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Fahrenheit 451

Gli anni della fenice [ Oscar 78 ]

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar 78)

4.2
(17172)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Finlandese , Olandese , Catalano , Turco , Ungherese , Sloveno , Svedese , Galego , Giapponese , Russo , Basco , Polacco , Chi semplificata , Greco

Isbn-10: A000034920 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
"Questo è il libro più visionario che abbia mai letto": è il giudizio di Aldous Huxley, scienziato e scrittore britannico su "Fahrenheit 451".
La storia di questo romanzo è terrificante e ammonitrice: racconta le avventure morali di un "milite del fuoco" chiamato, in un'èra tecnologica spaventosamente avanzata, a bruciare con getti di kerosene biblioteche e persone considerate come residui di barbarie, resti pericolosi di una concezione eversiva della vita.
Montag, il personaggio di questo racconto, trafugando e mandando a memoria un libro dopo l'altro, riuscirà a sottrarsi allo sfacelo a cui una civiltà del genere è predestinata e, insieme con un'élite di scienziati e umanisti rifugiatisi nelle foreste, sarà chiamato a far rifiorire la vita dalle ceneri atomiche.
Come nelle "Cronache marziane", l'Autore tiene d'occhio l'involuzione etica che va manifestandosi nella civiltà contemporanea e ammonisce l'uomo a sottrarsi con tutte le sue forze all'alienazione che sta distruggendo giorno per giorno, ora per ora, la sua umanità.

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  • 5

    «La Fenice» disse.
    «Che cosa?»
    «C'era un buffissimo uccello, chiamato Fenice, nel più remoto passato, prima di Cristo, e questo uccello ogni quattro o cinquecento anni si costruiva una pira e ci s'imm ...continua

    «La Fenice» disse.
    «Che cosa?»
    «C'era un buffissimo uccello, chiamato Fenice, nel più remoto passato, prima di Cristo, e questo uccello ogni quattro o cinquecento anni si costruiva una pira e ci s'immolava sopra. Ma ogni volta che vi si bruciava, rinasceva subito poi dalle sue stesse ceneri, per ricominciare. E a quanto sembra, noi esseri umani non sappiamo fare altro che la stessa cosa, infinite volte, ma abbiamo una cosa che la Fenice non ebbe mai.
    Sappiamo la colossale sciocchezza che abbiamo appena fatta. Conosciamo bene tutte le innumerevoli assurdità commesse in migliaia di anni e finché sapremo di averle commesse e ci sforzeremo di saperlo, un giorno o l'altro la smetteremo di accendere i nostri fetenti roghi funebri e di saltarci sopra.
    Ad ogni generazione, raccogliamo un numero sempre maggiore di gente che si ricorda.»

    ha scritto il 

  • 5

    Recensione: Fahrenheit 451

    Fahrenheit 451 (noto anche come “Gli anni della fenice”), è un romanzo di fantascienza del 1953 ambientato nel futuro (da cui verrà tratto un omonimo film), scritto da Ray Bradbury, scrittore e scene ...continua

    Fahrenheit 451 (noto anche come “Gli anni della fenice”), è un romanzo di fantascienza del 1953 ambientato nel futuro (da cui verrà tratto un omonimo film), scritto da Ray Bradbury, scrittore e sceneggiatore cinematografico statunitense. Il titolo Fahrenheit 451 si riferisce alla temperatura con cui la carta brucia, nel romanzo infatti si racconta di una società distopica, in cui leggere o avere libri è un reato, punito con l’arresto e con la distruzione della casa e dei libri, lavoro di uno speciale corpo dei vigili del fuoco che invece di spegnere gli incendi li appicca. Il protagonista principale è Guy Montag, vigile del fuoco felice del suo lavoro da incendiario. Un giorno però, Montag legge una frase da un libro che sta per bruciare, e da quel momento inizia ad incuriosirsi e a nascondere alcuni volumi a casa sua, all’insaputa della moglie Millie Mildred totalmente presa dalla vita dettatagli dalla televisione (strumento con cui lo stato educa i cittadini come vuole). Dopo aver conosciuto Clarisse Mc Clellan, ragazza vicina di casa diversa dalle altre persone ed aver assistito al suicidio di una vecchia signora insieme ai propri volumi, il vigile cambia e decide di lasciare il lavoro per leggere libri. Affrontate varie peripezie, aiutato da Faber, ex professore di lettere, e dopo uno scontro con il capitano Beatty (capitano della stazione dei pompieri dove lavora Montag) e il segugio (cane meccanico programmato per trovare i lettori), Montag affrontata una fuga dove si vede inseguito da un altro segugio, arriverà in seguito in un luogo dove vari letterati, scienziati e poeti si nascondono e conoscono a memoria i libri per poterli tramandare fino a dopo la guerra che sta per scatenarsi. E’ chiaro che Ray con questo racconto vuole mettere in guardia il lettore dall’ignoranza che comporterebbe un mondo senza libri, nel quale lo stato decide cosa devono sapere i cittadini, educandoli tramite tv, slogan e pubblicità, facendo capire che i libri sono importanti, perché aprono la mente facendoci costruire una nostra personalità. Dal mio punto di vista il romanzo è leggero e facile da leggere, a parte alcune lunghe e noiose sequenze di ragionamenti del personaggio e di descrizione dei ricordi, il racconto prende il lettore facendolo legare con il protagonista e spingendolo, grazie anche alla continua suspense, nel continuare la lettura fino alla fine, per capire cosa succede al vigile ribelle.

