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Facciamolo a skuola

Storie di quasi bimbi

By Marida Lombardo Pijola

(90)

| Paperback | 9788845268120

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Book Description

Frequentano le scuole medie o i primi anni del liceo. Giocano al fast sex: sesso occasionale, divorato come un cheeseburger, in fretta, più o meno avidamente, ignorando che resterà sullo stomaco, che non andrà mai giù. Lo fanno sul web, nelle discote Continue

Frequentano le scuole medie o i primi anni del liceo. Giocano al fast sex: sesso occasionale, divorato come un cheeseburger, in fretta, più o meno avidamente, ignorando che resterà sullo stomaco, che non andrà mai giù. Lo fanno sul web, nelle discoteche, soprattutto nelle scuole. È un rito trendy. È un esorcismo collettivo. Serve per ammortizzare la vertigine del vuoto, tenere a bada la noia, segnalarsi, lasciarsi andare alla deriva per forza d'inerzia, senza scegliere. Così i quasi bimbi vendono e comprano corpi per pochi euro, per una ricarica, per un aiuto nei compiti, per una scommessa, per realizzare un filmato da caricare in Rete. Sono irretiti da sogni ciarlatani, intossicati da una brodaglia di messaggi rancidi. Accuditi dai media, dal mercato, dal web, soli in balìa di un cortocircuito tra cattivi esempi pubblici e privati, omissioni formative e affettive. Talvolta, poi, il gioco della piccola escort e del baby utilizzatore sconfina nello stupro. Dopo "Ho 12 anni faccio la cubista mi chiamano principessa" e "L'età indecente", Marida Lombardo Pijola, in un altro libro choc, esplora nuovamente il mondo segreto dei ragazzini. Lo fa attraverso l'intensa narrazione di una storia vera e drammatica, quella della tredicenne Nina. Attraverso le voci e le foto dei ragazzini intercettate sul web. Attraverso l'analisi documentata di un fenomeno che sta dilagando alla velocità della Rete, a ogni latitudine e in ogni ambiente sociale, in un sottosuolo di riti e pensieri sconosciuti al mondo degli adulti.

19 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Intenso

    La storia vera di questa ragazza p davvero molto toccante e trasmette tutto il peso e la sofferenza che ha dovuto sopportare. Lo consiglio davvero tanto per le persone appassionate a questo genere di notizie sulle adolescenti.

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    Aurora said on May 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Choc

    Sapevo qualcosa sulla trama, leggerlo però è stato comunque uno choc. Lettura da consigliare? Decisamente sì. A chi? A tutti e in special modo (in ordine non sparso) ai genitori, alle ragazze e ai ragazzi, anzi, alle bambine e ai bambini dai 10 anni ...(continue)

    Sapevo qualcosa sulla trama, leggerlo però è stato comunque uno choc. Lettura da consigliare? Decisamente sì. A chi? A tutti e in special modo (in ordine non sparso) ai genitori, alle ragazze e ai ragazzi, anzi, alle bambine e ai bambini dai 10 anni in su, agli insegnanti.

    E’ la storia di molti ragazzini di oggi, dei bimbi assaliti dalla malinconia e dalla solitudine, sperduti nel web, dei Peter Pan dell’era digitale. Quella storia che inizia a 8/9 anni e prosegue nelle loro stanzette chiuse, nei loro silenzi e in quelli dei genitori, nel gruppo dei pari, nei bagni di una scuola, sotto un banco o in un angolo di una palestra, tra insegnanti tristi e spenti . E’ una storia che percepiamo, che immaginiamo, che sappiamo ma alla quale non crediamo: non crediamo possa capitare a noi, nelle nostre case, nelle nostre scuole, nelle nostre classi.

    E invece Nina,

    -che alle elementari i compagni chiamavano Riccia Ciccia per i capelli ispidi e i chili in più,

    -che temeva la ricreazione perché nessuno la degnava e se ne stava nascosta dietro ad un cespuglio pregando che passasse in fretta

    -che alle medie si innamora del figo boss della scuola che non la degna di uno sguardo, ma che al solo incrociarlo nel corridoio è come osservare un quadro, un film o un tramonto

    -che sa di essere una cozza e di essere trasparente al mondo perché non ha il corpo di una Bratz

    -che ha un padre che lei chiama Il Muto perché non parla mai e fa solo zapping col telecomando e una madre che lei chiama Scottex perché sciatta e dedita alle pulizie di casa e che solo per un attimo ha fatto la madre frugando tra le sue cose e scoprendo segnali che, però, ha subito riposto nel dimenticatoio,

    -che ha un’”amica” bella, ricca e stronza che da lei vuole i compiti di matematica e le insegna come fare ad avere visibilità nel web e a skuola,

    -che sa di avere solo una cosa bella –le tette- e, per rabbia, per dolore, per solitudine, decide di venderle a 3 euro per ogni palpata nei bagni della scuola. “Tanto lo fanno tutti”, le dice l’”amica” che le insegna anche come farsi fare le ricariche telefoniche dai cybernauti dietro invio delle foto delle sue tette nei siti specializzati (e citati nel libro),

    -che si informa sul web per come fare a diventare anoressica pur di dimagrire, che tenta il suicidio con la varechina e che sa che diventare una escort significa essere già morta dentro,

    -che, vergine, viene stuprata dai compagni di classe nel festino a casa della bella e ricca compagna e si sente dire dagli stupratori: “Stavolta è gratis. Per festeggiare la fine della scuola. Sei contenta?”

