Fahrenheit 451

Gli anni della fenice [ Oscar 78 ]

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar 78)

4.2
(17888)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Finlandese , Olandese , Catalano , Turco , Ungherese , Sloveno , Svedese , Galego , Giapponese , Russo , Basco , Polacco , Chi semplificata , Greco

Isbn-10: A000034920 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Politica , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
"Questo è il libro più visionario che abbia mai letto": è il giudizio di Aldous Huxley, scienziato e scrittore britannico su "Fahrenheit 451".La storia di questo romanzo è terrificante e ammonitrice: racconta le avventure morali di un "milite del fuoco" chiamato, in un'èra tecnologica spaventosamente avanzata, a bruciare con getti di kerosene biblioteche e persone considerate come residui di barbarie, resti pericolosi di una concezione eversiva della vita.Montag, il personaggio di questo racconto, trafugando e mandando a memoria un libro dopo l'altro, riuscirà a sottrarsi allo sfacelo a cui una civiltà del genere è predestinata e, insieme con un'élite di scienziati e umanisti rifugiatisi nelle foreste, sarà chiamato a far rifiorire la vita dalle ceneri atomiche.Come nelle "Cronache marziane", l'Autore tiene d'occhio l'involuzione etica che va manifestandosi nella civiltà contemporanea e ammonisce l'uomo a sottrarsi con tutte le sue forze all'alienazione che sta distruggendo giorno per giorno, ora per ora, la sua umanità.

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  • 5

    L'esattezza

    Definire Bradbury uno scrittore di genere, uno scrittore di “fantascienza” è come minimo riduttivo.
    È uno Scrittore.
    Ha uno stile. Con stile intendo una visione del mondo e l’invenzione del modo di ...continua

    Definire Bradbury uno scrittore di genere, uno scrittore di “fantascienza” è come minimo riduttivo.
    È uno Scrittore.
    Ha uno stile. Con stile intendo una visione del mondo e l’invenzione del modo di comunicarla. Ed è uno stile affilatissimo, preciso, chirurgico, che gli scaturisce con naturalezza da una grande consapevolezza. Italo Calvino intitola la sua terza conferenza delle “Lezioni americane” alla “Esattezza”. Ecco, Bradbury è Maestro in questo “valore o qualità o specificità della letteratura”. Le sue opere (e Fahrenheit 451 è tra i suoi capolavori) hanno disegni precisi, le immagini evocate sono sempre icasticamente nitide e il linguaggio, nella scelta del lessico è originale e perfettamente aderente ai contenuti e alle finalità. Personalissimo.
    La trama di Fahrenheit 451 anche se è diventata un classico, oggi non è più originalissima. Ma si deve considerare che il romanzo è stato scritto nel 1953.
    Però... leggere romanzi distopici, ancora oggi, o forse a maggior ragione proprio oggi, e proprio in Italia, dove abbiamo un gran bisogno di consapevolezza e coscienza politica sia a livello nazionale che internazionale, considerando che da sempre la mancanza di questa nel “popolino” è “IL” mezzo (e forse direi anche l’unico) attraverso il quale i poteri (e non solo quello politico) esercitano se stessi... beh... fa un gran bene alla salute!

    ha scritto il 

  • 3

    Troppa fantascienza (per chi non ama il genere)

    Ho trovato questo libro carino, anche se non mi ha colpita particolarmente in quanto non sono un'appassionata di libri di fantascienza. Nonostante questo, riconosco che Fahrenheit sia un cult.
    Consigl ...continua

    Ho trovato questo libro carino, anche se non mi ha colpita particolarmente in quanto non sono un'appassionata di libri di fantascienza. Nonostante questo, riconosco che Fahrenheit sia un cult.
    Consiglierei questo libro per gli amanti del genere.

    ha scritto il 

  • 4

    Normalmente non amo la letteratura "fantascientifica", ma questo è davvero molto, molto di più. E' stato scritto nel 1951 ed è incredibilmente profetico! Quando lo si legge, ci si riconosce purtroppo ...continua

    Normalmente non amo la letteratura "fantascientifica", ma questo è davvero molto, molto di più. E' stato scritto nel 1951 ed è incredibilmente profetico! Quando lo si legge, ci si riconosce purtroppo tutti i mali della nostra società attuale . Davvero un bel libro, in certi passaggi anche poetico.

    ha scritto il 

  • 3

    Una sera in tv, tanti anni fa, hanno dato la pubblicità de Il pianeta delle scimmie. Quello originale, 1968, Charlton Heston, non le schifezze successive.
    Mio padre vide la pubblicità, rimase un po' p ...continua