    ha scritto il 

  • 5

    LEGGETE PIÙ LIBRI E GUARDATE MENO TELEVISIONE

    Questo libro è stato pubblicato all'inizio degli anni cinquanta!!! Si..!! Anni Cinquanta!!! È molto all'avanguardia per quei tempi. È come se Bradbury si fosse fatto un bel viaggio nel futuro, per poi ...continua

    Questo libro è stato pubblicato all'inizio degli anni cinquanta!!! Si..!! Anni Cinquanta!!! È molto all'avanguardia per quei tempi. È come se Bradbury si fosse fatto un bel viaggio nel futuro, per poi tornare indietro e raccontare solo ciò aveva visto. È un libro coinvolgente. Scritto in modo eccellente. E dovrebbe far rifletterci. Veramente narra di un mondo fantastico, tanto lontano dal nostro presente??? Io ho i miei dubbi.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    In una società futuristica in cui la popolazione è ignorante e la mente dei suoi individui è manipolata attraverso la televisione e i libri sono illegali e coloro che li possiedono considerati crimina ...continua

    In una società futuristica in cui la popolazione è ignorante e la mente dei suoi individui è manipolata attraverso la televisione e i libri sono illegali e coloro che li possiedono considerati criminali, i quali vengoni puniti tramite l’arresto e l’incendio della loro abitazione, Guy Montag è il protagonista del libro. Guy è un incendiario, un mestiere che ha preso posto di quello del pompiere. La vita di Montag è sconvolta dall'incontro con una ragazza, Clarisse Mc Clellan, la quale lo fa riflettere sui valori di quella società che non dà spazio ad opinioni personali.
    Montag decide quindi spinto dalla curiosità di sottrarre alcuni libri dalle case che lui stesso incendia, raccogliendo così una certa quantità di volumi, che nasconde nella sua casa. A seguito dell’incendio della casa di una signora, la quale preferisce morire che vedere i suoi libri bruciare, Montag è invogliato a leggere il contenuto dei libri, e successivamente, rimasto sconvolto, lascia il lavoro. Il capitano dei pompieri Beatty capisce ciò che Montag sta attraversando e cerca di persuaderlo a tornare alla vita "normale", dicendogli che anche lui aveva passato un periodo simile, ma aveva subito compreso non era quel tipo di conoscenza a dare la felicità. Anche la moglie di Montag, quando lui le legge i libri, non ha un atteggiamento positivo, infatti rimane indifferente e preferisce tornare dalla sua ‘famiglia virtuale’ in salotto. Montag invece è molto deciso nel conservare i libri da lui posseduti e per questo chiama il professor Faber, un uomo che aveva conosciuto un giorno in un parco. Faber mette in contatto Montag con un vecchio tipografo, con lo scopo di ristampare i libri a cui riescono ad avere accesso. Una sera Montag torna a lavoro, ed in caserma suona l’allarme per la necessità di intervenire nel dare fuoco ad un’abitazione, che, tra lo sconcerto e la rabbia, Montag scopre essere la sua.
    Durante il corso della storia è evidenziata più volte la barriera che schermisce la società da tutto ciò che potrebbe nuocere alla felicità delle persone. La maggior parte delle vicende si svolgono in città, dove la gente si muove in metropolitana o in automobile; gli automobilisti devono mantenere una guida ad alta velocità per non incombere in un arresto, i pedoni sono visti come ribelli anticonformisti.
    Il libro ruota attorno all’idea di un mondo pieno di televisione e senza libri, un mondo triste, senza pensieri o idee originali; il romanzo mostra ciò che può portare la censura su una società, lasciando gli uomini sottomessi e senza quesiti né curiosità.

