Fall River e altri racconti

Racconti d'autore, 26

Di

Editore: Il Sole 24 Ore (I libri della domenica)

3.6
(125)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 74 | Formato: Paperback

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Leonardo Giovanni Luccone

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
America, anni Trenta. L'agonia della crisi avvolge una città in riva al fiume: niente soldi, poco cibo e le macchine ferme "come ballerini inquieti". Un appassionato giovane comunista si confronta con chi accetta una vita precaria. Nel rito stanco di un pranzo di famiglia fingere un matrimonio felice pesa come un roast beef troppo condito. Di fronte a un brillante avvenire teatrale una ragazza fa la sua scelta: meglio una vita da baby-sitter che recitare in una commedia orrenda. Da un maestro riconosciuto della short story, la fatica di vivere all'ombra della Grande Depressione, tra le illusioni del denaro e il coraggio di essere se stessi.
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    La Grande depressione (materiale e morale) in pochi tratti, molto semplici ma molto efficaci. Uno scrittore, per me sconosciuto, da tenere in considerazione per ulteriori letture

    ha scritto il 

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    America anni Trenta

    Quattro racconti ambientati in America nel periodo della Grande Depressione. Si respira la crisi, la povertà, il cielo pesante. Crisi che investe tutti, anche i bostoniani benestanti, insinuandosi ne ...continua

    Quattro racconti ambientati in America nel periodo della Grande Depressione. Si respira la crisi, la povertà, il cielo pesante. Crisi che investe tutti, anche i bostoniani benestanti, insinuandosi negli equilibri familiari.
    Straordinario il racconto "Pranzo di famiglia", in cui la tensione che soggiace alla simulazione di un matrimonio felice viene condensata in queste poche righe:"Rimpinzati di troppo cibo, lavoro, del fardello delle loro vite, sedevano rigidi sulle loro sedie scomode come se la musica fosse una specie di reclusione."

    ha scritto il 

  • 4

    Grande depressione, La.

    Quattro racconti di tredici (già pubblicati da Fandango) che, come recita la quarta di copertina, raccontano la fatica di vivere all'ombra della Grande Depressione.
    Letterariamente, per due di essi, s ...continua

    Quattro racconti di tredici (già pubblicati da Fandango) che, come recita la quarta di copertina, raccontano la fatica di vivere all'ombra della Grande Depressione.
    Letterariamente, per due di essi, sono gli anni immediatamente precedenti a quelli di Furore, ma storicamente John Cheever si muove negli stessi anni di John Steinbeck, quelli in cui gran parte della popolazione USA subisce gli effetti del crack economico del giovedì nero del 1929, il giovedì in cui la borsa di New York crollò sprofondando il paese nella miseria.
    Sono quattro racconti in cui gli effetti della Grande Depressione sono resi palpabili dalla scrittura illuminata di Cheever.
    Come nel primo racconto, Fall River, in cui non ci sono soldi né lavoro e si assiste alla chiusura delle fabbriche; giorni in cui i telai, fermi come macchinari abbandonati in un vecchio teatro dell'opera, o le ciminiere che sparano contro il cielo assenti, senza i pennacchi di fumo nero, sono quinta scenica immobile, scheletro di un passato che non lascia presagire quale sarà il futuro.
    Come in Di passaggio, in cui il narratore - lo stesso Cheever? - ascolta il giovane Girsdansky rivolgersi alle folle per parlargli di dittatura del proletariato e lavoro, di giustizia e convinzione, di un mondo marcio, plasmato da mani morte e governato da mani morte, e del dovere di ciascuno di cambiarlo; del potere di cambiarlo.
    O nei secondi due, scritti fra la fine degli anni Quaranta e gli inizi degli anni Cinquanta, in cui al centro del racconto c'è la famiglia, o quel che ne resta, o le speranze e le illusioni dei protagonisti.
    Come in Pranzo di famiglia, nella finzione e nella rappresentazione di un matrimonio finito a uso e consumo della famiglia di lei, in cui lui, il marito, la incontra in una scena struggente mentre finge con se stesso di essere un commesso che aspetta di prendere il treno Baltimora - in quella stazione che ricorda le terme di Caracalla - e per un momento immagina come sarebbe vederla senza conoscerla; o nel bellissimo L'opportunità, il mio preferito fra i quattro, in cui la vedova Wilson si confronta con il desiderio della figlia Elise di recitare e il suo di vederla sistemata.
    A vincere saranno entrambe, in maniera del tutto imprevedibile sia per l'una che per l'altra, ma a vincere su tutto, anche sulla depressione, grande e piccola che le quattro storie trasmettono, è quella crepa di luce che Cheever apre quasi inaspettatamente: la primavera che torna alla fine del primo racconto, la connessione che la signora Wilson scopre in Elise tra la bellezza del suo viso e la bellezza della sua capacità di giudizio, il futuro che verrà e che non potra essere più nero del presente.
    Parlavo di Steinbeck, ma siamo anche dalle parti di John Fante, e da quelle di Richard Yates, per certi versi, ma John Cheever ha un'identità tutta sua, una sua luce del tutto particolare che illumina i suoi racconti.
    Dopo la delusione de Il rumore della pioggia a Roma, quindi, un nuovo incontro: mi piace avere la possibilità di poter cambiare idea, di conoscere un altro modo per arrivare a un autore e alla sua scrittura.
    In fondo anche gli incontri sono fatti di momenti, e due persone che si incontrano in due diversi momenti della loro vita non sono mai le stesse due persone.

