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Facebook in the rain

Di

Editore: Ugo Guanda

2.8
(500)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: eBook

Isbn-10: 8860889936 | Isbn-13: 9788860889935 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Computer & Technology , Fiction & Literature , Romance

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Descrizione del libro
Evandra vive in un piccolo paese del Centro Italia dove fa la casalinga. Rimane vedova all'improvviso, e la sua vita si svuota. Ha una figlia lontana, amiche indaffarate. L'unica salvezza è andare al cimitero, trovarsi con le altre vedove a disporre i fiori per i propri cari. Ma la pioggia. La pioggia ha un ruolo determinante in questa storia. Di colpo Evandra scopre un mondo meraviglioso che fino ad allora le era del tutto ignoto: prende lezioni di Facebook e la sua vita cambia, si popola di personaggi un po' veri e un po' finti, buoni, cattivi, enigmatici, timidi. E tra questi, persino un innamorato. Una moderna favola d'amore, ambientata in un'epoca, la nostra, dove il virtuale si confonde con il reale, ma dove anche s'incontrano quelle anime semplici, appartate e solitarie, che Paola Mastrocola sa far vivere con felice ironia.
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  • 1

    Avevo letto...

    ...la gallina volante della stessa autrice, qualche tempo fa.
    Ormai da insegnare presumo si sia messa a scrivere a tempo pieno, visto qualche successo editoriale.
    Ma sta roba qua fa pena.
    Non si può r ...continua

    ...la gallina volante della stessa autrice, qualche tempo fa.
    Ormai da insegnare presumo si sia messa a scrivere a tempo pieno, visto qualche successo editoriale.
    Ma sta roba qua fa pena.
    Non si può regredire intellettualmente così tanto... a meno che non sia stata una mera operazione commerciale.
    Già, il soldo.
    Comunque che Facebook sia a sua volta una operazione commerciale di tipo mediatico ( e ci sono anche quelle musicali, sportive ecc..) di nessun valore intellettuale, è dimostrato non tanto dalla narrazione maldestra di questo raccontino scalcinato, quanto piuttosto dal numero sempre crecente di persone che abbandonano la piattaforma.
    Io, per parte mia, mai avuto un profilo Facebook.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello

    Un bel racconto. Poetico ed un poco sopra le righe in alcuni punti, però ben scritto. Mai letto nulla dellea Mastrocola e credo valga la pena approfondire.

    ha scritto il 

  • 3

    Facebook riscoperto da una quasi 50enne vedova con una vita svuotata. La tristezza della solitudine le insidie del mondo virtuale. L'ammalarsi di troppo Web. Resta alla fine una sottile speranza di am ...continua

    Facebook riscoperto da una quasi 50enne vedova con una vita svuotata. La tristezza della solitudine le insidie del mondo virtuale. L'ammalarsi di troppo Web. Resta alla fine una sottile speranza di amore vero. Sospesa per l'etere anzi nella Rete.

    ha scritto il 

  • 3

    Senza infamia e senza lode questo breve romanzo della Mastrocola. Lettura veloce e scorrevole, ma il libro mi ha dato come l'impressione di essere stato scritto un po' di fretta, con poco approfondime ...continua

    Senza infamia e senza lode questo breve romanzo della Mastrocola. Lettura veloce e scorrevole, ma il libro mi ha dato come l'impressione di essere stato scritto un po' di fretta, con poco approfondimento della storia e dei personaggi. Peccato perché secondo me gli spunti c'erano tutti per creare qualcosa di originale. Finale paradossale, che non lascia granché.

    ha scritto il 

  • 2

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot...

    Il titolo di questo libro mi ha subito colpito. La parola Facebook, legata ad un fenomeno virtuale ormai epocale, ha sempre il suo 'fascin ...continua

    Blog Stories Review: http://storiesbooksandmovies.blogspot...

    Il titolo di questo libro mi ha subito colpito. La parola Facebook, legata ad un fenomeno virtuale ormai epocale, ha sempre il suo 'fascino' quando viene letta su una copertina. Inoltre, Paola Mastrocola è una mia vecchia 'conoscenza' - se così si può chiamare ;) - nel campo delle mie letture.

