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Fahrenheit 451

Di

Editore: CDE (su licenza Mondadori)

4.2
(16924)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 195 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Finlandese , Olandese , Catalano , Turco , Ungherese , Sloveno , Svedese , Galego , Giapponese , Russo , Basco , Polacco , Chi semplificata , Greco

Isbn-10: A000116709 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, tra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere, inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscata dalle tenebre della società tecnologica imperante. Scritto nel lontano 1953, "Fahrenheit 451", romanzo prediletto di artisti del calibro di Aldous Huxley e François Truffaut, attesta ancora oggi Bradbury tra i massimi scrittori di fantascienza di tutti i tempi.
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  • 4

    Libro assolutamente imprescindibile che va assolutamente letto, perché, per quanto ipoteticamente irreale o distopico, sottolinea un aspetto molto importante che solo la mancanza di libri può produrre. Infatti il messaggio contenuto nel testo non è poi tanto lontano da alcune realtà radicali e f ...continua

    Libro assolutamente imprescindibile che va assolutamente letto, perché, per quanto ipoteticamente irreale o distopico, sottolinea un aspetto molto importante che solo la mancanza di libri può produrre. Infatti il messaggio contenuto nel testo non è poi tanto lontano da alcune realtà radicali e fuorvianti, e non parlo solo di regimi politici passati e presenti ma mi riferisco soprattutto a quello svuotamento di contenuti, a quella superficialità dilagante che una tecnologia estremizzata e totalizzante può produrre. Farenheit non è solo l’apologia del LIBRO ma è l’esaltazione della genialità e della libertà dell’uomo che si nasconde in un libro. In una società come quella descritta da Bradbury in cui tutti sono abituati a non farsi domande, perché sono alla ricerca della “felicità”, dove esiste solo il culto del divertimento come l'unico principio su cui ruota la vita, il libro è proprio quel “fucile carico” che può spararti in faccia dubbi, contraddizioni, incoerenze, insicurezze. Insomma il libro rende diversi!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Elvira ha ricordato qualcosa. Come ho fatto?, ha detto lei, e che ne so, ho detto io, ma cosa hai ricordato?, ho aggiunto, è così importante sapere cosa ho ricordato?, ha detto lei, senti, ho detto io, dimmi cosa hai ricordato, ok, ha detto lei, e me l'ha detto. Quindi eri veramente con Pop ...continua

    Elvira ha ricordato qualcosa. Come ho fatto?, ha detto lei, e che ne so, ho detto io, ma cosa hai ricordato?, ho aggiunto, è così importante sapere cosa ho ricordato?, ha detto lei, senti, ho detto io, dimmi cosa hai ricordato, ok, ha detto lei, e me l'ha detto. Quindi eri veramente con Pop Artist, ho detto io, sì, ha detto lei, e mi chiamava funny, e questo è strano, ho detto io, già, ha detto Elvira, non puoi essere divertente, ho detto io, già, ma forse sbagliamo, ha detto Elvira, in che modo?, ho detto io, due modi, ha detto Elvira, a:posso essere divertente, b:non mi chiamava fˈʌnɪ, forse mi chiamava in qualche altro modo e io non ho ascoltato bene. Forse non importa, ho detto io. Io credo di sì, ha detto Elvira. E perché?, ho detto io. Può aiutarmi a capire come ho ricordato, ha detto Elvira. La vedo dura, ho detto io. Vero, pop corn?, ha detto lei. Chiaro, ho detto io e li siamo andati a fare ma li abbiamo bruciati e erano pure gli ultimi.

    ha scritto il 

  • 4

    A me è piaciuto ma devo ammettere che mi aspettavo di più. La storia e l'ambientazione sono belle e ben pensate anche se molto tristi, ma speravo in un maggiore coinvolgimento nella storia: tutto succede troppo rapidamente e devo dire che qualche pagina in più non avrebbe guastato.
    Bello in ...continua

    A me è piaciuto ma devo ammettere che mi aspettavo di più. La storia e l'ambientazione sono belle e ben pensate anche se molto tristi, ma speravo in un maggiore coinvolgimento nella storia: tutto succede troppo rapidamente e devo dire che qualche pagina in più non avrebbe guastato.
    Bello invece lo stile che è molto metaforico e che in parte riesce a far immedesimare di più il lettore rispetto alla storia, che come dicevo è molto stringata e non dà il tempo di identificarsi con il protagonista.

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro dei libri. Fornisce diversi spunti di riflessione, è un manifesto di lotta all'omologazione in una società che ci vuole tutti uguali e non pensanti. Un popolo che non pensa è più facile da assoggettare.

    ha scritto il 

  • 4

    Le prime pagine del libro sono spiazzanti.
    La scrittura è ricca di similitudini e metafore, in quantità così elevata che, a tratti, è quasi difficile discernere ciò che l'autore vuole dire.
    Con il proseguo della storia, però, ci si abitua al suo modo di esporre il suo mondo futuro, e ...continua

    Le prime pagine del libro sono spiazzanti.
    La scrittura è ricca di similitudini e metafore, in quantità così elevata che, a tratti, è quasi difficile discernere ciò che l'autore vuole dire.
    Con il proseguo della storia, però, ci si abitua al suo modo di esporre il suo mondo futuro, e qui iniziano le riflessioni.
    E i timori nei confronti di questo scenario non così dissimile da quello che vorrebbero - già ora - certi politicanti.
    Il libro è visto come un nemico e, in senso più ampio, la cultura in sé.
    Tutto è standardizzato, uniformato, apatico. E chi cerca di uscire da questa realtà viene eliminato.
    E' interessante il percorso di "risveglio" del protagonista, fatto di stati temporanei di follia e di mosse imprevedibili quanto infantili. Pare come se si risvegliasse da un lungo sonno, e che questo risveglio improvviso avesse minato parte delle sue capacità cognitive, spingendolo a commettere imprudenze a volte non necessarie.
    Alla fine, comunque, riesce a ristabilire un primo contatto col mondo "vero", e questo offre una speranza anche per il lettore.
    Per un mondo dove, si spera, i libri non vengano più bruciati.
    Lettura interessante, che trova molti spunti nel mondo di oggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Impressionante visione del prossimo futuro, da parte di un uomo degli anni '50. Il potere della TV e l'ottundimento della stessa a danno del libero pensiero, la crociata contro qualunque oggetto che somigli ad un libro o rivista o microfilm e della cultura in generale.
    A me ha dato un po' d ...continua

    Impressionante visione del prossimo futuro, da parte di un uomo degli anni '50. Il potere della TV e l'ottundimento della stessa a danno del libero pensiero, la crociata contro qualunque oggetto che somigli ad un libro o rivista o microfilm e della cultura in generale.
    A me ha dato un po' di pelle d'oca pensando alla nostra realtà ed alle generazioni cresciute davanti alla TV, senza neanche l'opzione di un buon libro ....

    ha scritto il 

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