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Fantômas

Di ,

Editore: Arnoldo Mondadori

3.5
(57)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 441 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Ceco

Isbn-10: 8804501014 | Isbn-13: 9788804501015 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Luigi Bernardi , Rimondi Francesca

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Charles Lambert è pazzo, come sua madre. Per questo ha ucciso la marchesa di Langrune. Lady Beltham è pazza, come il suo amante. Per questo hanno ucciso insieme Lord Beltham, che li aveva sorpresi. Anche l'ispettore Juve è pazzo:per questo crede che il colpevole sia uno solo, Fantomas. Chi sia nessuno lo sa, è niente e tutto, ma soprattutto Fantomas è morte, terrore, paura.
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  • 2

    FANTOMAS

    Prima Edizione Il Giallo Mondadori luglio 2001.
    Traduzione di Luigi Bernardi e Francesca Rimondi. Volume oro. N° 2740
    ------------------------------------------------------
    Pierre Souvestre & Marcel Allain
    Pierre Souvestre ( 1874-1914 ) fu avvocato, appassionato automobilista ...continua

    Prima Edizione Il Giallo Mondadori luglio 2001.
    Traduzione di Luigi Bernardi e Francesca Rimondi. Volume oro. N° 2740
    ------------------------------------------------------
    Pierre Souvestre & Marcel Allain
    Pierre Souvestre ( 1874-1914 ) fu avvocato, appassionato automobilista, giornalista sportivo, collaboratore di diversi periodici e narratore.
    Marcel Allain ( 1895-1969 ) fu autore di romanzi d'avventura, storici, patriottici, sentimentali, fantastici e polizieschi, pubblicati a puntate sui giornali del primo Novecento.
    La loro fama è principalmente legata all' epopea di Fantomas, il genio del male, scritta in coppia dai due e poi continuata da Allain, dopo la morte dell' amico Souvestre.
    Chi è Fantomas ?
    Nessuno ma qualcuno.
    Cos'è Fantomas ?
    Niente e tutto.
    Cosa significa Fantomas ?
    Morte, terrore, paura.
    Il primo Noir della storia, sanguinoso, spietato, violento, finalmente in edizione integrale. ( spot )

    Non è il mio genere, nè Fantomas nè Agatha. Ma il Giallo Mondadori fece bene a pubblicarli nuovamente nel 2000. Ed è piacevole averli in libreria.

    ha scritto il 

  • 4

    L'Idea del Male

    Ne abbiamo sentito parlare tutti, prima o poi, in un qualche momento della nostra vita. E il nome ci ha attratto come qualcosa o qualcuno di misterioso e sinistro. Poi lo conoscemmo meglio attraverso i film anche satirici: noto quello del 1964 con Jean Marais e Louis de Funès. Ma, talvolta, i mas ...continua