    ha scritto il 

  • 5

    tra Ritorno Al Futuro e quant'altro

    ho sempre preferito i romanzi di avventura, e questo lo considero tale. lo adoro perché porta a riflettere senza che questo debba per forza significare rinunciare alla bellezza stilistica. andrebbe le ...continua

    ho sempre preferito i romanzi di avventura, e questo lo considero tale. lo adoro perché porta a riflettere senza che questo debba per forza significare rinunciare alla bellezza stilistica. andrebbe letto a scuola; se non altro, da quelli della nostra generazione: tra Ritorno Al Futuro e quant'altro.

    ha scritto il 

  • 5

    Penare che era stato scritto nel 1953... e già prevedeva il dominio assoluto della (bassa) cultura televisiva...
    Si Potrebbero scrivere migliaia di cose su questro libriccino che comprende al suo int ...continua

    Penare che era stato scritto nel 1953... e già prevedeva il dominio assoluto della (bassa) cultura televisiva...
    Si Potrebbero scrivere migliaia di cose su questro libriccino che comprende al suo interno un mondo intero, mi limiterò a questo - La cultura, inqualsiasi senso la si possa intendere non muore mai, come la Fenice rinasce sempre dalle proprie ceneri, anzi, di queste ha bisogno per igenerarsi...

    ha scritto il 

  • 5

    Un distópico mundo

    Imaginar un futuro con restricciones a las libertades comunes debe ser un pensamiento que se debe sentir lejano para muchos, caso distinto de lo que sucede en el país de Montag, un lugar donde todos s ...continua

    Imaginar un futuro con restricciones a las libertades comunes debe ser un pensamiento que se debe sentir lejano para muchos, caso distinto de lo que sucede en el país de Montag, un lugar donde todos son felices, o al menos tienen que serlo. Montag no es parte del engranaje de un país (o un mundo) donde la “libertad” se ha conseguido a base de lavados masivos de cerebros. Montag es bombero en su ciudad, pero su labor, paradójicamente, no es apagar incendios sino provocarlos para quemar libros, porque está prohibido leer, leer solo causa angustias, te invita a pensar, a indagar en los profundos abismos del ser y te hace ingenuamente feliz. Tú tienes que ser feliz a la fuerza, sin pensar mucho, sin analizar la realidad, sin preguntarte el porqué de lo que te rodea. Los libros son el enemigo. Pero Montag no lo sabe, carga con una esposa suicida que no le ama y lleva una vida miserable y vacía, sin saberlo. Pero es feliz. Feliz como muchos en este país. En el Perú no está prohibido leer, pero muy pocos lo hacen. No se queman libros, pero se queman cerebros. ¿Somos libres en realidad? ¿Tenemos libertad o solo lo poco que nos dan? ¿Los medios cuentan la verdad o solo su verdad? Creo que no me equivoco al pensar que nos encaminamos a ser como los ciudadanos del país de Montag.
    Bradbury escribe un libro muy profundo que se puede adaptar a cualquier momento de la historia y puede ser entendido por cualquier generación, como un recordatorio de lo que llegará a conseguir el poder bajo nuestra venia.

    ha scritto il 

  • 5

    Gli incendiari, che con il loro cherosene assaltano le case che contengono librerie segrete e internano i proprietari.
    I libri sono proibiti!
    Leggere è male!
    Il fuoco è bene perché non è solo distruzi ...continua

    Gli incendiari, che con il loro cherosene assaltano le case che contengono librerie segrete e internano i proprietari.
    I libri sono proibiti!
    Leggere è male!
    Il fuoco è bene perché non è solo distruzione ma è anche rinascita, come la fenice.
    Montag però è diverso, un incontro e qualcosa cambia in lui.
    La rivoluzione più significativa è quella che parte dalla nostra anima e solo così l'intenzione sarà forte e salda.

