Falsi dèi

Di

Editore: Armando Curcio

4.0
(10)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 320 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8897508545 | Isbn-13: 9788897508540 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Dopo il successo di "Ferro Sette", torna in scena Tobruk Ramarren, in una nuova avventura al comando di una misteriosa spedizione diretta verso un pianeta alla periferia della Galassia.
La lotta contro i Longevi continua. Sotto le insegne dello Stato Libero di Haddaiko, la nave spaziale Hebron è diretta verso un lontano sistema ai confini della Galassia. A bordo, a fianco del Presidente Hobbes, Tobruk Ramarren è a capo di un Corpo di Spedizione di “dormienti”, in stato di ibernazione, che avrà il compito di insegnare il sonno alla popolazione indigena. Ma un’inspiegabile contaminazione e un attacco improvviso costringono la nave alla deriva, scagliandola in un pianeta ignoto e dimenticato. Sulla superficie del Nuovo Mondo, il Corpo si imbatterà in primitive popolazioni oppresse dal terrore degli dèi che lo dominano dal sottosuolo. È molto alto il prezzo che Tobruk Ramarren dovrà pagare per scoprire la verità della storia umana.
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  • 3

    seconda avventura di Tobruk Ramarren, che inizia come missione diplomatica su un pianeta periferico, ma dopo un sabotaggio a bordo della nave e un attacco da parte di nemici sconosciuti, si trasforma ...continua

    seconda avventura di Tobruk Ramarren, che inizia come missione diplomatica su un pianeta periferico, ma dopo un sabotaggio a bordo della nave e un attacco da parte di nemici sconosciuti, si trasforma in una missione di salvataggio. non passa molto prima che i naufraghi scoprano di essere arrivati sul pianeta attraverso un'anomalia temporale che li ha portati diversi millenni nel passato, e che inoltre sul pianeta esiste una popolazione dotata di poteri mentali. lentamente emerge anche un senso più profondo per la missione che la squadra è chiamata a compiere su questo pianeta, con una serie di rivelazioni che vanno a comporre ulteriormente l'arco narrativo della serie.

    ha scritto il 

  • 4

    Intenso e originale

    Avvincente, ricco di spunti e di colpi di scena, mai scontato e mai banale.
    Il personaggio principale è forte, senza essere un duro, coraggioso ma mai sopra le righe.
    Spero che da questo e dal precede ...continua

    Avvincente, ricco di spunti e di colpi di scena, mai scontato e mai banale.
    Il personaggio principale è forte, senza essere un duro, coraggioso ma mai sopra le righe.
    Spero che da questo e dal precedente possano trarre un bel film. Di quelli che piacciono a me!

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione della Biblioteca Galattica

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/falsi_dei.html

    Il romanzo è ambientato in un'epoca non definita del futuro, un futuro tetro dove una minoranza di pochi eletti aventi il don ...continua

