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Falling Out of Cars

By

Publisher: Transworld Publishers Ltd

4.0
(6)

Language:English | Number of Pages: 352 | Format: Hardcover

Isbn-10: 0385602960 | Isbn-13: 9780385602969 | Publish date: 

Also available as: Paperback

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Book Description
In a world overflowing with images, how can you tell who you really are? Marlene Moore wasn't even sure why she accepted the job, except that it gave her the chance to just get in her car and drive. To escape, to keep moving, to maybe find a destination for herself. Now she is journeying around England, a land that turns stranger and more dreamlike, the further she travels. Slowly, day by day, Marlene is falling prey to a sickness, a disease that seems to change the world around her. And the job itself turns out to be far weirder, and more dangerous, than she ever imagined. A road novel like no other, FALLING OUT OF CARS explores a country, and a psyche, falling off the edge of reality.
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  • 3

    Mi hanno entusiasmato molto Pollen, Vurt e Nynphomation, altri di Noon mi sono sembrati meno concreti. Questo è uno di quelli. La storia è incalzante e il ritmo narrativo è decisamente più ...continue

    Mi hanno entusiasmato molto Pollen, Vurt e Nynphomation, altri di Noon mi sono sembrati meno concreti. Questo è uno di quelli. La storia è incalzante e il ritmo narrativo è decisamente più articolato rispetto ai primi romanzi. Noon scrive ormai come un autore pienamente maturo (d'altronde era all'ottavo libro), ma non si capisce bene dove vada a parare o da dove ci arrivi... è come se questo romanzo fosse solo un episodio autoconclusivo di una serie più articolata, si sente che c'è dell'altro prima e dopo che l'autore non ha voluto raccontare. Mi sembra utile segnalare come, dopo tanto silenzio, quest'anno si sia riattivato con il progetto on line 217 babel street.

    said on 

  • 5

    In these days of chaos, possibilities abound.

    Immagina che là fuori sia tutto rumore, rumore bianco, Snow Crash, Nacht und Nebel. Immagina che l’unico modo di dare senso e significato a tutto ...continue

    In these days of chaos, possibilities abound.

    Immagina che là fuori sia tutto rumore, rumore bianco, Snow Crash, Nacht und Nebel. Immagina che l’unico modo di dare senso e significato a tutto questo sia riuscire a cogliere differenze anche minuscole, Pattern Recognition. Non è soltanto questione di orientarsi, è questione di sopravvivenza. Forse è così il mondo per il neonato, una nebbia grigia; poi un volto, una voce, un succo dolce, una pelle calda, un odore di mamma; poi la differenza più grande, sapere chi/che cosa sono io e che cosa è il resto del mondo.

    Immagina che questo sia il mondo che conosciamo, in cui noi siamo le migliori macchine mai esistite per scoprire le differenze anche più piccole, ma significative, rilevanti. E immagina che tutto questo abbia trasceso il nostro essere biologico, e abbia permeato il nostro habitat, la nostra cultura, la nostra economia, la nostra tecnologia. Il pianeta è un enorme Difference Engine.

    Immagina che una malattia attacchi proprio questo, e che per chi è colpito il rumore accerchi e sovrasti il segnale. Soltanto un farmaco (o un vaccino) può attenuare i sintomi della malattia e rallentarne il decorso: Lucidity (in gergo Lucy). Ma non è soltanto il funzionamento della vita quotidiana a repentaglio, ma la tua stessa identità, che si slabbra dai margini – come la stessa Inghilterra. Orologi e specchi sono i nemici più grandi: ai primi vanno tolte le lancette, gli altri vanno coperti o girati contro il muro.

    Marlene, Peacock, Henderson e Tupelo – che si sono incentrati per caso, uniti in una ricerca misteriosa e insensata – vagano per paesaggi sempre più incomprensibili. Cercano frammenti di specchio, e Marlene anche una figlia perduta. Definito dallo stesso autore un road novel, è invece un romanzo dell’immobilità, senza direzione e senza movimento, come è coerente che sia.

    Naturalmente, ci sono debiti (riconosciuti) al Lewis Carroll di Alice attraverso lo specchio (un’ossessione di Noon, Alice) e al mito di Narciso. Ma sono le impalcature, lasciate a vista, di una grande costruzione autonoma.

    Il libro è bellissimo. Non esito a definirlo un capolavoro: non della letteratura di fantascienza, in cui Noon viene incasellato, ma della letteratura tout court. Non penso di aver preso un abbaglio, con tutti i libri che leggo. E qui il grande mistero: nessuno conosce Noon. In italiano, dei suoi romanzi, ne sono stati tradotti un paio (Vurt e Pollen), esauriti. Dove sono i talent scout della case editrici?

    If you can read this sentence, this one fragile sentence, it means you’re alive.

    said on