    Ovviamente, il vero 'protagonista' di questa storia è Facebook, una presenza confortevole che cambia completamente la vita di Evandra, ancora sconvolta dalla perdita del marito. Prima di scoprire l'azzurro social network, la vedova trascorreva intere giornate vicino alla tomba del marito, morto improvvisamente. L'unico familiare stretto che le rimane è la figlia che, però, vive a Roma, città in cui frequenta l'università.

    La svolta avviene nel momento in cui la pioggia continua impedisce ad Evandra di andare al cimitero. La donna comprende che la sua giornata, in questo modo è vuota, realizza solo in questo momento che ha bisogno di qualcosa di nuovo: ecco, quindi che le viene suggerito l'uso di Facebook. Le notifiche e le richieste di amicizia iniziano gradualmente ad impegnare la donna che muove i primi passi nell'intricato web. Il rischio, però, è quello di rimanere intrappolati in questa rete.

    Paola Mastrocola, con un occhio un po' critico, si avventura tra le connessioni più oscure di un fenomeno più che attuale. Forse è stata proprio questa indiscutibile visione negativa a non convincermi. Sì, la trama è accattivante, ma tutto risulta, dopo alcune pagine, così distante ed esagerato. Comprendo che Facebook possa diventare tanto ingombrante da impedire qualsiasi tipo di legame sociale.

    Inoltre alcuni personaggi, come Gesualdo Spossato (meglio non parlare della scelta dei nomi), potevano essere, a mio parere, approfonditi.

    “Il tardi o il presto sono cose che ci inventiamo noi, per stare male"

    Una lettura che mi ha spiazzato.

    ha scritto il 

  • 2

    La categoria del carino

    Romanzetto carino, simpatico, accattivante, divertente e con qualche notazione non banale. Oltretutto ben scritto, anche se con qualche banalità di troppo. Ma è tutto qui: un romanzetto che sarebbe st ...continua

    Romanzetto carino, simpatico, accattivante, divertente e con qualche notazione non banale. Oltretutto ben scritto, anche se con qualche banalità di troppo. Ma è tutto qui: un romanzetto che sarebbe stato bene pubblicato a puntate su Confidenze.

    ha scritto il 

  • 2

    Dal passatempo al tempo pieno...

    così la protagonista si affaccia a questo mondo virtuale ed inizia quando piove, quando cioè non può recarsi al camposanto a trovare la buonanima del marito.
    Poi pian piano la cosa le prende la mano - ...continua

    così la protagonista si affaccia a questo mondo virtuale ed inizia quando piove, quando cioè non può recarsi al camposanto a trovare la buonanima del marito.
    Poi pian piano la cosa le prende la mano - all'inizio non sapeva nemmeno accendere un pc... -
    L'idea non era male, ma... non so, forse la storia breve e raccontata quasi di fretta, non sono riuscita ad entrarci appieno e forse sì, hanno ragione altri lettori: un po' troppo prevedibile, specie l'Orso bruno, o perlomeno la sua identità, non essendoci tanti uomini nella storia...

    ha scritto il 

  • 4

    Questo breve romanzo della Mastrocola è delicato ma allo stesso tempo quasi feroce nel raccontare come la vita di una persona normale possa degenerare a causa dell'utilizzo non attento di un social ne ...continua

    Questo breve romanzo della Mastrocola è delicato ma allo stesso tempo quasi feroce nel raccontare come la vita di una persona normale possa degenerare a causa dell'utilizzo non attento di un social network e andrebbe letto solo per riflettere su come i social network stiano condizionando la vita di tutti noi, in questi tempi dove sembra che solo se sei collegato perennemente a Facebook e stai twittando esisti.

    ha scritto il 

  • 2

    "Il tardi o il presto sono cose che ci inventiamo noi, per stare male."

    Sì, okay, è carino, però è anche prevedibile, sempliciotto, furbo e commerciale. Alcune pagine - quelle dedicate alla riflessione sulla natura dei rapporti umani in rete - non sono male, ma il resto.. ...continua

    Sì, okay, è carino, però è anche prevedibile, sempliciotto, furbo e commerciale. Alcune pagine - quelle dedicate alla riflessione sulla natura dei rapporti umani in rete - non sono male, ma il resto... E' una favoletta, ecco. niente, ma proprio niente, di più.

    ha scritto il 

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