    http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/5/54/Lange-MigrantMother02.jpg

    "La Migrant Mother di Dorothea Lange con al centro Florence Owens Thompson, 32 anni, madre di sette figli. Nipomo, California, marzo 1936." (cit. Wikipedia)

    ha scritto il 

  • 4

    Abbandonate ogni speranza voi che leggete...

    Quattro racconti ma tanta disperazione e tanto nichilismo. D'altra parte siamo nell'America della Grande Depressione e in queste poche pagine la si respira a pieni polmoni. La felicità sembra non esse ...continua

    Quattro racconti ma tanta disperazione e tanto nichilismo. D'altra parte siamo nell'America della Grande Depressione e in queste poche pagine la si respira a pieni polmoni. La felicità sembra non essere possibile così come la speranza sembra non esistere. Però quello che non manca è la forza della scrittura di Cheever. Sono i primi racconti che leggo di questo autore ma penso proprio che proseguirò con altri perché mi ha davvero colpito.

    ha scritto il 

  • 4

    Ognuno affronta la pioggia come può

    Di fronte alla crisi del 1929 ognuno si attrezza come può. Questo romanzo parte dal basso. Persone comuni cercano di affrontare la quotidianità senza tradire i propri sogni o almeno galleggiando. Piac ...continua

    Di fronte alla crisi del 1929 ognuno si attrezza come può. Questo romanzo parte dal basso. Persone comuni cercano di affrontare la quotidianità senza tradire i propri sogni o almeno galleggiando. Piacevole lettura anche se a volte la tristezza prevale. Speranze, bugie, rancori o rassegnazione. Ogni passione si esaspera o si riduce ai minimi termini quando a prevalere sono i grandi eventi.

    ha scritto il 

  • 2

    Editore: Fandango.
    Traduttore: Leonardo Giovanni Luccone.
    A p.32: “ Mi accompagnava per le stanze come se quelle stanze sarebbero state sue per sempre.”
    Mi fa stridere i nervi come certi gessi sulla l ...continua

    Editore: Fandango.
    Traduttore: Leonardo Giovanni Luccone.
    A p.32: “ Mi accompagnava per le stanze come se quelle stanze sarebbero state sue per sempre.”
    Mi fa stridere i nervi come certi gessi sulla lavagna.
    E non è l’unico verbo sbagliato tra queste pagine, è solo il più clamoroso.
    Perché?
    Quanto ai racconti di Cheever, non sono male, ma nemmeno memorabili; solo l’ultimo mi è sembrato degno di nota.
    Insufficiente.

    ha scritto il 

  • 4

    Peccato

    sapere che la raccolta appena pubblicata da Feltrinelli sia un coacervo di errori editoriali.Questa cosa mi ha indignata e quindi non proporrò alla mia biblio di spendere 40€.
    Questi 4 racconti m'han ...continua

    sapere che la raccolta appena pubblicata da Feltrinelli sia un coacervo di errori editoriali.Questa cosa mi ha indignata e quindi non proporrò alla mia biblio di spendere 40€.
    Questi 4 racconti m'han fatta entrare nell'universo di John Cheever,gran bell'esperianza. Da lì Raymond Carver e il racconto.
    Bellobello!
    Cercherò, mio malgrado, il Feltrinelli in giro usato!

    ha scritto il 

  • 4

    'lo disse rivolgendosi a mia madre. le parlava con la confidenza e la naturalezza del loro amore che, dopo trent'anni, li aveva resi così indulgenti l'uno con l'altro e così pieni di speranza che semb ...continua

    'lo disse rivolgendosi a mia madre. le parlava con la confidenza e la naturalezza del loro amore che, dopo trent'anni, li aveva resi così indulgenti l'uno con l'altro e così pieni di speranza che sembravano una coppia di giovani innamorati.'

    una piacevole sorpresa john cheever: padronanza del racconto e del linguaggio sui temi dei conflitti familiari e sociali della grande depressione americana. 'di passaggio' per me il migliore tra i quattro racconti proposti.

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bravo questo autore che non conoscevo. Bello ed elegante lo stile, ottimi i contenuti: l'illusione del denaro nell'America della grande recessione contrapposta al coraggio di essere sè stessi. ...continua

    Molto bravo questo autore che non conoscevo. Bello ed elegante lo stile, ottimi i contenuti: l'illusione del denaro nell'America della grande recessione contrapposta al coraggio di essere sè stessi.

    ha scritto il