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Fagin the Jew

By

Publisher: Bantam Doubleday Dell Publishing Group Inc

3.9
(107)

Language:English | Number of Pages: 128 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) French , Italian , Spanish , Portuguese

Isbn-10: 0385510098 | Isbn-13: 9780385510097 | Publish date:  | Edition 1st

Also available as: Hardcover

Category: Comics & Graphic Novels , Fiction & Literature

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Book Description

From his early newspaper comics to the sophisticated graphic novels he produces today, Will Eisner has been a pioneering force in comics for more than sixty years. Ron Goulart, writing in Book World, declared, “A shrewd, thoughtful man, Eisner has always had a knack for deftly combining dialogue and images to tell his story,” and fellow graphic novelist Alan Moore simply said, “Eisner is the single person most responsible for giving comics its BRAINS.” And Amazon.com, which called him "the Elvis of comics," said, "It's fair to say that Eisner invented modern comic art."

In FAGIN THE JEW, Eisner proves himself to be not only a master of comic storytelling, but also an incisive literary and social critic. This project was first conceived as an introduction to a pictorial adaptation of Oliver Twist, but as he learned more about the history of Dickens-era Jewish life in London, Eisner uncovered intriguing material that led him to create this new work. In the course of his research, Eisner came to believe that Dickens had not intended to defame Jews in his famous depiction. By referring to Fagin as “the Jew” throughout the book, however, he had perpetuated the common prejudice; his fictional creation imbedded itself in the public’s imagination as the classic profile of a Jew. In his award-winning style, Eisner recasts the notorious villain as a complex and troubled antihero and gives him the opportunity to tell his tale in his own words. Depicting Fagin’s choices and actions within a historical context, Eisner captures the details of life in London’s Ashkenazi community and brilliantly re-creates the social milieu of Dickensian England.

Eisner's fresh, compelling look at prejudice, poverty, and anti-Semitism lends an extraordinary richness to his artwork, ever evocative and complex. Like the modern classics Maus and The Jew of New York, FAGIN THE JEW blends image and prose in an unforgettable exploration of history.

Sorting by
  • 4

    Fagin, un altro punto di vista

    Oliver Twist è noto a tutti. E l'ebreo Fagin, che lo sfruttava è altre sì conosciuto. Un immagine legata al periodo storico, che dava gli ebrei come furfanti e sfruttatori. Non è un caso che i pogrom c'erano già e i lager vennero dopo. Disegnato benissimo ha una profondità psicologica godibile ch ...continue

    Oliver Twist è noto a tutti. E l'ebreo Fagin, che lo sfruttava è altre sì conosciuto. Un immagine legata al periodo storico, che dava gli ebrei come furfanti e sfruttatori. Non è un caso che i pogrom c'erano già e i lager vennero dopo. Disegnato benissimo ha una profondità psicologica godibile che fa trascurare tutto il resto. Una storia che viene riletta.

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  • 4

    Un altro punto di vista

    Di estrema attualità questa altissima riflessione di Eisner sui pregiudizi razziali e sulle circostanze che cambiano per sempre la vita di un individuo già svantaggiato, in questo caso annulando per sempre la possibilità di riscatto e di miglioramento delle condizioni di vita. Il personaggio del ...continue

    Di estrema attualità questa altissima riflessione di Eisner sui pregiudizi razziali e sulle circostanze che cambiano per sempre la vita di un individuo già svantaggiato, in questo caso annulando per sempre la possibilità di riscatto e di miglioramento delle condizioni di vita. Il personaggio del malvagio Fagin raccontato in 'Oliver Twist' qui viene seguito fin dalla sua primissima infanzia. La sua misera esistenza è lo spunto per raccontare le condizioni di vita estreme in cui si trovavano gli ebrei ashkenaziti (quelli provenienti dall'Europa centrale) nella Londra dell'Ottocento. Ma cosa succederebbe se sostituissimo gli ebrei con una delle etnie che oggi popolano le nostre città italiane?

    said on 

  • 4

    Il tratto di Eisner è sempre emozionante

    Oliver Twist visto da un altro punto di vista.
    Stavolta Eisner non inventa, bensì reinventa un classico della letteratura di Dickens. A spingerlo è una distorsione storica dell'ebraismo che vuole in qualche modo sconfiggere.
    E' chiaro che, date le sue origini, la spinta nasce da qualcosa che ha n ...continue

    Oliver Twist visto da un altro punto di vista. Stavolta Eisner non inventa, bensì reinventa un classico della letteratura di Dickens. A spingerlo è una distorsione storica dell'ebraismo che vuole in qualche modo sconfiggere. E' chiaro che, date le sue origini, la spinta nasce da qualcosa che ha nel sangue. Ma in fondo chiunque di noi appartiene a quella che la Storia classifica come "minoranza" in qualcosa. E lo spunto di questo fumetto è un punto a favore di qualsiasi "minoranza".

