Fango

Di

Editore: Mondadori

3.7
(5548)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Polacco

Isbn-10: 8804468645 | Isbn-13: 9788804468646 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Criminalità , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Dalle scene di vita di L'ultimo capodanno dell'umanità alle irresistibili peripezie del picciotto Albertino protagonista di Fango, i racconti di Niccolò Ammaniti mettono in scena i nuovi grotteschi eroi di un'umanità giovane e metropolitana, sbandata e anticonformista, capace di passare con leggerezza da una modesta aspirazione a un efferato delitto. Sono racconti che mescolano tutti +i generi, dall'horror alla commedia all'italiana fino alle suggestioni del cinema di Tarantino, trovando infine in una gustosissima vena comica il vero elemento comune. Storie nelle quali una minuziosa osservazione della realtà si fonde con una scatenata fantasia, per cui anche la morte si trasforma, nella prosa trascinante di Ammaniti, in uno scintillante spettacolo. Grande bravura e superbo senso del ritmo fanno il resto, dando a questo libro l'aspetto di un autentico, irripetibile gioiello.
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  • 4

    Come diceva il fricchettone? “E' un incubo psichedelico. E' un tumore nel cervello.”

    http://diariodiunadipendenza.blogspot.it/2015/11/recensione-basso-costo-fango-di-niccolo.html

    ha scritto il 

  • 3

    Tarantino

    Leggi Ammaniti e ti piace, finchè non hai scoperto vette più alte, a quel punto lo rivaluti, ad ogni modo un bel libro, è un pulp all'italiana, alla manetti & bros per capirci

    ha scritto il 

  • 2

    Il libro che mi è piaciuto meno di Ammaniti. Lo stile sembra forzato e troppo consapevole di sé, le storie e situazioni spesso sopra le righe, l'equivalente di qualcuno che urli per farsi ascoltare ma ...continua

    Il libro che mi è piaciuto meno di Ammaniti. Lo stile sembra forzato e troppo consapevole di sé, le storie e situazioni spesso sopra le righe, l'equivalente di qualcuno che urli per farsi ascoltare ma non abbia granché da dire. Anni luce da "Ti prendo e ti porto via" o "Io non ho paura".

    ha scritto il 

  • 5

    Un Ammaniti in grande spolvero, mi mancava! Far ridere descrivendo scene tragicamente apocalittiche è una cosa che gli invidio parecchio. In questa raccolta di racconti c'è tutta l'essenza fortemente ...continua

    Un Ammaniti in grande spolvero, mi mancava! Far ridere descrivendo scene tragicamente apocalittiche è una cosa che gli invidio parecchio. In questa raccolta di racconti c'è tutta l'essenza fortemente pulp di questo scrittore.

    ha scritto il 

  • 3

    Non male

    Ero alla ricerca di qualcosa che si avvicinasse come genere a quello di Palahniuk e Fango mi è stato consigliato. Alcuni racconti sono davvero brutali e ti lasciano un po' interdetto, ma nel complesso ...continua

    Ero alla ricerca di qualcosa che si avvicinasse come genere a quello di Palahniuk e Fango mi è stato consigliato. Alcuni racconti sono davvero brutali e ti lasciano un po' interdetto, ma nel complesso è stata una buona lettura. Sicuramente proverò qualcos'altro dello stesso autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Una scrittura ruvida

    Ogni racconto è ben separato dagli altri e può essere letto separatamente da tutto il resto. Tuttavia c’è un filo conduttore che li lega tutti: l’umanità, o meglio, fino a che può spingersi la crudelt ...continua

    Ogni racconto è ben separato dagli altri e può essere letto separatamente da tutto il resto. Tuttavia c’è un filo conduttore che li lega tutti: l’umanità, o meglio, fino a che può spingersi la crudeltà e la follia umana. Lo stile narrativo di Ammaniti è “ruvido”, non cerca la bella parola per il bel narrato, ma la parola più incisiva e cruda per ampliare all’inverosimile l’empatia che il lettore DEVE provare per i protagonisti. Il lettore di Ammaniti non si può sedere comodo e “semplicemente leggere”: deve stare in guardia, sempre pronto a scansare e allontanarsi dal testo, quando necessario, per evitare di essere trascinato nella spirale di follia e violenza creata dall’autore. Il lettore non ha respiro, una volta che comincia non può allontanarsi dalla sensazione di disagio che crea la lettura, al punto che riuscirà a rielaborare il testo solo a completa chiusura del libro.
    https://glispaccialezzioni.wordpress.com/2015/05/24/recensione-a-fango-di-niccolo-ammaniti/

    ha scritto il 

  • 4

    Pulp-fiction

    Colpiscono e lasciano il segno come una coltellata, stordiscono come un pugno a tradimento, invischiano come la melma fangosa delle paludi, soffocano e opprimono come una coltre nebbiosa che ricopre o ...continua

    Colpiscono e lasciano il segno come una coltellata, stordiscono come un pugno a tradimento, invischiano come la melma fangosa delle paludi, soffocano e opprimono come una coltre nebbiosa che ricopre ogni cosa... eppure non riesci a staccartene, quasi a voler cercare un lieto fine ad ogni costo quando sai benissimo che lieto fine non può esserci. Qs racconti sembrano una sceneggiatura di Tarantino nel suo stile più pulp. Il primo da solo meriterebbe le 5 stelle.

    ha scritto il 

  • 2

    Mediocrità

    Il primo racconto, più corposo, e Carta, non mi sono dispiaciuti. C'è originalità e la giusta dose di "truculenza". Oggettivamente più bruttini gli altri, e in ogni caso rovinato dai molteplici errori ...continua

    Il primo racconto, più corposo, e Carta, non mi sono dispiaciuti. C'è originalità e la giusta dose di "truculenza". Oggettivamente più bruttini gli altri, e in ogni caso rovinato dai molteplici errori.
    Mi chiedo soprattutto se scrivere "tosico" e non "tossico" fosse voluto, visto che l'errore si ripete in tutto un racconto.

    ha scritto il 

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