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Fútbol

Storie di calcio

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.9
(582)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 206 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806183737 | Isbn-13: 9788806183738 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Angelo Morino , Glauco Felici , Paolo Collo

Genere: Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Centravanti di buone speranze - «ricordo di aver fatto più di trenta goal in campionato» -, fino a che la carriera calcistica non gli viene stroncata da un incidente, Osvaldo Soriano diviene innanzi tutto cronista sportivo e solo inseguito, con "Triste, solitario y final", del 1973, uno dei romanzieri più amati e acclamati dell'America latina. Ma questa sua passione per lo sport, e per il fútbol in particolare, non l'ha mai lasciato. Scrive con la stessa passione e lo stesso amore di grandi campioni - uno tra tutti Diego Armando Maradona - e di oscuri portieri, di arbitri improbabili, di allenatori in pensione. Storie di calcio, di memoria, di personaggi indimenticabili, come il figlio di Butch Cassidy o il míster Peregrino Fernández, ma "imperfetti" (come diceva lui stesso), che giocano partite senza fine, contro un avversario o contro la vita. Venticinque bellissimi racconti di calcio che attraversano l'intera sua produzione letteraria, con sei racconti in più rispetto all'edizione precedente.
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  • 4

    Un libro per chi ama lo sport, quello fangoso dei campi in terra. Ma anche e soprattutto un libro per chi ama l'Argentina e le sue infinite contraddizioni, l'Argentina di Peron e dei suoi descamisados, l'Argentina e la malinconia di chi ci vive e chi vorrebbe partire, o di chi è già partito e sa ...continua

    Un libro per chi ama lo sport, quello fangoso dei campi in terra. Ma anche e soprattutto un libro per chi ama l'Argentina e le sue infinite contraddizioni, l'Argentina di Peron e dei suoi descamisados, l'Argentina e la malinconia di chi ci vive e chi vorrebbe partire, o di chi è già partito e sa che non tornerà. Un libro fatto di storie, e di storia, quella che non si racconta nei libri di scuola. E' anche un libro di di persone, spesso ce lo dimentichiamo, sono persone, uomini e donne quasi sempre sconfitti, mai piegati. Tutto questo è Soriano, ancor di più è futbol

    «Ci sono tre generi di calciatori. Quelli che vedono gli spazi liberi, gli stessi spazi che qualunque fesso può vedere dalla tribuna e li vedi e sei contento e ti senti soddisfatto quando la palla cade dove deve cadere. Poi ci sono quelli che all'improvviso ti fanno vedere uno spazio libero, uno spazio che tu stesso e forse gli altri avrebbero potuto vedere se avessero osservato attentamente. Quelli ti prendono di sorpresa. E poi ci sono quelli che creano un nuovo spazio dove non avrebbe dovuto esserci nessuno spazio. Questi sono i profeti. I poeti del gioco»

    ha scritto il 

  • 4

    Optì Pobà!

    Tra il gioannbrerafucarlo, il giornalismo sportivo - come dovrebbe essere e talvolta è stato - e la letteratura, racconti interviste biografie e inchieste sul calcio, il fùtbol.
    Quello di cui un miliardo d'esseri umani sente la mancanza.


    Non quella sbobba traboccante di menaggér, c ...continua

    Tra il gioannbrerafucarlo, il giornalismo sportivo - come dovrebbe essere e talvolta è stato - e la letteratura, racconti interviste biografie e inchieste sul calcio, il fùtbol. Quello di cui un miliardo d'esseri umani sente la mancanza.

    Non quella sbobba traboccante di menaggér, commentatori, moreni, veline, procuratori, diriggenti, fifa uefa e mafia, estero su estero, passaporti finti, residenze fittizie, arbitri cecati, quarti e quinti uomini quando ne basterebbe almeno uno, oriundi e altri disastri che tentano di rifilarci da oramai troppi anni.

    Chiaramente giornalisti leccaculo, dirigenti e politici dimmerda c'erano anche allora, ma in dosi pediatriche, non equine.

    Figuratevi che si apre col racconto di Obdulio Varela (Obdulio!!!) il centromediano ruvido e pugnace (cit), che guidò l'invitta Celeste al colpaccio del Maracanaço.

    Oggi, che il secondo maracanazo è stato perpetrato da una cinica compagine assai allenata, atletica e determinata che né ostenta tatuaggi tribali o pitture, tinture e tantomeno acconciature da intellettualmente svantaggiati, si potrà apprezzare la distanza da cui queste storie ci parlano e la conseguente nostalgia.