    Ne abbiamo sentito parlare tutti, prima o poi, in un qualche momento della nostra vita. E il nome ci ha attratto come qualcosa o qualcuno di misterioso e sinistro. Poi lo conoscemmo meglio attraverso i film anche satirici: noto quello del 1964 con Jean Marais e Louis de Funès. Ma, talvolta, i mass media mettono in ombra l'origine di ciò che presentano. Molti sapranno che Fantômas fu un personaggio da film, non molti sapranno, invece, che fu una creatura letteraria di tali Pierre Souvestre (1874-1914) e Marcel Allain (1885-1970), creatura nata con questo primo romanzo del 1911, intitolato, appunto, né più né meno che Fantômas. Souvestre e Allain di libri della serie di Fantômas ne scriveranno altri trentuno insieme poi, dopo la morte di Souvestre nel 1914, Allain la continuerà, scrivendone altri undici; l'ultimo romanzo data il 1963.
    Fantômas è forse il più noto nella tradizione dei villain, dei “cattivi” di carta. Sei anni prima, nel luglio del 1905 in racconti apparsi nella rivista Je Sais Tout, aveva visto la luce Arsène Lupin di Maurice Leblanc (1864-1941). Erano gli anni della belle époque, a Parigi c'erano praticamente tutti gli intellettuali e artisti d'Europa e proprio in quegli anni chi teneva banco nella capitale francese era il nostro D'annunzio (1863-1938) che stette colà in fuga dai creditori italiani, dal '04 al '10. Un'epoca che si chiamava “belle” non solo per il suoi fermenti culturali, tecnico scientifici e artistici ma, anche, su questa scia, per il desiderio e la ricerca di emozioni trasgressive e forti. E queste emozioni forti poteva anche dargliele il romanzo popolare con personaggi come Fantômas o Arsenio Lupin e molti altri ormai caduti nel dimenticatoio ma che sarebbe piacevolmente curioso riscoprire. Questo tipo di personaggi affonda le radici nei protagonisti dei romanzi d'avventura del secolo precedente, ricordiamo ad esempio il Rocambole di Pierre Alexis Ponson du Terrail (1828-1871), spesso e volentieri, eroi – o, forse meglio, antieroi - che volontariamente vivevano ai margini di una società ottimista, spensierata e ricca e che – in una maniera più o meno manifesta – giustificavano le proprie gesta trasgressive e ribelli con motivazioni anarcoidi e giustiziere divenendo così “simpatici” ai popolani e fornendo al contempo emozioni ”proibite” ai benpensanti: per questa via si può benissimo risalire alla figura di Robin Hood. Ma da avventurieri anticonformisti, alcuni facevano il salto di qualità e diventavano dei veri e propri criminali, sociologicamente, forse prototipi dei serial killer dei giorni nostri e delle grandi figure di malvagio “sociale” contro le quali, ad esempio, l'agente 007 deve sempre combattere (Goldfinger, il Dr No) e salvare il mondo minacciato dalle loro mire di potere e dominio globali. Ma non occorre venir tanto in qua nel tempo per trovare esempi di menti diabolicamente criminali; nel 1913 sulle sponde oltremanica fece la sua comparsa il genio criminale, per di più esoticamente connotato, del Dr Fu Manchu dell'inglese Sax Rohmer (pseudonimo di Arthur Henry Sarsfield Ward 1883-1959), per non parlare dell'Arthur J. Raffles, altro ladro gentiluomo, ch'era nato circa vent'anni prima nel 1890 dalla penna di Ernest William Hornung (1866-1921). Raffles ebbe un certo successo non eguagliando però quello del detective proposto nel 1887 dal cognato Sir Arthur Conan Doyle: Sherlock Holmes Nel panorama dei grandi fuorilegge, delle grandi canaglie, Fantômas è in buona compagnia e, questo primo romanzo si caratterizza per il fatto di non sembrare nemmeno comparire mai direttamente come personaggio ma essere sempre in qualche momento della vicenda, forse uno di loro e, quando il poliziotto, suo acerrimo e giurato nemico, ne comprenderà le losche trame, sarà troppo tardi. Qui, più che un personaggio; Fantômas sembra essere l'idea stessa del Male della Malvagità. E questa sfuggente identità, quest'ambiguità di principio (letteralmente perché il romanzo comincia proprio col sottolinearla) sarà la sua fortuna oltre, naturalmente, gli efferati, spettacolari delitti, crudelmente plateali. Ma il popolo della belle époque voleva divertirsi così e, perciò, così fu divertito in un'ineccepibile logica di mercato editoriale. Divertì quei nostri antenati ed è capace di divertire anche noi dopo quasi un secolo.

    ha scritto il 

  • 4

    Personaggi carismatici, trama intrigante ed enigmi dalla soluzione apparentemente impossibile... questo giallo mi ha appassionato come pochi. Peccato solamente per il finale che, pur non essendo male, non raggiunge la qualità del resto della narrazione.
    Purtroppo gli altri romanzi della seri ...continua

    Personaggi carismatici, trama intrigante ed enigmi dalla soluzione apparentemente impossibile... questo giallo mi ha appassionato come pochi. Peccato solamente per il finale che, pur non essendo male, non raggiunge la qualità del resto della narrazione.
    Purtroppo gli altri romanzi della serie (più di trenta!!!) non sono ristampati da almeno mezzo secolo e mi risulta che siano tutti di alta qualità.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantomas e Juve, due personaggi incredibili, ma come non stare dalla parte del primo? Lo so, è un assassino, un ladro, un truffatore, eppure i suoi crimini sono talmente perfetti che lo rendono un personaggio da ammirare. Come farà l'ispettore Juve a non impazzire non riuscendo mai a dimostrare i ...continua

    Fantomas e Juve, due personaggi incredibili, ma come non stare dalla parte del primo? Lo so, è un assassino, un ladro, un truffatore, eppure i suoi crimini sono talmente perfetti che lo rendono un personaggio da ammirare. Come farà l'ispettore Juve a non impazzire non riuscendo mai a dimostrare i delitti di Fantomas, nonostante riesca sempre ad intuirli? Ma in realtà chi è Fantomas?...Fantomas è morte, è terrore, è paura!

    ha scritto il 

  • 4

    Primero de la serie

    Este el primero de una serie que cogí en la biblioteca hace años y que me encantó, pertenecían a la antigua editorial Aguilar, y eran dos volúmenes que comprendían varios libros en cada uno. Cuando vi que Mondadori había reeditado este primero lo compré sin dudarlo, sin embargo parece que no tien ...continua

    Este el primero de una serie que cogí en la biblioteca hace años y que me encantó, pertenecían a la antigua editorial Aguilar, y eran dos volúmenes que comprendían varios libros en cada uno. Cuando vi que Mondadori había reeditado este primero lo compré sin dudarlo, sin embargo parece que no tiene intención de seguir editando el resto de la serie.

