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Falce e carrello

Le mani sulla spesa degli italiani

Di ,

Editore: Marsilio

3.4
(372)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 187 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8831793721 | Isbn-13: 9788831793728 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Business & Economics , Non-fiction , Political

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Descrizione del libro
Bernardo Caprotti è l'imprenditore che ha portato all'eccellenza i supermercati in Italia. Ne ha fatto un caso di rinomanza internazionale, nel settore. A 81 anni ha deciso di rompere il suo riserbo (niente interviste, niente fotografie, poche apparizioni pubbliche, tanto lavoro) e in questo libro-denuncia racconta ciò che ha dovuto subire per mano delle Coop. Dai primi contatti con il gigante "rosso" della grande distribuzione fino alle polemiche degli ultimi mesi, il fondatore di Esselunga ricostruisce un confronto pluridecennale scambiato fino a poco tempo fa per normale concorrenza ma che, secondo l'autore, aveva il solo scopo di far sparire la sua azienda dal mercato.
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  • 4

    Dalla prefazione di Geminello Alvi:

    "...uno splendido trattato di economia, il cui criterio di verità è il bilancio di una vita. Chi lo leggerà, se onesto, se ne sentirà contagiato e infine ...continua

    Dalla prefazione di Geminello Alvi:

    "...uno splendido trattato di economia, il cui criterio di verità è il bilancio di una vita. Chi lo leggerà, se onesto, se ne sentirà contagiato e infine persuaso."

    Libro estremamente interessante; relativamente datato (è del 2007), eppure attualissimo. Le risposte agli attacchi e le limpide accuse di un uomo che, grazie a grande dedizione per il lavoro e spiccato spirito imprenditoriale, è riuscito a creare una realtà di successo, in un'Italia corrotta che spesso gli ha remato contro.

    Bernardo Caprotti ha contagiato e persuaso anche me.

    "Basta essere uomini liberi per sentire come nel presente riviva troppa di quella ipocrisia che già in passato ha rovinato tutto, e generato umiliazioni, povertà e male morale."

    ha scritto il 

  • 3

    Libro regalatomi da un commercialista, lo leggo con 7 anni di ritardo. Interessante, il Caprotti furibondo e tradito, spaccato di parte della vicenda Coop rosse e Unipol. Magra consolazione, qualcuno ...continua

    Libro regalatomi da un commercialista, lo leggo con 7 anni di ritardo. Interessante, il Caprotti furibondo e tradito, spaccato di parte della vicenda Coop rosse e Unipol. Magra consolazione, qualcuno e' uscito di scena, pochi. Il Caprottone ora ha 89 anni.... la successione si avvicina.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia personale di Caprotti è di un grande imprenditore che ha saputo cogliere le occasioni che si sono presentate. Mi ha appassionato moltissimo la storia della sua vita formativa e ...continua

    La storia personale di Caprotti è di un grande imprenditore che ha saputo cogliere le occasioni che si sono presentate. Mi ha appassionato moltissimo la storia della sua vita formativa e lavorativa. Per quel che riguarda la spietata "concorrenza" delle cooperative devo dire che finalmente ha messo in luce episodi che la maggioranza dei lettori (me compreso) non conoscevano, ma che nessuno (credo) si sia stupito nel leggere. Si capisce la rabbia e la delusione in questo lavoro scritto, a mio parere, molto sinceramente. L'ampia documentazione allegata è la prova della bontà di ciò che è presente nel libro. Un ritratto schietto del mondo della grande distribuzione visto pur sempre da un punto di vista di parte (e che parte!).

    ha scritto il 

  • 0

    caprotti: scrittura 1 stellina carattere 5 stelline

    non diamo giudizi su questo saggio. gli episodi che narra sono di piccolo cabotaggio. nessun fuoco d'artificio da segnalare

    ha scritto il 

  • 4

    Illuminante

    E' la storia di un imprenditore che ha creato un impero. La prima parte è dedicata alla sua vita, per permetterci di capire con chi abbiamo a che fare e perchè è diventato quello che è. La ...continua

    E' la storia di un imprenditore che ha creato un impero. La prima parte è dedicata alla sua vita, per permetterci di capire con chi abbiamo a che fare e perchè è diventato quello che è. La seconda alla storia del supermercato Esselunga, tra i primi supermercati in Italia, frutto della sua esperienza statunitense. Questa storia si intreccia inevitabilmente con quella delle altre catene nate via via nel nostro paese. Una cronaca di boicottaggi più o meno scoperti, di soprusi di tutti i tipi ai danni della Esselunga. Tutto documentato, tutto verificabile. Dovrebbero leggerlo tutti, giusto per sentire l'altra campana e scoprire un mondo politico-economico sommerso ... poi, una volta che si è conosciuta anche questa versione, ognuno la penserà come crede, perchè così dovrebbe essere in un paese libero: conoscere per decidere.

    ha scritto il 

  • 3

    «I prezzi sono più alti là dove la quota di Coop Italia è più elevata e c'è meno concorrenza.»