    -che riesce a raccontare tutto ad una psicoterapeuta che avverte i genitori e gli chiede inutilmente di sporgere denuncia verso i compagni di classe della terza media,

    Nina,

    -che non piange mai fuori, ma solo dentro,

    -che ama il Piccolo Principe ed ha nostalgia dei giochi con la nonna,

    -che l’unica carezza che ricorda è quella della dottoressa che la salva dal suicidio,

    Nina

    ci racconta come tutto questo può accadere sotto il tetto di ogni comune casa, un tetto sotto cui i genitori si sono “addormentati”.

    Nella postfazione c’è un’inquietante statistica scientifica sulla navigazione minorile e si leggono dei tremendi messaggi che i bambini lasciano in Rete, fedelmente trascritti dalla scrittrice del libro dopo una ricerca nel web. E il primo messaggio erotico, dicono i ragazzini, “non è stato in entrata, ma in uscita: lo hanno spedito proprio loro”.

    Il libro si conclude con una pagina titolata “il lieto fine”, un lieto fine che le fanciulle stanno cercando, stanno preparando insieme dopo essere state scosse dall’energia dell’indignazione, dall’orgoglio di essere donne, dalla coscienza di se stesse. Un lieto fine che ancora non c’è, ma potrà arrivare e allora le fanciulle imboccheranno sì la vera strada del successo e della fortuna che consisterà nel privilegio di farsi incantare da una melodia, di farsi sedurre dal carisma di un genitore, di un’insegnante, di un libro,di un’idea, un progetto, una passione, dalla bellezza del cuore e del cervello, unici muscoli da scolpire con grazia.

    “Così solo avranno la compattezza interiore di un diamante, la dolcezza dei sogni intelligenti, l’allegria della speranza e dei progetti, la fragranza della primavera”.

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    (S.P.) Marirò said on May 17, 2014 | Add your feedback

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    Recensito per Mangialibri

    http://www.mangialibri.com/node/13571 Novembre 2010. Nina è morta. Morta dentro, a soli quattordici anni. Nessuno lo sa. Solo uno bravo, uno che “di mestiere fa le TAC all’anima” potrebbe scoprire il suo segreto. Non è però più tempo di farsi domande ...(continue)

    http://www.mangialibri.com/node/13571
    Novembre 2010. Nina è morta. Morta dentro, a soli quattordici anni. Nessuno lo sa. Solo uno bravo, uno che “di mestiere fa le TAC all’anima” potrebbe scoprire il suo segreto. Non è però più tempo di farsi domande, di chiedersi perché. È successo e basta. Punto. Pochi soldi e due belle tette, e si fa presto a tirar su un bel gruzzolo. Senza troppi sacrifici. Non come i suoi che non facevano altro che farle pesare quanta fatica costasse arrivare alla fine del mese. Nina è arrabbiata con il mondo degli adulti che vede ma non guarda, che sente ma non ascolta, che è indifferente al disagio che vive. Lei che vuole essere diversa, che fa di tutto per rendersi invisibile, che non vuole sentire il dolore. Sa che nessuno può aiutarla. Ma una soluzione ce l’ha: basta piangere da sola, “che non ti fai vedere e sentire da nessuno”. La bolla nella quale si nasconde si è rotta. L’ha rotta per essere finalmente visibile, per sentirsi viva. E invece, da quel momento, inizia a morire…
    Nina inventa un modo per morire un po’ tutti i giorni: annichilire il suo corpo. Fino alla cancellazione. Quando però sembra tutto passato, torna il buio attraverso il tunnel dell’anoressia. Ci sono tutti gli elementi che raccontano l’adolescenza di oggi. Ma chi si aspetta il lieto fine, sarà deluso. La storia di Nina è una storia vera. I siti, i documenti e le citazioni del capitolo web sono autentici. E sono a tratti inquietanti. “Bimbi sperduti dell’era digitale”, persi a causa della noia. Soli a casa e soli a scuola. Alle prese con adulti noiosi, incapaci di ascolto, tra foto sexy e rapporti nel bagno della scuola, le ragazze sperano di diventare famose. I modelli diventano le olgettine, le scorciatoie. Sono escort, mica puttane. Appunto. Benedetta, amica di Nina, è il suo mentore: lei fa le foto e le mette in rete, organizza gli incontri, la trucca e la prepara. Ma presto rivelerà tutta la sua superficialità. Francesco, il suo sogno, “il vincente tra i vincenti”, la ferirà profondamente, fino a segnare il suo corpo con lo stupro. Delusioni e voglia di scomparire. Poi la soluzione: il suicidio. Pensato, progettato e realizzato, anche se non fino in fondo. A salvare Nina basterebbero “Coccole. Tenerezza. Cuore”, come sottolinea la dottoressa alla famiglia. Sullo sfondo genitori indifferenti, mercato della moda, discoteche, droghe, tv. Tutto destinato ad under 17. Subdola si fa strada la violenza. La storia di Nina è la storia di tutti questi bambini a cui è stata rubata l’innocenza e la spensieratezza, l’infanzia, il gioco, la scoperta. Con un linguaggio diretto, sintetico, lapidario, Marida Lombardo Pijola inchioda il mondo adulto alle proprie responsabilità: proporre un modello di riferimento credibile, profondo, valoriale che è necessario iniziare a (ri)costruire. Ma l’esito non è davvero affatto scontato.

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    Mariangela said on Jan 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Tematica sicuramente interessante, ma non mi è piaciuta l'eccessiva romanzizzazione, se così si può dire, della vicenda raccontata.

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    Matteo said on May 20, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (90)
    • 5 stars
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    • 1 star
  • Paperback 206 Pages
  • ISBN-10: 8845268128
  • ISBN-13: 9788845268120
  • Publisher: Bompiani
  • Publish date: 2011-01-01
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