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Fame

A Novel in Nine Episodes

By

Publisher: Pantheon Books

3.4
(203)

Language:English | Number of Pages: 192 | Format: Hardcover | In other languages: (other languages) German , Spanish , Italian , Chi traditional , French

Isbn-10: 0307378713 | Isbn-13: 9780307378712 | Publish date: 

Translator: Carol Janeway

Also available as: eBook , Paperback

Category: Fiction & Literature , Humor , Philosophy

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Book Description
Receiving calls for another person after buying a cell phone, a man creates sophisticated illusions to influence the personal lives and professional ambitions of his callers, from a blogger who wants to be depicted in fiction to a ...
Sorting by
  • 2

    風格迥異於一般的短篇小說,幾個故事間的人物似有關聯,但關聯性並沒有強到環環相扣,非得要如此寫法。說實在話,抓不到這本書真正要表達的重點,人生的虛實變化無常嗎?
    或許作者的另部大作"丈量世界"在敘事上會好點吧~

    said on 

  • 4

    Dice bene la quarta di copertina: un romanzo raffinato.


    Storie dentro storie e confine tra realtà ed irrealtà sempre al limite se non ribaltato confuso.


    Vita e letteratura. Letteratura e vita. Si è nel contempo parte delle storie e lettore delle stesse.


    Est è disagio puro, l ...continue

    Dice bene la quarta di copertina: un romanzo raffinato.

    Storie dentro storie e confine tra realtà ed irrealtà sempre al limite se non ribaltato confuso.

    Vita e letteratura. Letteratura e vita. Si è nel contempo parte delle storie e lettore delle stesse.

    Est è disagio puro, la tecnologia (onnipresente)è mai salvifica, Leo Richter è una presenza pregnate.

    Figata, non c'è che dire.

    said on 

  • 4

    頗有意思的一本書。

    故事裡的故事,人物中的人物。一本後設小說,峰迴路轉。不過有點可惜的是,從第一篇要批判的手機,轉到後來似乎不見了(弱掉了)。

    said on 

  • 3

    人人都在某些故事之中。故事中的故事又有故事,你永遠不知道哪裡是一個故事的結尾,哪裡又是一個故事的開始!其實所有的故事都環環相扣、匯流成河,只有在書中才能清楚地敘說分明。

    讀第一次時有一點霧颯颯,搞不清楚書中片片段段的人物
    讀第二次,懂了,有點像似《穿越時空舊簡愛》那樣書中人物跑來跑去
    基本上還好,跟《丈量世界》的氣魄一比,差多了

    said on 

  • 5

    在《丈量世界》及《我與康明斯基》裡,丹尼爾採用對位的寫作手法讓兩位主角對決,而這回在《名.聲》裡則大玩角色扮演遊戲,讓多名演員輪番上場演出九齣短劇。妙的是觀眾會看到同一名演員在A故事裡當主角,在B故事裡卻淪為配角或跑龍套的小角色,直到舞台燈光全部打亮,最終謝幕時才驚覺原來看似獨立的九齣短劇,其實是一個完整故事的分鏡。故事其實不難讀,但是你得非常專注,不放過任何細節,才能摸清丹尼爾真正的把戲。原來網路重症莫維茲莫名奇妙成為劈腿男的幫兇,而他搞砸的可不只會議報告,他捅得漏子可大了,如此依尋故事脈絡下去直到所有事情全兜在一塊,忍不住大讚丹尼爾真的太厲害了!好吧!沒人規定故事一定要按照時間順序從 ...continue

