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Falene

237 vite quasi perfette

Di

Editore: Sellerio (La memoria, 889)

3.7
(44)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 292 | Formato: Paperback

Isbn-10: 883892645X | Isbn-13: 9788838926457 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Le fulminanti biografie-in-una-pagina-sola (certe volte nemmeno quella) di personaggi noti, o meno ma sempre proverbiali, trovate da Baroncelli condividono una cifra comune. Non hanno nulla dei semplici e organizzati cataloghi di fatti e nemmeno sono esercizi di interpretazione o di critica. La tipicità è un'altra: si leggono come esempi o come svolgimenti a tema di massime appartenenti a una filosofia di vita (che verrebbe da dire vicina allo stoicismo). Si tratta quindi di biografie molto metafisiche e molto poco storiche. Il tema di "Falene", che funge da copione generale per 237 famose vite fallite attraverso i millenni, è nella frase: "Il solo stato di perfezione alla portata di un mortale è la morte". Di persone che hanno puntato vanamente a opere perfette, si mostra il vero coronamento della missione nella morte per lo più inusitata. Tanto che l'unico evento veramente razionale e coerentemente necessario di una vita sembra derivare dalla figura mitica del personaggio nel modo stesso in cui una conseguenza deriva da premesse logiche. Baroncelli è suadente, e letto uno dei suoi schizzi viene voglia di passare all'altro abbandonandosi al loro essere allusivi, prestando pigro orecchio al ritmo che li governa che suona così vicino a quello che governò le "sue" vite. Questa raccolta di minibiografie è la terza dopo "Libro di candele" e "Mosche d'inverno".

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  • 3

    Microbiografie

    Eugenio Baroncelli, ravennate, originale ri-scrittore di vite. O forse sarebbe meglio dire ri-inventore? Il tutto consumato in poche righe, autentiche microbiografie.
    Scrive anche quello che non c’è, quello che viene tenuto celato. Ogni piccola indicazione può essere utile in questi ritratt ...continua

    Eugenio Baroncelli, ravennate, originale ri-scrittore di vite. O forse sarebbe meglio dire ri-inventore? Il tutto consumato in poche righe, autentiche microbiografie.
    Scrive anche quello che non c’è, quello che viene tenuto celato. Ogni piccola indicazione può essere utile in questi ritratti-invenzioni, raggruppati come farebbe un attento ricercatore, in diverse sezioni: musica, scrittori, compositori fra personaggi veri e altri di fantasia completamente inventati.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro da leggere e rileggere. Per alcuni (pochi, purtroppo) personaggi sono riuscita a cogliere tutte le sfumature della loro minibiografia. Di altri un po' di rammarico per non esserci riuscita. Comunque tutte perle di singolare bellezza.

    ha scritto il 

  • 3

    ✰✰✰ e 1/2

    Tra vivi e morti (ma anche parlando di vite si finisce per parlare di morte, invitabile conclusione) siamo al terzo volume.


    Aumentano i personaggi di fantasia e anche gli sconosciuti. Che magari per Baroncelli, Pico della Mirandola e Wikipedia, non sono del tutto sconosciuti. Anche se per ...continua

    Tra vivi e morti (ma anche parlando di vite si finisce per parlare di morte, invitabile conclusione) siamo al terzo volume.

    Aumentano i personaggi di fantasia e anche gli sconosciuti. Che magari per Baroncelli, Pico della Mirandola e Wikipedia, non sono del tutto sconosciuti. Anche se per qualcuno la ricerca ha prodotto scarsi risultanti, non illuminanti. Sì, talvolta c’è un numero di telefono, ma mica si può telefonare a Thule e chiedere “scusi Tito, chi è?”. Già questa è gente che ha o ha avuto qualche problema (fisico o mentale) e una telefonata del genere sarebbe controproducente? allucinante?, seccante? E se rispondesse un ospizio?

    Qualcuno risulta sconosciuto. O meglio si trova un nuotatore, un compositore di musica, un disegnatore di scarpe, ma nessun poeta. E’ vero che Baroncelli dice che nessuno lo recita più, nemmeno lui che è rinchiuso in un ospedale psichiatrico (ti pareva).

    Ma non ci spaventiamo, ci sono anche gli illustri. Certo che i morti giovani sono tanti, i fuori di testa (con accezione ammirativa) sono ancora di più, a conferma del luogo comune che solo i disperati hanno talento.

    Ho fatto male a leggerlo quasi di seguito al precedente .. adesso ho un casino di nomi nella testa!