    ***

    Ah, PS. [OT]

    E' inutile che tentiate di appioppare tutta la colpa al Balotelli. Lui (forse) s'è comportato da testa di cazzo, ma i coglioni sono assai più di due.

    ha scritto il 

  • 5

    "A duminica è du pallune."(cit)

    Erano anni che cercavo uno scrittore che parlasse di pallone,soprattutto dopo aver toccato con mano i frutti che il connubio sport-letteratura poteva dare(De Lillo e il baseball,Foster Wallace e il Tennis).Osvaldo Soriano unisce in questo libro due delle mie più grandi passioni e si capisce già d ...continua

    Erano anni che cercavo uno scrittore che parlasse di pallone,soprattutto dopo aver toccato con mano i frutti che il connubio sport-letteratura poteva dare(De Lillo e il baseball,Foster Wallace e il Tennis).Osvaldo Soriano unisce in questo libro due delle mie più grandi passioni e si capisce già dal primo racconto che anche lui è un innamorato.Il risultato sono piccoli gioielli come "Il rigore più lungo del mondo" o "Il figlio di Butch Cassidy,perle di rara bellezza che ti riconciliano con quel miracolo chiamato calcio,anche dopo l'ennesimo scandalo scommesse e i mondiali del 2022 in Qatar. Leggilo amico tifoso,anche se non apri un libro da anni. Leggilo amico lettore e finirai di essere "uno di quelli che si credono superiori perché sostengono che il calcio consiste in ventidue imbecilli che corrono dietro una palla." Leggetelo donne voi tutte e forse potrete capire,o almeno intravedere,il motivo per cui il vostro uomo passa costantemente la domenica pomeriggio a guardare un pallone che rotola su un prato.

    ha scritto il 

  • 5

    La mano de oro

    Di solito il calcio è uno sport che si presta poco alla fiction, basta vedere i film a lui dedicati. Qui assume una dimensione della quotidianità epica.
    Un libro per chi ama lo sport più bello del mondo, ma anche per chi non lo ama così potrà capire perché è ...continua

    Di solito il calcio è uno sport che si presta poco alla fiction, basta vedere i film a lui dedicati. Qui assume una dimensione della quotidianità epica.
    Un libro per chi ama lo sport più bello del mondo, ma anche per chi non lo ama così potrà capire perché è impossibile non amarlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Se vi piacciono il calcio e la letteratura sudamericana, quella che cammina sempre malinconicamente in bilico tra leggenda e fantasia, questo è il libro che fa per voi.
    Tra alti e bassi, momenti epici e lungaggini Soriano racconta un mondo del calcio che non esiste più, se mai è davvero esistito. ...continua

    Se vi piacciono il calcio e la letteratura sudamericana, quella che cammina sempre malinconicamente in bilico tra leggenda e fantasia, questo è il libro che fa per voi. Tra alti e bassi, momenti epici e lungaggini Soriano racconta un mondo del calcio che non esiste più, se mai è davvero esistito. In ogni caso un mondo che lui personalmente conosce molto bene: il racconto che fa della psicologia del calciatore è perfetta e la maniera in cui restituisce l'atmosfera della partita fa sentire il lettore in mezzo al campo a correre dietro al pallone. Il livello dei racconti però resta parecchio discontinuo e qui e lì la noia fa capolino. Poi per carità, non ce n'è manco uno che possa essere definito veramente brutto ma tolto quello del penalty più lungo di tutti i tempi, non ce n'è nessuno che raggiunga davvero la fatidica soglia di eccellenza. Tutto il resto infatti rimane piuttosto su un livello modestino, tipo "senza infamia e senza lode+".

    Insomma, trattasi di lettura piacevole ma un po' inconsistente, di quelle che nel giro di quindici giorni in testa ne rimarrà ben poco, dalla quale però, non ve lo nascondo, mi aspettavo molto di più.

    ha scritto il 

  • 4

    L'edizione Einaudi però non mi è piaciuta

    Partiamo dal presupposto che il rigore più lungo del mondo è un racconto che dovrebbe entrar di diritto nelle antologie scolastiche e nell'olimpo dei classici, sofisticata metafora del calcio ma anche della vita. Il resto alterna momenti magici a storie strampalate ma gradevoli, ambientate in un ...continua

