Fahrenheit 451

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Publisher: Ballantine Books

4.2
(17894)

Language: English | Number of Pages: 190 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) French , Spanish , Chi traditional , Portuguese , German , Italian , Finnish , Dutch , Catalan , Turkish , Hungarian , Slovenian , Swedish , Galego , Japanese , Russian , Basque , Polish , Chi simplified , Greek

Isbn-10: 0345342968 | Isbn-13: 9780345342966 | Publish date: 

Cover Design: Joseph Mugnaini

Also available as: Audio CD , Hardcover , Paperback , Audio Cassette , Library Binding , School & Library Binding , Softcover and Stapled , Unbound , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The 50th Anniversary Edition

Guy Montag was a fireman whose job it was to start fires...
The system was simple. Everyone understood it. Books were for burning... along with the houses in which they were hidden.
Guy Montag enjoyed his job. He has been a fireman for ten years, and he had never questioned the pleasure of the midnight runs nor the joy of watching pages being consumed by flames... never questioned anything until her met a seventeen-year-old girl who told him of a past when people were not afraid.
Then he met a professor who told him of a future which people could think... and Guy Montage suddenly realized what he had to do!
"Frightening in its implications... Mr. Bradbury's account of this insane world, which bears many alarming resemblances to our own, is fascinating!" The New York Times
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  • 5

    L'esattezza

    Definire Bradbury uno scrittore di genere, uno scrittore di “fantascienza” è come minimo riduttivo.
    È uno Scrittore.
    Ha uno stile. Con stile intendo una visione del mondo e l’invenzione del modo di ...continue

    Definire Bradbury uno scrittore di genere, uno scrittore di “fantascienza” è come minimo riduttivo.
    È uno Scrittore.
    Ha uno stile. Con stile intendo una visione del mondo e l’invenzione del modo di comunicarla. Ed è uno stile affilatissimo, preciso, chirurgico, che gli scaturisce con naturalezza da una grande consapevolezza. Italo Calvino intitola la sua terza conferenza delle “Lezioni americane” alla “Esattezza”. Ecco, Bradbury è Maestro in questo “valore o qualità o specificità della letteratura”. Le sue opere (e Fahrenheit 451 è tra i suoi capolavori) hanno disegni precisi, le immagini evocate sono sempre icasticamente nitide e il linguaggio, nella scelta del lessico è originale e perfettamente aderente ai contenuti e alle finalità. Personalissimo.
    La trama di Fahrenheit 451 anche se è diventata un classico, oggi non è più originalissima. Ma si deve considerare che il romanzo è stato scritto nel 1953.
    Però... leggere romanzi distopici, ancora oggi, o forse a maggior ragione proprio oggi, e proprio in Italia, dove abbiamo un gran bisogno di consapevolezza e coscienza politica sia a livello nazionale che internazionale, considerando che da sempre la mancanza di questa nel “popolino” è “IL” mezzo (e forse direi anche l’unico) attraverso il quale i poteri (e non solo quello politico) esercitano se stessi... beh... fa un gran bene alla salute!

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  • 3

    Troppa fantascienza (per chi non ama il genere)

    Ho trovato questo libro carino, anche se non mi ha colpita particolarmente in quanto non sono un'appassionata di libri di fantascienza. Nonostante questo, riconosco che Fahrenheit sia un cult.
    Consigl ...continue

    Ho trovato questo libro carino, anche se non mi ha colpita particolarmente in quanto non sono un'appassionata di libri di fantascienza. Nonostante questo, riconosco che Fahrenheit sia un cult.
    Consiglierei questo libro per gli amanti del genere.

