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Fahrenheit 451

! SCHEDA DOPPIA

By Ray Bradbury

(10849)

| Mass Market Paperback | No ISBN

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Book Description

! SCHEDA DOPPIA
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Critics

  • Book Review: Fahrenheit 451 by Ray Bradbury Share

    Given my left-wing dispositions, it's a surprise that I haven't read Fahrenheit 451 yet. But the chance has finally arrived, as a copy was given to me. There are things to be said about this book, and some are good and some are bad. Well, for one thi ... (read full critics)

    blogcritics published on Wed, 11 May 2011

  • Fahrenheit 451

    La trama e le recensioni di Fahrenheit 451, romanzo di Ray Bradbury edito da Mondadori. Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sov ... (read full critics)

    Qlibri published on Sat, 27 Nov 2010

48 Reviews

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  • 61 people find this helpful

    ...E quando ti chiederanno che cosa facciamo, tu gli risponderai: "Noi ricordiamo"

    Scritto negli anni 50 da Ray Bradbury, è uno di quei libri che insieme a 1984 di George Orwell e Brave New World di Aldous Huxley (ancora non letto... ma rimedieró presto) descrive una dystopia, ovvero una società indesiderabile, in opposizione all’utopia. Tutti e tre gli autori partendo dalle esper ... (continue)

    Scritto negli anni 50 da Ray Bradbury, è uno di quei libri che insieme a 1984 di George Orwell e Brave New World di Aldous Huxley (ancora non letto... ma rimedieró presto) descrive una dystopia, ovvero una società indesiderabile, in opposizione all’utopia. Tutti e tre gli autori partendo dalle esperienze dei passati regimi totalitari hanno cercato di immaginare come la società si sarebbe potuta evolvere, intuendo il ruolo crescente e dominante della tecnologia nella vita dell'uomo e l’abuso che i governi potrebbero farne ai fini del controllo sull'individuo. I libri vengono bruciati (Fahrenheit 451 è la temperatura alla quale brucia la carta) perché un popolo che pensa non fa comodo ad uno stato di regime, al contrario senza i libri il popolo diventa una massa incolta di ignoranti facilmente manovrabili dai potenti. In questo scenario emerge un protagonista che odora di cherosene, che ha il simbolo d’una salamandra sul braccio e un disco con una fenice sul petto, indossa un elmetto nero, una giubba ignifuga e prova gioia nell’appiccare il fuoco alla conoscenza proibita.
    Ma il j'accuse del libro (almeno nelle intenzioni dello scrittore, come precisato in alcune interviste) non é per la censura governativa, ma per la superficialità della televisione; ed é qui la vera preveggenza di Bradbury, capire che la televisione distruggerá l'interesse nella lettura; lui stesso dirá: “La televisione ti dice quando ha vissuto Napoleone, ma non chi era…In televisione ti riempiono con un sacco di roba priva di vera informazione, finchè non ti senti pieno”.
    Leggete questo romanzo allora per amore dei libri d'ogni genere, patrimoni da preservare nel tempo e da proteggere non (o non solo) contro la violenza repressiva del potere atta a manipolarli, demonizzarli,bruciarli, ma per difenderli dall’oblio e dal disinteresse in cui NOI li gettiamo preferendogli quella televisione priva di creatività, originalità, dove tutto è omogeneo, preferendo immergerci comodamente in un ovattato stato di apatia. «I libri erano soltanto una specie di veicolo, di ricettacolo in cui riponevamo tutte le cose che temevamo di poter dimenticare. Non c’è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell’Universo per mettere insieme così un mantello di cui rivestirci».
    Se ci abbandoniamo alla televisione, quella becera fatta da veline e reality, come unico elemento ossessivo di comunicazione allora una società dove i cittadini rispettosi della legge devono utilizzarla per istruirsi, (dis-)informarsi, imparare a ragionare secondo etichette di regime sará piú una (triste) premonizione.
    Ed allora momenti veri, intimi, unici, saranno una chimera, piccola candela lontana nella nostra memoria: «Una volta, quand'era bambino, essendo venuta a mancare la luce, sua madre aveva trovata e accesa un'ultima candela e c'era stata una breve ora di riscoperta, un'ora di tale interiore illuminazione, che lo spazio perdeva le sue vaste dimensioni per trarsi confortevolmente loro intorno, soltanto intorno a loro, madre e figlio, che, trasformati, s'erano messi a sperare che la luce elettrica tardasse un bel po' a tornare».
    Ma in questo senso il libro lascia una speranza perché anche nella società più tecnologicamente avanzata ed opprimente possono esistere persone che silenziosamente resistono al sistema…gli uomini-libro sono una delle piú belle immagini regalatami dalla lettura di Fahrenheit 451. Ognuno di loro s’identifica con un libro, quello che ha appreso a memoria. In un luogo dove i libri sono stati fisicamente distrutti, uomini di valore li hanno posti negli scaffali della mente.
    E cos’é questo leggere/vivere con «una specie di fame gentile» interessandosi ad ogni cosa con instancabile curiositá, rinnovata sorpresa, questo scrivere recensioni, sottolineare e condividere le frasi che piú ci hanno colpito se non un preservare «le cose che temevamo di poter dimenticare»?