    I personaggi sono ben pennellati, e non solo dal punto di vista del disegno, anche se i visi e la morfologia caratterizzano perfettamente i protagonisti. Qualsiasi lettore non può sbagliare. E può leggere in essi i lati positivi e quelli negativi di ognuno di loro. Senza quindi, anche qui, classificare in maniera asettica e frettolosa chi è il buono e chi il cattivo. Perché cultura vuol dire abbattere le malacredenze e i luoghi comuni, senza per questo rimanere ciechi sulle differenze obiettive. Questo dal punto di vista dello storytelling.

    Dal punto di vista artistico ritroviamo, ricordo che il fumetto è molto recente, un Eisner un pochino più asciutto del solito, forse dettato anche dalla maturità, ma sempre grandissimo nei tratti. Tratti enfatizzati da uno stile quasi a carboncino, che stimolano la fantasia di chi vuole leggere una storia e non semplicemente guardare le figure di un fumetto.

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  • 3

    Di tutte le graphic novel di Eisner, Fagin l'ebreo è quella che mi è piaciuta meno.
    Esprimo questa opinione senza nulla togliere all'incredibile capacità dell'autore di mostrare, con un linguaggio inimitabile composto di parole e immagini, gli aspetti nascosti della società e dell'animo u ...continue

    Di tutte le graphic novel di Eisner, Fagin l'ebreo è quella che mi è piaciuta meno. Esprimo questa opinione senza nulla togliere all'incredibile capacità dell'autore di mostrare, con un linguaggio inimitabile composto di parole e immagini, gli aspetti nascosti della società e dell'animo umano, il dolore strisciante ed i sogni infranti che si celano dietro alle maschere che ognuno indossa. Forse avrei apprezzato di più quest'opera se avessi letto per intero Oliver Twist, in cui il personaggio di Fagin è espressione, più o meno intenzionale, dell'archetipo dell'ebreo avido e malvagio, che Eisner, nella sua storia, cerca di smontare insieme al pregiudizio antisemita che lo accompagna.

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  • 4

    Un altro bel fumetto di Eisner, dove l'impegno politico e sociale, si fondono con una narrazione sempre più letteraria (le didascalie spesso sono molto lunghe) ma che non riduce i disegni a semplici illustrazione: è sempre la costruzione della vignetta ad essere la parte portante del discorso emo ...continue

    Un altro bel fumetto di Eisner, dove l'impegno politico e sociale, si fondono con una narrazione sempre più letteraria (le didascalie spesso sono molto lunghe) ma che non riduce i disegni a semplici illustrazione: è sempre la costruzione della vignetta ad essere la parte portante del discorso emotivo. E non è quindi un caso che i personaggi, in questo graphic novel, sembrano quasi uscire dalla pagina bianca e non da un riquadro, come se fossero evocati da un passato cartaceo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    Storia commovente del cattivo di "Oliver Twist". Sin da piccolo il protagonista ha dovuto fare i conti con l'intolleranza e tragici eventi. Il destino sempre avverso gli impedisce di crearsi una vita ed è costretto ad accettare la parte che l'ingiusto teatro dell'Inghilterra vittoriana ha predisp ...continue

    Storia commovente del cattivo di "Oliver Twist". Sin da piccolo il protagonista ha dovuto fare i conti con l'intolleranza e tragici eventi. Il destino sempre avverso gli impedisce di crearsi una vita ed è costretto ad accettare la parte che l'ingiusto teatro dell'Inghilterra vittoriana ha predisposto per lui.
    Disegni favolosi non solo perché disegnati bene (ovvio) ma anche perché appaiono simpatici, anche teneri, ma raccontano un mondo squallido, fatto di intrighi, inganni e interessi. Un mondo ingiusto privo di ideali, in cui i sogni non si realizzano. Lo sguardo diabolico, come quello disperato, e la bellezza dei panorami o la violenza di certe scene ti coinvolgono fino alla rabbia o alla commozione. Bellissimo il colore!

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  • 4

    Parlare dell'importanza di Eisner nel mondo del fumetto è superfluo.
    Questa è un'altra piccola gemma.
    Interessante il perchè di questa rilettura del personaggio di Dickens spiegata nell'introduzione e approfondita nella breve postfazione finale.

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  • 5

    Eisner, dopo un'accurata ricerca sulle condizioni degli ebrei in Inghilterra nei secoli addietro, riscrive l'"Oliver Twist" al netto dei pregiudizi antisemiti, bacchettando Dickens e i suoi coevi. Inutile dire che il risultato è eccezionale.

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