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Fahrenheit 451

Di

Editore: CDE (su licenza Mondadori)

4.2
(17010)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 195 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Chi tradizionale , Portoghese , Tedesco , Finlandese , Olandese , Catalano , Turco , Ungherese , Sloveno , Svedese , Galego , Giapponese , Russo , Basco , Polacco , Chi semplificata , Greco

Isbn-10: A000116709 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giorgio Monicelli

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, tra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere, inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscata dalle tenebre della società tecnologica imperante. Scritto nel lontano 1953, "Fahrenheit 451", romanzo prediletto di artisti del calibro di Aldous Huxley e François Truffaut, attesta ancora oggi Bradbury tra i massimi scrittori di fantascienza di tutti i tempi.
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  • 4

    "Castriamo la mente dell'uomo"

    Ambientato in una società posteriore al 1960, in cui il possesso e la lettura dei libri è considerato un crimine contro lo Stato, Fahrenheit 451 si prefigge di denunciare i rischi in cui si potrebbe incorrere con un'ipotetica società anti-utopica. L'opera designa una civiltà di uomini derubati di ...continua

    Ambientato in una società posteriore al 1960, in cui il possesso e la lettura dei libri è considerato un crimine contro lo Stato, Fahrenheit 451 si prefigge di denunciare i rischi in cui si potrebbe incorrere con un'ipotetica società anti-utopica. L'opera designa una civiltà di uomini derubati di qualsiasi caratterizzazione psicologica, trasformati in automi privi di idee e condannati a rimanere tali, vuoti. Infatti un governo dittatoriale, dopo aver bandito qualsiasi forma di cultura, ha offerto ai cittadini l'illusione di poter ottenere le informazioni necessarie a condurre una vita felice, attraverso la televisione, con la quale controlla ed "educa" le menti. Le persone non riflettono, poiché ipnotizzate dall'imposizione dei consumi di massa e dominate dalla manipolazione delle informazioni. Montag, il protagonista, vive in questa società allucinante e svolge la professione di vigile del fuoco, istituita al fine di bruciare ogni forma di informazione cartacea ed intesa, quindi, come opera di purificazione.
    Dice il capo dei vigili al riguardo:
    "Furono assegnati loro nuovi compiti, li si designò custodi della nostra pace spirituale, il fulcro della nostra comprensibile e giustissima paura di apparire inferiori." La cultura è temuta, la libertà di espressione demistificata, resa malvagia e nociva. All'interno di questo contesto Montag fa la conoscenza di Clarisse, una ragazzina che mantiene una personalità autentica e libera, e ,colloquiando con lei ,si rende conto di non essere felice, entrando in conflitto con la società di cui fa parte. La felicità, infatti, è mera apparenza, una facciata sterile dalla quale ,inconsapevolmente, le persone tentano di fuggire attraverso l'autodistruzione.
    Montag percepisce la decadenza del mondo di cui è figlio e si ribella, finendo per trasmetterci la speranza in un futuro migliore.

    ha scritto il 

  • 4

    Sconvolgentemente attuale!

    "Riempi i loro crani di dati non combustibili, imbottiscili di fatti a tal punto che non si possano più muovere tanto sono pieni, ma sicuri di essere veramente bene informati, dopodichè avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno"

    ha scritto il 

  • 4

    Gli anni della fenice

    Di solito non leggo molto volentieri i libri di fantascienza, ma per questo ho fatto un’eccezione.
    La storia è ambientata in un ipotetico futuro, ma non viene indicato un anno o un periodo preciso.

    L’autore attraverso le sue parole ci porta in un mondo senza cultura, un mondo senza l ...continua

    Di solito non leggo molto volentieri i libri di fantascienza, ma per questo ho fatto un’eccezione.
    La storia è ambientata in un ipotetico futuro, ma non viene indicato un anno o un periodo preciso.

    L’autore attraverso le sue parole ci porta in un mondo senza cultura, un mondo senza libri, un mondo dove l’unico pensiero è quello di avere qualche parete tv in più, un mondo dove i possessori di libri vengono bruciati.
    In questo strano mondo i pompieri non servono più perché le case sono state costruite con materiali ignifughi.
    In questo mondo i pompieri stessi appiccano il fuoco, bruciano tutti i libri ed i possessori di quest’ultimi.