    Sinceramente non avevo pretese ne pregiudizi in merito, sapevo che era uno di quei libri che almeno una volta nella propria vita bisogna leggere, e sono felice di aver fatto questa scoperta.
    Non mi ero documentata (come hanno consigliato altri prima di me) quindi per me la trama, il periodo storico e il messaggio che voleva dare, erano un po una incognita.
    Ma nonostante questo mi è piaciuto moltissimo.
    La scrittura non è così immediata, l'uso di metafore ricercate ed elaborate rendono la lettura poco scorrevole soprattutto all'inizio quando una persona apre il libro e non sa cosa aspettarsi.
    Ma una volta accomodati dentro la storia tutto diventa familiare, i luoghi e le persone, la falsa felicità e la sotterranea tristezza.
    Si viene catapultati in un mondo non molto diverso da come siamo ora, con questa tecnologia sovrastante, gli stereotipi da seguire, lasciarsi andare alla corrente, la paura di restare soli, il terrore per il silenzio e la mancanza di scambi personali, la falsa vicinanza con le persone ma un enorme senso di pericolo e diffidenza.
    I libri sono esclusi dalla vita di queste persone perché la società, ci vuole anestetizzati e incapaci di pensare. Una persona che va contro corrente è un elemento di disturbo perché può svegliare gli altri dal torpore e a questo punto la massa diventa ingestibile.
    Ognuno con i propri sogni, ognuno con le proprie caratteristiche, ognuno con le proprie idee e preferenze. No, questo non va bene, sono troppe cose che vano tenute sotto controllo, è meglio uniformare, è meglio eliminare tutte le strade e tenerne una facendo credere a tutti che sia la strada migliore in assoluto.
    La guerra incombe, la tecnologia regna ma noi siamo troppo addormentati per accorgerci di ciò che sta accadendo, e siamo tenuti a bada da immagini e input che ci fanno credere che tutto va bene mentre qualcosa, sotto il primo strato pelle, è pronto a farsi strada e farci ammalare senza che noi ce ne rendiamo conto.
    La storia è attuale, tagliente e veloce. Il messaggio è profondo e spunto di riflessione.
    Credo di aver appena scoperto un altri di quei libri che non possono più mancare nella mia libreria e che mi sa, regalerò a mia volta.

    ha scritto il 

  • 4

    Fahrenheit 451 è un romanzo che invita a riflettere sull'importanza della cultura e sul valore dei libri, specchi di una realtà molto più profonda di quella che possiamo cogliere, filtri per comprende ...continua

    Fahrenheit 451 è un romanzo che invita a riflettere sull'importanza della cultura e sul valore dei libri, specchi di una realtà molto più profonda di quella che possiamo cogliere, filtri per comprenderla e, allo stesso tempo, testimonianze di cui far tesoro per evitare il ripetersi di eventi terribili. Ma è anche un inno alla libertà nel suo complesso, alla bellezza dell'osservazione e dell'esperienza della vita - simboleggiata dalla vivace e sfortunata Clarisse e dal suo dissetarsi delle gocce di pioggia, alla ricchezza della comunicazione e della condivisione. Fahrenheit 451 è una lucida analisi di quella che sarebbe una società che rinunciasse del tutto al pensiero, portando all'estremo un atteggiamento che, purtroppo, la modernità ha ampiamente sviluppato.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/02/fahrenheit-451-bradbury.html

    ha scritto il 

  • 4

    Quanto è lontano dalla realtà?

    Commentare un libro come questo non è affatto semplice. E non ho la presunzione di pensare di aver capito tutto quello che il libro avrebbe da dire! Ma è uno di quei libri che dovrebbero stare in tutt ...continua

    Commentare un libro come questo non è affatto semplice. E non ho la presunzione di pensare di aver capito tutto quello che il libro avrebbe da dire! Ma è uno di quei libri che dovrebbero stare in tutte le case, uno di quei libri che tutti dovrebbero leggere.
    Premetto che non lo avevo mai comprato perché pensavo che parlasse di guerra (una qualsiasi, anche quella fredda), tipo... caccia ad ottobre rosso, giusto per fare il primo esempio che mi viene in mente. Chissà perché mai... forse il titolo, che sembra un codice, o il nome di una squadriglia aerea, di una nave da guerra, di un sommergibile... Poi per i miei (primi?) quarant'anni, una mia amica mi ha regalato una serie di titoli che dovrebbero essere di default nelle librerie domestiche, e che nella mia non c'erano (a confronto, invece, i libri che io ho regalato a lei per i suoi quarant'anni - ah, che bello avere qualcuno con cui scambiarsi i libri alle feste! - sono letture da ombrellone... ma questo è un altro discorso...)
    Ho dunque iniziato da questo (letto tutto in meno di una gikrnata), e come dicevo prima, non è facile commentarlo.
    Innanzi tutto, non so come mai, ma mi ricordava vagamente il libro "il mondo nuovo" di Aldous Huxley, che ho letto e riletto piu volte diversi anni fa, sebbene il genere fantascientifico non sia uno dei miei preferiti. Ecco, magari sto dicendo una grandissima castroneria ma l'idea di una società dittatoriale coperta da una finta democrazia, il controllo dei pensieri e delle menti, la necessità (od obbligo) di uniformarsi al dictat sociale, mi sembrano alcuni punti in comune tra le due opere. Certamente non ne scaturisce una visione ottimistica del nostro progredire... e devo ammettere che purtroppo ciò che leggiamo sui giornali ed ascoltiamo in TV, non fa immaginare un futuro migliore di quello scritto da Bradbury (come da Huxley). Insomma: più che fantascienza, attualità.
    Peccato per il finale, che mi è parso un po' arrangiato e frettoloso. Sicuramente da rileggere con maggiore attenzione.

    ha scritto il 

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