    在《丈量世界》及《我與康明斯基》裡,丹尼爾採用對位的寫作手法讓兩位主角對決,而這回在《名.聲》裡則大玩角色扮演遊戲,讓多名演員輪番上場演出九齣短劇。妙的是觀眾會看到同一名演員在A故事裡當主角,在B故事裡卻淪為配角或跑龍套的小角色,直到舞台燈光全部打亮,最終謝幕時才驚覺原來看似獨立的九齣短劇,其實是一個完整故事的分鏡。故事其實不難讀,但是你得非常專注,不放過任何細節,才能摸清丹尼爾真正的把戲。原來網路重症莫維茲莫名奇妙成為劈腿男的幫兇,而他搞砸的可不只會議報告,他捅得漏子可大了,如此依尋故事脈絡下去直到所有事情全兜在一塊,忍不住大讚丹尼爾真的太厲害了!好吧!沒人規定故事一定要按照時間順序從頭說起!丹尼爾這樣的寫法簡直帥呆了!

    里奧說:「人人都在某些故事中。故事中的故事又有故事,你永遠不知道哪裡是一個故事的結尾,那裡又是另一個故事的開始!其實所有的故事都環環相扣、匯流成河..。」這段話足以說明整部小說,也是真實人生縮影。每個人都同時扮演自己及周遭人生劇的主角或配角,所有人的生活都是互相交集,具有連鎖效應的。一個突如其來的意念或無心的動作,就足以偏離了人生的既定跑道,甚至完全脫軌,而這個改變是好是壞,是暫時或永久的卻是無法預知的。

    劈腿男用手機圓謊大享齊人褔;莫維茲深陷網路世界用八卦操控他人名聲;而艾布凌則用手機玩弄別人的名聲,在真實世界裡這些都不足為奇。至於瑪麗亞跟拉夫.譚納因為手機而完全脫軌的人生,看似不可思議,卻也不無可能。一天不上網坐立難安?手機離身沒有安全感?網路斷線很多事情面臨停擺?在這個凡事講求效率的時代,人與人溝通不再需要面對面,只要按幾個鍵就可搞定。然而科技帶來便利,卻也相對帶來潛在的人生危機,看著劇中人物的遭遇,讓我不禁思忖我們是否太依賴科技了,讓科技左右了人生,掌控了名聲。

    《名.聲》是我接觸丹尼爾的第三本作品。多年前某天無意間逛進一個陌生的部落格,看到格主極力推薦《丈量世界》,好奇上網搜尋閱讀心得,發現評價兩極。對於閱讀,青菜蘿蔔各有所好,自己說了算!於是我決定親自嚐嚐,談不上特別的喜愛或不喜愛,但是對丹尼爾那種彷彿能穿透人性,充滿哲思及諷刺幽點的筆觸印象深刻。接下來的《我與康明斯基》則是讀得好開心。若以喜愛程度來論,《名.聲》絕對是排名第一! 一本外型看似甜點,卻是飽足感十足,且回味無窮的極品大餐!大推!

    節自: http://tw.myblog.yahoo.com/piggy-home/article?mid=18827&prev=18851&next=18818&l=f&fid=72

    said on 

  • 4

    Giovane scrittore (classe '75) nato a Monaco di Baviera e residente a Vienna, Kehlmann è considerato uno dei talenti della nuova letteratura tedesca e, malgrado la sua età, ha già collezionato svariati premi e riconoscimenti. Fama è una raccolta di racconti collegati tra loro da continui rimandi ...continue

    Giovane scrittore (classe '75) nato a Monaco di Baviera e residente a Vienna, Kehlmann è considerato uno dei talenti della nuova letteratura tedesca e, malgrado la sua età, ha già collezionato svariati premi e riconoscimenti. Fama è una raccolta di racconti collegati tra loro da continui rimandi e giochi di specchi tra un autore, lo scrittore Leo Richter, e alcuni personaggi, a volte sue creazioni letterarie, a volte intrusi che cercano a tutti i costi di entrare nelle sue opere; il tutto condito da pseudo-citazioni di memorabili frasi di un altro pseudo-scrittore che viene presentato in questo modo...