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  • 4

    Normalmente non amo la letteratura "fantascientifica", ma questo è davvero molto, molto di più. E' stato scritto nel 1951 ed è incredibilmente profetico! Quando lo si legge, ci si riconosce purtroppo ...continue

    Normalmente non amo la letteratura "fantascientifica", ma questo è davvero molto, molto di più. E' stato scritto nel 1951 ed è incredibilmente profetico! Quando lo si legge, ci si riconosce purtroppo tutti i mali della nostra società attuale . Davvero un bel libro, in certi passaggi anche poetico.

    said on 

  • 3

    Una sera in tv, tanti anni fa, hanno dato la pubblicità de Il pianeta delle scimmie. Quello originale, 1968, Charlton Heston, non le schifezze successive.
    Mio padre vide la pubblicità, rimase un po' p ...continue

    Una sera in tv, tanti anni fa, hanno dato la pubblicità de Il pianeta delle scimmie. Quello originale, 1968, Charlton Heston, non le schifezze successive.
    Mio padre vide la pubblicità, rimase un po' pensoso, poi disse "eh, bel film!".
    Siccome è il tipico uomo di qualche generazione fa, a cui mai hanno spiegato come si fa ad esprimere quello che sente, gli ho fatto parecchie domande per decriptare quel "eh".
    Ne ho ricavato un'immagine affascinante: un sedici-diciassettenne che sfrutta un pomeriggio in cui non lavora, va a fare il cretino con i suoi amici al cinema tra lanci di popcorn (sì, c'erano già) e sigarette clandestine (sì, all'epoca il film si guardava attraverso una cortina di fumo), vede questa storia strana con le scimmie che parlano, ci ride sopra, scherza, cazzeggia... poi arriva la scena finale e ci rimane talmente dimmerda da pensarci e ripensarci per giorni, prima di addormentarsi.

    Da quella volta mi si è piantato in testa il tarlo del "chissà com'è stato per chi lo ha visto - o lo ha letto - quando è uscito".
    Noi ormai sappiamo dove è ambientato Il pianeta delle scimmie, lo sanno tutti.
    Ormai tutti sanno che Romeo e Giulietta muoiono. Tutti sanno che Dantès fugge dalla prigione. Tutti sanno che Humbert è un pedofilo.
    Ma quanto è stata forte la botta, a leggerlo quando non si sapeva?
    E ormai tutti sanno che Montag brucia i libri.
    Ma come dev'essere stato leggerlo quando nessuno lo sapeva? Quando il romanzo era nuovo nuovo, o addirittura quando non era nemmeno un romanzo ma un racconto su una rivista, e non c'erano i blog a spoilerare la trama?
    Immagino le facce di chi, completamente ignaro, lesse le prime pagine e si trovò davanti questo "fireman" (il gioco di parole, purtroppo, in italiano non è così forte. Da noi c'è "pompiere", che però dà l'idea dell'acqua, o "l'uomo del fuoco", come nella mia edizione, che però non fa venire subito in mente il pompiere) che il fuoco LO CREA.
    Quanto ci avranno messo a capire che tipo di storia stavano leggendo? E quando hanno capito com'era ridotto il mondo di quella storia, come ci saranno rimasti?

    E poi mi chiedo cosa avranno pensato delle pareti parlanti, della famiglia.
    Mi immagino queste persone, che quando dicevano "televisore" pensavano a uno scatolone pesantissimo con dentro immagini sgranate in bianco e nero, che probabilmente non erano abbastanza ricche per averne uno in casa, che avevano visto la prima pubblicità meno di dieci anni prima.
    Queste persone che nemmeno immaginavano potessero un giorno esistere schermi piatti, cristalli liquidi, dolby surround, programmi fiume, buone domeniche, pomeriggi cinque, grandi fratelli, televoti, sondaggi, commenti, alessie, antonelline e marie che ti guardano, ti parlano, ti invitano a partecipare, scrivere, condividere, chiamare, restare, non cambiare, tornare dopo la pausa, il giorno dopo, alla prossima edizione.
    Chissà se avranno riso. Chissà se avranno pensato che Bradbury si era inventato proprio una gran boiata.
    Chissà se avranno immaginato noi, abitanti di un futuro non ben definito, come io oggi immagino loro. Chissà se ci avranno augurato che rimanesse solo una gran boiata immaginata da uno scrittore fantasioso.

