Fai bei sogni

Di

Editore: Longanesi (La Gaja Scienza)

3.8
(7440)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 223 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Portoghese , Inglese

Isbn-10: 8830429155 | Isbn-13: 9788830429154 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , CD audio

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Fai bei sogni è la storia di un segreto celato in una busta per quarant’anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto, che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere. Fai bei sogni è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perché il cielo lo spaventa, e anche la terra.
Fai bei sogni è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti.
Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l’inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell’amore e di un’esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.
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  • 0

    Già i sogni. Ho cominciato a sfogliare “Fai bei sogni” di Gramellini perché, chi viaggiava con me, non aveva più voglia di leggere. L’ho divorato prima che la fine della settimana di all inclusive pot ...continua

    Già i sogni. Ho cominciato a sfogliare “Fai bei sogni” di Gramellini perché, chi viaggiava con me, non aveva più voglia di leggere. L’ho divorato prima che la fine della settimana di all inclusive potesse azzerare l’ozio nel quale ero immerso. Mi sono riconosciuto nelle insicurezze del protagonista bambino, nella voglia di scrivere.

    ha scritto il 

  • 4

    Un messaggio positivo

    Un libro leggero ma anche commovente, delicato ma anche divertente, si legge facilmente e fa riflettere sulle privazioni che la vita distribuisce fin dalla più tenera età e che determinano quello che ...continua

    Un libro leggero ma anche commovente, delicato ma anche divertente, si legge facilmente e fa riflettere sulle privazioni che la vita distribuisce fin dalla più tenera età e che determinano quello che si diventerà da adulti.
    Nel caso specifico è la perdita improvvisa della madre, avvenuta quando l'autore aveva solo nove anni, l'evento traumatico che spazza via i giochi di bambino rimpiazzandoli con vagonate di timori, interrogativi, senso di abbandono. Tormenti pesanti per quell'età e che di fatto lo rendono diverso dagli altri, ai quali è ancora concesso quel grande dono che è la gradualità. Gradualità nell'imparare a gestire i sentimenti, gradualità nei distacchi. Imparerà solo molti anni dopo a perdonare la vita e ad amarla per come è andata, per le prove anche difficili che ha messo sul suo cammino.
    Questo libro mi ha fatto vedere con occhi diversi un personaggio che conoscevo solo dalla TV e che mi era sempre sembrato uno di quegli idealisti lontani anni luce dai problemi della vita. Mi sbagliavo.

    ha scritto il 

  • 2

    2 e mezzo!

    L'ho letto perché comunque anche solo il nome lo si conosce e trovandolo sulla libreria di nonna, l'ho fatto fuori in pochissimi giorni. Sinceramente? Non mi ha lasciato nulla. Non credo sia niente di ...continua

    L'ho letto perché comunque anche solo il nome lo si conosce e trovandolo sulla libreria di nonna, l'ho fatto fuori in pochissimi giorni. Sinceramente? Non mi ha lasciato nulla. Non credo sia niente di eccezionale, sicuramente una biografia e una storia molto toccante, a tratti commovente, ma tanto quanto pesante in alcuni punti, un po' tirata per le lunghe sotto altri aspetti. Insomma a conti fatti non posso dire mi abbia insegnato qualcosa o mi abbia lasciato qualcosa da potermene ricordare con piacere. Lo stile di scrittura non mi ha fatto impazzire e sicuramente avrà fatto la sua parte, se fosse stato diverso forse lo avrei apprezzato, ma niente...non mi ha colpito! Sarà per la prossima volta no?

    La mia passione per la vita degli altri è sempre dipesa dal desiderio inconsapevole di scoprire come fossero riusciti a sopravvivere al primo impatto con il dolore.

    Perché tutti, una volta nella vita, abbiamo diritto di credere che le canzoni dell'estate siano state scritte apposta per noi.

    ha scritto il 

  • 3

    film o libro?