    Ho provato ad immedesimarmi nella storia e mi sa proprio che pure io sarei finita in qualche rogo. Non riuscirei a staccarmi da tutti i miei volumi, a stare senza leggere ed a farmi rimbambire dalla televisione.

    In questa storia anche il titolo ha un suo perché, “Fahrenheit 451” è riferito alla temperatura di autocombustione della carta ed i 451 gradi Fahrenheit corrispondono a 232,78 gradi Celsius.

    La scrittura è molto coinvolgente e tutti i fatti narrati si svolgono nel giro di tre o quattro settimane.
    Lo scrittore riesce a tenere incollato il lettore anche se alcune parti le ho trovate un po’ noiose perché alcune scene di azione venivano interrotte da interminabili discorsi che spiegavano il funzionamento di questa strampalata società.

    Passiamo alla trama del libro.

    Il protagonista è Guy Montag, uno dei pompieri professionisti o meglio, uno degli incendiari professionisti.
    In questa strana società l’unico mezzo di comunicazione è la televisione. I libri sono proibiti e chi ne possiede viene bruciato insieme a loro.
    Una sera Guy conoscerà Clarisse, una stravagante ragazzina che in un certo senso gli farà aprire gli occhi.
    Guy verrà assalito da dubbi e si chiederà se quello che sta facendo sia davvero la cosa giusta.
    Scatterà in lui un meccanismo inverso che gli farà fare cose mai pensate prima. Tutto ciò gli cambierà la vita.

    Che altro dire? È un libro che voglio consigliare a tutti. Si tratta di una storia pazzesca che fa riflettere moltissimo sull’importanza e sull’influenza che hanno su di noi i libri.

    Buona lettura!

    “Tu non sei nulla. Un giorno, il fardello che ognuno di noi deve portare può riuscire utile a qualcuno.”

    ha scritto il 

  • 4

    Cenere, libri, kerosene e filosofia.

    Ray Bradbury amava i libri con tutto sé stesso. Riponeva la propria vita fra le pagine polverose e le sgualcite copertine dei libri delle biblioteche della California, dove cominciò a scrivere i testi che avrebbero consacrato alla grande la sua vita da scrittore. In Fahrenheit 451, il fuoco funge ...continua

    Ray Bradbury amava i libri con tutto sé stesso. Riponeva la propria vita fra le pagine polverose e le sgualcite copertine dei libri delle biblioteche della California, dove cominciò a scrivere i testi che avrebbero consacrato alla grande la sua vita da scrittore. In Fahrenheit 451, il fuoco funge come deus-ex machina di un intero intreccio. Col fuoco inizia, col fuoco finisce, e dalle fiamme non saremo capaci di allontanarci durante tutta la durata della storia.

    Filosofia e distopia sono le chiavi di lettura, il collante che tiene assieme le pagine di questa immortale vicenda. Immortale e minacciosamente vicina, in un mondo che si appresta a trascurare l'importanza della cultura e della saggezza. Siamo in un'epoca non ben definita, ma all'incirca definibile attorno al 1960. Gli elementi storici che conosciamo sono pochi, fra i quali troviamo la bomba atomica, minaccia costante che aleggia nelle vite dei personaggi, e una seconda guerra mondiale terminata non da poco tempo.
    Il resto delle informazioni e della storia sono sepolti sono una massa informe di cenere e carboni ardenti, frutto dell'opera dei Vigili del fuoco. Figura opposta a quella che conosciamo noi, dato che questi Vigili si fregiano del compito di bruciare le cose, anziché salvarle dalle fiamme.