    [Scrittore che, per amor di chiarezza in merito alle poche stelle, secondo me non scrive benissimo.
    C'è una via di mezzo tra lo spiegare tutto buttandosi sull'infodump e il dare tutto per scontato sperando che i lettori capiscano perfettamente cos'hai in testa. E lui non la imbrocca, 'sta via di mezzo.
    Sta al 90% sul "io questa cosa l'ho immaginata così e te la piazzo là senza darti una bussola" e ogni tanto casca in un 10% di "monologone spiegone moralone" che tende alla pallosità.
    Proponesse il manoscritto a una CE, oggi, lo casserebbero.]

    said on 

  • 2

    Libri proibiti

    In un mondo dove tutti i libri sono proibiti e messi al bando, come si potrebbe vivere? Sicuramente senza libertà di pensiero, e questo che vuol far capire l'autore di questo libro che, così facendo, ...continue

    In un mondo dove tutti i libri sono proibiti e messi al bando, come si potrebbe vivere? Sicuramente senza libertà di pensiero, e questo che vuol far capire l'autore di questo libro che, così facendo, ha creato un vero e proprio tributo alla letteratura. Pensavo comunque che fosse molto più interessante, dato che spesso viene paragonato a 1984 di George Orwell... ma secondo me non è paragonabile a 1984... quello si che è un bel libro.

    "Sono un temperamento asociale, dicono. Non mi mescolo con gli altri. Ed è strano, perché io sono piena di senso sociale, invece. Tutto dipende da che cosa s'intenda per senso sociale, non vi sembra?"

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  • 4

    Commiati

    Montag.
    Montag che con un lanciafiamme dà fuoco al suo capo.
    Vedere due innamorati, in stazione, versare tante lacrime da poterlo spegnere per sempre.
    Libro terribile, finito in un momento terribile. ...continue

    Montag.
    Montag che con un lanciafiamme dà fuoco al suo capo.
    Vedere due innamorati, in stazione, versare tante lacrime da poterlo spegnere per sempre.
    Libro terribile, finito in un momento terribile.

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  • 4

    Bellissimo! Leggi di più su: www.lefiammedipompei.it

    Leggi di più su: www.lefiammedipompei.it
    Guy Montag, pompiere di professione, vive in un ipotetico futuro e in un tempo imprecisato.
    Il suo lavoro risulta pressoché inutile perché gli incendi sono all ...continue

    Leggi di più su: www.lefiammedipompei.it
    Guy Montag, pompiere di professione, vive in un ipotetico futuro e in un tempo imprecisato.
    Il suo lavoro risulta pressoché inutile perché gli incendi sono all’ordine del giorno e sono tutti volontari.
    Anzi, sono gli stessi pompieri ad appiccarli ogni volta che un cittadino di questa futuristica città viene trovato in possesso di un libro.
    Facciamo per un attimo un passo indietro, la civiltà si è evoluta e il governo provvede a sostenere economicamente e materialmente i propri cittadini, soddisfacendo ogni loro esigenza e creandone sempre di nuove per instillare nelle deboli menti il desiderio di nuovi oggetti.
    Oggetti, solo di questo l’uomo ha bisogno ormai.
    Le case sono dotate di enormi tv, dove passano ininterrottamente pubblicità di ogni sorta, all’esterno di altissimi grattacieli troviamo megaschermi con spot a ripetizione continua.
    Non c’è più bisogno di pensare, tutto è a disposizione, tutto è a portata di mano di ogni cittadino e se qualcosa non puoi permettertelo, ci pensa il governo. Non c’è giorno in cui ogni abitante della città non senta la necessità di qualcosa di nuovo e futile, qualcosa che sazi il vuoto rimasto nelle loro teste.

    said on 

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