    "Gran Dio, ma come è potuto accadere tutto ciò?" disse Montag. "Non piú tardi dell'altra sera, ogni cosa era perfetta, poi, ad un tratto, mi sono accorto che stavo affogando. Per quante volte un uomo può andare a fondo e rimanere vivo? Io non posso piú respirare. Beatty è morto ed era mio amico un tempo, Millie se n'è andata, la credevo mia moglie, ma ora non ne sono piú tanto certo. E la casa è bruciata da cima a fondo. Non ho piú lavoro, sono in fuga e lungo la strada ho anche nascosto dei libri in casa di un milite del fuoco. Gesú, le cose che ho fatto in una sola settimana!"
    "Hai fatto quello che non hai potuto a meno di fare. Era da un pezzo che l'esito maturava."
    "Sì, è una cosa che credo anch'io, se non altro. È un esito che si è accumulato gelosamente nell'ombra per aver luogo. Accumulavo come dei risparmi senza saperlo, andavo in giro qua e là facendo una cosa e volendone fare un'altra. Signore, c'era già tutto dentro di me. È straordinario che non me lo si vedesse addosso, come se fosse del grasso. Ed ora sono qua, a buttare all'aria anche la tua vita. Potrebbero avermi pedinato fin qua."
    "Mi sento vivo per la prima volta da non so piú quanti anni" disse Faber. "Sento di stare facendo quello che avrei dovuto fare cinquant'anni fa"».

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    Valerio said on Jan 13, 2012 about the Paperback edition | 4 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Fahrenheit 451 è un classico, nel senso che tutti sanno di quel che parla anche senza averlo letto. La descrizione di questo mondo distopico, dove la lettura è eversiva e scopo dei pompieri è trovare i libri nascosti per bruciarli, è ormai entrata nel patrimonio dell’immaginario di ogni lettore attr ... (continue)