    Se trata de una novela policiaca francesa de principios del siglo XX, donde el malo, Fantomas, es el auténtico protagonista aunque siempre aparezca oculto bajo sus diferentes disfraces, perseguido por el inspector Juve. Con esta serie de libros me enteré que a los maleantes franceses se les llama apaches, aunque me costó varios capítulos entenderlo y me preguntaba que pintaba un barrio de indios apaches en el centro de París ;-)

    ha scritto il 

  • 4

    FANTOMAS E DIABOLIK :D

    -Fantomas!
    -Come dite?
    -Ho detto... Fantomas.
    -E cosa significa?
    -Tutto... e niente!
    -E allora chi è?
    -Nessuno. Eppure è qualcuno!
    -Ma insomma, che cosa fa questo qualcuno?
    -Fa paura!

    Così cominciano le celebri peripezie di Fantomas, datate 1911, ed ...continua

    -Fantomas!
    -Come dite?
    -Ho detto... Fantomas.
    -E cosa significa?
    -Tutto... e niente!
    -E allora chi è?
    -Nessuno. Eppure è qualcuno!
    -Ma insomma, che cosa fa questo qualcuno?
    -Fa paura!

    Così cominciano le celebri peripezie di Fantomas, datate 1911, ed ideate da due giornalisti parigini. L'intento degli autori appare subito chiaro, creare suspense costruendo un personaggio davvero misterioso, un Genio Del Male Veramente Cattivo - non come quel debosciato di Diabolik, nipotino degenere che specialmente negli ultimi anni compie troppe buone azioni, che addirittura rivendica una sua etica, anche se sui generis

    Fantomas della morale non sa proprio che farsene, è puro desiderio di onnipotenza e di ricchezza, ed uccide semplicemente perchè la violenza gli piace, non certo in quel modo asettico e professionale tipico del nostro eroe in calzamaglia.

    Entrambi si esaltano nel tentare imprese impossibili, autocompiacendosi della propria abilità. Fantomas come DK è un vero trasformista, la sua esistenza è un continuo trasmigrare d'identità, come se contemporaneamente stesse recitando più ruoli, in varie parti del mondo. Ancora non ci sono le famose maschere, siamo solo nella belle epoque e tutt'al più può ravvisare Fregoli.

    Fantomas ha un'amante che somiglia maledettamente ad Eva Kant, nobile inglese bionda ed avvenente. però non spregiudicata quanto quest'ultima: Lady Beltham è sempre sull'orlo di una crisi isterica, prova rimorsi, quando è costretta ad aiutarlo nelle sue imprese criminali è soltanto la sua passione amorosa a sostenerla. Eva, invece (potenza del femminismo ), si trova subito a suo agio nei panni di fuori-legge, anzi, addirittura era già portata. Anche il primo contatto di DK con Eva rievoca un episodio di questo romanzo, quando F nei panni di ladro gentiluomo deruba in un grande albergo una principessa russa: approfitta del momento in cui sta facendo il bagno, ma l'analogia finisce lì, F è assai più spregiudicato di quello gnoccolone di DK .

    Anche F ha la sua bestia nera, l'ispettore della Sureté Juve, sempre ad un passo dall'acciuffarlo, l'epilogo del romanzo è analogo all'avventura del fumetto, quasi lo ricalca. Però Juve, meglio di Ginko, che si preserva cristallino ed un po' ingessato, è un vero alter ego: come F non rifugge i sotterfugi, ed ama travestirsi per raccogliere indizi e prove. S. & A. sono abili nel descriverlo in queste circostanze, lo introducono come uno sconosciuto lasciando il lettore nel dubbio che possa essere invece F. Viene in mente un altro nipotino celebre, l'ispettore Clouseau, che si traveste per dar la caccia ai sospetti con esiti però esilaranti...

    Secondo i canoni del fuilleton, differire e stupire sono le parole d'ordine di S.& A., e non manca il gusto del macabro nel descrivere l'efferatezza dei crimini, il loro è un affresco corale della Francia inizio-secolo ed in forza del proprio mestiere non trascurano le note di colore, per alleggerire e diluire l'intrigo. Dalla cronaca attingono scenari resi con vivacità e non mancano le macchiette, neppure le questioni lasciate in sospeso, personaggi apparentemente innocenti che nascondono un passato oscuro e che promettono ulteriori rivelazioni.

    Dietro la figura di F si nasconde un'angoscia tipica dei tempi moderni, la constatazione, dopo il facile ottimismo positivista, che il male, lungi dall'essere sconfitto dal progresso è anzi più difficile da stanare, e si può celare dietro i rispettabili panni di borghesi operosi. E questa essenza inafferrabile e minacciosa del male è sicuramente ben rappresentata, lo stesso F potrebbe non essere l'unico in circolazione...

    ha scritto il