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Facebook in the rain

Di

Editore: Ugo Guanda

2.8
(380)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: eBook

Isbn-10: 8860889936 | Isbn-13: 9788860889935 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Evandra vive in un piccolo paese del Centro Italia dove fa la casalinga. Rimane vedova all'improvviso, e la sua vita si svuota. Ha una figlia lontana, amiche indaffarate. L'unica salvezza è andare al cimitero, trovarsi con le altre vedove a disporre i fiori per i propri cari. Ma la pioggia. La pioggia ha un ruolo determinante in questa storia. Di colpo Evandra scopre un mondo meraviglioso che fino ad allora le era del tutto ignoto: prende lezioni di Facebook e la sua vita cambia, si popola di personaggi un po' veri e un po' finti, buoni, cattivi, enigmatici, timidi. E tra questi, persino un innamorato. Una moderna favola d'amore, ambientata in un'epoca, la nostra, dove il virtuale si confonde con il reale, ma dove anche s'incontrano quelle anime semplici, appartate e solitarie, che Paola Mastrocola sa far vivere con felice ironia.
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  • 2

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot...


    Il titolo di questo libro mi ha subito colpito. La parola Facebook, legata ad un fenomeno virtuale ormai epocale, ha sempre il suo 'fascino' quando viene letta su una copertina. Inoltre, Paola Mastrocola è una mia vecchia 'conos ...continua

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot...

    Il titolo di questo libro mi ha subito colpito. La parola Facebook, legata ad un fenomeno virtuale ormai epocale, ha sempre il suo 'fascino' quando viene letta su una copertina. Inoltre, Paola Mastrocola è una mia vecchia 'conoscenza' - se così si può chiamare ;) - nel campo delle mie letture.

    Ovviamente, il vero 'protagonista' di questa storia è Facebook, una presenza confortevole che cambia completamente la vita di Evandra, ancora sconvolta dalla perdita del marito. Prima di scoprire l'azzurro social network, la vedova trascorreva intere giornate vicino alla tomba del marito, morto improvvisamente. L'unico familiare stretto che le rimane è la figlia che, però, vive a Roma, città in cui frequenta l'università.

    La svolta avviene nel momento in cui la pioggia continua impedisce ad Evandra di andare al cimitero. La donna comprende che la sua giornata, in questo modo è vuota, realizza solo in questo momento che ha bisogno di qualcosa di nuovo: ecco, quindi che le viene suggerito l'uso di Facebook. Le notifiche e le richieste di amicizia iniziano gradualmente ad impegnare la donna che muove i primi passi nell'intricato web. Il rischio, però, è quello di rimanere intrappolati in questa rete.

    Paola Mastrocola, con un occhio un po' critico, si avventura tra le connessioni più oscure di un fenomeno più che attuale. Forse è stata proprio questa indiscutibile visione negativa a non convincermi. Sì, la trama è accattivante, ma tutto risulta, dopo alcune pagine, così distante ed esagerato. Comprendo che Facebook possa diventare tanto ingombrante da impedire qualsiasi tipo di legame sociale.

    Inoltre alcuni personaggi, come Gesualdo Spossato (meglio non parlare della scelta dei nomi), potevano essere, a mio parere, approfonditi.

    “Il tardi o il presto sono cose che ci inventiamo noi, per stare male"

    Una lettura che mi ha spiazzato.

    ha scritto il 

  • 2

    Dal passatempo al tempo pieno...

    così la protagonista si affaccia a questo mondo virtuale ed inizia quando piove, quando cioè non può recarsi al camposanto a trovare la buonanima del marito.
    Poi pian piano la cosa le prende la mano - all'inizio non sapeva nemmeno accendere un pc... -
    L'idea non era male, ma... non so ...continua

    così la protagonista si affaccia a questo mondo virtuale ed inizia quando piove, quando cioè non può recarsi al camposanto a trovare la buonanima del marito.
    Poi pian piano la cosa le prende la mano - all'inizio non sapeva nemmeno accendere un pc... -
    L'idea non era male, ma... non so, forse la storia breve e raccontata quasi di fretta, non sono riuscita ad entrarci appieno e forse sì, hanno ragione altri lettori: un po' troppo prevedibile, specie l'Orso bruno, o perlomeno la sua identità, non essendoci tanti uomini nella storia...

    ha scritto il 

  • 4

    Questo breve romanzo della Mastrocola è delicato ma allo stesso tempo quasi feroce nel raccontare come la vita di una persona normale possa degenerare a causa dell'utilizzo non attento di un social network e andrebbe letto solo per riflettere su come i social network stiano condizionando la vita ...continua

    Questo breve romanzo della Mastrocola è delicato ma allo stesso tempo quasi feroce nel raccontare come la vita di una persona normale possa degenerare a causa dell'utilizzo non attento di un social network e andrebbe letto solo per riflettere su come i social network stiano condizionando la vita di tutti noi, in questi tempi dove sembra che solo se sei collegato perennemente a Facebook e stai twittando esisti.

    ha scritto il 

  • 2

    "Il tardi o il presto sono cose che ci inventiamo noi, per stare male."

    Sì, okay, è carino, però è anche prevedibile, sempliciotto, furbo e commerciale. Alcune pagine - quelle dedicate alla riflessione sulla natura dei rapporti umani in rete - non sono male, ma il resto... E' una favoletta, ecco. niente, ma proprio niente, di più.

    ha scritto il 

  • 2

    La vita va presa di petto, senza ritrarsi. E' come un'onda, ci devi andare contro, attraversarla, buttarti dentro. Se invece te ne stai dritto davanti fermo, e la temi, l'onda ti travolgerà. L'aveva visto tante volte al mare, che solo chi è impavido e si tuffa ne viene fuori: e lei così voleva fa ...continua

    La vita va presa di petto, senza ritrarsi. E' come un'onda, ci devi andare contro, attraversarla, buttarti dentro. Se invece te ne stai dritto davanti fermo, e la temi, l'onda ti travolgerà. L'aveva visto tante volte al mare, che solo chi è impavido e si tuffa ne viene fuori: e lei così voleva fare.

    Rosale' non t'arrabbiare. E' che per me la vita vale solo se ci s'incontra. E t'incontri se ti guardi negli occhi. Negli occhi, capisci Rosale'? Se no, non mi funziona. Sì, bello tutto questo stare su Facebook, chattare, avere trecento amici. Bello. Ma così
    senza vedersi...Non c'è cuore, Rosale' non c'è cuore!

    ha scritto il 

  • 3

    pensando alla nonna...

    "Potresti andare su facebook"


    Uno dei migliori consigli negli ultimi anni!!!!


    "Perchè nulla è peggio nella vita che non sentirsi liberi, pur non avendo nessun impedimento fisico reale che ti vieta di esser libero. Sentirsi imprigionati senza essere in una prigione, o legati senza av ...continua

    "Potresti andare su facebook"

    Uno dei migliori consigli negli ultimi anni!!!!

    "Perchè nulla è peggio nella vita che non sentirsi liberi, pur non avendo nessun impedimento fisico reale che ti vieta di esser libero. Sentirsi imprigionati senza essere in una prigione, o legati senza avere attorno alcuna corda"

    ha scritto il 

  • 3

    Storiella piacevole con un finale un po' frettoloso secondo me.
    A tratti sembra un puro esercizio di scrittura creativa comunque godibile.
    Interessante la prospettiva su facebook da una persona "normale" non addetta ai lavori

    ha scritto il 

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