    Continua su
    http://www.lastambergadeilettori.com/2011/09/fama-daniel-kehlmann.html

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  • 4

    Carino, ben scritto e godibile. Non mi sembra certo un romanzo rivoluzionario, ma traspone bene nella nostra epoca dei ben noti dilemmi letterari sulla separazione fra gli autori e i loro personaggi, fra la realtà e la finzione, fra le nostre diverse identità ecc.
    Alcune citazioni qui: http ...continue

    Carino, ben scritto e godibile. Non mi sembra certo un romanzo rivoluzionario, ma traspone bene nella nostra epoca dei ben noti dilemmi letterari sulla separazione fra gli autori e i loro personaggi, fra la realtà e la finzione, fra le nostre diverse identità ecc.
    Alcune citazioni qui: http://it.wikiquote.org/wiki/Daniel_Kehlmann

    said on 

  • 5

    Fama - Un romanzo dentro nove storie

    Ebbene, debbo ammetterlo, ho sempre avuto un debole per gli scrittori di lingua tedesca e converrete con me di questa inclinazione se avete auto modo di leggere qualche libro di Moers, Boll, Ende o Ransmayr. ancor di più se vi è capitato in mano un romanzo di Daniel Kehlmann, scrittore austriaco ...continue

    Ebbene, debbo ammetterlo, ho sempre avuto un debole per gli scrittori di lingua tedesca e converrete con me di questa inclinazione se avete auto modo di leggere qualche libro di Moers, Boll, Ende o Ransmayr. ancor di più se vi è capitato in mano un romanzo di Daniel Kehlmann, scrittore austriaco classe 1975, che ha rappresentato un caso letterario circa cinque anni fa. Tanto per non fare la figura di quell o che arriva sempre in ritardo annoto che avevo già letto tempo addietro i libri "La misura del mondo" e "E' tutta una finzione", ma ciò che mi ha spinto a parlare di questo autore è stata la lettura di "Fama", un romanzo che ha solleticato a tal punto la mia immmaginazione e il mio gusto che mi sono ritrovato (cosa che non succedeva da tempo) contemporaneamente a desiderare di arrivare all'ultima pagina per sapere come sarebbe andato a finire e rammaricarmi per la consapevolezza dell'interruzione, a libro ultimato, del piacere della lettura. Paradosso tipico del lettore accanito e vorace ma che in realtà solo determinati libri suscitano.

    Vediamo dunque i motivi per cui questo libro e questo autore possono fregiarsi del merito di aver conquistato la mia approvazione.

    Quel che mi colpisce di Kehlmann, oltre alla straodinaria inventiva, è la capacità di fondere reale e fantastico con naturalezza (Calvino direbbe "con leggerezza") o meglio ancora di far fare all'immaginario continue irruzioni nel reale senza che questo espediente letterario risulti artificioso: vi è anzi nei suoi libri una spontaneità di fondo che fa apparire tutto come lineare, anche ciò che potrebbe razionalmente risultare sconcertante. Si tratta di una cifra stilistica rimasta in sordina ne "La misura del mondo" e balzata in primo piano con le vicissitudini del prestigiatore protagonista di "E' tutta una finzione", dove il tema della magia favoriva senz'altro un approccio di questo tipo ma dove, occorre dirlo, l'argomento era affrontato da una prospettiva inedita e totalmente affascinante cui Kehlmann ha saputo unire uno stile appassionante (che raggiunge la sua massima espressione nel capitolo 8, un autentico gioiello narrativo). In "Fama" l'autore fa di questa dialettica tra reale e immaginario il motore della trama che si articola in nove diverse storie variamente intrecciate: può essere un personaggio a ricorrere dall'una all'altra (come nel caso dell'attore Ralf Tanner), una situazione presentata da più punti di vista (l'errore nell'attribuzione dei numeri di cellulare da cui prende avvio la vicenda) o un riferimento minimo (gli ubiqui libri di Auristos Blancos).

