

    ha scritto il 

  • 5

    Grazie a una lettura su RAI 5

    Si scoperto da una lettura su RAI 5 con musica degli Avion Travel. Scritto bene, poeitico malinconico. Strepitosi gli episodi 'il rigore più lungo del mondo', 'Gallardo Perez, arbitro' e le 'memorie d ...continua

    Si scoperto da una lettura su RAI 5 con musica degli Avion Travel. Scritto bene, poeitico malinconico. Strepitosi gli episodi 'il rigore più lungo del mondo', 'Gallardo Perez, arbitro' e le 'memorie del Mister Pelegrino Fernandez'. Ma tutti gli episodi son belli, spassosi e pieni di spunti per pensare

    ha scritto il 

  • 4

    'Fútbol' è un libro sul calcio così come 'Moby Dick' è un libro sulla pesca d'altura.
    È la malinconia, più che il pallone, la protagonista che Soriano racconta - in un elogio di se stessa tessuto a re ...continua

    'Fútbol' è un libro sul calcio così come 'Moby Dick' è un libro sulla pesca d'altura.
    È la malinconia, più che il pallone, la protagonista che Soriano racconta - in un elogio di se stessa tessuto a regola d'arte - con la stessa maestria e leggerezza con cui Maradona calciava di sinistro.
    'Il Rigore più lungo del Mondo', poi, è uno dei più bei racconti che abbia mai letto in assoluto.

    ha scritto il 

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