    PS. Per i lettori amanti del quiz gli ultimi 17 personaggi sono da indovinare. Se si vuole. E se ci si riesce. Nessun premio.

    ha scritto il 

  • 3

    Se perfino l'autore confessa di essere stufo di questo libro, figuratevi i lettori.
    Per favore basta con le biografie in pillole!!!
    Restano qualche citazione, poche eccitazioni ed un paio di consigli di lettura, nel mio caso seguirò Charms e Feneon...

    ha scritto il 

  • 4

    Eugenio Baroncelli, l’uomo che scrive le vite (e molto altro)

    “Eugenio Baroncelli, autore stufo di questo libro. Arrivato a un’incerta età della sua vita, inciampò in un sospetto. «Possibile che io sia reale? », si domandò. Credendosi finalmente irreale, pensò: «O sono già morto o non sono mai nato». Voi cosa avreste fatto? Lui si mise a riempire le vite po ...continua

    “Eugenio Baroncelli, autore stufo di questo libro. Arrivato a un’incerta età della sua vita, inciampò in un sospetto. «Possibile che io sia reale? », si domandò. Credendosi finalmente irreale, pensò: «O sono già morto o non sono mai nato». Voi cosa avreste fatto? Lui si mise a riempire le vite portentose e vuote degli altri uomini. Esauriti gli uomini, si diede alle biografie dei fiumi e delle stelle, vocazione comune agli infelici.” (pag. 232)

    Così di lui stesso scrive e si inserisce tra le biografie di 237 vite quasi perfette. Ma io aggiungerei: Eugenio Baroncelli, geniale reinventore di vite. Perché se scrivere è anche vedere un tratto del mondo, il suo sguardo, acuto e obliquo, si allarga in chi legge, che vede anche ciò che non è detto, e reinventa liberamente, reinventa che è un piacere. Racconta ed evoca procedendo per vuoti, e per dettagli minimi, metafisici spesso. Un piccolo miracolo accade pagina dopo pagina, ci si tuffa in questa manciata di vite con la avidità di una cetonia che frulla di fiore in fiore tra petali sempre diversi.
    Narrazioni non sempre riconducibili a persone e personaggi presenti nella mia (scarsa) memoria, per cui l’ho letto sempre sospesa tra l’impulso di andare a cercare su google la falena ignota, e il gusto di lasciarmi semplicemente andare nella breve suggestione delle mezze paginette Sellerio (quindi piccine) su Tizio, Caio e Sempronio.

    Imperdibili alcune di queste falene, raggruppate più o meno come avrebbe fatto un Linneo dell’anima con il gusto dello stupore, come tutte quelle della sezione “La musica e il silenzio”, da Chet Baker a Puccini. Totali quelle di “Cesare Pavese, l’uomo che voleva diventare un ricordo”, di “Antonia Pozzi, sempre e mai”, e infine di “Virginia Woolf, la donna che amava le falene”. Appunto. Commoventi quelle dedicate evidentemente al padre e alla madre, e al suo specchio “Oinegue detto Ided, l’uomo che saprà”.

    Di sé stesso, nell’epilogo dice infine: “Se il biografo, come dicono, non ha biografia e le sue opere sono le vite degli altri, questo libro è stato scritto dalla Malinconia. O forse no. Forse sono i ricordi e i racconti a rendere sopportabili le nostre perdite e i miei pomeriggi. O forse no, decisamente no. Far battere il cuore nel petto magro dell’intrepida signorina Brontë: sembra essere l’impresa innocua di un tizio qualunque che fa della letteratura e anche scadente, ed è la prova che un uomo invecchia senza appello. Chi, tranne lui, ignora che, mentre il passato esiste per noi, noi per il passato non esistiamo?”

    Infine una nota personale (che in un commento su un libro di biografie ci sta tutta): il libro mi è arrivato in dono, e da un po’ lontano, quindi mi è ancor più caro.

    ha scritto il 

  • 4

    Pruno, orchidea, crisantemo, bambù.

    Il mahjong è un fascinoso gioco da tavolo cinese che in Italia si diffuse, bizzarramente, a Ravenna. Mi piace pensare che il ravennate Eugenio Baroncelli sappia giocarvi, rimescolare le tessere d'osso come le esistenze, appaiare i Wan e i caratteri, valutare le combinazioni e le bizzarrie del Cas ...continua

    Il mahjong è un fascinoso gioco da tavolo cinese che in Italia si diffuse, bizzarramente, a Ravenna. Mi piace pensare che il ravennate Eugenio Baroncelli sappia giocarvi, rimescolare le tessere d'osso come le esistenze, appaiare i Wan e i caratteri, valutare le combinazioni e le bizzarrie del Caso. Di queste 237 microbiografie, accennate più che descritte, Baroncelli evidenzia gli attimi inutili, gli scarti, le inceppature e le imperfezioni, poiché E' il silenzio, in poche parole, che fa la musica, come sono le bucce di una vita che fanno una vita.
    Nel mahjong sono i 'soffi' o venti da Est a Nord a ordinare la successione del gioco e c'è un Fiore e una Stagione per ogni vento.
    Se ci si pensa bene, nella vita succede esattamente lo stesso.

    ha scritto il 

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