    Fin qui si potrebbe anche dire che non c'è nulla di nuovo sul fronte germanico stante l'esempio del conterraneo di Kehlmann, Ingo Schulze, che in "Semplici storie" crea un meccanismo simile a un livello più articolato e difficile da seguire anche per il distacco nella presentazione di fatti e personaggi. Ma è proprio su questo distacco (e sulla totale assenza di questa opzione in "Fama") che si misura la distanza tra i due autori e la distanza tra Kehlmann e altri scrittori: Kehlmann infatti non presenta la trama romanzesca come semplice successione di eventi, in cui l'intreccio è orizzontale, ma rende la connessione tra le storie anche verticale, al punto che il lettore deve giocoforza entrare con lo scrittore nel testo, seguirlo nei meandri della vicenda (volutamente non labirintica perchè è la profondità a avvincere, non la complessità) e lasciarsi avvolgere da essa. Per riuscire a creare questa verticalità, questa profondità del testo, Kehlmann decide di mettere in scena uno scrittore in particolare (Leo Richter) e i suoi personaggi che dialogano con lui e che lui muove, deus ex machina, presentandone le vicende. A rendere l'espediente letterario particolarmente efficace e scevro di ogni retorica subentra la scelta stilistica di non concentrarsi su questa dinamica ma di ampliare la riflessione sul concetto di finzione (leitmotiv dell'autore dato che anche il suo secondo romanzo ne parlava) attraverso le vicende ineranti al cellulare dell'attore Ralf Tanner e ai personaggi coinvolti a vario titolo. Il risultato è una storia accattivante, perchè il lettore è spronato a capire la connessione tra i racconti, ma non disorientante, almeno non a livello contenutistico, poichè l'obiettivo dell'autore va oltre. Benchè infatti nel romanzo vi sia uno sviluppo complessivo, quasi un contenitore per i nove racconti, a Kehlmann non interessa tanto mostrare la perizia dell'intreccio, quasi in modo ariostesco, ma esplorare il doppio fondo di questa vicenda e renderla di fatti inspiegabile a livello narratologico, per spingere chi legge a chiedersi continuamente cosa c'è di vero, di reale e cosa è immaginario, frutto della fantasia, per poi spostare il focus sui meccanismi che ciascuno ha a disposizione per mescolare realtà e fantasia tramite la simulazione (o la scrittura, elemento che consente a Kehlmann di parlare indirettamente anche di sè), tracciando in tal modo un quadro della società moderna che non riesce a sfuggire a questa brama, a questo adescamento della finzione. "Noi siamo sempre dentro delle storie" commenta nel finale un personaggio, e a quel punto della lettura ci si chiede chi sia veramente a pronunciare la frase e a chi sia rivolta, perchè chi legge a quel punto è dentro alla storia, a far compagnia non solo ai nove personaggi principali ma anche a Kehlmann stesso.

    I personaggi sono l'elemento di maggior pregio del romanzo, poichè sono ritagliati con grande abilità e risultano vivi, il che di per sè è un paradosso visto che la sovrapposizione di racconto e metaracconto finisce col far pensare che tutto ciò che è reale sia una storia e viceversa, ma è indubbio che un simile effetto non sarebbe stato credibile con protagonisti meno forti, meno incisivi o meno coinvolgenti: qui invece si simpatizza istintivamente con questo e quel personaggio così come si giudica negativamente qualcun altro; il petulante, insofferente e nevrotico scrittore Leo Richter, il suo indiretto collega Miguel Auristos Blancos, serafico autore di libri new age, e il miserabile maniaco di internet Mollwitz sono i più eclatanti "antipatici" del libro, ma in grado di far affezionare il lettore che li percepisce da subito come elementi portanti di una storia che lo cattura e in cui costituiscono dei segnali di riferimento nel momento in cui si "entra" nel racconto, spronati dall'abile costruzione del testo che quasi intrappola chi legge ma che parimenti lo proietta a interrogarsi sulla vita fuori dal libro...che forse non riconosciamo come un racconto solo perchè non ha una copertina.

    said on 

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