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/falsi_dei.html

    Il romanzo è ambientato in un'epoca non definita del futuro, un futuro tetro dove una minoranza di pochi eletti aventi il dono di una vita prolungata, i Longevi, dominano una schiera di sottoposti cui è stata addirittura tolta la facoltà e la memoria stessa del sonno, in nome della produttività e del guadagno per i loro padroni.
    Tobruk Ramarren, il protagonista, è stato uno dei fautori della creazione dello stato libero di Haddaiko, che ha liberato metà del pianeta Harris IV dallo spietato dominio di uno dei tanti signorotti locali appartenenti alla casta dei Longevi che si sono impadroniti del potere dopo la caduta di un Impero interstellare preesistente. Suo padre è il leader di questo movimento, il Presidente Hobbes, che ha rieducato Tobruk medesimo al sonno. Dopo la sua creazione, lo stato libero di Haddaiko è entrato a far parte di una specie di confederazione, l'Oikos delle Genti, ma, anche in seno a questa, operano fazioni dei Longevi che mirano a conservare potere e dominio sul resto dell'umanità.
    Per espandere il proprio movimento, con il beneplacito e la partecipazione dell'Oikos, il presidente Hobbes organizza una spedizione su un mondo desertico e apparentemente privo di alcuna ricchezza, Maraar III. La spedizione è destinata però ad affrontare difficoltà impreviste mentre l'innocuo pianeta Maraar III dimostra di nascondere segreti inimmaginabili che cambieranno per sempre la storia e la vita stessa di Tobruk, all'interno di una lotta per la libertà dell'umanità che supera i secoli, anzi i millenni.
    Il romanzo si inserisce in un tradizionale filone, quello distopico, della fantascienza sociologica, i cui autori già da diversi decenni hanno preconizzato l'ampliamento delle diseguaglianze e la polarizzazione degli stati sociali sotto agli occhi di tutti oggigiorno. L'idea del sonno come elemento simbolico di potere e di dominio è però innovativa e porta con sè una lunga serie di possibili approfondimenti e variazioni sul tema.
    La maggior parte degli eventi narrati hanno come sfondo Maraar III, un pianeta desertico che con i suoi paesaggi, tribù di indigeni e misteriosi semidei provenienti da altre epoche e altri luoghi, mi ha ricordato il capolavoro immortale di Herbert, Dune e i suoi Fremen. Planetary Romance, un forte messaggio di denuncia sociale, viaggi nel tempo, ingegneria genetica si fondono in un intreccio solido e ben costruito.
    La narrazione è in prima persona, il lettore segue la vicenda dalla prospettiva di Tobruk, riuscendo ad entrare nella mentalità del personaggio anche grazie a numerosi passaggi di carattere introspettivo. Questi dialoghi interiori sono spesso però malcalibrati a mio parere e portano ad un rallentamento eccessivo del ritmo narrativo con un conseguente appesantimento dell'opera. Ho trovato fuori luogo anche alcuni passaggi che sembrano invocare delle sorta di forze mistiche, che lasciano un alone di mistero e di incompiutezza su taluni accadimenti.
    Concludendo, Falsi Dei costituisce una lettura stimolante e con una buona dose di novità, capace di coniugare diverse istanze della fantascienza più tradizionale, con un intreccio e dei personaggi solidi, strutturati e ben costruiti, nonostante qualche pausa di troppo a livello di fluidità e ritmo narrativo. E' un romanzo autoconclusivo, ma, potendo, credo sia più opportuno leggerlo dopo il primo volume della serie, intitolato Ferro Sette.

    ha scritto il 

  • 4

    Piccolo grande romanzo

    Soddisfazione piena. Un romanzo profondo, scritto bene e con una vicenda che ti prende sotto braccio e ti trascina fino all'epilogo.
    Se Troccoli con il primo volume della saga mi aveva sorpreso, con q ...continua

    Soddisfazione piena. Un romanzo profondo, scritto bene e con una vicenda che ti prende sotto braccio e ti trascina fino all'epilogo.
    Se Troccoli con il primo volume della saga mi aveva sorpreso, con questo secondo capitolo prende per i capelli la fantascienza classica e la schianta con prepotenza nel suo cosmo Insonne. E lo fa pure bene.
    Una lettura che mi ha preso fin dall'inizio. I personaggi sono rotondi e delineati con mestiere. In questo secondo volume l'azione prende molto più piede rispetto al primo, più statico.
    Se proprio devo tirar fuori un paio di difetti, c'è che in alcuni punti si accelera la narrazione quando invece si sarebbe potuto dettagliare alcuni punti e l'universo inventato da Troccoli, seppur ottimamente creato, è troppo stilizzato in alcuni tratti.
    Rimane comunque un protagonista, Tobruk Ramarren, affascinante ed una evoluzione della storia che promette grandi cose.
    Simpatico l'equivoco dello scambio di sesso di Tobruk da parte dei Muriani nel finale del libro.
    In trepidante attesa del terzo volume, sempre che Curcio non decida di terminare tutto qui, come è consuetudine qui in Italia.

    ha scritto il 

  • 3

    Il ritorno di Tobruck

    Volendo estrarre da questo romanzo una frase che lo rappresentasse, ci sembra indicata questa: “umanamente alieno”. Perché in questo libro tutto è estraneo, dalla dimensione temporale situata migliaia ...continua