    Una sera in tv, tanti anni fa, hanno dato la pubblicità de Il pianeta delle scimmie. Quello originale, 1968, Charlton Heston, non le schifezze successive.
    Mio padre vide la pubblicità, rimase un po' pensoso, poi disse "eh, bel film!".
    Siccome è il tipico uomo di qualche generazione fa, a cui mai hanno spiegato come si fa ad esprimere quello che sente, gli ho fatto parecchie domande per decriptare quel "eh".
    Ne ho ricavato un'immagine affascinante: un sedici-diciassettenne che sfrutta un pomeriggio in cui non lavora, va a fare il cretino con i suoi amici al cinema tra lanci di popcorn (sì, c'erano già) e sigarette clandestine (sì, all'epoca il film si guardava attraverso una cortina di fumo), vede questa storia strana con le scimmie che parlano, ci ride sopra, scherza, cazzeggia... poi arriva la scena finale e ci rimane talmente dimmerda da pensarci e ripensarci per giorni, prima di addormentarsi.

    Da quella volta mi si è piantato in testa il tarlo del "chissà com'è stato per chi lo ha visto - o lo ha letto - quando è uscito".
    Noi ormai sappiamo dove è ambientato Il pianeta delle scimmie, lo sanno tutti.
    Ormai tutti sanno che Romeo e Giulietta muoiono. Tutti sanno che Dantès fugge dalla prigione. Tutti sanno che Humbert è un pedofilo.
    Ma quanto è stata forte la botta, a leggerlo quando non si sapeva?
    E ormai tutti sanno che Montag brucia i libri.
    Ma come dev'essere stato leggerlo quando nessuno lo sapeva? Quando il romanzo era nuovo nuovo, o addirittura quando non era nemmeno un romanzo ma un racconto su una rivista, e non c'erano i blog a spoilerare la trama?
    Immagino le facce di chi, completamente ignaro, lesse le prime pagine e si trovò davanti questo "fireman" (il gioco di parole, purtroppo, in italiano non è così forte. Da noi c'è "pompiere", che però dà l'idea dell'acqua, o "l'uomo del fuoco", come nella mia edizione, che però non fa venire subito in mente il pompiere) che il fuoco LO CREA.
    Quanto ci avranno messo a capire che tipo di storia stavano leggendo? E quando hanno capito com'era ridotto il mondo di quella storia, come ci saranno rimasti?

    E poi mi chiedo cosa avranno pensato delle pareti parlanti, della famiglia.
    Mi immagino queste persone, che quando dicevano "televisore" pensavano a uno scatolone pesantissimo con dentro immagini sgranate in bianco e nero, che probabilmente non erano abbastanza ricche per averne uno in casa, che avevano visto la prima pubblicità meno di dieci anni prima.
    Queste persone che nemmeno immaginavano potessero un giorno esistere schermi piatti, cristalli liquidi, dolby surround, programmi fiume, buone domeniche, pomeriggi cinque, grandi fratelli, televoti, sondaggi, commenti, alessie, antonelline e marie che ti guardano, ti parlano, ti invitano a partecipare, scrivere, condividere, chiamare, restare, non cambiare, tornare dopo la pausa, il giorno dopo, alla prossima edizione.
    Chissà se avranno riso. Chissà se avranno pensato che Bradbury si era inventato proprio una gran boiata.
    Chissà se avranno immaginato noi, abitanti di un futuro non ben definito, come io oggi immagino loro. Chissà se ci avranno augurato che rimanesse solo una gran boiata immaginata da uno scrittore fantasioso.

    [Scrittore che, per amor di chiarezza in merito alle poche stelle, secondo me non scrive benissimo.
    C'è una via di mezzo tra lo spiegare tutto buttandosi sull'infodump e il dare tutto per scontato sperando che i lettori capiscano perfettamente cos'hai in testa. E lui non la imbrocca, 'sta via di mezzo.
    Sta al 90% sul "io questa cosa l'ho immaginata così e te la piazzo là senza darti una bussola" e ogni tanto casca in un 10% di "monologone spiegone moralone" che tende alla pallosità.
    Proponesse il manoscritto a una CE, oggi, lo casserebbero.]

    ha scritto il 

  • 2

    Libri proibiti

    In un mondo dove tutti i libri sono proibiti e messi al bando, come si potrebbe vivere? Sicuramente senza libertà di pensiero, e questo che vuol far capire l'autore di questo libro che, così facendo, ...continua

    In un mondo dove tutti i libri sono proibiti e messi al bando, come si potrebbe vivere? Sicuramente senza libertà di pensiero, e questo che vuol far capire l'autore di questo libro che, così facendo, ha creato un vero e proprio tributo alla letteratura. Pensavo comunque che fosse molto più interessante, dato che spesso viene paragonato a 1984 di George Orwell... ma secondo me non è paragonabile a 1984... quello si che è un bel libro.