    Con l'uscita quest'anno del film di Bellocchio "Fai bei sogni", mi si è presentato il solito eterno dilemma: prima film o libro?
    Meglio vedere il film e approfondire dopo con il libro o meglio leggere ...continua

    Con l'uscita quest'anno del film di Bellocchio "Fai bei sogni", mi si è presentato il solito eterno dilemma: prima film o libro?
    Meglio vedere il film e approfondire dopo con il libro o meglio leggere il libro con il rischio di rovinarsi il film?
    Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: a parte il soggetto comune, sono due opere completamente diverse, per certi versi opposte per cui
    una non preclude l'altra in nessun modo.
    Ma mentre il film crea ha una atmosfera stranita e angosciante dall'inizio alla fine, che a tratti sembra quasi un noir, Gramellini scrittore invece
    preferisce uno stile sarcastico ed autorironico che rende la lettura piacevole e leggera, anche se gli argomenti sono comunque di spessore.
    Meglio la prima parte con il massimo bambino che vede e si vede con gli occhi dell'infante prima, dell'adolescente poi. Meno convincente la parte centrale
    (come nel film la parentesi a Sarajevo risulta un po' posticcia) dove il protagonista passa da una donna all'altra con "dolore" a suo dire, ma anche con disinvoltura
    (verrebbe da dire che non se l'è passata poi tanto male...). Il finale è ovviamente la parte migliore, la più toccante e certamente non è possibile non piangere.
    In ogni caso direi che per un tifoso del Toro come me non potrò esimermi da tornare a leggere ancora Gramellini.

    ha scritto il 

  • 1

    mah...

    se voleva essere una biografia apprezzo lo sforzo di esporre in pubblico la storia personale e straziante,qualcuno che ha avuto una storia problematica sicuramente può riconoscersi nelle righe di ques ...continua

    se voleva essere una biografia apprezzo lo sforzo di esporre in pubblico la storia personale e straziante,qualcuno che ha avuto una storia problematica sicuramente può riconoscersi nelle righe di questo romanzo ma io trovo che oltre ad essere pesante ,non motivi assolutamente il lettore che si sente complice,anzi trovo che il non accettare talvolta la realtà dei fatti sia la peggiore malattia e questo libro è una frustrazione continua,un occhio troppo fissato al passato che non regala nessun coinvolgimento al lettore,a mio avviso poco piacevole

    ha scritto il 

  • 5

    "Fai bei sogni non è un'autobiografia. Della mia vita ho raccontato solo gli episodi che avevano un collegamento con il tema del libro: la perdita della madre, l'amore che non tornerà mai più. Perchè ...continua

    "Fai bei sogni non è un'autobiografia. Della mia vita ho raccontato solo gli episodi che avevano un collegamento con il tema del libro: la perdita della madre, l'amore che non tornerà mai più. Perchè puoi avere tutti gli amori del mondo, ma quello di tua madre è unico, insostituibile. Quando fai i conti con questo verdetto, o ti lasci andare o cerchi di trasformare l'handicap in un punto di forza." (dall'intervista del 29/12/2012 su La Stampa)

    ha scritto il 

  • 4

    Prima di tutto non entro nella diatriba doveva scriverlo/non doveva scriverlo: è la sua vita, il suo dolore e ognuno col proprio dolore ci fa quello che vuole.
    Per il resto un po' l'ho amato, un po' l ...continua

    Prima di tutto non entro nella diatriba doveva scriverlo/non doveva scriverlo: è la sua vita, il suo dolore e ognuno col proprio dolore ci fa quello che vuole.
    Per il resto un po' l'ho amato, un po' l'ho odiato e a volte mi sono annoiata. Ma il voto è cmq alto perché talvolta è riuscito a leggermi dentro.

    "Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe brutalmente il flusso di un'energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d'indefinito"

    ha scritto il 

  • 3

    null

    Gramellini sa come usare le parole: ci gioca e le mescola con sapiente maestria, raccontando con leggerezza una storia che leggera non è. Però il risultato non mi soddisfa fino in fondo. Trovo che la ...continua

    Gramellini sa come usare le parole: ci gioca e le mescola con sapiente maestria, raccontando con leggerezza una storia che leggera non è. Però il risultato non mi soddisfa fino in fondo. Trovo che la narrazione, a tratti troppo giornalistica, assuma talvolta le caratteristiche di un articolo di cronaca, rendendo difficile lasciarsi travolgere dal flusso degli eventi.
    Detto questo è comunque una lettura piacevole e commovente, dove la rabbia, il dolore e la paura si esprimono in tanti modi diversi e dove le parole non dette feriscono più di quelle gridate.

    ha scritto il 

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