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Fahrenheit 451

By Ray Bradbury

(7)

| Paperback | 9788497823104

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Book Description

Fahrenheit 451: a temperatura á cal un libro prende lume e arde. Guy Montag é bombeiro. O seu traballo consiste en queimar libros, que están prohibidos e son fonte de discordia e infelicidade. Aínda así, Montag séntese desgrazado: o seu matrimonio es Continue

Fahrenheit 451: a temperatura á cal un libro prende lume e arde. Guy Montag é bombeiro. O seu traballo consiste en queimar libros, que están prohibidos e son fonte de discordia e infelicidade. Aínda así, Montag séntese desgrazado: o seu matrimonio está en crise. ¿Acaso hai libros agochados na súa casa? O Sabuxo Mecánico do Departamento do Lume, armado cunha agulla hipodérmica letal e escoltado por helicópteros, persegue aos disidentes que se atreven a ler. “Fahrenheit 451” de Ray Bradbury é unha novela situada nun futuro onde a xente xa non se interesa pola literatura. Constitúe xunto a “1984” de George Orwel e “Un feliz mundo novo” (Xerais, 1999) de Aldous Huxley, unha descrición profética da submisión de Occidente aos medios, ás drogas e ao conformismo. A novela de Bradbury resulta asombrosamente visionaria: televisións de tamaño de paredes que mostran telenovelas interactivas; carteis publicitarios de sesenta metros de longo nas estradas; altofalantes en miniatura que a xente leva nos oídos para escoitar música e as noticias; a indiferenza das persoas con respecto a todo. A prosa poética e poderosa de Bradbury fusiónase cunha percepción extraordinaria sobre o potencial da tecnoloxía para crear unha novela que, cincuenta anos depois da súa aparición, aínda ten capacidade de asombrar e impactar. Un clásico da literatura do século XX en galego, unha antiutopía na que os libros están prohibidos e un grupo secreto de libros vivintes esfórzanse en transmitir de boca en boca a antiga cultura.

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  • 7 people find this helpful

    A forza di sentirne parlare come di un apologo edificante sul valore dei libri, mi ero fatta l'idea che non valesse neanche la pena leggerlo.
    Un libro scemo, pensavo.

    La scema sono io, il libro è un gran libro.

    Di come una quota di malinconia e di ...(continue)

    A forza di sentirne parlare come di un apologo edificante sul valore dei libri, mi ero fatta l'idea che non valesse neanche la pena leggerlo.
    Un libro scemo, pensavo.

    La scema sono io, il libro è un gran libro.

    Di come una quota di malinconia e di dolore sia consustanziale all'essere umani, della necessità di accettare gli accidenti del percorso, della porosità del confine tra aspirazione alla felicità assoluta e nichilismo.
    E di come non si può essere né schiavi né liberi se non in compagnia.

    Consideriamo ora le minoranze in seno alla nostra civiltà. Più numerosa la popolazione, maggiori le minoranze. Non pestare i piedi ai cinofili, ai maniaci dei gatti, ai medici, agli avvocati, ai mercanti, ai pezzi grossi, ai mormoni, battisti, unitarii, cinesi della seconda generazione, oriundi svedesi, italiani, tedeschi, nativi del Texas, brooklyniani, irlandesi, oriundi dell’Oregon o del Messico. I personaggi di questo libro, di questa commedia, di questo programma della TV non rappresentano il minimo riferimento o allusione a reali pittori, cartografi, meccanici di qualsiasi città o paese. Più vasto il mercato, Montag, meno le controversie che ti conviene comporre, ricordalo! Tutte le minoranze vanno tenute bene, col loro bagnetto ogni mattina. Scrittori, la mente pullulante di pensieri malvagi, chiudono a chiave le loro macchine per scrivere. Tutto questo è avvenuto! Le riviste periodiche divennero un gradevole miscuglio di tapioca alla vaniglia. I libri, così i critici, quei maledetti snob, avevano proclamato, erano acqua sporca da sguatteri. Nessuna meraviglia che i libri non si vendessero più, dicevano i critici; ma il pubblico, che sapeva ciò che voleva, con una felice diversione, lasciò sopravvivere libri e periodici a fumetti. Oltre alle riviste erotiche a ridimensioni, naturalmente. Ecco, ci siamo. Montag, capisci? Non è stato il Governo a decidere; non ci sono stati in origine editti, manifesti, censure, no! Ma la tecnologia, lo sfruttamento delle masse e la pressione delle minoranze hanno raggiunto lo scopo, grazie a Dio! Oggi, grazie a loro, tu puoi vivere sereno e contento per ventiquattr’ore al giorno, hai il permesso di leggere i fumetti, tutte le nostre care e vecchie confessioni con i bollettini e i periodici commerciali.