    Fahrenheit 451 è un classico, nel senso che tutti sanno di quel che parla anche senza averlo letto. La descrizione di questo mondo distopico, dove la lettura è eversiva e scopo dei pompieri è trovare i libri nascosti per bruciarli, è ormai entrata nel patrimonio dell’immaginario di ogni lettore attraverso descrizioni, citazioni, riduzioni teatrali e cinematografiche. Nel mio caso la conoscenza della storia del pompiere Montag, che si ribella al suo incarico, è legata a quando da bambino vidi in tv il film di Truffaut, e ricordo ancora adesso le sensazioni provate nel vedere i roghi dei libri e le scene finali, con la scoperta della comunità degli uomini-libro.
    Era quindi naturale avere grandi aspettative dalla lettura del libro, e questa è sempre una buona premessa per avere una delusione. Come in Cronache Marziane, Bradbury si conferma scrittore di stile molto personale, capace di creare atmosfere uniche ma anche di lasciare una sensazione di incompletezza, come se mancasse qualche elemento essenziale
    Sfruttando una formula abusata potrei direi che in questo romanzo pregi e difetti sono inestricabili o meglio, che pregi e difetti sono la stessa cosa. Bradbury descrive con grande intensità e ricchezza metaforica l’alienazione e la crisi di Montag, i pensieri e i sentimenti che lo portano alla crisi e alla presa di coscienza. Ma, per contrasto, quanto è esterno a Montag risulta invece assai più povero e sbiadito; così spesso gli altri personaggi sembrano, più che esseri concreti, proiezioni della psiche di Montag, incarnazioni dei suoi timori, speranze, avversioni…, una caratteristica,che diventa estremamente evidente quando il professor Faber attraverso l’auricolare/trasmettitore si trasforma in una specie di voce interiore: viene in pratica assorbito da Montag.
    L’elemento che però mi ha più colpito negativamente è lo scarso approfondimento della descrizione della società in cui si svolge la vicenda. Quel poco che ne viene detto mi è sembrato confuso e contraddittorio: da un lato un’organizzazione repressiva diffusa che condiziona e manipola praticamente tutta la popolazione attraverso ebeti trasmissioni televisive, e che riesce a scovare e colpire quei pochi che si dedicano a un’attività in fondo molto personale e privata come la lettura; questa stessa società però sembra incapace di trovare un rimedio alla delinquenza minorile che fa continue vittime (se c’è invece uno scopo per il quale la devianza venga tollerata o incoraggiata, confesso di non averlo colto). Anche la guerra che porta alla distruzione della città di Montag appare incongrua e poco legata al resto del romanzo, perché se è vero che è facile che una dittatura o un governo autoritario si cerchi o si crei un nemico esterno verso il quale indirizzare l’ostilità della propria popolazione, qui l’attenzione data alla guerra imminente sembra minima, un semplice spot tra una trasmissione e l’altra. Viene il sospetto che Bradbury l’abbia introdotta nella vicenda unicamente per provocare l’apocalisse dalla quale, forse, potrà rinascere una società diversa.
    In ultima analisi un romanzo sicuramente interessante ma che non lascia interamente soddisfatti.

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    Giorgio Nesossi said on Jan 3, 2012 about the Paperback edition | 2 feedbacks

  • 4 people find this helpful

    Lo ammetto, mi aspettavo un libro molto simile a 1984. In effetti, come trama schietta, non c’è molta differenza: lo Schiavo del Sistema improvvisamente si sveglia e diventa Uomo, conquista la Libertà, non fisica ma di pensiero (anzi, è interessante come i protagonisti siano parte dell’organi ... (continue)