    Volendo estrarre da questo romanzo una frase che lo rappresentasse, ci sembra indicata questa: “umanamente alieno”. Perché in questo libro tutto è estraneo, dalla dimensione temporale situata migliaia di anni oltre il nostro futuro ai corpi celesti dalla caratteristiche inusuali, dalla antropologia degli esseri viventi ai macchinari ipertecnologici, dalla psicologia di certi personaggi alla stessa struttura sociopolitica. Persino gli appassionati di fantascienza di vecchia data troveranno concetti se non proprio originali almeno rivisti con passione e moderna consapevolezza: l’anomalia spaziotemporale, i longevi, i privi di sonno (e dunque di sogni), la gestalt tra menti eccetera. Eppure, al contempo, tutto è profondamente umano: la gerarchia militare che rispecchia la situazione politica, i sentimenti (buoni e cattivi) delle persone e le loro pulsioni, la preponderanza del potere economico… tutto perfettamente riconoscibile anche se ambientato in un altro tempo e in un altro spazio.
    Non sappiamo se l’autore lo giudicherà un complimento, ma a noi questo romanzo ha ricordato un grande scrittore di SF americano, Alfred E. Van Vogt, sia per gli improvvisi colpi di scena che sembrano rivoluzionare la trama – ma in questo caso sono per lo più cambiamenti di prospettiva – sia per il numero e la grandiosità dei concetti messi in campo, dai viaggi interplanetari alla riscoperta del pianeta Terra come culla della civiltà fino ai vari dualismi che entrano nel background della storia: normali/longevi, mente individuale/mente collettiva, dormienti/insonni, tecnologia/barbarie (o presunta tale), ricchezza/povertà. E se manca, quanto mai opportunamente per i nostri tempi, la dicotomia uomo/donna (nell’universo di Troccoli i due sessi sono alla pari) è invece presente il rapporto padre/figlio, perché l’autore non scrive ai tempi di Van Vogt ma ai giorni nostri e condisce l’avventura con riflessioni non banali, spaziando dall’economia alla filosofia e privilegiando l’introspezione e la caratterizzazione dei personaggi.
    Il romanzo continua le avventure di Tobruk Ramarren, l’avventuriero che già avevamo apprezzato nel precedente Ferro sette (Curcio 2012), questa volta inviato in missione diplomatica su un lontano pianeta che rivelerà un forte sorpresa, missione complicata da ammutinamenti, da nanovirus, dal comportamento delle popolazioni locali, da tradimenti vari. Una trama ricca d’azione che però non è fine a se stessa ma accompagna il lettore alla scoperta di situazioni straordinarie, con qualche spunto di riflessione. Un romanzo che forse non è un capolavoro ma si legge volentieri e, pur con qualche lungaggine in alcuni momenti, scorre dall’inizio alla fine.

    ha scritto il 

  • 4

    Secondo libro delle avventure di Tobruk Ramarren, che in "Ferro Sette" era stato protagonista di una ribellione contro l'oligarchia che per millenni ha privato l'umanità del sonno nel nome della produ ...continua

    Secondo libro delle avventure di Tobruk Ramarren, che in "Ferro Sette" era stato protagonista di una ribellione contro l'oligarchia che per millenni ha privato l'umanità del sonno nel nome della produttività e del profitto. In questa nuova avventura, Tobruk partecipa a una missione su Maraar III, pianeta deserto e scarsamente popolato, dove il Presidente Hobbes spera di insegnare agli autoctoni a riappropriarsi del sonno e farne così degli alleati. Il nemico però è in agguato e sembra disposto a tutto pur di evitare questa eventualità; non mancheranno, d'altra parte, tensioni nate all'interno del corpo di spedizione. "Falsi Dei" è un libro molto più avventuroso rispetto al precedente. Quasi un planetary romance, è un tuffo nel passato della colonizzazione umana della galassia, tra le civiltà decadenti di questo misterioso pianeta.
    Consigliatissimo se avete apprezzato "Ferro Sette". Se invece il primo vi manca, credo possiate comunque iniziare da questo libro, dato che vi fornisce tutti gli elementi sufficienti a capire lo svolgimento della trama.

    Recensione completa, con intervista all'autore: http://ilfuturotornato.com/2013/12/14/francesco-troccoli-falsi-dei/

    ha scritto il