    Partiamo dal presupposto che il rigore più lungo del mondo è un racconto che dovrebbe entrar di diritto nelle antologie scolastiche e nell'olimpo dei classici, sofisticata metafora del calcio ma anche della vita. Il resto alterna momenti magici a storie strampalate ma gradevoli, ambientate in un Argentina polverosa in cui i giocatori sembrano cow boy pronti a sfidarsi sotto un sole cocente. Unica vera pecca è l'edizione Einaudi che mischia i racconti senza alcun criterio arrivando addirittura a ripeterne due, imperdonabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Il rigore più lungo del mondo

    Questa piccola antologia di racconti contiene "Il rigore più lungo del mondo" che da solo vale il biglietto. Indimenticabile la lettura di Alessandro Baricco a Totem. A proposito, Baricco come lettore e divulgatore televisivo di libri è mooolto più bravo che come scrittore.

    ha scritto il 

  • 4

    “Ma ci si era rassegnato, come gli uomini soli si rassegnano alle notti interminabili”.

    Io amo il calcio.
    Un amore nato tanti anni fa, ventidue per l’esattezza, ai tempi dei Mondiali in Italia quando, incantata, trascorrevo giornate intere a guardare, senza ovviamente capirci nulla data la mia giovanissima età, quegli stadi colmi di moltitudini di persone di tutte le etnie, quel sco ...continua

    Io amo il calcio. Un amore nato tanti anni fa, ventidue per l’esattezza, ai tempi dei Mondiali in Italia quando, incantata, trascorrevo giornate intere a guardare, senza ovviamente capirci nulla data la mia giovanissima età, quegli stadi colmi di moltitudini di persone di tutte le etnie, quel sconfinato campo con quella soffice erba, quegli uomini dalle casacche sgargianti che si affannavano a rincorrere quel pallone bianco e nero. Ricordo con gioia e con una punta di malinconia il giorno in cui mio padre, l’anno seguente ai mondiali disputati in Italia, mi portò a vedere il mio primo stadio, quello più geograficamente vicino a me, l’Olimpico di Roma…fu un emozione grandissima, uno dei ricordi più belli della mia vita che ancora custodisco gelosamente dentro di me. Il calcio fa ormai parte della mia vita da più di vent’anni, un amore scricchiolato un po’ con il tempo e con alcune vicissitudini giudiziari inerenti alla mia squadra, ma che alla fine è sempre rimasto saldo. Questa raccolta di racconti scritta da Soriano nel 1983 ruotano proprio attorno a questo sport, uno sport che lui, argentino, conosceva molto bene, che aveva praticato anche a livello dilettantistico da ragazzino. Il titolo originale è appunto “Cuentos de Futbol”, ossia storie di calcio, diciannove storie di vita vera, alcune autobiografiche come il primo racconto(l’incontro tra Soriano e il suo idolo di sempre, Diego Armando Maradona, ai suoi tempi d’oro trascorsi qui in Italia, a Napoli), altre totalmente inventate, ma che vertono tutte su vicende che ruotano intorno al mondo calcistico, a quel calcio pulito, vero, verace, quello che si giocava nei campi polverosi, con il pallone di cuoio duro e senza valvole di gonfiaggio, quello che si giocava sui campetti approssimativi, con regole e arbitri “fai da te”, un calcio come scritto sopra pulito, in un certo senso romantico, fatto di uomini veri, di veri sentimenti, lontano anni-luce dal giro dei miliardi e di corruzione di oggi. La narrazione è molto piacevole, per molti uomini di oggi che da ragazzi si sono dilettati a giocare nei campetti o nei cortili di periferia rappresenterà per loro un ritorno al passato, un insieme di immagini che ritorneranno alla mente come un dolce e mai dimenticato ricordo. Non occorre assolutamente seguire e amare questo sport per capirle e apprezzarle queste piccole storie, Soriano riesce con il suo stile umile e semplice a entrarti dritto nel cuore(alcuni racconti sono pura poesia come “Il rigore più lungo del mondo”, il mio preferito tra tutti), a raccontarti storie di umiltà e di passione che ti riconciliano con la vita. Non è un libro di calcio, è un libro di vita, il calcio come metafora della vita di ognuno di noi perché, come scrive Paolo Collo nella sua bellissima prefazione: “Diciannove racconti che formano una squadra di personaggi comici e drammatici, stralunati e affascinanti, «fantasmi che vengono fuori da un posto qualunque». E tutti indimenticabili. Perché «sono così le storie di calcio: risate e pianti, pene ed esaltazioni». Come la vita.”. Una bellissima raccolta che consiglio a tutti, con punta di poesia pura e di struggente nostalgia.

    ha scritto il 

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