Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Fall River e altri racconti

Racconti d'autore, 26

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.7
(110)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 74 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Leonardo Giovanni Luccone

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Fall River e altri racconti?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
America, anni Trenta. L'agonia della crisi avvolge una città in riva al fiume: niente soldi, poco cibo e le macchine ferme "come ballerini inquieti". Un appassionato giovane comunista si confronta con chi accetta una vita precaria. Nel rito stanco di un pranzo di famiglia fingere un matrimonio felice pesa come un roast beef troppo condito. Di fronte a un brillante avvenire teatrale una ragazza fa la sua scelta: meglio una vita da baby-sitter che recitare in una commedia orrenda. Da un maestro riconosciuto della short story, la fatica di vivere all'ombra della Grande Depressione, tra le illusioni del denaro e il coraggio di essere se stessi.
Ordina per
  • 4

    Grande depressione, La.

    Quattro racconti di tredici (già pubblicati da Fandango) che, come recita la quarta di copertina, raccontano la fatica di vivere all'ombra della Grande Depressione.
    Letterariamente, per due di essi, s ...continua

    Quattro racconti di tredici (già pubblicati da Fandango) che, come recita la quarta di copertina, raccontano la fatica di vivere all'ombra della Grande Depressione.
    Letterariamente, per due di essi, sono gli anni immediatamente precedenti a quelli di Furore, ma storicamente John Cheever si muove negli stessi anni di John Steinbeck, quelli in cui gran parte della popolazione USA subisce gli effetti del crack economico del giovedì nero del 1929, il giovedì in cui la borsa di New York crollò sprofondando il paese nella miseria.
    Sono quattro racconti in cui gli effetti della Grande Depressione sono resi palpabili dalla scrittura illuminata di Cheever.
    Come nel primo racconto, Fall River, in cui non ci sono soldi né lavoro e si assiste alla chiusura delle fabbriche; giorni in cui i telai, fermi come macchinari abbandonati in un vecchio teatro dell'opera, o le ciminiere che sparano contro il cielo assenti, senza i pennacchi di fumo nero, sono quinta scenica immobile, scheletro di un passato che non lascia presagire quale sarà il futuro.
    Come in Di passaggio, in cui il narratore - lo stesso Cheever? - ascolta il giovane Girsdansky rivolgersi alle folle per parlargli di dittatura del proletariato e lavoro, di giustizia e convinzione, di un mondo marcio, plasmato da mani morte e governato da mani morte, e del dovere di ciascuno di cambiarlo; del potere di cambiarlo.
    O nei secondi due, scritti fra la fine degli anni Quaranta e gli inizi degli anni Cinquanta, in cui al centro del racconto c'è la famiglia, o quel che ne resta, o le speranze e le illusioni dei protagonisti.
    Come in Pranzo di famiglia, nella finzione e nella rappresentazione di un matrimonio finito a uso e consumo della famiglia di lei, in cui lui, il marito, la incontra in una scena struggente mentre finge con se stesso di essere un commesso che aspetta di prendere il treno Baltimora - in quella stazione che ricorda le terme di Caracalla - e per un momento immagina come sarebbe vederla senza conoscerla; o nel bellissimo L'opportunità, il mio preferito fra i quattro, in cui la vedova Wilson si confronta con il desiderio della figlia Elise di recitare e il suo di vederla sistemata.
    A vincere saranno entrambe, in maniera del tutto imprevedibile sia per l'una che per l'altra, ma a vincere su tutto, anche sulla depressione, grande e piccola che le quattro storie trasmettono, è quella crepa di luce che Cheever apre quasi inaspettatamente: la primavera che torna alla fine del primo racconto, la connessione che la signora Wilson scopre in Elise tra la bellezza del suo viso e la bellezza della sua capacità di giudizio, il futuro che verrà e che non potra essere più nero del presente.
    Parlavo di Steinbeck, ma siamo anche dalle parti di John Fante, e da quelle di Richard Yates, per certi versi, ma John Cheever ha un'identità tutta sua, una sua luce del tutto particolare che illumina i suoi racconti.
    Dopo la delusione de Il rumore della pioggia a Roma, quindi, un nuovo incontro: mi piace avere la possibilità di poter cambiare idea, di conoscere un altro modo per arrivare a un autore e alla sua scrittura.
    In fondo anche gli incontri sono fatti di momenti, e due persone che si incontrano in due diversi momenti della loro vita non sono mai le stesse due persone.