    Lo ammetto, mi aspettavo un libro molto simile a 1984. In effetti, come trama schietta, non c’è molta differenza: lo Schiavo del Sistema improvvisamente si sveglia e diventa Uomo, conquista la Libertà, non fisica ma di pensiero (anzi, è interessante come i protagonisti siano parte dell’organizzazione dittatrice, l’uno impiegato in un ministero, l’altro incendiario).
    C’è, tuttavia, una differenza sostanziale, almeno per come una ragazzetta occidentale può interpretare i messaggi di questi libri ai giorni nostri, a prescindere dal contesto storico-sociale in cui furono scritti. Mentre in 1984 ho letto un monito, una previsione fantascientifica-ma-non-troppo di una dittatura “classica”, che lavora dall’alto, attraverso la paura e l’indottrinamento, Fahrenheit spaventa perché sembra che parli dello stato attuale: non si fa mai riferimento ad una tirannia politica, non c’è nulla di veramente imposto; il problema arriva dalla gente. Attraverso un bombardamento mediatico, di colori più che di immagini, di parole più che di discorsi, di titoli più che di articoli, la “cultura” diventa appannaggio di tutti e non solo degli intelligentoni che tutti odiano e che devono essere resi uguali alla massa. E massa e uguaglianza sono parole che ben riassumono il mondo occidentale odierno, con un’idea della seconda che troppo spesso è orribilmente simile alla descrizione di Bradbury. Non siamo tutti uguali.
    Attraverso la tecnologia, internet, la televisione, si sta creando una sorta di tacita Alleanza dei Mentecatti, oltre che un circolo estremamente vizioso. Non penso che una volta ci fossero meno idioti o meno persone superficiali (anzi, probabilmente l’istruzione di massa ha migliorato le cose... o forse ha creato solo più presunzione?), ma adesso c’è la Comunicazione che le unisce. Lo ripeto, il circolo è vizioso: più la gente è scema e più richiede cose sceme, più si educa con cose sceme e più la gente diventa scema. Che differenza c’è tra la famiglia di Mildred Montag ed il Grande Fratello (intendo proprio il programma, non quello orwelliano. Buffo, però, come tutto quadri!)? Che differenza c’è tra i colori sulle pareti di casa Montag e l’indigestione di immagini di certi spot pubblicitari? Tra la musichetta del dentifricio Denham e i motivetti di altri nostri prodotti?
    Ma tutto questo viene dalla gente stessa! Non c’è un Grande Fratello (stavolta quello vero) che impone tutto dall’alto, ma è la gente comune che conquista la “felicità” con l’ignoranza e l’uguaglianza. I libri vanno bruciati perché deprimono, perché sono critici, perché sbattono in faccia ai mediocri che non tutti sono uguali; sono scomodi più per la gente che per una qualche dittatura. Meglio trincerarsi in un’incoscienza mascherata da falsa felicità, meglio sprofondare nella famiglia che prendere atto della bomba che ti sta cadendo in capo. Va tutto bene, tutti siamo felici.
    Possa questo libro spronarci a erigere ogni difesa critica contro la massa, l’uguaglianza e la loro fasulla felicità.

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    l'asino di buridano said on Dec 9, 2011 about the Hardcover edition | 1 feedback

  • Siamo noi che ci mettiamo il bavaglio

    E se improvvisamente i pompieri non spegnessero il fuoco ma lo appiccassero? Terribile.
    E se lo appiccassero sui libri di tutto il mondo?
    ORRIBILE!
    Il mio shock nel leggere di libri dati alle fiamme raggiunge livelli cosmici, ma mi sono fatta coraggio e l'ho letto tutto, fino alla fine. Direi che ... (continue)

    E se improvvisamente i pompieri non spegnessero il fuoco ma lo appiccassero? Terribile.
    E se lo appiccassero sui libri di tutto il mondo?
    ORRIBILE!
    Il mio shock nel leggere di libri dati alle fiamme raggiunge livelli cosmici, ma mi sono fatta coraggio e l'ho letto tutto, fino alla fine. Direi che più degli altri libri distopici letti finora, qui si parla della vita del 2012. Sì: noi che ce ne stiamo chiusi in casa a sentire il berciare dei personaggi TV, che noi adoriamo e conosciamo ben più dei nostri parenti, vicini e amici.
    Si parla del 2012, in cui non ci si ferma a pensare, perchè siamo occupati a correre per le strade, giocare alle macchinette, ascoltare la TV, la radio... Non ci fermiamo mai a guardare la luna, siamo come quell'idiota che guarda il dito.
    Si parla del 2012, dove nessun Governo ci proibisce di leggere, siamo noi che rendiamo i libri tabù, ce ne stiamo lontani perchè ci mostrano ciò che non vogliamo vedere, oppure ci fanno faticare a vedere qualcosa che scava più in fondo di uno stupido talk show sul delitto dell'anno.

    Tanta amarezza, tanta tanta amarezza nella lungimiranza di quest uomo e nella bassezza in cui siamo caduti.
    Ma spero che abbia ragione su un punto: che siamo come l'Araba Fenice, che ogni 500 anni si getta sulla pira e brucia, rinascendo dalle ceneri con la consapevolezza di aver sbagliato e di voler ricominciare senza più commettere errori.

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    RobyGranger said on Feb 14, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • non è il mio genere

    ma proprio no....i contenuti possono essere anche belli e intensi, ma non mi piace proprio lo stile letterario.
    lo lascio ad altri.

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    FabioRE said on Feb 14, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

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