    <<E verifichiamo quanto costa di più fare la spesa in quattro coop della Liguria, rispetto a una Coop di Sesto Fiorentino o a una Esselunga di Firenze. Siamo a prezzi superiori in media attorno al ...continua

    <<E verifichiamo quanto costa di più fare la spesa in quattro coop della Liguria, rispetto a una Coop di Sesto Fiorentino o a una Esselunga di Firenze. Siamo a prezzi superiori in media attorno al 15% rispetto alla Coop toscana, e ancora più elevati rispetto alla Esselunga toscana. Lo squilibrio è meno elevato solo per la rilevazione di luglio 2006 della Coop di La Spezia. Ma appunto l'apertura di un supermercato estraneo alle cooperative nel giugno di quell'anno ha costretto a una pesante discesa dei prezzi, che malgrado ciò restano alti. Insomma questo incrocio di dati elaborati da una fonte indipendente ci permette la prova del nove. I prezzi sono più alti là dove la quota di Coop Italia è più elevata e c'è meno concorrenza. [...] Ma invece di annoiare il lettore cogli indici di qualità più accurati che l'azienda mi ha mostrato, mi limiterei perlomeno a insinuare un dubbio, per quanto ad esempio riguarda i prodotti più politicamente corretti. I prodotti biologici a marchio Esselunga sono 130 contro 75 di Ipercoop, con un peso sui relativi assortimenti dell'1,3% per Esselunga e dello 0,6% per Ipercoop (tabella F). Insomma si confermerebbe che il richiamo alla qualità, almeno a quella percepita dai consumatori, è davvero un espediente ambiguo, tentato troppo spesso da chi ne ha meno.>> (dalla prefazione di Geminello Alvi)

    Un documento redatto dall'ottantenne Bernardo Caprotti, che ha importato il supermarket in Italia dagli Stati Uniti. Il primo negozio del genere fu aperto a Milano, in viale Regina Giovanna, il 27 novembre 1957, con l'insegna disegnata da Max Huber che genererà il nome Esselunga [http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Italia/2011/esselunga-supermercato/esselunga-supermercato_fotogallery.php?id=1]. In questo libro Caprotti racconta brevemente di come è arrivato dal cotone ai supermercati, passando attraverso esperienze di lavoro con i macchinari tessili negli Stati Uniti. Nato a Milano nel 1925 è figlio della Brianza. Proviene da una famiglia benestante, Manifatture Caprotti.

    Il suo atto d'accusa è corredato da copie di documenti legali, articoli apparsi sui quotidiani, tabelle comparative redatte da Top Trade e Panel International. Forse un po' frammentario, denuncia la concorrenza sleale messa in atto da Coop con l'appoggio delle amministrazioni comunali "rosse" ai danni dell'Esselunga. <<Ma se la strada è sbarrata, e di entrare a Genova, Livorno o Modena non se ne parla neppure, lì ci sarà poco da concorrere, né ora né per il futuro.>>

    <<Vorrei chiudere questa fosca, lunga carrellata su oltre vent'anni di tormento, con un riconoscimento. Un signore importante, il dottor Ferdinando Schiavoni, che per tantissimi anni, dal 1957 al 1990, fu con me al vertice dell'azienda, aveva del nostro caso un'opinione "diversa". Schiavoni era una persona molto particolare. Grande cacciatore d'Africa - dell'Africa, oltre che degli inglesi, era innamorato - del cacciatore aveva il fiuto, l'istinto. Ed un coraggio leggendario. In quegli anni in cui la pressione, l'aggressione dei sindacati si fece insopportabile, segnatamente in Toscana, lui mi disse non so quante volte: «E' la Coop!» Ed io lo zittivo, talvolta anche con sufficienza, era una cosa che mi rifiutavo addirittura di immaginare.>>

    Caprotti racconta alcuni episodi nei quali è stata impedita l'apertura di un supermercato Esselunga a favore della Coop. Riferisce di trattative estenuanti, aste miliardarie, permessi negati e successivamente accordati a Coop. Molte pagine interessanti sono dedicate alle lotte sindacali, quelle iniziate nel 1960 in fabbrica contro la Manifattura Caprotti, e quelle successive, contro i supermercati.

    <<Ai sindacati fu dato uno straordinario potere di rappresentanza, a cominciare dal diritto di convocare in qualsiasi momento dell'orario di lavoro, cioè - nel nostro caso - di apertura dei negozi, l'"assemblea dei lavoratori" e questo divenne, qui da noi, una delle consuetudini più praticate. Il supermercato era aperto, c'erano i clienti, l'assemblea veniva strumentalmente convocata e si teneva nella sala di vendita. Un'incredibile bagarre. La stessa cosa accadeva nei nostri magazzini centrali, col risultato che la merce nei negozi mancava sistematicamente. [...] Venne il 1988. Ed i sindacati ci presentarono una nuova assurda "piattaforma", con la richiesta di scendere a 36 ore di lavoro e di ulteriori aumenti salariali. Il nostro costo del lavoro, per tutto quanto sopra descritto, era già del 25% superiore a quello dei concorrenti. [...] I nostri negozi rimasero sempre aperti, i sindacalisti non riuscirono più a impedircene l'apertura. Fummo trascinati in tribunale con decine di cause per "comportamento antisindacale", un reato di invenzione italiana. Ebbero poco successo. Fu una lotta disperata, una lotta per la vita, che durò oltre tre anni.>>

    Infine un'appendice nella quale si fa un po' di luce sulla realtà delle Coop, sui suoi legami con il partito comunista, sui prestiti sociali, sui privilegi fiscali.

    ha scritto il