    "Sono un temperamento asociale, dicono. Non mi mescolo con gli altri. Ed è strano, perché io sono piena di senso sociale, invece. Tutto dipende da che cosa s'intenda per senso sociale, non vi sembra?"

    ha scritto il 

  • 4

    Commiati

    Montag.
    Montag che con un lanciafiamme dà fuoco al suo capo.
    Vedere due innamorati, in stazione, versare tante lacrime da poterlo spegnere per sempre.
    Libro terribile, finito in un momento terribile. ...continua

    Montag.
    Montag che con un lanciafiamme dà fuoco al suo capo.
    Vedere due innamorati, in stazione, versare tante lacrime da poterlo spegnere per sempre.
    Libro terribile, finito in un momento terribile.

    ha scritto il 

  • 4

    Bellissimo! Leggi di più su: www.lefiammedipompei.it

    Leggi di più su: www.lefiammedipompei.it
    Guy Montag, pompiere di professione, vive in un ipotetico futuro e in un tempo imprecisato.
    Il suo lavoro risulta pressoché inutile perché gli incendi sono all ...continua

    Leggi di più su: www.lefiammedipompei.it
    Guy Montag, pompiere di professione, vive in un ipotetico futuro e in un tempo imprecisato.
    Il suo lavoro risulta pressoché inutile perché gli incendi sono all’ordine del giorno e sono tutti volontari.
    Anzi, sono gli stessi pompieri ad appiccarli ogni volta che un cittadino di questa futuristica città viene trovato in possesso di un libro.
    Facciamo per un attimo un passo indietro, la civiltà si è evoluta e il governo provvede a sostenere economicamente e materialmente i propri cittadini, soddisfacendo ogni loro esigenza e creandone sempre di nuove per instillare nelle deboli menti il desiderio di nuovi oggetti.
    Oggetti, solo di questo l’uomo ha bisogno ormai.
    Le case sono dotate di enormi tv, dove passano ininterrottamente pubblicità di ogni sorta, all’esterno di altissimi grattacieli troviamo megaschermi con spot a ripetizione continua.
    Non c’è più bisogno di pensare, tutto è a disposizione, tutto è a portata di mano di ogni cittadino e se qualcosa non puoi permettertelo, ci pensa il governo. Non c’è giorno in cui ogni abitante della città non senta la necessità di qualcosa di nuovo e futile, qualcosa che sazi il vuoto rimasto nelle loro teste.

    ha scritto il 

  • 4

    [...] Ho trovato l’idea di fondo decisamente brillante, visionaria in un certo senso, una sorta di estremizzazione di ciò che è il mondo di oggi. Il romanzo infatti, pubblicato nel 1953, descrive una ...continua

    [...] Ho trovato l’idea di fondo decisamente brillante, visionaria in un certo senso, una sorta di estremizzazione di ciò che è il mondo di oggi. Il romanzo infatti, pubblicato nel 1953, descrive una società dal taglio distopico in cui la superficialità spadroneggia, risultato dell’influenza ossessionante delle televisioni e delle radio sulla gente, mezzi usati dallo stato per diffondere notizie falsate sulla situazione politica reale e programmi futili atti a uniformare il pensiero delle persone, a renderle tutte uguali. Esse vengono distratte dallo scorrere veloce delle immagini e dalle chiacchiere dei personaggi fittizi che fanno capolino, senza avere il tempo di soffermarsi a pensare, il non pensare diventa addirittura sinonimo di felicità, benché prevalentemente di facciata. Ed è questa la ragione per cui i libri vengono aboliti: ogni libro si fa portatore del messaggio di colui che lo ha scritto, spingendo il lettore a reinterpretarlo secondo la propria opinione e a coltivare quindi un pensiero nuovo tutto suo, iniziativa oltremodo pericolosa in un mondo che non tollera le eccezioni. [...]

    Per la recensione completa: http://lanicchialetteraria.altervista.org/?p=709

    ha scritto il 

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