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Fabrizio De André & PFM. Evaporati in una nuvola rock

Il diario ufficiale della leggendaria tournée

Di ,

Editore: Chiare Lettere

4.3
(47)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8861900666 | Isbn-13: 9788861900660 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Art, Architecture & Photography , Musica

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Descrizione del libro
1978-79. Il Tour di Fabrizio De André e PFM rompe più di un tabù. Rivoluziona i rapporti tra parola cantata e musica con una profonda quanto azzardata operazione di rinnovamento, che investe non solo i due artisti ma l'intera musica italiana. Ecco per la prima volta il racconto, per parole e immagini, di un'avventura senza precedenti, fuori dalle logiche del business, dal settarismo dei media e dai pregiudizi del pubblico. Questa è la storia di una sfida, di una nuova iniziazione. È il viaggio di una tribù, tra forti tensioni sociali e frequenti contestazioni, qui ricostruito tappa per tappa attraverso le parole di Franz Di Cioccio, frontman e batterista della PFM, che di quel tour ebbe la folgorante idea, e le fotografie di Guido Harari, che di quella avventura volle a tutti i costi essere il fotografo ufficiale. A loro si unisce un nutrito coro di testimonianze rilasciate dai protagonisti di allora e da alcuni artisti amici.
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  • 5

    Imperdibile documento fotografico di quello che fu uno dei tour più folgoranti della storia della musica italiana: l’incontro tra un poeta schivo, lunatico, sensibile e geniale, e una formazione di artisti, veri e propri maestri e padroni degli strumenti e con l’esperienza internazionale più vast ...continua

    Imperdibile documento fotografico di quello che fu uno dei tour più folgoranti della storia della musica italiana: l’incontro tra un poeta schivo, lunatico, sensibile e geniale, e una formazione di artisti, veri e propri maestri e padroni degli strumenti e con l’esperienza internazionale più vasta tra i rockers italiani. Chi c’era non può dimenticarsene: scetticismo per la svolta deandreiana, contestazione, anche feroce come nel concerto napoletano (che fece sterzare il tour verso il nord cancellando le altre tappe al sud), per l’imborghesito eroe antiborghese, stupore per arrangiamenti che resuscitavano vecchie ballate che ormai ‘puzzavano di cadavere’ (cfr. de andré), energia sprigionata dall’atmosfera calda dei palasport, emozioni scivolate lungo il fluire delle parole e dei silenzi… Chi non c’era non può non accorgersi della simbiosi raggiunta e della perfezione sonora di un album live mai prima realizzato in italia con tanta perizia tecnica… Molto più complesso di quello che può sembrare oggi ad oltre 30 anni di distanza, fu un tour in cui non mancarono i momenti di sconforto, di rabbia, di scontri anche violenti tra i vari protagonisti (perché gli scazzi del poeta con la sua inseparabile bottiglia di glen grant non lo rendevano sempre così simpatico e sopportabile), a cui però seguivano immancabilmente i momenti di riconciliazione, di lacrimoni, di vita vissuta la notte su un bus ed il giorno nel ventre di un umido e polveroso palasport…

    personalmente l’incontro tra un cantautore che ha accompagnato tante mie serate in macchina con quattro fessi tra risate e malinconia e gli autori del primo cd originale che ho comprato, ormai quasi quindici anni fa

    ha scritto il 

  • 4

    Non so cosa ne pensate delle biografie musicali - quelle rock, soprattutto. Di solito sono agiografiche, celebrative, poco obiettive. Spesso scritte male. Noiose. Ne ho un paio a casa, scelte soprattutto per la qualità delle foto - anche se devo dire che a livello di testo e informazioni quelle d ...continua

    Non so cosa ne pensate delle biografie musicali - quelle rock, soprattutto. Di solito sono agiografiche, celebrative, poco obiettive. Spesso scritte male. Noiose. Ne ho un paio a casa, scelte soprattutto per la qualità delle foto - anche se devo dire che a livello di testo e informazioni quelle due rappresentato l'eccezione che eccetera.