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/54/Lange-MigrantMother02.jpg

    "La Migrant Mother di Dorothea Lange con al centro Florence Owens Thompson, 32 anni, madre di sette figli. Nipomo, California, marzo 1936." (cit. Wikipedia)

    ha scritto il 

  • 4

    Abbandonate ogni speranza voi che leggete...

    Quattro racconti ma tanta disperazione e tanto nichilismo. D'altra parte siamo nell'America della Grande Depressione e in queste poche pagine la si respira a pieni polmoni. La felicità sembra non esse ...continua

    Quattro racconti ma tanta disperazione e tanto nichilismo. D'altra parte siamo nell'America della Grande Depressione e in queste poche pagine la si respira a pieni polmoni. La felicità sembra non essere possibile così come la speranza sembra non esistere. Però quello che non manca è la forza della scrittura di Cheever. Sono i primi racconti che leggo di questo autore ma penso proprio che proseguirò con altri perché mi ha davvero colpito.

    ha scritto il 

  • 4

    Ognuno affronta la pioggia come può

    Di fronte alla crisi del 1929 ognuno si attrezza come può. Questo romanzo parte dal basso. Persone comuni cercano di affrontare la quotidianità senza tradire i propri sogni o almeno galleggiando. Piac ...continua

    Di fronte alla crisi del 1929 ognuno si attrezza come può. Questo romanzo parte dal basso. Persone comuni cercano di affrontare la quotidianità senza tradire i propri sogni o almeno galleggiando. Piacevole lettura anche se a volte la tristezza prevale. Speranze, bugie, rancori o rassegnazione. Ogni passione si esaspera o si riduce ai minimi termini quando a prevalere sono i grandi eventi.

    ha scritto il 

  • 2

    Editore: Fandango.
    Traduttore: Leonardo Giovanni Luccone.
    A p.32: “ Mi accompagnava per le stanze come se quelle stanze sarebbero state sue per sempre.”
    Mi fa stridere i nervi come certi gessi sulla l ...continua

    Editore: Fandango.
    Traduttore: Leonardo Giovanni Luccone.
    A p.32: “ Mi accompagnava per le stanze come se quelle stanze sarebbero state sue per sempre.”
    Mi fa stridere i nervi come certi gessi sulla lavagna.
    E non è l’unico verbo sbagliato tra queste pagine, è solo il più clamoroso.
    Perché?
    Quanto ai racconti di Cheever, non sono male, ma nemmeno memorabili; solo l’ultimo mi è sembrato degno di nota.
    Insufficiente.

    ha scritto il 

  • 4

    Peccato

    sapere che la raccolta appena pubblicata da Feltrinelli sia un coacervo di errori editoriali.Questa cosa mi ha indignata e quindi non proporrò alla mia biblio di spendere 40€.
    Questi 4 racconti m'han ...continua

    sapere che la raccolta appena pubblicata da Feltrinelli sia un coacervo di errori editoriali.Questa cosa mi ha indignata e quindi non proporrò alla mia biblio di spendere 40€.
    Questi 4 racconti m'han fatta entrare nell'universo di John Cheever,gran bell'esperianza. Da lì Raymond Carver e il racconto.
    Bellobello!
    Cercherò, mio malgrado, il Feltrinelli in giro usato!