    A misura che le scuole mettevano in circolazione un numero crescente di corridori, saltatori, calderai, malversatori, truffatori, aviatori e nuotatori, invece di professori, critici, dotti e artisti, naturalmente il termine “intellettuale” divenne la parolaccia che meritava di diventare. Si teme sempre ciò che non ci è familiare. Chi di noi non ha avuto in classe, da ragazzini, il solito primo della classe, il ragazzo dalla intelligenza superiore, che sapeva sempre rispondere alle domande più astruse mentre gli altri restavano seduti come tanti idoli di legno, odiandolo con tutta l’anima? Non era sempre questo ragazzino superiore che sceglievi per le cazzottature e i tormenti del doposcuola? Per forza! Noi dobbiamo essere tutti uguali. Non è che ognuno nasca libero e uguale, come dice la Costituzione, ma ognuno vien fatto uguale. Ogni essere umano a immagine e somiglianza di ogni altro; dopo di che tutti sono felici, perché non ci sono montagne che ci scoraggino con la loro altezza da superare, non montagne sullo sfondo delle quali si debba misurare la nostra statura! Ecco perché un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l’arma. Castriamo la mente dell’uomo. Chi sa chi potrebbe essere il bersaglio dell’uomo istruito? Cosicché, quando le case cominciarono a essere costruite a prova di fuoco, non c’è stato più bisogno dei vigili del fuoco, dei pompieri, che spegnevano gli incendi coi loro getti d’acqua. Furono assegnati loro nuovi compiti, li si designò custodi della nostra pace spirituale, il fulcro della nostra comprensibile e giustissima paura di apparire inferiori: censori, giudici, esecutori.

    Devi ricordarti che la nostra civiltà è così vasta che non possiamo permettere alle nostre minoranze di essere in uno stato di turbamento ed agitazione. Domandatelo anche tu: che cosa ci preme, in questo paese, avanti e soprattutto? Gli esseri umani vogliono la felicità, non è vero? Non è quello che sentiamo dire da quando siamo al mondo? Voglio un po’ di felicità, dice la gente. Ebbene, non l’hanno forse? Non li teniamo in continuo movimento, non diamo loro ininterrottamente svago? Non è per questo che in fondo viviamo? Per il piacere e il più svariati titillamenti. E tu non potrai negare che la nostra forma di civiltà non ne abbia in abbondanza, di titillamenti...

    Ma la cosa che devi ricordare, Montag, è che noi siamo gli Happiness Boys, i militi della gioia, tu, io, gli altri incendiarii. Noi ci opponiamo alla meschina marea di coloro che vogliono rendere ogni altro infelice con teorie e ideologie contraddittorie. Siamo noi che abbiamo posto mano alla diga. Teniamo duro. Non lasciamo che il torrente della tristezza e del pessimismo inondi il pianeta.

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    capobanda-anche su Goodreads said on Aug 31, 2014 | 7 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    "Non é che ognuno nasca libero e uguale, come dice la costituzione, ma ognuno vien fatto uguale."

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    Eveleen said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A volte leggere dei classici aiuta molto. Leggendo questo, ho ritrovato nel messaggio che lancia molto di quello che accade oggi. Pensare che è stato scritto 60 anni fa, quando l'economia di mercato era agli albori, mette inevitabilmente in evidenza ...(continue)

    A volte leggere dei classici aiuta molto. Leggendo questo, ho ritrovato nel messaggio che lancia molto di quello che accade oggi. Pensare che è stato scritto 60 anni fa, quando l'economia di mercato era agli albori, mette inevitabilmente in evidenza la lungimiranza di Bradbury, che dipinge una società in cui gli individui sono forzati a non pensare, a non ragionare, semplicemente ad assistere allo scorrere di immagini che distorcono la realtà e allontanano dalla essenza e dalla gioia delle cose e delle persone.
    Sicuramente consigliatissimo.

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    Mirkodiaz said on Aug 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    bello ma...

    Con 1984 di George non c’è paragone. Un libro breve che non mi ha particolarmente entusiasmato, complice anche la traduzione attempata in cui sono incappato. Bella e significativa la scena in cui il protagonista si rende conto del tesoro che racchiud ...(continue)

    Con 1984 di George non c’è paragone. Un libro breve che non mi ha particolarmente entusiasmato, complice anche la traduzione attempata in cui sono incappato. Bella e significativa la scena in cui il protagonista si rende conto del tesoro che racchiudono le parole dei libri che gli tocca bruciare, così come straordinaria quella della donna che non vuole abbandonare la propria casa neanche sotto tortura. Il personaggio della moglie è odioso, ma mi rendo conto che è funzionale a rendere l’istupidimento indotto dai mezzi di comunicazione (lo schermo in questo senso aveva lo stesso significato anche in 1984); bello invece il rapporto tra il protagonista e il professore. Nel complesso do 3 stelle, ma 1984 è due spanne sopra questo.

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    Germano Dalcielo said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Visionario e a tratti delirante. E' un testo rivoluzionario per il suo tempo e che ha precorso i tempi che sono. Non è il mio genere prediletto ma non si può non riconoscerne il valore e la bellezza.

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    Lore said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Lo voglio associare a 1984 di George Orwell. Le storie sono diverse, ma l'idea di base è la stessa: una società nella quale ci si crede liberi, ma non lo si è affatto. E ci viole coraggio, molto coraggio per scoprirlo.

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    Martina Preti said on Jul 14, 2014 | Add your feedback

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