    Questa è un'altra bella occasione di lettura. I personaggi li conosciamo bene. Le foto di Harari sono bellissime, prevalentemente in b/n. Sono belle perchè inusuali per un volume che intende celebrare un tour storico e magnifico. Il backstage è protagonista, un punto di vista poco frequentato - almeno, nella maniera artistica di Harari. E poi c'è il testo. Interviste, soprattutto. E qui saltano fuori le sorprese. Perchè, sapete?, non tutto è sempre filato liscio. Non mi riferisco alle contestazioni che Faber e PFM ogni tanto si trovavano ad affrontare, talvolta anche fisicamente, sotto il palco (era il '78, eh). No, intendo dire che i musicisti della PFM qui svelano tratti del carattere e della personalità di De Andrè di cui tutti erano a conoscenza ma che nessuno aveva mai affrontato così apertamente. Così apprendiamo che Flavio Premoli, il tastierista, ha più volte minacciato di andarsene perchè non sopportava il modo di lavorare di Faber, quasi sempre ubriaco e incapace di provare con la band per più di due ore di fila. Per dirne una, ma ce ne sono altre. Che non sminuiscono di un grammo il valore dell'uno e dell'altro musicista, ci mancherebbe, ma che per la prima volta svelano un tratto umano di De Andrè che è sempre stato tenuto sottotraccia, quando invece ha avuto un ruolo fondamentale nel lavoro con i propri collaboratori del tempo. E poi la figura del santino pret a porter il buon Faber sarebbe stato il primo a rifiutarla. Ho trovato questo libro vero, autentico, commovente e infine necessario.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro rappresenta una testimonianza importantissima. Il rock progressivo e la poesia si incontrarono lasciando una segno indelebile in un panorama musicale italiano che venne letteralmente stravolto, P.F.M. e De André, due manifestazioni artistiche diverse che per una volta soltanto si inc ...continua

    Questo libro rappresenta una testimonianza importantissima. Il rock progressivo e la poesia si incontrarono lasciando una segno indelebile in un panorama musicale italiano che venne letteralmente stravolto, P.F.M. e De André, due manifestazioni artistiche diverse che per una volta soltanto si incontrarono, e meno male direi!.

    ha scritto il 

  • 0

    più che un libro da leggere dall'inizio alla fine secondo me questo è un libro da tenere sullo scaffale e sfogliare ogni tanto. Senza dubbio apprezzabile il tentativo di raccontare una tournèè che ha fatto la storia, forse si poteva fare di meglio (soprattutto per quel che costa)

    ha scritto il 

  • 2

    Meglio investire in due CD

    Non credo si troverebbe nella mia libreria, non si trattasse di una sorta di regalo; però la visione di questa raccoltona di foto (dal formato ed il prezzo maxi) è piacevole, come pure la lettura. Il quadro che ne esce è -per fortuna- poco agiografico e incoerente al punto giusto (v ...continua

    Non credo si troverebbe nella mia libreria, non si trattasse di una sorta di regalo; però la visione di questa raccoltona di foto (dal formato ed il prezzo maxi) è piacevole, come pure la lettura. Il quadro che ne esce è -per fortuna- poco agiografico e incoerente al punto giusto (visto che vengono riportate dichiarazioni, punti di vista, impressioni e testimonianze provenienti da fonti eterogenee).

    Non mancano -anche se speravo altrimenti- gli scivoloni da fantapolitica (che ne sarebbe stata della carriera di de André, non fosse incappato nella spinta dei PFM? O, ancora: che sarebbe successo, avessero scritto un album in studio a più mani?), le parentesi e gli scatti fetish, le zaffate di incenso. A ridimensionare un po' il tutto, la sana (auto)ironia di De André stesso o di altri intervistati, come ad esempio il figlio Cristiano che cita in un passo memorabile le versioni porno di alcuni classici del padre.

    Qua e là si trovano alcuni spunti e notizie interessanti, come le testimonianze sul clima di contestazione, e la tensione che ha caratterizzato più di una data di quel tour, o una frase di De Andrè che descrive in pochissime parole il senso profondo ed inserisce in un unico disegno i tre album che vanno dal '73 al '78.

    Il voto sarebbe attorno alle due stelline e mezzo; ne metto solo due, per ricordare (anche a me stesso) che l'importante é la musica.

    ha scritto il 

  • 5

    E il rock abbraccia la poesia

    Desiderio esaudito, da chi sa quali sono tutti i miei desideri.
    29 gennaio 1979 Palazzetto dello sport di Varese.
    Con gruppo di amici, fiaschi di vino, qualche canna e
    19 anni. Io c'ero ad ascoltare la strana alchimia fra un cantautore, di cui con una chitarra si provava a cantarne ...continua

    Desiderio esaudito, da chi sa quali sono tutti i miei desideri.
    29 gennaio 1979 Palazzetto dello sport di Varese.
    Con gruppo di amici, fiaschi di vino, qualche canna e
    19 anni. Io c'ero ad ascoltare la strana alchimia fra un cantautore, di cui con una chitarra si provava a cantarne le magie, e un gruppo rock nella di cui magia pareva non entrarci. Curiosi di sentire cosa ne sarebbe scaturito.
    E l'alchimia funzionò, certo che funzionò e continua a incantare ogni volta che ascolto il disco registrato a Firenze.
    Questo bel libro con le foto di Harari e i commentiracconti di quelli che c'erano e hanno fatto l'impresa sono testimonianza preziosa di un momento magico, di un epoca dove tutto era giovane, anche la speranza di cambiare il mondo con le parole e la musica di una canzone.

    ha scritto il