    ha scritto il 

  • 4

    'lo disse rivolgendosi a mia madre. le parlava con la confidenza e la naturalezza del loro amore che, dopo trent'anni, li aveva resi così indulgenti l'uno con l'altro e così pieni di speranza che semb ...continua

    'lo disse rivolgendosi a mia madre. le parlava con la confidenza e la naturalezza del loro amore che, dopo trent'anni, li aveva resi così indulgenti l'uno con l'altro e così pieni di speranza che sembravano una coppia di giovani innamorati.'

    una piacevole sorpresa john cheever: padronanza del racconto e del linguaggio sui temi dei conflitti familiari e sociali della grande depressione americana. 'di passaggio' per me il migliore tra i quattro racconti proposti.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bravo questo autore che non conoscevo. Bello ed elegante lo stile, ottimi i contenuti: l'illusione del denaro nell'America della grande recessione contrapposta al coraggio di essere sè stessi. ...continua

    Molto bravo questo autore che non conoscevo. Bello ed elegante lo stile, ottimi i contenuti: l'illusione del denaro nell'America della grande recessione contrapposta al coraggio di essere sè stessi.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro racconti ambientati nel nord-est statunitense durante la Crisi del '29, ma potrebbero essere ambientati anche in questi giorni.
    “Fall River”, nella sua brevità, dà una descrizione chirurgica d ...continua

    Quattro racconti ambientati nel nord-est statunitense durante la Crisi del '29, ma potrebbero essere ambientati anche in questi giorni.
    “Fall River”, nella sua brevità, dà una descrizione chirurgica di una città piegata dalla mancanza di lavoro e dalla chiusura delle fabriche. Resta vita la speranza che a breve tutto ripartirà, le macchine si rimetteranno in moto e le persone torneranno alla normalità.
    “Di passaggio” descrive, nella prima parte del racconto, la vita in una cittadina termale che si anima una sola volta l'anno: in occasione dell'apertura delle corse dei cavalli. In quell'occasione non esiste crisi: gli alberghi si riempiono, gli scommettitori scialacquano. Durante il resto dell'anno, la miseria. In questo contesto un sindacalista propaganda la rivoluzione comunista negli USA nella comunità di colore. Nella seconda parte del racconto, invece, il protagonista si reca dai genitori sotto sfratto. La disperazione della madre è raggelante!
    “Pranzo di famiglia” è l'altra faccia della medaglia della crisi: una famiglia benestante si ritrova riunita per un pranzo. Non hanno problemi economici, non si sente affatto la crisi durante questo pranzo. Il problema è un altro, ma viene tenuto nascosto ai genitori di lei, per il loro bene: una delle due figlie e il marito si sono separati.
    Infine “L'opportunità” racconta, appunto, dell'opportunità da parte di una ragazza di diventare prima attrice in una commedia scritta e diretta da due grossi nomi di Broadway. La protagonista, Elise, fa la baby sitter presso una famiglia benestante e qui viene contattata dall'agente teatrale che le propone il posto. Elise si presenta in teatro e viene scelta, ma l'offerta viene rifiutata perché a suo giudizio “la commedia fa schifo”. Bellissimo lo scontro tra la semplice protagonista e l'autore nella sua pomposa arroganza di “creativo di successo”. Il tempo darà ragione alla ragazza. Non sempre avere un'opportunità, anche se desiderata e ben retribuita, vale la pena!

    ha scritto il 

  • 4

    Non conoscevo Cheever; ho già fatto posto nella libreria per i suoi racconti, i romanzi vedremo. Il "ragazzo" scriveva bene e piaceva anche al grande Hemingway (oltre che ad altri famosi scrittori). H ...continua

    Non conoscevo Cheever; ho già fatto posto nella libreria per i suoi racconti, i romanzi vedremo. Il "ragazzo" scriveva bene e piaceva anche al grande Hemingway (oltre che ad altri famosi scrittori). Hemingway diceva di non leggere le opere altrui; comunque sia andata, Ernest era un bugiardo.

    ha scritto il