    Questo servizio, questo corpo di vigilanza, opera da anni in questo settore, all'oscuro di ciò che realmente contribuisce a fare: bruciare ogni forma di cultura, di storia, di sapere, ogni pezzo di carta, libro, atlante, scritto e cronaca esistenti. Un'operazione che copre a tappeto tutta quanta la terra conosciuta. La lettura è proibita, come lo é custodire dei libri.
    Il protagonista, Guy, è proprio uno di questi Vigili del Fuoco, dalla mente ottenebrata dal fuoco e dal cherosene. L'euforia, il piacere, l'orgasmo che gli procura il bruciare i libri è un qualcosa di inspiegabile, un nutrimento per il suo animo frivolo e vuoto.
    Ma proprio lui, che spesso é a contatto con gli oggetti probiti, si ritrova a provare curiosità, a sentire un impulso verso quei gusci di sapienza perduta, a bramare i libri. La sua mente sembra volere di più, gli ingranaggi del suo cervello si lubrificano man mano che scopre di voler leggere, di provare interesse per gli strumenti considerati così pericolosi e vietati dalle istituzioni, fino a capire, grazie anche alle parole della sua piccola ed eccentrtica vicina di casa Clarisse, che qualcosa non va in quello che fa ogni giorno. Qualcosa gli dice che bruciare i libri è sbagliato, e tutto comincerà quando, invece di bruciare un tomo, lo nasconde nella veste, portandolo a casa con sé.

    Il disagio del protagonista è palpabile, così come quello della società travolta dalla distopia dell'era. L'ignoranza, l'inerzia con la quale la società tira avanti è sconvolgente, quasi depressivo in alcuni punti, tale che si prova pena per la condizione in cui il mondo versa. Grottesche parodie di una società odierna, totalmente avvolta dai media, appagata da un vuoto e da una cultra relativa.
    La gente è totalmente assorbita dai teleschermi mastodontici, che ricoprono intere pareti, e dai programmi televisivi, momenti cult della giornata. La tecnologia "steampunk" la fa da padrone, facendo la sua apparizione attraverso suggestivi segugi meccanici, apparentemente letali, e dotati di armi impensabili all'epoca, vere e proprie armi senzienti.
    Ciò che però non traspare è la situazione politica reale, nessuno schieramento preciso, nessun riferimento a ciò che ha determinato la situazione attuale degli eventi, il responsabile reale dell'affossamente della cultura nel mondo, dato di fatto che predispone Bradbury in una posizione di stallo politica, dove entrambi gli estremismi politici sono alla pari, nel bene e nella distruzione.

    La filosofia ha un ruolo chiave nel momento in cui il flusso di coscienza del protagonista prende piede, la sua mente totalmente avvolta dai dubbi, domande che prendono vita laddove prima c'era solo la volontà di bruciare, di ardere e mandare in cenere ogni pezzo di carta che gli si parasse davanti. L'amore dell'autore per i libri infine emergerà prepotentemente, scagliando i lettori proprio al centro del suo pensiero, parando davanti a tutti il mistico fascino della lettura e il suo potere ristoratore nella mente dell'uomo.

    ha scritto il 

  • 5

    "Non c'è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell'Universo per mettere insieme un mantello con cui rivestirci."

    Indispensabile!!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Libro assolutamente imprescindibile che va assolutamente letto, perché, per quanto ipoteticamente irreale o distopico, sottolinea un aspetto molto importante che solo la mancanza di libri può produrre. Infatti il messaggio contenuto nel testo non è poi tanto lontano da alcune realtà radicali e f ...continua

    Libro assolutamente imprescindibile che va assolutamente letto, perché, per quanto ipoteticamente irreale o distopico, sottolinea un aspetto molto importante che solo la mancanza di libri può produrre. Infatti il messaggio contenuto nel testo non è poi tanto lontano da alcune realtà radicali e fuorvianti, e non parlo solo di regimi politici passati e presenti ma mi riferisco soprattutto a quello svuotamento di contenuti, a quella superficialità dilagante che una tecnologia estremizzata e totalizzante può produrre. Farenheit non è solo l’apologia del LIBRO ma è l’esaltazione della genialità e della libertà dell’uomo che si nasconde in un libro. In una società come quella descritta da Bradbury in cui tutti sono abituati a non farsi domande, perché sono alla ricerca della “felicità”, dove esiste solo il culto del divertimento come l'unico principio su cui ruota la vita, il libro è proprio quel “fucile carico” che può spararti in faccia dubbi, contraddizioni, incoerenze, insicurezze. Insomma il libro rende diversi!!!

    ha scritto il 

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